La “casa Gp2” nasce circa sette anni fa e si definisce immediatamente come casa di accoglienza per gruppi giovanili. Inizialmente gli utenti sono soprattutto gruppi parrocchiali che la utilizzano per uscite nei fine settimana. Successivamente qualche gruppo insieme con gli animatori di riferimento chiede di fare delle esperienze di vita comunitaria all’interno della struttura. L’esperienza della v
ita comunitaria diventa pian piano l’attività pastorale che caratterizza la “casa Gp2”: i soggetti che chiedono di vivere nella casa sono gruppi parrocchiali, gruppi scout e in questi ultimi anni anche classi scolastiche. Le esperienze di vita co-mune di gruppi parrocchiali e scout sono comunque in autogestione, cioè la proposta formativa, gli obbiettivi della settimana, la logistica sono a carico degli animatori del gruppo, mentre le esperienze che coinvolgono le scuole sono gestite dal responsabile della casa. Oltre alle settimane di vita comunitaria la “casa Gp2” offre alcune iniziative che sono gestite dal responsabile della casa, da altri sacerdoti e laici (settimana art; due giorni di spiritualità, settimana grembiule). In particolare nell’ultimo anno pastorale 2012-2013 la casa è stata visitata da 47 gruppi (ca 940 persone, in media 20 per gruppo), di cui 11 specificatamente per convivenze scolastiche (ca 220 persone, in media 20 per classe), 9 di classi superiori e 2 universitarie. La casa rappresenta quindi un luogo pastorale molto significativo in cui si condensano l’aspetto missionario (esperienza di primo annuncio), le specificità della pastorale giovanile e della pastorale vocazionale. Con alcuni dei ragazzi che hanno frequentato la casa si sono creati dei legami che hanno reso possibile il loro coinvolgimento anche in altre attività diocesane, relazioni di accompagnamento spirituale, o si è resa attuale una familiare frequentazione del Seminario occasione di vari colloqui informali. Vista questa realtà, con questo progetto si vuole valorizzare il potenziale educativo/pastorale che offre la casa soprattutto nell’ambito della pastorale giovanile, vocazionale e dell’educazione al servizio; per questo gli uffici che collaborano in questo progetto sono il servizio diocesano di pastorale giovanile, l’ufficio diocesano per la pastorale delle vocazioni e la Caritas diocesana. Riteniamo inoltre che questo progetto sia portatore di un significativo carattere innovativo in quanto si tratta di pensare e costruire una struttura organizzativa e pastorale non strettamente fondata sulla presenza del sacerdote; si è scelto, infatti, di puntare su una presenza effettivamente corresponsabile di laici, già impegnati professionalmente in contesti educativi e pastorali, che mettono a disposizione la propria sensibilità e formazione umana e professionale.