L'Imitazione di Cristo,brani scelti

L'Imitazione di Cristo,brani scelti Il De Imitatione Christi,é dopo la Bibbia, il testo religioso più diffuso della letteratura cristiana.É in lingua latina del XI secolo,e di autore anonimo.

L' "Imitazione di Cristo", rappresenta dopo le Sacre Scritture, il testo religioso più diffuso all'interno della cultura e letteratura occidentale. In origine questo libro fu scritto in lingua latina con il titolo "De Imitatione Christi", scritto sotto forma di trattato. La prima edizione risale al XV secolo e una copia è conservata presso la Bibliothèque Royale de Belgique di Bruxelles, nei Paesi

Bassi. Per quanto riguarda l'autore, la tesi più attendibile, è quella di un Anonimo, quindi sconosciuto, anche se lo si cerca di attribuire, come la storia vorrebbe, a tre autori plausibili, e sono:
Tommaso da Kempis, un monaco di ordine agostiniano; Giovanni da GFensen, altro monaco di ordine, questa volta benedettino di origini italiane, il cui vero nome è Giovanni da Cavaglià, un piccolo borgo situato nella provincia di Biella, e infine, a Jean Charlier da Gensa, teologo e filosofo francese. Il De Imitatione Christi, fu scritto durante il periodo medioevale, precisamente nel XV secolo, il cui tema riguarda fondamentalmente la via da percorrere per raggiungere la perfezione ascetica, seguendo le orme di Cristo. Tra gli illustri personaggi e mistici formatisi sotto la guida del De Imitatione, ricordiamo:
Santa Teresa di Lisieux, nota anche come Santa Teresina del Bambin Gesù, Dottore della Chiesa. Di formazione religiosa carmelitana, prima della assidua frequentazione e conoscenza con altri due grandi rappresentanti dell'ordine carmelitano, come Santa Teresa d'Avila, anch'ella Dottore della Chiesa, e San Giovanni della Croce, era solita portare con sé sempre questo libro che gli fungeva da guida durante la sua vita terrena;
Jaques Bènigue Bousset, vescovo francese della Chiesa cattolica, che definiva questo testo come il 'quinto evangelo';
Voltaire, filosofo, taumaturgo, storico, poeta, romanziere, e enciclopedista, nonché romanziere e saggista francese, meglio noto come uno dei promotori e massimi esponenti
dell'Illuminismo francese;
Giuseppe Angelo Roncalli, meglio conosciuto come Papa Giovanni XXII, oggi Santo;
San Benedetto Giuseppe Labre, il Santo dei barboni, poiché dormiva, evangelizzava per strada, vivendo di offerte e non di elemosine. Durante i suoi peregrinaggi di evangelizzazione,quest'ultimo, portava sempre con sé un sacco con qualcosa da mangiare,la Bibbia, un Breviario, una croce al collo, e L'Imitazione di Cristo.

08/09/2026

40. L’UOMO NON HA NULLA CHE GLI APPARTENGA E DI NULLA PUÓ GLORIARSI

4. (Discepolo):

A te, dunque, il mio grazie; a te che sei l'origine di tutto il bene che di volta in volta può raggiungermi, perché io, da me stesso, non sono che vanità: «un nulla per te la durata della mia vita» (Sal 39/38,6). lo sono soltanto questo: una persona incostante e debole. Di che cosa allora posso vantarmi? Quali sono i motivi per cui gli altri debbano stimarmi? Forse il mio nulla? Ma che pretesa! Questo è il colmo della vanità. La vanagloria è proprio una br**ta malattia, un'assurdità che allontana dalla gloria vera e spoglia della grazia celeste. Infatti, all'autocompiacimento dell'uomo corrisponde il tuo rigetto; all'ambizione dei riconoscimenti umani fa riscontro il venir meno delle virtù vere.

Da L’Imitazione di Cristo,ed San Paolo p. 189

18/08/2026

I FRUTTI MERAVIGLIOSI DELL’AMORE DI DIO

3. Gesù Maestro: Grande cosa è l'amore: è un bene superiore ad ogni altro, il solo capace a rendere leggera ogni cosa pesante e in grado di sopportare senza scomporsi le difficoltà più diverse. L'amore si fa carico di un lavoro gravoso senza provarne fatica; assapora dolcezza e soddisfazione in ciò che è amaro. L’amore veramente nobile e appassionato verso il tuo Maestro spinge ad operare cose grandi e a desiderarne sempre di più perfette. L'amore vola alto e nulla di terreno lo può trattenere. L'amore vuole essere libero e sciolto da ogni legame umano, perché nulla gli impedisca di avere una chiara visione interiore, o che una qualche piccola comodità temporale gli sia di ingombro, o che venga sopraffatto da una qualsiasi difficoltà.
Non c'è nulla di più dolce dell'amore, nulla di
più forte, nulla di più alto; né in cielo né sulla terra si dà qualcosa di più gioioso, di più pieno, di più buono dell'amore, perché l'amore nasce da Dio e soltanto in Dio trova quel riposo che nessun'altra creatura può dare.

Da L’Imitazione di Cristo ed San Paolo p. 117

28/07/2026

46. LA FIDUCIA IN DIO CONTRAPPOSTA ALLE PAROLE CHE FERISCONO.

Discepolo: Signore Dio, «giudice giusto» (Sal 7,12), forte e paziente, che conosci la fragilità e la cattiveria degli uomini, sii tu «la mia forza e il mio canto>> (cfr Es. 15,2) e tutta la mia fiducia m, perché la testimonianza della mia coscienza non è sufficiente a rassicurarmi. Tu conosci quello che io non conosco e per questo mi sono umiliato ogni volta che sono stato rimproverato e tutto ho sopportato se-
renamente. Ma nella tua misericordia, perdonami per tutte le volte che questo non l'ho fatto, e donami la grazia di saper meglio sopportare in seguito.
Per la verità giova di più al perdono la tua grande misericordia che non una mia presunta giustizia portata a difesa di ciò che avviene nel segreto della coscienza. Infatti, «anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato» (1 Cor
4,4), perché senza la tua misericordia «davanti a te nessun vivente è giusto» (Sal 143/142,2).

Da L’Imitazione di Cristo, ed San Paolo p. 201

09/07/2026
08/07/2026

58. I MISTERI E I GIUDIZI DI DIO SONO IMPERSCRUTABILI
4. (…Gesù Maestro):

Chi perciò non onora il più piccolo dei mici san-i, non può nemmeno dire di onorare quello più grande, «perché io ho creato il piccolo e il grande» (cfr.
Sap 6,7).
E chi sottrae qualcosa a uno qualsiasi dei miei santi, sottrae qualcosa anche me e agli altri santi che sono in paradiso. Per il vincolo della carità essi sono tutti una cosa sola: uno è il sentire, uno il è il sentire, uno il volere, e l’uno è l’amore con il quale si amano.

Da L’Imitazione di Cristo ed San Paolo p. 235

03/07/2026

43. LA VANA SCIENZA DEL MONDO

2. (… Gesù Maestro):
Un'amicizia deve trovare il suo fondamento in me; e per me deve essere amato chi, in questa vita, ti sembra meritevole del tuo affetto e ti è molto caro. Senza di me un'amicizia non ha consistenza e non può durare, anzi, neppure può essere definita amicizia bella e vera quella che su di me non è fondata.

Da L’Imitazione di Cristo ed San Paolo p. 191-2

22.RIFLESSIONE SULL’UMANA MISERIA6. Da L’Imitazione di Cristo ed San Paolo p. 53
22/06/2026

22.RIFLESSIONE SULL’UMANA MISERIA

6.

Da L’Imitazione di Cristo ed San Paolo p. 53

44. IL DISTACCO DALLE COSE ESTERIORI 1. Gesù Maestro: Da L’Imitazione di Cristo, ed San Paolo p. 195
15/06/2026

44. IL DISTACCO DALLE COSE ESTERIORI

1. Gesù Maestro:

Da L’Imitazione di Cristo, ed San Paolo p. 195

7. L’UMILTÀ A SALVAGUARDIA DELLA GRAZIA. 2. (…Gesù Maestro) Da L’Imitazione di Cristo, ed San Paolo, p. 123
31/05/2026

7. L’UMILTÀ A SALVAGUARDIA DELLA GRAZIA.

2. (…Gesù Maestro)

Da L’Imitazione di Cristo, ed San Paolo, p. 123

39. L’INOPPORTUNITÀ DI AFFANNARSI4. Da L’Imitazione di Cristo, ed San Paolo p. 187
18/05/2026

39. L’INOPPORTUNITÀ DI AFFANNARSI

4.

Da L’Imitazione di Cristo, ed San Paolo p. 187

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Salerno
84100

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