04/08/2026
Cari giovanissimi,
sono già passati un paio di giorni dal nostro ritorno a casa. Eppure, forse è proprio adesso che comincia la parte più importante del nostro camposcuola.
Ricordate ciò che vi ho detto nell'incontro conclusivo? Un camposcuola non finisce quando si sale sul pullman per tornare. Finisce quando ciò che abbiamo vissuto smette di parlare alla nostra vita. E io spero che questo non accada, perché nei giorni trascorsi insieme a Limone Piemonte abbiamo ricevuto un dono prezioso che merita di essere custodito.
Abbiamo scelto una parola: meraviglia. E abbiamo scoperto che la meraviglia non nasce soltanto davanti a un bel panorama, durante un gioco, una serata divertente o un'emozione intensa. La vera meraviglia è imparare a guardare la vita con occhi nuovi. È quello che abbiamo cercato di fare, giorno dopo giorno.
Ci siamo meravigliati del perdono. Abbiamo scoperto che Dio non si stanca mai di ricominciare con noi e che il suo amore è sempre più grande dei nostri errori. Ogni volta che cadiamo, Lui continua a tenderci la mano. Essere perdonati significa proprio questo: potersi rialzare e ricominciare.
Ci siamo meravigliati della nostra fragilità. Abbiamo capito che riconoscersi fragili non significa essere sbagliati. Le nostre ferite, i nostri limiti e le nostre paure non ci rendono meno preziosi. Anzi, è proprio attraverso di essi che Dio riesce a entrare nella nostra vita e a renderci più veri.
Ci siamo meravigliati dell'incontro. In questi giorni abbiamo sorriso, parlato, litigato, fatto pace; abbiamo condiviso il cibo, il cammino e la preghiera. Così abbiamo scoperto che nessuno cresce da solo e che ogni persona può diventare un dono.
Ci siamo meravigliati dei piccoli miracoli. Non di quelli che fanno notizia, ma di quelli silenziosi: un sorriso, un abbraccio, una parola arrivata al momento giusto, qualcuno che ha saputo ascoltare davvero. Sono i piccoli miracoli quotidiani con cui Dio continua a passare nella nostra vita.
E soprattutto ci siamo meravigliati di essere amati. Non perché siamo perfetti o perché dobbiamo dimostrare qualcosa, ma perché il Signore ci ama così come siamo. E quando una persona scopre di essere amata davvero, qualcosa dentro di lei cambia.
Adesso la sfida è questa: non lasciare quella meraviglia tra i ricordi del camposcuola. Portatela nelle vostre case, tra gli amici, nello sport, in parrocchia. Lasciate che ciò che avete vissuto continui a parlare attraverso le vostre scelte, i vostri gesti, il vostro modo di voler bene.
E se in questi giorni vi è capitato di rileggere il biglietto trovato nel barattolo, spero che vi abbia ricordato una cosa importante: ci sono persone che credono in voi, pregano per voi, contano su di voi e vi vogliono bene. Ma ancora prima di tutti noi c'è Dio, che non smetterà mai di guardarvi con amore e di camminare accanto a voi.
Grazie, davvero, per questi giorni. Grazie per le risate, per la fiducia, per la pazienza, per la sincerità e per tutto ciò che ciascuno di voi ha donato agli altri. Anche noi animatori siamo tornati a casa più ricchi grazie a voi. Una delle meraviglie più belle che il Signore ci ha fatto incontrare siete voi.
Non smettete mai di cercare la meraviglia. Perché dove c'è Dio c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, qualcosa che allarga il cuore, fa crescere la speranza e rende la vita più bella.
Vi aspetto in parrocchia. Sentitela come la vostra casa. Le porte sono aperte, e il Signore continua ad aspettarci lì, per camminare ancora insieme.
A presto.
Vostro, don Pietro