Santo PAPA GIOVANNI PAOLO II
Desidero, poi, manifestare al vostro fondatore, Mons. Pietro Galeone, e all’intera vostra famiglia dei “Servi della sofferenza” il più vivo apprezzamento per l'opera che svolgete in Italia e in altre nazioni, seguendo Cristo che con la sua Passione ha redento il mondo. Il vostro Istituto secolare è nato da un esplicito desiderio di san Pio da Pietrelcina, con il fine d
i servire quanti sono sofferenti. Nell’arco di dieci anni esso è notevolmente cresciuto, divenendo veicolo di speranza per tante persone duramente provate nel fisico e nello spirito. Voi siete chiamati a proclamare il Vangelo della sofferenza illuminata dalla fede. Scrivevo nella Lettera apostolica Salvifici doloris che per i cristiani “il Vangelo della sofferenza significa non solo la presenza della sofferenza nel Vangelo, come uno dei temi della Buona Novella, ma la rivelazione, altresì, della forza salvifica e del significato salvifico della sofferenza nella missione messianica di Cristo e, in seguito, nella missione e nella vocazione della Chiesa” (n. 25). Carissimi, guardando alla nube di dolore fisico e spirituale che avvolge l’umanità, quanto necessaria è la testimonianza che voi date! Come “Servi della Sofferenza”, siate silenziosi “cirenei” che aiutano quanti sono nella prova e li assicurano che Dio non dimentica nessuna lacrima, ma anzi le raccoglie tutte e le scrive nel suo libro (cfr. Seguite le orme di Padre Pio, i cui insegnamenti sono sempre di grande attualità; ad essi ispiratevi costantemente. La pre-ghiera illumina il cuore e lo rende più pronto ad accettare la sofferenza; la sofferenza, accolta con docile abbandono in Dio, apre l’animo alla comprensione del dolore degli altri. La Vergine Santa vi accompagni e vi renda sempre più fedeli alla vostra missione nella Chiesa. Con questo augurio tutti vi benedico. Città del Vaticano, giovedì 2 dicembre 2004