Centro di esperienza e di formazione francescana

Centro di esperienza e di formazione francescana Il convento di San Salvatore in Colpersito (sec.

XI) di San Severino Marche custodisce la memoria del passaggio di San Francesco: qui egli convertì il "Re dei versi" e qui riconsegnò la pecorella alle religiose che lo abitavano.

Stasera e domani vi aspettiamo in piazza a San Severino Marche per vivere insieme due serate di musica.Un contest che ve...
31/05/2026

Stasera e domani vi aspettiamo in piazza a San Severino Marche per vivere insieme due serate di musica.
Un contest che vedrà arrivare giovani artisti da tutta Italia con canzoni d'autore ispirate ai valori francescani.
Anche la musica vuole celebrare l'anniversario degli 800 anni di San Francesco, e quale luogo migliore se non San Severino Marche, dov'è il famoso trovatore, il re dei versi, incontro il Santo di Assisi e ne divenne fedele compagno per tutta la vita?
Buona domenica a tutti e ci vediamo stasera.

LA GRANDE MUSICA NAZIONALE ARRIVA IN PIAZZA DEL POPOLO: ARRIVANO LE SEMIFINALI DE "IL MIO CANTICO LIBERO"! 🎶✨ - La suggestiva cornice di piazza Del Popolo si prepara a diventare il palcoscenico della musica d'autore, della spiritualità e del talento giovanile! Dopo lo straordinario successo della masterclass al CET insieme al grande maestro Mogol, il contest nazionale “Il Mio Cantico Libero” sbarca nel nostro splendido centro storico per due serate imperdibili.

📅 Domenica 31 maggio e lunedì 1° giugno
🕘 Ore 21:00
📍 Piazza del Popolo, San Severino Marche
🎟 INGRESSO INTERAMENTE LIBERO

Un evento straordinario, patrocinato dal Comune di San Severino Marche in collaborazione con la ProLoco San Severino Marche, dedicato ai migliori talenti under 35 d'Italia che si sfideranno a colpi di cantautorato, rap ed elettronica, ispirandosi ai valori francescani di pace, fraternità e tutela della natura.

🌟 IL PROGRAMMA DELLE DUE SERATE:

Ogni sera il palco sarà aperto dal talento di casa nostra con le esibizioni dell'Accademia Musicale Feronia e del Corpo Filarmonico Adriani, per poi dare spazio alla gara e a grandissimi ospiti guidati dalla conduzione di Simona Cappelli.

DOMENICA 31 MAGGIO: Si sfideranno i primi 12 artisti (Anima, Bohris, Miacaracarolina, Elisa Sandrolini, Felicity, Francesco Rainero, Frenesi, Letizya, Meschia, Nicola Roncaglia, Royahl, Wasabi). Ospiti d'eccezione la cantautrice Roberta Giallo, Patrizia Cirulli e il celebre compositore Franco Fasano.

LUNEDÌ 1 GIUGNO: Sul palco la seconda rosa di 12 semifinalisti (21 Rulli, Francesca Sapio, Francesca Tessitore, Marta La Noce, Lospazio, Martin Basile, Niccolò Dainelli, Paola Di Leo, Pierpaolo Battista, Scarlet Deange, Silvia Lovicario, Susanna Reppucci).

🗳 IL PUBBLICO PROTAGONISTA: Durante le due serate, anche voi potrete votare la vostra canzone preferita per decretare chi accederà alla finalissima di Rieti!

Un ringraziamento speciale al Comitato San Francesco 800, a Materiali Musicali e al patron Giordano Sangiorgi per aver scelto la nostra città come fulcro di questa bellissima rivoluzione musicale, che quest'anno dedica il premio finale alla memoria di David Riondino. Media partner ufficiale dell'evento: Radio LatteMiele.

Vi aspettiamo numerosi per sostenere i giovani artisti e godere insieme di due serate di grande spettacolo sotto le stelle! 🎤🌱

Spunti francescani per la liturgia domenicaleFESTA DELLA TRINITA’ (30.5.26): la misericordia è DioEs 34,6: Il Signore pa...
30/05/2026

Spunti francescani per la liturgia domenicale

FESTA DELLA TRINITA’ (30.5.26): la misericordia è Dio

Es 34,6: Il Signore passò davanti a lui proclamando: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà”.
Gv 3,16: In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Il primo titolo che Dio dà a se stesso apparendo a Mosè è “misericordioso”, qualifica che apre anche i novantanove attributi che i mussulmani cantano ogni giorno a Dio (Ar-Raḥmān). La miseri-cordia dice la logica con cui pensa e agisce Dio: alla nostra “miseria” dona il suo “cuore”. E la misura radicale di questa metafora è mostrata da Gesù nel Vangelo, quando quella notte volle aiutare Nicodemo a liberarsi dalle sue paure e dai suoi dubbi: “Dio ha tanto amato noi e la nostra miseria da dare il suo cuore, cioè il suo Figlio”. In Gesù egli vedeva il cuore di un Dio in movimento verso di noi, di un Dio trinitario che esprimeva il suo cuore di misericordia nella forma di un Padre che donava suo Figlio, attraverso le dinamiche del circolo dell’amore dal quale tutto ha avuto origine e al quale tutto tende.

Francesco di Assisi ci offre una seconda fondamentale notizia che amplia questa nostra collocazione nel cuore trinitario di Dio. Lo stupore di essere oggetto di misericordia in lui deve diventare sguardo di misericordia sugli altri. Nel tuo Testamento, scritto a ridosso della morte, ricorda l’evento fondamentale che all’inizio cambiò radicalmente la sua esistenza: “Il Signore mi condusse tra i lebbrosi e io feci misericordia con essi”. Tra i lebbrosi il giovane comprese che la vita era una storia trinitaria dove l’incontro con l’altro in difficoltà non è una casualità o una banalità ma l’evento mosso da un Altro che vuole donare il suo cuore al misero attraverso di noi. Egli capì dunque che la vita è un triangolo di sguardi animati dalla misericordia.
Con questa esperienza fondativa il Santo divenne un uomo trinitario. Davanti alla miseria degli altri smise di volere essere l’unico e solo sopra a tutti, mediante un’autoaffermazione animata dalla rivalità e di contrapposizione, ma accolse la vocazione ad essere il “volto misericordioso” di Dio per il mondo, “il cuore di Dio” donato agli altri per istaurare con essi una relazione di gratuità e accoglienza. Abbracciò la vocazione cristiana alla logica circolare, dove la diversità e la miseria degli altri diventano motivo di inclusione e di accoglienza. Francesco aveva capito una cosa molto precisa e chiara: solo questo sguardo “trinitario” sull’altro poteva creare uno spazio e un tempo di vita che anticipi quello che saremo per sempre: figli nel Figlio dentro il circolo dell’amore misericordioso di Dio.

Signore aiutaci a credere che tu ci hai amato così tanto da farci tuoi figlio e dunque donaci il coraggio di amarci così tanto da diventare fratelli di misericordia. Solo allora il tuo volto trinitario si mostrerà a noi mediante segni tanto chiari quanto umili. E questo ci basta per credere alla vita che è un circolo di amore!

fraPM

Il 23 e 24 Maggio siamo giunti all' ultimo incontro perquesto anno del Weekend Francescano .Il sabato è stata la voltade...
28/05/2026

Il 23 e 24 Maggio siamo
giunti all' ultimo incontro per
questo anno
del Weekend Francescano .
Il sabato è stata la volta
della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Poi la preghiera dalle Sorelle
Clarisse questa volta la veglia
di Pentecoste.
La domenica P.Pietro Maranesi nel bellissimo prato
all'ombra degli ulivi ha parlato
"I caratteri della primitiva
fraternità".
E con il pranzo ci siamo dati
appuntamento per Ottobre,sempre a Dio piacendo.
Ringraziamo tutti i relatori del
sabato pomeriggio,tutto il gruppo che arriva da ogni
parte d'Italia e rende vivo il nostro Convento.
I frati per l'accoglienza.
Le sorelle Clarisse che ci aiutano a pregare ci regalano
tanta pace.
Giuseppina per la sua ottima
cucina. La signora Maria per
i dolci buonissimi.
Vi auguriamo un riposo estivo
ricordandovi che il Convento
è aperto ogni volta che volete
venirci a trovare e pregare davanti il bellissimo Crocifisso.
PACE e BENE

24/05/2026
Spunti francescani per la liturgia domenicaleFESTA DELLA PENTECOSTE (31.5.20): Dacci il tuo Spirito di pace e di perdono...
23/05/2026

Spunti francescani per la liturgia domenicale

FESTA DELLA PENTECOSTE (31.5.20): Dacci il tuo Spirito di pace e di perdono!

Gv 20,20-23: Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Con una operazione di gratuità e di vicinanza Gesù dona ai discepoli il suo Spirito, ultimo atto di una presenza che si prolunga in essi mediante due novità: infonde in essi il dono della pace del cuore e l’impegno a prolungarla nelle relazioni con gli altri mediante il perdono. Lo Spirito di Gesù, cioè il suo modo di vivere le relazioni con Dio suo Padre e con gli uomini suoi fratelli, costituiva l’eredità preziosa che egli volle lasciare ai suoi, per infondere in essi quello spirito che ridesta la vita quando essa sembrerebbe venir meno e spegnersi a causa delle relazioni difficili e conflittuali.

È quanto ricorda frate Francesco ai suoi frati nella seconda parte del famoso e prezioso capitolo X della Regola relativo ai rapporti interni alla fraternità. Dopo aver esortato a fuggire una ampia serie di vizi relazionali, animati dalla superbia, dalla vanagloria, dall’invidia, dall’avarizia, dalla detrazione e mormorazione (a cui Chiara di Assisi, nello stesso capitolo della sua Regola, aggiunge anche la discordia e la divisione), Francesco ricorda ai suoi quali siano gli atteggiamenti dell’uomo evangelico. Il punto di partenza è unico e assoluto: “avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione”. E subito dopo il Santo specifica i tre ambiti o tre manifestazioni nei quali è all’opera lo Spirito del Signore. La sua prima manifestazione è aiutarci a “pregare sempre con cuore puro”: il dono del suo Spirito permette di alzare gli occhi al cielo con un cuore capace di lode e di ringraziamento. Il secondo dono operativo riguarda la consapevolezza nei confronti di se stessi: “di avere umiltà e pazienza nelle persecuzioni e nelle infermità”; lo Spirito di Gesù concede di avere una relazione con sé capace di riconoscere e dunque di accettare la propria fragilità e povertà. L’ultima manifestazione dello Spirito riguarda le relazioni con gli altri: “di amare quelli che ci perseguitano e ci riprendono e ci accusano”, di fronte ai quali restiamo aperti al dialogo e capaci di misericordia, unica via per interrompere il meccanismo inarrestabile della violenza.

Signore Gesù, attraverso Francesco mi ricordi che “avere il tuo santo spirito” significa possedere nel cuore i tre atteggiamenti che fanno la vita: la lode a Dio, l’umiltà con se stessi e la misericordia alle creature. Solo un uomo ripieno del tuo spirito, sarà capace di compiere scelte di pace e di perdono, diventando operatore di quelle meraviglie che si sono compiute a Pentecoste.
fraPM

Pace e Bene. Alcuni scatti del nostro Convento. Vi aspettiamo per visitarlo e vivere unagiornata insieme a noi. Pace e B...
22/05/2026

Pace e Bene.

Alcuni scatti del nostro Convento. Vi aspettiamo
per visitarlo e vivere una
giornata insieme a noi.

Pace e Bene

PACE e BENE.Terza edizione di "Domenica insieme" ( Domenica intensapiena di iniziative)Dopo la Santa Messa presieduta da...
18/05/2026

PACE e BENE.

Terza edizione di "Domenica
insieme" ( Domenica intensa
piena di iniziative)
Dopo la Santa Messa presieduta da P.Gianluca Quaresima, un gruppetto,
si è ritrovato nel refettorio dei
frati per condividere insieme
il pranzo.
Dopo aver mangiato varie cose portate dagli ospiti, questa volta il dolce con le iniziali di Pace e Bene e stato
portato da Franco e Anna Maria. La conversazione è continuata chi all'aperto, chi
nella sala del camino e chi in meditazione per preparare
l'incontro dell'OFS.
Poi qualcuno ha partecipato
all'ultimo incontro(per questo anno) dalle Clarisse
" L'eredità di frate Francesco"
tenuto da P.Pietro Maranesi.
Ringraziamo tutti quelli che
hanno partecipato a queste
attività per rendere vivo il
nostro Convento.
PACE e BENE.

17/05/2026
Spunti francescani sul vangelo domenicale ASCENSIONE DEL SIGNORE 17.5.26: coraggio siate responsabili!Mt 28,19-20: Andat...
17/05/2026

Spunti francescani sul vangelo domenicale

ASCENSIONE DEL SIGNORE 17.5.26: coraggio siate responsabili!

Mt 28,19-20: Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Con l’ascensione del Signore inizia per i discepoli il tempo della “responsabilità”. Erano stati con lui vivendo alla sua sequela, desiderosi, disponibili e contenti di lasciarsi educare dal suo stile bello e umano. Iniziarono così a sognare il sogno di Gesù: che il regno di Dio si compie ogni volta che amiamo con semplicità e gratuità la vita, perché in quei momenti diventiamo operatori del regno, testimoni credibili della paternità di Dio. Ma poi, quando lui lasciò ad essi la sua memoria santa, quale eredità preziosa, giunse per loro il tempo della responsabilità nel vivere da adulti e da soli quel sogno: “Andate e annunciate a tutti quanto avete visto e vi ha toccato il cuore!”

Qualcosa del genere è successo con frate Francesco il quale prima di morire ha lasciato ai suoi frati una breve memoria dei valori che aveva abbracciato nella sua esistenza, e che consegnava ad essi come eredità e mandato. A maggio del 1226, i frati lo pregarono infatti di lasciare loro qualcosa che potesse consolarli e incoraggiarli dopo la sua morte, oramai imminente. E il santo consegnò ad essi un “piccolo testamento” nel quale riassumeva i tre valori principali della sua vita: amate la povertà, amatevi tra di voi e amate la santa Chiesa (FF 132-135). Innanzitutto dovevano amare la propria persona scegliendo una vita “povera”, fatta di umiltà e semplicità, perché solo l’amore a questo stile avrebbe permesso loro di rendere la loro esistenza sia “vera”, accettando le sue fragilità e ambiguità, sia “libera” dalla tentazione di potere e di dominio. Il secondo ambito di passione è trovato nelle relazioni con coloro che chiamiamo “fratelli”, che condividono cioè la stessa casa e con i quali ci siamo legati con un patto di fedeltà e consegna reciproca; e con essi la misura dell’amore è in particolare il perdono, unica via per salvare le relazioni quando si rompono. L’ultimo momento di questo impegno consegnato da Francesco ai suoi è la sottomissione alla chiesa, accettando di nuovo il loro impegno a rendere la realtà politica ed ecclesiale in cui vivevano un posto di giustizia e di pace, cioè un luogo in cui risplenda la vita nuova del risorto.

Signore Gesù, anche aiutato da Francesco, fammi sognare di nuovo il tuo sogno, così da rialzare gli occhi dalle mie stanchezze e delusioni, e riaccendere quei desideri antichi che tu mi hai messo nel cuore. La festa di oggi mi ridia il coraggio di ripartire nel tuo nome, per essere testimone semplice ma vero di te agli altri.

fraPM

Con questo di maggio siamo giunti all'ultimo incontro della serie che da ottobre scorso abbiamo vissuto  nel nostro conv...
12/05/2026

Con questo di maggio siamo giunti all'ultimo incontro della serie che da ottobre scorso abbiamo vissuto nel nostro convento di San Severino il sabato pomeriggio sulle diverse realtà ecclesiali del dopo concilio e sul Testamento di Francesco di Assisi la domenica mattina. Questa volta la sera del sabato vivremo con le sorelle clarisse la veglia di Pentecoste. Come sempre, chi vuole risiedere da noi per il weekend deve prenotare per tempo la sua venuta. Vi aspettiamo

Indirizzo

Viale Dei Cappuccini, 14
San Severino
62027

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