parrocchia dell'IMMACOLATA in Salerno

parrocchia dell'IMMACOLATA in Salerno Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di parrocchia dell'IMMACOLATA in Salerno, Centro religioso, PIAZZA SAN FRANCESCO, 33, Salerno.

11/05/2019

Vangelo condiviso

Dal Vangelo secondo Giovanni


In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore

Questi tre versetti del vangelo di Giovanni, hanno una preziosità ed una ricchezza unica… bisogna riuscire a superare i pregiudizi, nei confronti della presunta pesantezza della sacra scrittura, ma vi assicuro, che se ascoltiamo con il cuore e con la volontà di entrare in connessione con Dio, queste semplici parole possono entusiasmare tutta la nostra vita. Proprio per chi è immerso sempre più in una cultura schizofrenica, una società sempre più paranoica, stressata e dissociata… per tutti coloro che vivono, domiciliati o residenti in ISOLATI e quartieri sempre più chiusi all’accoglienza e alla comunicazione vera e reale; per tutti coloro che sono sempre più serrati e in APPARTA…menti, prigionieri di menti sempre più appartate e per tanto, bloccati in false, illusorie ed ingannevoli sicurezze; ed anche per coloro che si rifugiano in una chiesa, dove a volte, sembra che sia un valore poter dire con orgoglio: “io mi faccio i fatti miei…”. Ora, questi tre versetti del decimo capitolo del vangelo di Giovanni, possono davvero dare un senso nuovo, una nuova speranza alla VITA.
Anche se oggi su tutti i canali televisivi, in tutti i quotidiani e siti online, si parla di altri naufragi, altre morti, disperati che affogano e muoiono in un oceano di ipocrisia ed indifferenza… e noi? ci sentiamo sempre più insicuri, sempre più terrorizzati, come se non bastassero la continua crisi economica, la disoccupazione, la parapolitica… E l’assurdo, il terribile paradosso, è che ti senti anche in colpa e ti prendono in giro, se provi a dare un senso alla speranza, se cerchi un po’ di pace, di armonia e di unità in questa vita… e se addirittura ti permetti di aiutare chi sta affogando, ti arrestano con l’intenzione di buttare la chiave.
Ma ecco il Vangelo del discepolo amato ed innamorato, come un arcobaleno che spunta prima ancora che la tempesta sia passata, quei colori che squarciano il grigio oppressivo ed asfissiante, di una vita che non può arrendersi e rassegnarsi alla mediocrità e alla solitudine.
Gesù va subito al dunque, ci propone una possibile soluzione ai tanti casini della nostra vita: L’ASCOLTO! Anthony Robbins è un formatore motivazionale, un saggista di fama mondiale, afferma che: “LA QUALITÀ DELLA NOSTRA VITA È IN DIRETTA PROPORZIONE ALLA QUALITÀ DELLA NOSTRA COMUNICAZIONE”. Di conseguenza, se vogliamo migliorare la nostra vita, la prima cosa da fare è migliorare la comunicazione… a questo punto, tutti cadono nello stesso errore, pensando che la comunicazione si possa migliorare parlando di più… invece, ciò che si deve migliorare, senza ombra di nessun dubbio, è l’ascolto. Corriamo il rischio d’essere un gregge un attimino confuso, come pecore che sanno solo belare, parlare… parlare e al massimo gridare. Invece di sentire e seguire la voce di colui che spadroneggia sul gregge, dovremmo scegliere di ascoltare la voce di colui che il gregge lo conosce e lo ama veramente. Questa è la conoscenza che il Pastore ha di ognuno di noi, ricordiamo che nel linguaggio biblico, conoscere è sinonimo d’intimità, di amore vero e profondo. Allora se ascolti la voce di chi ti ama, sei anche pronto a seguire quella voce, proprio come quando eravamo bambini, anche appena nati, anche nel grembo di nostra madre, eravamo capaci di ascoltare e riconoscere la voce di chi ci ha dato la vita… magari non capisci cosa dice quella voce, ma ne sei attratto, semplicemente perché quella voce ti fa sentire abbracciato, accarezzato, al sicuro, protetto… AMATO! Questa stessa relazione di vita eterna, infinita, bellissima… Dio la propone ad ognuno di noi. E se stiamo attenti, scopriamo che Gesù non dice che ci darà la vita eterna, in un futuro più o meno remoto. Il verbo che leggiamo è al presente: Io DO loro la vita eterna… oggi… ora… Non dobbiamo essere buoni, bravi ed obbedienti perché un giorno avremo la vita eterna. Ma se tu ora ami, ora ti lasci amare, ora riceverai il dono dell’eternità. E poi basta con le paure, soprattutto in chiesa, basta sempre sentirsi vittime, sempre pronti a difenderci, c’è sempre qualcuno che ci attacca, dentro e fuori, che ci accusa, c’è sempre il male, il diavolo. Attenti!!! Non sono così stupido, così cieco, nel dire che il male non esiste, o che non esiste il diavolo, ma a volte sembra che si crede più in questo, che in Dio. La parola di oggi è inequivocabile, chiarissima: noi stiamo nel palmo della sua mano, MAI NESSUNO potrà strapparci dalla sua mano, oggi e per sempre.
A questo punto voglio rivolgere una preghiera, non a Dio, ma a te che magari vai sempre a messa, ma ti senti sempre triste, oppresso, stanco e sfiduciato. Rialzati fratello, sorella, apri il tuo cuore, come se fosse la prima volta che ascolti la sua parola… ascolta, ti prego… ascolta il tuo Dio, è la tua forza, è la tua gioia, la tua vita… così non sprecare tempo a preoccuparti di farti riconoscere come credente ma sii credibile e coerente in ciò che affermi di credere.
Mi permetto di rivolgere una preghiera anche a te, fratello mio sacerdote, una preghiera che vale anche per me, per noi che abbiamo il palmo delle nostre mani consacrate dall’olio santo, più di tutti dovremmo sapere che significa stare nel palmo della mano di Dio. Ognuno di noi dovrebbe aver fatto esperienza della misericordia di Dio, della sua gioia, della sua bellezza infinita. Non possiamo rassegnarci, sopportare, delle celebrazioni anonime, noiose, soporifere… ridiamo al gregge di Dio la certezza di sentirsi sempre accolti, di celebrare la gioia di una festa, perché se è vero che siamo tutti peccatori, è più vero che l’amore di colui che ci dona la vita, è infinitamente più grande. E soprattutto a quelle pecorelle che sono fuori dal gregge, che sono scappate, non le facciamo sentire in colpa, ma proponiamo l’amore di quel Pastore che, è sempre pronto a caricarsi del loro peso per poi far festa insieme.


A te Signore e Pastore, grazie per la vita che continuamente ci doni. Rendici capaci di riempire questa nostra vita d’entusiasmo, di passione, di gioia per coinvolgere tutti coloro che non riescono ad ascoltare la tua voce d’Amore, perché magari sono delusi, si sentono traditi ed abbandonati o perché gli hanno sempre sparlato di te, e non sanno invece che tu sei bellezza infinita. Amen!

Tuo fra gianfry

13/10/2018

Vangelo condiviso

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un ca****lo passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

Parola del Signore.

Spero di non scandalizzare nessuno affermando che il nostro è il Dio della strada, oggi c’è l’ho ricorda Marco, ma in tutti e 4 i vangeli, la strada è il luogo più frequentato dal Cristo, e noi, dopo più di 2000 anni ancora facciamo tanta… troppa fatica, ad allontanarci dalle sacrestie e dalle chiese sempre più vuote. È per strada che il Signore incontra l’uomo, anche chi corre e va così di fretta che non è importante come si chiama, può avere il mio nome o il tuo, ogni volta che andiamo così veloci da incontrare, o meglio da scontrarci con l’amore e per quanto l’ho cerchiamo, dalla fretta non l’ho riconosciamo. Abbiamo desiderio dell’eternità, il nostro cuore e la nostra anima sono fatti per l’amore senza fine e Gesù ci dimostra che, quest’amore è alla nostra portata, è davanti a noi. Ecco perchè i comandamenti elencati e presentati da Gesù a quel tale, sono tutte leggi che portano l’uomo ad amare e servire il suo prossimo, non sono menzionati i comandamenti che regolano la relazione con Dio, forse perché per Gesù conta l’Amore più della fede, ci continua a ricordare che la vita eterna la vive solo chi s’innamora ed è disposto a dare tutto, per avere tutto l’amore possibile ed impossibile. Don Tonino Bello mi ha insegnato che noi siamo nati per Amare ed essere Amati nella gioia, ed io aggiungo nella responsabilità e libertà. Infatti, per quanto Dio rivolge il suo sguardo, tutto il suo Amore su di ognuno di noi, ci lascia liberi, anche di rifiutarlo. Ma vi rendete conto? Non riesco a non emozionarmi davanti a tanto Amore. Tanti di voi possono restare delusi e tristi per ciò che Marco ci racconta, Gesù, Dio, fissò il suo sguardo d’Amore, potente ed infinito, su quel tale ma quel povero-ricco se ne andò… una cosa gli mancava… tutto. Molti, dicevo, possono interpretare questo come un limite di Dio o una sua debolezza, io credo che invece che è la potenza, e la forza vera dell’Amore che ci lascia liberi, semplicemente perché l’Amore o ci rende liberi o non è Amore. Non si può amare per dovere, o per rispetto di una legge, se non ami con tutto il tuo cuore. E amare non è un fatto teorico, l’Amore non è fatto di parole ma di condivisioni vere, concrete. A questo punto l’insegnamento del maestro diventa duro, quando ci mette difronte al fatto che per un ricco è impossibile entrare nel suo Regno d’Amore e di condivisione. Gesù non gli mostra una via di miseria e di rinuncia, anzi il contrario, gli offre il vero tesoro, gli propone l’unica banca che non potrà mai fallire o essere derubata, perché nel Regno di Dio tu possiedi solo ciò che doni e sei veramente libero da ciò che credi di possedere. Ma quel tale è rassegnato a vivere una vita senza colore, infatti si fece scuro in volto e sceglie di continuare ad essere prigioniero della sua tristezza.
I discepoli… mi fanno morire… cioè, restano sconcertati dall’atteggiamento di Gesù, sembrano quasi dire: “ma come? Viene da noi uno con i soldi, un ricco e tu te lo lasci scappare??? Ma allor sei proprio…” Ma difronte a tanto cinico sconcerto è meravigliosa la tenerezza di Dio: “figlioli… impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio!” Praticamente, dato che Dio è Amore, il Signore ci ricorda che tutto è possibile all’Amore vero! E quando Pietro gli chiede ulteriori delucidazioni, su ciò che concretamente significano quelle parole, Gesù l’ho invita a constatare quanto amore, quanta ricchezza vera lui ha ricevuto da quando cammina insieme con lui. Prima poteva avere una sola mamma ed un solo papà con pochi altri fratelli, ora la sua famiglia, la sua fraternità è senza confini come è l’Amore vero, che è anche pronto ad affrontare tutte le sofferenze, la assurdità e le persecuzioni che la vita spesso ci offre, perché solo l’AMORE NON AVRA’ MAI FINE! SOLO L’AMORE E’ ETERNO!

14/07/2018

Vangelo condiviso

Dal Vangelo secondo Marco��(Mc 6, 7-13)
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. �E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». �Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
Parola del Signore

Vi ricordate domenica scorsa? Gesù non solo non è stato accolto in casa sua, nel suo paese, ma è stato anche insultato, deriso, fino a che la sua presenza è stata un vero e proprio scandalo per tutti loro. E lui? questa domenica, che fa? Visto il “grande successo” avuto, invita anzi, manda i suoi discepoli in giro ad annunciare il Vangelo! Il mio Signore è incredibile!!! Al fallimento di casa sua, ai pregiudizi e alla ottusa ignoranza risponde con l’entusiasmo dell’Annuncio. Una testimonianza che per l’uomo di oggi, come per quello di ieri, è di un’attualità sconvolgente. Non c’è spazio per la rassegnazione, per la resa; lo sconforto e la tristezza al massimo sono un ponte per il coraggio e la gioia vera.
Oggi Gesù ci offre anche un preciso profilo di chi è il suo discepolo inviato a testimoniare il vangelo, uno specchio per ognuno di noi e per tutti coloro che vogliono essere veramente cristiani. Il primo sostanziale ed imprescindibile annuncio è la fraternità, la comunità, la comunione, la relazione… se sei di Cristo, se annunci Gesù, SI VEDE PERCHE’ HAI SCONFITTO LA SOLITUDINE, non sei solo, per questo li manda a due a due. E la comunità non è virtuale, o sulla carta, o un fatto formale, cioè non puoi dire di vivere in comunità e continuare a sentirti solo, triste e depresso. Perché chiunque t’incontra capisce, percepisce che sei parte di una comunità, in quanto avverte che sei espressione di un “ordine” ossia, di un’armonia, sei musica, poesia, parte di una grande famiglia che è in cammino.
Le parole che seguono devono comunicare qualcosa di estremamente prezioso, dato che è la prima ed unica volta che Marco dice che Gesù, ordina qualcosa: “ordinò loro”. Ci troviamo evidentemente di fronte ad una volontà chiara, cristallina di nostro Signore: chi annuncia il Vangelo è essenziale, libero, tutto ciò che gli serve è: una sola tunica, perché una seconda tunica a quei tempi era un lusso; sicuramente il superfluo e lo sfarzo non sono funzionali all’annuncio della… BELLEZZA. Neanche il cibo ed il denaro servono. Effettivamente se vado a casa di qualcuno e mi porto da mangiare e mi presento con le tasche piene, metto in evidente difficoltà chi mi accoglie che non saprebbe cosa condividere, visto che ho già del mio. Tutto ciò che serve sono un bastone e dei buoni sandali, s’intende che il cammino è lungo e che devo abbandonare la poltrona. Ecco perché Papa Francesco ci ricorda che “oggi nella Chiesa ci sono troppo «cristiani da salotto, quelli educati», «tiepidi», per i quali va sempre «tutto bene», ma che non hanno dentro l’ardore apostolico. Il cristiano deve «dar fastidio» alle «nostre strutture comode», anche a costo di finire «nei guai», perché animato da una «sana pazzia spirituale» per tutte «le periferie esistenziali»” (da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 112, Ven. 17/05/2013). E se ricercate su google: “cristiani da salotto”, vedrete quante volte Francesco denuncia questo atteggiamento, che nulla a che fare con il Vangelo.
Sorprendente, assolutamente non da sottovalutare è l’invito a restare nella casa che ci accoglie, se consideriamo che per un ebreo non era ammissibile fermarsi, se non presso credenti, necessariamente osservanti; in pratica non era possibile accettare l’accoglienza di chiunque. Cristo ci invita, anzi ci ordina di non giudicare la religione, il colore o qualsiasi altra differenza di chi ci riceve ma solo di lasciarci accogliere e condividere con chi ci apre il cuore. E se questo cuore non si apre e ci troviamo davanti a muri, non ci scandalizziamo, non ci strappiamo le vesti e non cominciamo nessun’altra crociata; basta liberarci dalla polvere, perché tutto l’astio e l’odio diventano polvere e continuare questo cammino stupendo, liberi solo d’amare.

07/07/2018

Vangelo condiviso

Dal Vangelo secondo Marco��(Mc 6, 1-6)
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. �Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. �Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.�Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.��
Parola del Signore

Gli esami di stato sono quasi finiti, ed anche un mondiale di calcio, senza interesse per noi, procede senza la maggior parte delle grandi, che si sono arrese ed hanno mollato prima del fischio finale. L’estate prova a entrare nel suo vivo, tra confini sempre mi chiusi e naufraghi sempre più anonimi e disperati, che affogano in un mare d’indifferenza ed egoismo… Tutto procede così, senza grosse e grandi emozioni, fra poco i TG inizieranno a parlare del caldo esagerato e degli incendi, mentre i nostri cuori rassegnati si raffreddano sempre di più. Così si resta chiusi rispetto ad ogni novità che potrebbe portare una vera speranza rivoluzionaria; in poche parole, così facendo ci chiudiamo all’azione dello Spirito Santo. Questa troppo semplice analisi dei nostri giorni potrebbe essere valida anche per i tempi di Gesù, per quelli del suo villaggio che ascoltano la sua Parola, vedono i suoi miracoli e si meravigliano ma in negativo. Non solo rifiutano Gesù ma gli sono proprio avversi, con profondo ed aspro disprezzo! Eppure stiamo parlando di coloro che sono in chiesa… scusate, nella sinagoga. Parliamo, cioè, dei religiosi, dei cosiddetti credenti praticanti che respingono e ripudiano il Signore. Dalla più totale non accoglienza si passa velocemente alle parole “pesanti”; iniziano con il tentativo di sminuire e quasi ridicolizzare la sua autorità: ma QUESTO chi si crede d’essere? È solo un povero falegname! Poi diventano volgari ed infami quando, con tono sottile ed ipocrita, se la prendono anche con sua madre. Quando, infatti, lo chiamano “il figlio di Maria”, è gravissimo. Nella sua lingua Gesù si chiamava Yeshua bar Yoseph ossia Gesù figlio di Giuseppe; era regola che al nome dei figli, quasi come un cognome, si riportasse il nome del padre. Nel suo villaggio tutti lo conoscevano, sapevano che era figlio di Giuseppe e così lo avrebbero dovuto chiamare, invece, con quel “figlio di Maria” esprimono tutto il loro dispregio per lui, per sua madre e la sua famiglia; è veramente un momento terribile, di rifiuto quasi rabbioso dei suoi miracoli e del suo messaggio di salvezza e liberazione. Al punto che lo stesso Cristo se ne meraviglia e si stupisce di tanta chiusura e rifiuto. Ed è profondamente significativo il fatto che in questa situazione Gesù poté compiere solo pochi miracoli, quasi a sottolineare che la fede fà cose straordinarie e non il contrario. La ricerca spasmodica dei miracoli non aumenterà la nostra fede ma se riscopriamo la vera FEDE, LA NOSTRA VITA SARA’ IL VERO MIRACOLO. Comunque anche quei pochi miracoli che egli compie sono il segno della sua infinita pazienza perché innamorato veramente di noi, anche se disprezzato, offeso e spregiato e per quanto si meravigli di tanta chiusura, Lui risponde con un Amore vero che va avanti: tu mi schifi ed odi, mi chiami figlio di… ma io continuo ad amarti senza se e senza ma!
A questo punto, però, vi prego di non lasciarvi prendere dalla tentazione dello scoraggiamento, non serve a niente produrre ulteriori analisi deprimenti ed angoscianti sulla nostra situazione, anche perché la vera meraviglia è che Gesù, pur non essendo accolto, ma al contrario, insultato e rifiutato, non si arrende. Non solo continua la sua strada verso la sua croce e la nostra liberazione ma prima, anche in quell’ ambiente ostile, trova qualcuno da guarire ed amare, ossia cerca un pur minimo segno di luce per accendere un fuoco che mai si spegnerà e che è affidato alla nostra fede responsabile ed accogliente.

18/02/2017

Vangelo Condiviso

Dal Vangelo secondo Matteo��(Mt 5, 38-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: �«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.�Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».��Parola del Signore

Rieccomi a voi dopo una lunga assenza con questa mia semplice condivisione della Parola del Signore. Ricominciare da questa pagina del Vangelo, in cui Matteo ci invita ad essere perfetti come il Padre nostro celeste, è incoraggiante e sprona a prendere il largo, a superare i confini ed i limiti di cui troppo spesso siamo prigionieri, ma partiamo dall’inizio.
La legge del taglione la conosciamo tutti, ed anche chi non la conosce, la conserva ed alimenta nel cuore e nell’anima. La vendetta appartiene non solo a chi si arrabbia e lo fa vedere ma anche a coloro che se ne stanno “zitti e buoni”, è di chi esplode e di chi implode, dato che si nutre di rabbia e questa emozione è presente in ognuno di noi. Tanto che questo modo d’agire, gli antichi ebrei la codificarono attribuendola a Dio, e come ben sappiamo, anche le altre religioni fecero lo stesso. Ed oggi, come ieri, anche molti cristiani l’hanno fatta propria, ignorando volutamente che Gesù chiaramente, prende le distanze da ogni legge che tende solo a giustificare la nostra debolezza e le nostre paure. Si cari fratelli e sorelle, la vendetta ossia, rispondere occhio per occhio e dente per dente, è per i deboli. Ci vuole più coraggio e forza a rispondere con Amore, provate a chiedere al Mahatma Gandhi o a Nelson Mandela. Invece ci facciamo impressionare più dall’Isis o da Trump, illudendoci che con una pi***la o una bomba in più, ed alzando qualche muro, siamo più sicuri o più sereni… ASSURDO!!! Però, vi prego, ora non mi tacciate di pacifismo o banale buonismo… io credo nella guerra, nella lotta quotidiana che va vinta, nel cuore e nell’anima di ognuno di noi… e non siate banali nel leggere l’invito di Gesù ad offrire l’altra guancia, come un invito alla stupidaggine. Ricordate quando Gesù è stato schiaffeggiato davanti al sommo sacerdote dal soldato? Gesù non ha detto: “uh che bello… dammi un altro schiaffo qui”. Ma con forza è coraggio ha guardato negli occhi quel soldato, chiedendogli ragione di quella violenza: “… perché mi percuoti?” (cfr. Gv 18, 19-23).
Se avete il coraggio di guardarvi allo specchio e dentro, nel più profondo, o se avete l’onestà di guardare la storia dell’uomo da quando esiste, dove l’ha portato la legge della vendetta, della rivalsa, della ritorsione?… cosa abbiamo ottenuto quando abbiamo permesso all’odio, ad una rabbia incontrollata o ad una repressa, di dettare legge nella nostra vita??? Aumentano le nostre insicurezze e le nostre paure, esplodiamo o ci chiudiamo in noi stessi, sicuramente non siamo felici. Perché la felicità è la ricompensa dell’Amore senza limiti, dell’Amore senza “se” e senza “ma”. Basta, cercare giustificazioni e scuse inutili per mascherare la nostra scelta di non essere veramente LIBERI. Perché la vera libertà sta nello scegliere di superare i confini della cosiddetta “normalità”: tutti siamo capaci di amare coloro che ci amano, chi c’è simpatico e bello o chi ci può ripagare in qualche modo. Non so voi, ma a me quest’amore “ordinario” non mi basta! Voglio di più e posso dare di più… per avere di più, amando in modo “straordinario”, non quanto Dio ma come Dio!
tuo fra gianfry

24/01/2015

Vangelo condiviso

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 14-20)
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.Parola del Signore

Non si può arrestare, non si può uccidere una fede credibile, la ricerca di una vera relazione di fiducia, non si può imprigionare un uomo che crede nel vero Amore. Per quanto sia impenetrabile o feroce l’odio, un cuore che cerca il vero volto di Dio è e resterà per sempre libero. Il Vangelo e la storia dell’uomo sono piene di testimonianze di questa vera fede, di questa libertà ma noi facciamo fatica a lasciarci coinvolgere da questa incredibile potenza.
Giovanni è stato appena arrestato, sta per essere ucciso, la prudenza consiglia di starsene buoni, calmi, tranquilli, attendere, aspettare… provate a dirlo a Gesù!
Hanno da poco fatto fuori Giovanni, evidentemente non era un buon tempo per i profeti, ed ecco che il Messia annunciato esce allo scoperto, si rivela e ci rivela la potenza di quest’Amore che non puoi arrestare, bloccare, fermare.
Ed arriva da dove meno te lo aspetti, difatti non è un caso che si parte dalla Galilea e dal mare, cioè siamo ai confini del regno, da quei posti vengono solo problemi, immigrazione clandestina, terroristi, ladri e delinquenti…
Perché la fede è meraviglia, ti lascia a bocca aperta, ti sorprende, ma questo non lo puoi comprendere se tu ti sei già arreso, se ti sei chiuso nei tuoi dogmi, se per te non c’è più nessuna novità o chi sa dove la stai cercando. Eppure arriva da dove meno te l’aspetti, per questo Gesù ti invita alla conversione, cioè se stai scappando o stai fermo e realizzi solo dolore, solitudine e tristezza, anche se sei in mezzo al caos più frenetico o se al massimo hai realizzato una vita piatta, mediocre, ora è il momento di convertire, ovverosia di cambiare le tue strategie; quelle convinzioni che ti danno solo confusione, che magari agli altri mostri anche come certezze e sicurezze, ma che di sicuro non ti fanno vivere felice, libero. Gesù ti dice che è possibile cambiare, è possibile la vera libertà, da tutto ciò che ci opprime.
Lui ti chiama, lungo il mare della tua vita non aver paura di ascoltare, non puoi continuare ad accontentarti di due pesci in rete, è un’altra l’avventura che ti chiama a vivere. Siamo passati nei secoli dalla rete sul mare al web, cioè alle reti del mondo virtuale che come vere ragnatele ci tengono prigionieri in relazioni false ed eventuali. Dio ci invita a vivere una storia vera, reale, ti invita a navigare no nell’illusione di un viaggio ma nella meraviglia di una vita vera, la tua! Vita che si realizza nella ricerca e nella scoperta di Dio in te e nell’altro diverso da te.
Tuo fra gianfry

17/01/2015

Vangelo condiviso

Dal Vangelo secondo Giovanni(Gv 1, 35-42)
In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
Parola del Signore

Questa mattina ho scritto un messaggio a Greta e Vanessa, le due ragazze che sono rientrate a casa dopo vari mesi di prigionia in mano ai terroristi. Lo condivido con voi:
prima di tutto, bentornate!
Non ci conosciamo, sono un frate francescano e volevo semplicemente ringraziarvi! per la vostra testimonianza, per il vostro cuore. Tanti si chiedono com'è possibile che molti giovani partano per diventare terroristi e poi quando ci sono ragazzi che vogliono donare un po' d'amore per i bambini e per il prossimo, non si è in grado di valorizzarne il coraggio. Vi prego non ascoltate gli stupidi che con il cuore chiuso tenteranno di farvi sentire in colpa, VOI SIETE MERAVIGLIOSE, voi siete i veri eroi del cuore, della vita! Siete una vera testimonianza per tutti noi e per i vostri coetanei, grazie ancora e non vi arrendete, continuate a sognare e ad amare così come il vostro cuore vi sussurrerà. Grazie ancora e pace a voi!
fra Gianfry

Sono partito da questa condivisione perché la storia di Greta e Vanessa fa eco al passo di questa domenica in cui Gesù chiama tutti noi ad intraprendere un viaggio meraviglioso per dare un senso alla nostra vita.
È incredibile questo Dio che a chi gli va incontro non chiede conversione, obbedienza o sottomissione, e quando domanda: “che cosa cercate?” punta la sua attenzione sui nostri bisogni, su ciò che veramente ci manca per essere felici, per sentirci realmente vivi. Quanti ragazzi, e non solo, delusi, traditi e vuoti, si sentono abbandonati e persi? La maggior parte di loro si arrende e rinuncia a sognare ed è facile che ci si accontenti di non credere più in niente. C’è anche chi cade nelle diverse trappole che si possono incontrare oggi: dalla droga (leggera e non), alcol, sballo vario (l’importante è “stare senza pensieri”), fino anche a coloro che (e grazie a Dio sono pochi) si allenano ad odiare e poi partono per farsi saltare in aria. Quanti magari si sentono anche traditi da Dio perché lo hanno cercato disperatamente ma non hanno avuto nessuna risposta; quanti hanno anche fatto tante preghiere e sacrifici, ma niente! Troppe pseudo-spiritualità, dentro e fuori anche la nostra fede, rivolte a conquistare l’attenzione e la benevolenza di qualche divinità, propongono sacrifici anche dolorosi e penosi. Oggi invece, il Cristo si presenta a noi come “l’Agnello di Dio”, perché Dio non vuole sacrifici, è Lui in persona che si sacrifica per noi, donandosi totalmente, solo per amore; perché è Lui per primo che ti ama, che si dona, tu non ti devi arrendere, continua a cercarlo e lasciati trovare. Ascolta la fame, il bisogno di assoluto che c’è in te. Se ci accontentiamo di una vita vuota o piena di cose inutili e superflue, non saremo mai veramente felici, invece noi siamo fatti, noi esistiamo per essere felici, per amare ed essere amati.
Questa è la vera fede, un incontro d’amore; ecco perché di quel momento Giovanni ricorda anche l’orario: “erano circa le quattro del pomeriggio”. Per non perdere l’appuntamento con Dio bisogna non smettere di cercare, di ascoltare la sua voce che ci invita ad entrare dove Lui vive, a casa sua, ed è inutile il navigatore o Google maps; per trovare l’indirizzo bisogna solo aver il coraggio di andare verso quella direzione meno battuta, meno stimata ed apprezzata. Il cammino che più ci fa più paura è andare verso noi stessi perché solo lì potrai incontrare davvero il tuo Dio; oltre le tue paure, oltrepassando i tuoi incubi troverai il tuo cuore ed è lì che vive colui che è più intimo a te di te stesso, la risposta a tutte le tue domande.
Tuo fra Gianfry

Indirizzo

PIAZZA SAN FRANCESCO, 33
Salerno
84125

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando parrocchia dell'IMMACOLATA in Salerno pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi