11/05/2019
Vangelo condiviso
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore
Questi tre versetti del vangelo di Giovanni, hanno una preziosità ed una ricchezza unica… bisogna riuscire a superare i pregiudizi, nei confronti della presunta pesantezza della sacra scrittura, ma vi assicuro, che se ascoltiamo con il cuore e con la volontà di entrare in connessione con Dio, queste semplici parole possono entusiasmare tutta la nostra vita. Proprio per chi è immerso sempre più in una cultura schizofrenica, una società sempre più paranoica, stressata e dissociata… per tutti coloro che vivono, domiciliati o residenti in ISOLATI e quartieri sempre più chiusi all’accoglienza e alla comunicazione vera e reale; per tutti coloro che sono sempre più serrati e in APPARTA…menti, prigionieri di menti sempre più appartate e per tanto, bloccati in false, illusorie ed ingannevoli sicurezze; ed anche per coloro che si rifugiano in una chiesa, dove a volte, sembra che sia un valore poter dire con orgoglio: “io mi faccio i fatti miei…”. Ora, questi tre versetti del decimo capitolo del vangelo di Giovanni, possono davvero dare un senso nuovo, una nuova speranza alla VITA.
Anche se oggi su tutti i canali televisivi, in tutti i quotidiani e siti online, si parla di altri naufragi, altre morti, disperati che affogano e muoiono in un oceano di ipocrisia ed indifferenza… e noi? ci sentiamo sempre più insicuri, sempre più terrorizzati, come se non bastassero la continua crisi economica, la disoccupazione, la parapolitica… E l’assurdo, il terribile paradosso, è che ti senti anche in colpa e ti prendono in giro, se provi a dare un senso alla speranza, se cerchi un po’ di pace, di armonia e di unità in questa vita… e se addirittura ti permetti di aiutare chi sta affogando, ti arrestano con l’intenzione di buttare la chiave.
Ma ecco il Vangelo del discepolo amato ed innamorato, come un arcobaleno che spunta prima ancora che la tempesta sia passata, quei colori che squarciano il grigio oppressivo ed asfissiante, di una vita che non può arrendersi e rassegnarsi alla mediocrità e alla solitudine.
Gesù va subito al dunque, ci propone una possibile soluzione ai tanti casini della nostra vita: L’ASCOLTO! Anthony Robbins è un formatore motivazionale, un saggista di fama mondiale, afferma che: “LA QUALITÀ DELLA NOSTRA VITA È IN DIRETTA PROPORZIONE ALLA QUALITÀ DELLA NOSTRA COMUNICAZIONE”. Di conseguenza, se vogliamo migliorare la nostra vita, la prima cosa da fare è migliorare la comunicazione… a questo punto, tutti cadono nello stesso errore, pensando che la comunicazione si possa migliorare parlando di più… invece, ciò che si deve migliorare, senza ombra di nessun dubbio, è l’ascolto. Corriamo il rischio d’essere un gregge un attimino confuso, come pecore che sanno solo belare, parlare… parlare e al massimo gridare. Invece di sentire e seguire la voce di colui che spadroneggia sul gregge, dovremmo scegliere di ascoltare la voce di colui che il gregge lo conosce e lo ama veramente. Questa è la conoscenza che il Pastore ha di ognuno di noi, ricordiamo che nel linguaggio biblico, conoscere è sinonimo d’intimità, di amore vero e profondo. Allora se ascolti la voce di chi ti ama, sei anche pronto a seguire quella voce, proprio come quando eravamo bambini, anche appena nati, anche nel grembo di nostra madre, eravamo capaci di ascoltare e riconoscere la voce di chi ci ha dato la vita… magari non capisci cosa dice quella voce, ma ne sei attratto, semplicemente perché quella voce ti fa sentire abbracciato, accarezzato, al sicuro, protetto… AMATO! Questa stessa relazione di vita eterna, infinita, bellissima… Dio la propone ad ognuno di noi. E se stiamo attenti, scopriamo che Gesù non dice che ci darà la vita eterna, in un futuro più o meno remoto. Il verbo che leggiamo è al presente: Io DO loro la vita eterna… oggi… ora… Non dobbiamo essere buoni, bravi ed obbedienti perché un giorno avremo la vita eterna. Ma se tu ora ami, ora ti lasci amare, ora riceverai il dono dell’eternità. E poi basta con le paure, soprattutto in chiesa, basta sempre sentirsi vittime, sempre pronti a difenderci, c’è sempre qualcuno che ci attacca, dentro e fuori, che ci accusa, c’è sempre il male, il diavolo. Attenti!!! Non sono così stupido, così cieco, nel dire che il male non esiste, o che non esiste il diavolo, ma a volte sembra che si crede più in questo, che in Dio. La parola di oggi è inequivocabile, chiarissima: noi stiamo nel palmo della sua mano, MAI NESSUNO potrà strapparci dalla sua mano, oggi e per sempre.
A questo punto voglio rivolgere una preghiera, non a Dio, ma a te che magari vai sempre a messa, ma ti senti sempre triste, oppresso, stanco e sfiduciato. Rialzati fratello, sorella, apri il tuo cuore, come se fosse la prima volta che ascolti la sua parola… ascolta, ti prego… ascolta il tuo Dio, è la tua forza, è la tua gioia, la tua vita… così non sprecare tempo a preoccuparti di farti riconoscere come credente ma sii credibile e coerente in ciò che affermi di credere.
Mi permetto di rivolgere una preghiera anche a te, fratello mio sacerdote, una preghiera che vale anche per me, per noi che abbiamo il palmo delle nostre mani consacrate dall’olio santo, più di tutti dovremmo sapere che significa stare nel palmo della mano di Dio. Ognuno di noi dovrebbe aver fatto esperienza della misericordia di Dio, della sua gioia, della sua bellezza infinita. Non possiamo rassegnarci, sopportare, delle celebrazioni anonime, noiose, soporifere… ridiamo al gregge di Dio la certezza di sentirsi sempre accolti, di celebrare la gioia di una festa, perché se è vero che siamo tutti peccatori, è più vero che l’amore di colui che ci dona la vita, è infinitamente più grande. E soprattutto a quelle pecorelle che sono fuori dal gregge, che sono scappate, non le facciamo sentire in colpa, ma proponiamo l’amore di quel Pastore che, è sempre pronto a caricarsi del loro peso per poi far festa insieme.
A te Signore e Pastore, grazie per la vita che continuamente ci doni. Rendici capaci di riempire questa nostra vita d’entusiasmo, di passione, di gioia per coinvolgere tutti coloro che non riescono ad ascoltare la tua voce d’Amore, perché magari sono delusi, si sentono traditi ed abbandonati o perché gli hanno sempre sparlato di te, e non sanno invece che tu sei bellezza infinita. Amen!
Tuo fra gianfry