24/11/2025
Questo episodio su Padre Pio non proviene dalle sue lettere, ma dalla tradizione agiografica: si racconta che egli lo confidò a Padre Anastasio. È una testimonianza tramandata, non un documento scritto, ma ha accompagnato la spiritualità di molti per la forza interiore che porta con sé.
Una sera, mentre Padre Pio pregava da solo nel coro, regnava un silenzio profondo. A un tratto un lieve rumore ruppe la quiete. Alzando gli occhi, vide un giovane frate vicino all’altare maggiore: spolverava i lampadari e sistemava i vasi dei fiori con gesti delicati, come chi svolge un compito familiare.
Pensando fosse Padre Leone, Padre Pio gli disse dolcemente:
«Padre Leone, vai pure a cenare. Non è questo il momento di sistemare l’altare».
La figura si voltò e rispose:
«Non sono Padre Leone».
Padre Pio, sorpreso, domandò:
«E allora, chi sei?».
Il giovane abbassò il capo e disse con voce ferita:
«Ero un novizio qui. Il mio compito era custodire questo altare. Ma più volte sono passato davanti a Gesù nel Santissimo Sacramento senza fare nemmeno un semplice atto di riverenza.
Questa mancanza d’amore mi trattiene in Purgatorio. Dio, nella sua misericordia, mi permette di chiedere il tuo aiuto».
Padre Pio, commosso, gli rispose:
«Domani mattina, quando offrirò la Santa Messa, entrerai in Paradiso».
Ma quell’anima, invece di gioire, gridò con dolore:
«Crudeltà!»
E svanì nell’ombra, lasciando Padre Pio con una ferita nel cuore che – diceva – lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Da quel momento comprese con forza che la ca**tà rimandata pesa su chi attende luce, e che ogni gesto di amore verso l’Eucaristia può sollevare un’anima sofferente e consolare il Cuore di Cristo.