Azione Cattolica Diocesi di Ales - Terralba

Azione Cattolica Diocesi di Ales - Terralba Azione Cattolica di Ales - Terralba

Nella giornata di oggi l’ACR Diocesana ha vissuto la Festa della Pace, accolta dalla comunità di San Sebastiano in Arbu...
25/01/2026

Nella giornata di oggi l’ACR Diocesana ha vissuto la Festa della Pace, accolta dalla comunità di San Sebastiano in Arbus.
Dall’oratorio parrocchiale, un centinaio di ragazzi, accompagnati dai giovani educatori, aiuto educatori e *dai loro responsabili* ha raggiunto la chiesa parrocchiale per la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Andrea Martis, Assistente Diocesano Unitario, e animata dal coro dei giovani.
Al termine della Messa, i ragazzi, percorrendo le vie del paese, come una vera carovana della pace, con le bandiere della pace e dell’azione cattolica, hanno raggiunto l’Oratorio per un momento di festa, il pranzo comunitario e le attività organizzate dall’équipe diocesana ACR sul tema di quest’anno “C’è spazio per te”. Alla comunità di Arbus, all’AC parrocchiale e a don Daniele, il ringraziamento per l’impeccabile accoglienza e l’augurio di essere insieme costruttori di Pace: quella disarmata e disarmante, dono del Risorto. 💛💙

⭐ AJÒ SCENDI IN CAMPO CON ME. ⭐ ⛹️🤾🏌️🏇🤺⛷️🤽🏊🚣🏻🏄👉Questo è lo slogan che ci accompagnerà nell' importante occasione di inco...
07/05/2023

⭐ AJÒ SCENDI IN CAMPO CON ME. ⭐

⛹️🤾🏌️🏇🤺⛷️🤽🏊🚣🏻🏄

👉Questo è lo slogan che ci accompagnerà nell' importante occasione di incontro e di festa.

Ospiti della Diocesi di Nuoro e degli accoglienti e di Galtellì, che ci faranno sentire il bello di far parte della stessa grande squadra della Chiesa e dell'Azione Cattolica.

👉Il tema del cammino ACR di quest'anno, "Ragazzi che squadra", ci porta a vivere in e reciproca, per valorizzare le differenze come possibilità di e di personale.

🗣️ Non ci si salva da soli nella fede e non si vince da soli nello sport, la squadra diventa la comunità, la famiglia in cui ciascuno vive e realizza il suo progetto di vita, condividendo fatiche e gioie, vittorie e delusioni. La fede non è altro che un tentativo di vincere, di non buttare via la vita in cose superficiali: vivendola con Dio hai una destinazione sicura!

🥇🥈🥉🏅🎖️🏆

🟡 NON MANCATE!! 🔵

23/05/2020


Caterina Corraine

02/05/2020

Ancora una grande dimostrazione di generosità della Diocesi di Ales-Terralba verso la nostra comunità. Grazie al comunicato apparso sul sito del Comune di San Gavino Monreale, che riportiamo integralmente, apprendiamo che sono state donate 100 visiere protettive destinate al personale dell'Ospedal...

L' Azione Cattolica Italiana ai tempi del  .  ma   per un   sempre in  . Incontro presidenti diocesani.
23/04/2020

L' Azione Cattolica Italiana ai tempi del .
ma per un sempre in .
Incontro presidenti diocesani.

27/03/2020

Omelia di Papa Francesco durante il momento di preghiera in piazza San Pietro

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. F***e tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).

Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.

Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma ve**re a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.

Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

È necessario resistere per poter tornare a sognare, ma anche sognare per resistere❤🌈
27/03/2020

È necessario resistere per poter tornare a sognare, ma anche sognare per resistere❤🌈

“Giovane, dico a te, alzati!”

Carissimi, l'Acr diocesana si fa prossima alle famiglie in questa esperienza nuova e non semplice,che ci coinvolge tutti...
21/03/2020

Carissimi, l'Acr diocesana si fa prossima alle famiglie in questa esperienza nuova e non semplice,che ci coinvolge tutti, con un'iniziativa che possa aiutare i ragazzi ad esprimere il loro sentire in questo momento e riflettere su quanto stiamo vivendo. Sarà una bella occasione per sentirci, ancora una volta, famiglia e lanciare un messaggio di speranza.

05/03/2020
02/02/2020

Dopo l'articolo 1 dello Statuto, oggi tocca al secondo:

Articolo 2
L’impegno dell’Aci, essenzialmente religioso apostolico, comprende l’evangelizzazione, la santificazione degli uomini, la formazione cri-stiana delle loro coscienze, in modo che riescano a impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti.

In questi 50 anni tanti testimoni e persone di Ac hanno vissuto a pieno l'impegno apostolico e di formazione delle coscienze e fra i tanti ricordiamo Carlo Carretto, il cui amore verso l'Ac è rimasto costante fino alla fine:
"Non ti scandalizzare se qua o là l'hai vista mal servita, male applicata e se non sempre ti ha fatto vedere i primi frutti. Colpa degli uomini che non l'avevano capita e non dell'idea che è veramente grande. Abbi fede in essa, tanta fede!"



02/02/2020

Per il percorso di riscoperta del nostro Statuto rinnovato nel 1969, vediamo oggi l'Articolo 1 intitolato "La natura ecclesiale dell'Azione Cattolica Italiana".

1. 📃 L’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria e organica e in diretta collaborazione con la gerarchia, per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa.

In questi 50 anni l' non ha mai mancato di vivere il proprio impegno laicale in piena con i pastori della Chiesa. E voi, nelle vostre parrocchie e diocesi, come vivete questa cura fondamentale della relazione con i vostri vescovi e sacerdoti?

Indirizzo

Via Regina Margherita 1
San Gavino Monreale
09037

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Azione Cattolica Diocesi di Ales - Terralba pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Azione Cattolica Diocesi di Ales - Terralba:

Condividi