Il Miracolo Eucaristico:
La Mattina del 25 luglio 1969, il Parroco di San Mauro la Bruca, Don Pasquale Allegro, cinquantaseienne, avvisato da una bambina, Gerardina Amato, raccolse tra i calcinacci, di fronte alla porta laterale della chiesa, le 63 Sante Particole profanate dai ladri e le ricollocò nel tabernacolo. Egli, avvisato dal sagrestano Angelo Cusati, aveva già constatato che, durante la n
otte, ladri sacrileghi, rimasti sempre ignoti, avevano rubato nella chiesa oggetti e suppellettili sacre, i due reliquari con le reliquie dei Santi Patroni, e, cosa ancor più grave, avevano profanato il tabernacolo, asportando la pisside con le ostie consacrate. Quando ritrovò le Sacre Specie, lo sconcerto e la sofferenza per il sacrilegio compiuto furono mitigati, e - come lui stesso diceva - sentì nel cuore le porole di Gesù riportate nel Vangelo: " Non vi lascerò orfani!". Accanto alle Particole fu Trovato anche il coperchio della pisside che le conteneva, lasciato lì dai ladri per la fretta di scappare e dileguarsi. Quel coperchio dava la certezza assoluta che le Ostie ritrovate fossero propio quelle che erano nel Tabernacolo. A distanza di circa cinquanta anni da quell'evento sacrilego, possiamo interrogarci sui motivi per cui le Ostie profanate e ritrovate non furono consumate. Personalmente penso che i motrivi furono i seguenti:
1 - Le Ostie erano state gettate tra i calcinacci di una casa in ristrutturazione e quindi erano venute a contatto con la polvere e la terra. Una motivazione di carattere igienico impediva quindi di consumarle.
2 - Il furto sacrilego ed il successivo ritrovamento delle Particole avevano suscitato in tutta la comunità parrocchiale una profonda emozione ed un vivo fervore, che si concretizzò negli anni successivi nella realizzazione del trono marmoreo a Gesù Sacramentato, finanziato con le offerte spontanee dei fedeli.
3 - Il Parroco conosceva bene la storia del Miracolo Eucaristico di Siena, dove le 253 Ostie trafugate dalla Basilica di San Francesco nella notte tra il 14 e il 15 agosto 1730, e ritrovate in una cassetta per le elemosine, si conservano integre ed incorrotte dopo 279 anni. Ritengo che Don Pasquale abbia suggerito al Vescovo Mons. Biagio D'Agostino, di far conservare le Sante Particole profanate propio pensando al Miracolo Eucaristico permanente di Siena, sul quale le indagini scientifiche eseguite hanno confermato il carattere prodigioso della conservazione delle Sacre Specie.
4 - Al Vescovo ed al Parroco sembrò sconveniente, se non addirittura irriguardoso, distruggere le Sacre Specie ritrovate, facendole, ad esempio, sciogliere nell'acqua. Così facendo, avrebbero compiuto quanto gli stessi ladri non avrebbero osato fare e, soprattutto, avrebbero scandalizzato i fedeli, che non avrebbero capito e condiviso tale scelta. I motivi su esposti dimostrano come Vescovo, Parroco e fedeli si trovarono concordi nel volere la conservazione delle Sacre Specie profanate, e da questa comune volontà naque il Santuario Eucaristico di San Mauro la Bruca. Dal momento del ritrovamento, le Sante Particole furono custodite nel Tabernacolo, in una pisside di vetro, per un anno intero. Conservandosi integre ed incorrotte, il Vescovo Biagio D'Agostino decise di collocarle in un Ostensorio per esporle alla perpetua adorazione dei fedeli. Il 25 luglio 1970, ad un anno dal furto sacrilego, egli stesso volle sistemarle nell'Ostensorio che aveva fatto cesellare a Napoli. In quella circostanza, le Sacre Specie furono poste in una teca di vetro che poi fu sigillata e sistemata nell'Ostensorio, che fu anch'esso sigillato. Dopo la Santa Messa, il Vescovo portò l'Ostensorio con le Particole in processione per le vie del paese. Al termine, il Vescovo fece leggere il decreto con il quale stabiliva che la Sacre Specie fossero conservate in perpetua adorazione e riparazione nella chiesa di San Mauro la Bruca, che divenne così Santuario Eucaristico. Il Parroco ed i fedeli di San Mauro, avvertirono subito la necessità di una degna sistemazione dell'Ostensorio con le Sante Particole. Il Parroco pensò di realizzare un trono di marmo nella ca****la laterale della chiesa, dove è custodita l'immagine di San Mauro Abate. Egli ne parlò ai fedeli, prospettando loro la possibilità di spostare la statua del Santo Patrono nella nicchia sull'Altare Maggiore. Ma "come lui stesso raccontava" intervenne un anziano, Giovanni Forte, nonno della piccola Gerardina che aveva trovato le Ostie, e disse che la statua di San Mauro poteva restare nella ca****la laterale, mentre Gesù Eucarestia doveva essere collocato al centro, nella nicchia sull'Altare Maggiore, perché era quello il posto che gli spettava. Fu così che si decise di realizzare il trono sull'Altare Maggiore, dove tuttora si trova.