13/06/2026
IL PIO TRANSITO DI SANT’ANTONIO DI PADOVA
Il 13 giugno 1231, mentre il beato Antonio a Camposampiero si dava alla contemplazione e con mente devota e in meditazioni incessanti visitava spiritualmente i cori celestiali e le schiere angeliche, essendo disceso in mezzo ai fratelli per l'ora del desinare, cominciò d'improvviso ad esser torturato da un violento malore.
Aggravandosi sempre di più le sue condizioni, egli pregò di ve**re ricondotto a Padova per non riuscire di peso ai fratelli poveri di quel piccolo luogo. Costoro, seppure a malincuore, lo posero a giacere sopra un carro trainato da buoi e con pianti e gemiti lasciarono partire il padre santo.
Non era lungi ormai dalla città, quando, seguendo il consiglio di un frate che era in strada per rendergli visita, fu dirottato verso la Cella dei frati che assistevano spiritualmente le suore di Santa Chiara per timore del subbuglio della gente.
Quivi, mentre l'uomo di Dio, fisicamente spossato ma fortissimo di animo, si riposava, la crisi precipitò e il santo, per evidenti indizi, s'approssimava alla sua desiderata fine.
Egli fece la confessione, ricevette la comunione del sacro corpo del Signore affinché quel sacro viatico fosse la via al santo viaggiatore Antonio, poi iniziò a recitare devotamente alla sua Signora l'inno «O gloriosa Signora», invocando l'aiuto di lei, più sublime delle stelle, affinché, fulgida porta ed ingresso del cielo, gli aprisse la porta del paradiso.
Secondo i testi le sue ultime parole furono:
Vedo il mio Signore.
Era la sera di venerdì 13 giugno 1231.
Memoria di Antonio da Lisbona.