Messe
Tutto l'anno
Sante Messe Festive
Ore 8.30 - 10.00 - 11.15 - 18.00
nei mesi di luglio e agosto anche alle ore 21.00
Sante Messe Feriali
Ore 8 - 10 - 18
Elenco delle vie della parrocchia:
Strada San Martino
Strada Privata Garbarino
Salita Mimose
Via Repubblica
Via Lamarmora
Via Duca degli Abruzzi (299) 266 312 316 e dal 42 al 530
Strada Peiranze dal 5 al 71
e dal 6 al 70
Via Franco Norero
Via Ansaldi
Via Mercede
Via Vesco
Via Val d’Olivi dal 4 al 136 e dal 1 al 243
Corso Cavallotti dal 102 al 364 e dal 135 al 251
Corso Mazzini dal 10 al 62 e dal 27 al 437
Via Tre Ponti
Via Scoglio
Via Cantalupo dal 3 al 53
Via delle Ginestre
Strada Privata Peiranze
Salita Poggio
Salita Primavera
La chiesa, divenuta in seguito parrocchia, è cresciuta di pari passo con lo sviluppo del quartiere stesso. Juan e Luigia Parodi, sanremesi, emigrati in America Latina nella seconda metà dell'Ottocento avevano realizzato in Ecuador grandi opere e un'ingente fortuna. Nel 1893, durante un'epidemia, si ammalarono gravemente e fecero voto alla Madonna della Mercede di costruirLe una chiesa al loro ritorno in patria. Questa devozione, portata laggiù dai Padri Mercedari spagnoli, è grande e sentita. L'Ordine della Mercede - sorto per liberare gli schiavi con il pagamento di un riscatto, di un prezzo, di una mercede (da qui il nome dell'Ordine e il titolo dato alla Vergine che, con le sue apparizioni, ne aveva ispirato la fondazione) - si era sviluppato sulle coste del Mediterraneo dove i Saraceni spadroneggiavano e, nelle loro scorribande, catturavano uomini e donne per venderli come schiavi. La missione dei Mercedari era di riscattare questi prigionieri pagando il prezzo richiesto dai mercanti o anche, per essersi obbligati con un voto, di consegnare sé stessi al posto degli schiavi se il denaro non era sufficiente. Quest'Ordine ha avuto più di 1500 martiri. I coniugi Parodi, ritornati a Sanremo, fecero costruire la chiesa nei primi anni del secolo scorso. Ultimata nel 1904, fu benedetta e consacrata dal Vescovo Mons. Ambrogio Daffra l'8 settembre - giorno della natività di Maria - per essere pronta per la solennità della Mercede, il 24 settembre. La nostra chiesa, una ca****la devozionale frequentata da un numero crescente di fedeli, veniva officiata da volenterosi ca****lani, provenienti, nei primi sedici anni, o dalla chiesa della Marina (via Gaudio) o dall'Opera della Divina Provvidenza di Don Orione (corso Cavallotti). Spesso era lo stesso Beato a celebrare i sacri riti. Nel 1920 furono invitati dal Vescovo a reggere la "ca****lania" in modo definitivo i Frati Minori della Provincia Francescana Ligure che, stabilitisi nel piccolo convento adiacente la chiesa, iniziarono un'encomiabile attività - apostolica e organizzativa nel quartiere. I primi frati furono: padre Riello, superiore, padre Candido Moro, futuro Vescovo di Bengasi e padre Colombo, ottimo musicista che istruì il primo coro liturgico della Mercede. Martino, intanto, "si era arricchito di abitazioni”, la popolazione cresceva a causa dei nuovi insediamenti e le funzioni nella chiesa della Mercede erano sempre più affollate, anche per il solerte lavoro dei Padri Francescani. L'esigenza che la chiesa diventasse sede parrocchiale era sempre più sentita e il desiderio sempre più vivo. Il quartiere, infatti, faceva ancora parte della parrocchia Santa Maria degli Angeli e la gente - fatta eccezione per le Messe e le devozioni” - doveva recarsi, per tutto il resto, presso detta chiesa, ubicata al centro della città. I tempi, però, stavano maturando e alcune iniziative resero più facili le decisioni per il futuro della chiesa. Nel 1937 la Provincia Francescana Ligure acquistò dalla Famiglia Parodi, ancora beneficiaria, i diritti sulla chiesa. Padre Camillo Romano che, in compagnia di padre Anselmo Perrone, era subentrato ai padri “pionieri”, pensò di ingrandire la chiesa - ancora ad unica navata - facendo costruire, su progetto dell'architetto Gabrielli, una seconda navata sul lato sinistro, in attesa di completare l'opera con la terza sul lato destro, verso il torrente. Il 26 novembre del 1938 il Vescovo Mons. Rousset firmò il decreto per l'erezione a parrocchia della chiesa della Mercede e nominò primo parroco padre Camillo che tanto aveva fatto per questa realizzazione. E cosi la chiesa parrocchiale poteva dirsi fisicamente e spiritualmente pronta, «accogliente e solidale... per l'iniziazione cristiana, l'educazione e la celebrazione della fede... l'ascolto della Parola di Dio, il dialogo liturgico e personale con Cristo, l'amministrazione dei sacramenti» (Giovanni Paolo II, Christifideles laici).
«Sembrava un periodo tranquillo e pieno di speranze, ma il fuoco covava sotto la cenere e la tranquillità fu sconvolta da uno dei più terribili conflitti che abbia colpito l'Italia. La nostra parrocchia, nata da poco, lavorò per aiutare, lenire, consolare tutti coloro che vivevano momenti di paura, di angoscia, di smarrimento» (T. Passata la bufera, dopo cinque lunghi anni, e rimarginate le ferite, la vita riprese e riprese anche quella della parrocchia. Lungo gli anni vi fu un normale avvicendamento di frati e di parroci: P. Camillo (dal '38 al '54), P. Anselmo (dal '54 al '67), P Guglielmo (dal '67 al '73). Quest'ultimo, per il futuro della chiesa, precorse i tempi. Iniziò un paziente lavoro di messa a punto, di ricerca di soluzioni, di richieste di pareri e progetti ad architetti di fama, anche internazionale. Negli anni sessanta e settanta il quartiere si sviluppò in modo vertiginoso.Sorsero cantieri ovunque ci fosse uno spazio edificabile: una selva di gru svettò sull'intera vallata. Negli anni ottanta, finalmente, vennero a maturazione decisioni, sogni e progetti: la chiesa - ad opera della Provincia Francescana Ligure e su progetto dell'lng. Barabino - fu ingrandita e ampiamente ristrutturata, insieme al convento e alle annesse opere parrocchiali, per essere pronta peri nuovi impegni. In quest'ultimo scorcio di tempo - quello delle realizzazioni, dello sviluppo e dei cambiamenti - la parrocchia è stata retta da R Lodovico (dal '73 al '88), P. Mario (dal '88 al '92) e P.Giuseppe (dal '92 al '97). Il resto è storia dei nostri giorni e la conosciamo tutti bene.