La Chiesa Russa di Cristo Salvatore, consacrata a Santa Caterina Martire e al santo traumaturgico Serafino di Sarov, fu costruita dall'impresa Vernasse in cento giorni, seguendo un progetto del famoso architetto russo A.V. Scusev, ma in seguito i lavori furono affidati all'ingegnere Pietro Agosti ed al suo collaboratore A. Tornatori; fu inaugurata il 23 Dicembre 1913 alla presenza dell'ambasciator
e russo Krupenskij in rappresentanza dello Zar, delle autorità italiane, della comunità russa e della nobiltà italiana e russa. Il rito religioso venne celebrato dal vescovo ortodosso Vladimir Polock e dall'archimandrita Filipp, proveniente da Roma. Ed un coro sacro intervenuto dalle chiese di Nizza e Mentone rese ancora più suggestiva la funzione. A cerimonia conclusa nobiltà e autorità continuarono i festeggiamenti nel vicino hotel di Sanremo intitolato ai Savoia con banchetti e musica. La chiesa ortodossa, funzionante e tuttora aperta ai credenti, è situata poco lontano dal Casinò, tra la Chiesa Scozzese e quella di San Giovanni Battista, è formata da quattro arconi laterali con cinque cupole sovrastanti a telo azzurro di cui la centrale è la più alta e maestrosa a ben 50 metri da terra, esso sono dorate e lucenti, smaglianti di colori policromi, sormontate da croci russe a tre braccia. Al lato sud dell'edificio si può notare il campanile, le cinque piccole campane che erano previste dal progetto originario, non sono effettivamente mai state collocate. All'interno troviamo numerosi oggetti sacri, religiosi e votivi donati dai fedeli devoti, due icone del Salvatore e della Madonna e ancora copie autentiche di icone di V.M. Vasnecov donate dalla nobile signora Pauswers, che arricchiscono le porte laterali. Nella cripta sono sepolti dal 1921 i corpi dei reali del Montenegro, Nicola I, Petrović-Njegoš e sua moglie, la Regina Milena (sepolta nel 1923), i genitori di Elena di Savoia, e due figlie di questi ultimi.