16/08/2026
E le perplessità?
«Ne avevo, certo. Vede, all’università non ci insegnano un approccio trascendente alla medicina. Ci si dimentica che è
Dio che guarisce. Da Rita e dalla professione che esercito ormai da quaranta anni, ho imparato anche questo. Arrivato a Novilara, la prima cosa a colpirmi è stata la sala di attesa.
Io non ho mai visto persone così gravemente malate, stare insieme anche per ore, in attesa di incontrare Rita, in silenzio, serenità e preghiera. Quando vengo qui, avverto serenità, pace interiore. In ospedale c’è fretta, tensione, desiderio di uscire prima possibile, anche competitività. Da Rita nulla di tutto questo.»
Serenità nel vivere la malattia? Come se lo spiega?
«Penso che qui da Rita si viva la malattia come dovrebbe
essere vissuta veramente, non come una lotta contro un qualcosa di estraneo a noi ma contro un modo di esistere, un
modo instabile ma comunque “fisiologico”, che ci appartiene e che ha bisognosoltanto di essere “riequilibrato” dal suo “disordine”. È un percorso terapeutico quindi più coinvolgente e affascinante per il malato che ha così modo di recuperare, oltre che la salute fisica, anche e soprattutto quella
psichica e spirituale. In questi mesi ho visto decine, centinaia
di persone con metastasi, persone malate gravemente. Qualcuna è guarita, qualcuna si porta dentro le cicatrici di una malattia ormai stabilizzata da ben 18 anni…»
Mi chiarisce meglio questo aspetto? Come arriva alla presenza di
Dio?
«Le guarigioni di Rita agiscono a livello spirituale: noi abbiamo un corpo, fatto di carne e ossa, che ci permette di relazionarci; abbiamo un’anima che dà vita al corpo, permettendo il movimento e poi possediamo lo spirito, scintilla della presenza di Dio, sede delle facoltà superiori: intelletto, volontà e affettività. Rita opera a livello spirituale, se ci fate caso non personalizza i trattamenti; per ognuno il trattamento è
identico, impone a tutti le mani e trasmette questa energia straordinaria, in grado di riportare all’equilibrio, all’omeostasi, e quindi all’assenza sei sintomi della malattia, l’individuo.»
Tratto dal libro Grazia e Mistero Viaggio nel dono e nella missione di Rita Cutolo edito dalla Vydia scritto da Vincenzo Varagona