07/12/2023
Funerale di speranza.
Con una bella orazione Gino, il padre di Giulia, riscatta la memoria della figlia.
ALESSANDRO BANFI
“A me, che non sono più giovane, è venuto in mente il magnifico discorso di Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio ucciso dalle Brigate Rosse, alle esequie del padre. “Un funerale pieno d’amore e pacatezza”, ha scritto Niccolò Zancan sulla Stampa. Il discorso di Gino Cecchettin, il padre di Giulia, ha finalmente rotto il disagio crescente provocato in questi giorni dalla televisione e dalla stampa del nostro Paese. Negli otto minuti e 55 secondi dell’orazione finale del padre Gino (trovate più avanti il testo integrale) si è dissolta tutta la “narrazione tossica” di questi giorni. Niente più odio e rancore. Si è fermata la protesta tanto generica quanto astratta. Ha avuto uno stop il morboso tornare sul delitto. Su tutto, è svanita l’emotività superficiale. San Tommaso d’Aquino distingueva l’emozione dal sentimento. L’emozione passa e va, è di un momento. Il sentimento è stabile, è una “sentenza” (stessa etimologia) del cuore. Le parole di Gino pronunciate ieri sono state ricche di sentimenti veri. Ha ragione Massimo Calvi che su Avvenire lo ringrazia a nome di tutti i padri italiani. E speriamo abbia ragione anche Aldo Cazzullo quando sul Corriere vede nelle sue parole “uno spartiacque della storia italiana”. Il padre di Giulia ha concluso il suo discorso in chiesa, dicendo che non sa pregare, ma che spera. Viene in mente il grande Charles Peguy: “La speranza è una bambina irriducibile”. Una bambina che ieri ha inaspettatamente fatto capolino ad un funerale.”