Confraternita M. SS. Addolorata - Rossano CS

Confraternita M. SS. Addolorata - Rossano CS Pagina ufficiale della Confraternita dell'Addolorata di Rossano (CS) Attualmente l’Arciconfraternita dell’Addolorata è l’unica presente in città.

L’Arciconfraternita “Maria SS.ma Addolorata” è sorta a Rossano sul finire del secolo sedicesimo. Rilanciata durante il Giubileo del 2000, il 15 gennaio 2001 la confraternita ha ottenuto dall’arcivescovo Andrea Cassone l’approvazione del nuovo Statuto, aggiornato alle più recenti normative canoniche.

Liturgia del giorno - Giovedì 18 Giugno 2026San Gregorio Giovanni Barbarigo Vescovo; San Calogero EremitaXI Settimana de...
18/06/2026

Liturgia del giorno - Giovedì 18 Giugno 2026
San Gregorio Giovanni Barbarigo Vescovo; San Calogero Eremita
XI Settimana del Tempo Ordinario
I Lettura Sir 48,1-14 Elìa fu assunto in un turbine di fuoco ed Elisèo fu ripieno del suo spirito.
Salmo (Sal 96) Gioite, giusti, nel Signore.
Vangelo Mt 6,7-15 Voi dunque pregate così.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Voi dunque pregate così.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di ve**re ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore

COMMENTO (Monaci Benedettini Silvestrini)
Il testo sacro della prima lettura ci invita a volgere lo sguardo verso Elia, di cui tesse l’elogio, ammirandolo e additandolo come colui di cui Dio si è servito per richiamare gli uomini ad onorare e venerare Lui, unico vero Signore. Nel Vangelo Gesù insegna ai discepoli a pregare. La meravigliosa preghiera del Padre Nostro ci insegna non solo come pregare, ma ci indica anche ciò che noi, poveri mortali, dobbiamo chiedere a Dio, per la sua gloria e per quanto da Lui ci attendiamo nella nostra povertà. Oltre il pane quotidiano, cioè tutto ciò che ci è necessario per una vita serena, personalmente e socialmente, chiediamo il perdono dei nostri peccati e la capacità di perdonare. San Benedetto è molto attento circa il fatto del perdono reciproco, necessario sempre, ma in particolare quando si vive insieme, l’uno vicino all’altro: famiglia, comunità, gruppi, ambiente di lavoro. Il santo Legislatore Benedetto vuole che, sia alle lodi del mattino sia alla preghiera del vespro, l’Abate reciti ad alta voce il Padre Nostro perché i fratelli si sentano spronati e impegnati al reciproco perdono, ascoltando quelle parole: “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori” (R.B. 13,13). Se recitassimo bene, adagio, la preghiera del Padre Nostro, pensando a quello che diciamo, forse tante incoerenze nella nostra vita privata e comunitaria sarebbero evitate. Santa Teresa del Bambino Gesù, nei suoi giorni oscuri, si confortava e si consolava nel recitare adagio, assaporando ogni parola di questa insuperabile preghiera.

Liturgia del giorno - Mercoledì 17 Giugno 2026San Ranieri di Pisa, pellegrino; Santa Valeriana MartireXI Settimana del T...
17/06/2026

Liturgia del giorno - Mercoledì 17 Giugno 2026
San Ranieri di Pisa, pellegrino; Santa Valeriana Martire
XI Settimana del Tempo Ordinario
I Lettura 2Re 2,1.6-14 Apparve un carro di fuoco ed Elìa salì verso il cielo.
Salmo (Sal 30) Rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore.
Vangelo Mt 6,1-6.16-18 Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore

COMMENTO (Monaci Benedettini Silvestrini)
Il passaggio del dono della profezia da Elia ad Eliseo potrebbe suggerirci una riflessione sull’avvicendamento del servizio nella Chiesa e nella famiglia, come anche nella vita pubblica. Elia è stanco. Fugge nel deserto dal furore di Gezabele e qui incontra il Signore, che lo rimanda indietro a cercarsi un sostituto. La scelta cade su Eliseo, intento ad arare. Lascia i buoi e tutto il personale di aiuto per mettersi a servizio di Elia. Che cosa chiede Eliseo al suo maestro? Un terzo del suo spirito. Gli sarà concesso se lo vedrà quando sarà rapito verso il cielo. Gli viene concesso di vederlo e riceve lo spirito di Elia. Incomincia la sua missione operando prodigi come il suo maestro. Ogni autorità viene da Dio. Va esercitata in spirito di servizio, a vantaggio di tutta la comunità, e non come un bene personale o familiare. Con questo spirito il passaggio di potere e di guida dovrebbe avve**re senza traumi per nessuno. Anzi, il nuovo responsabile trarrà profitto dall’esperienza di chi l’ha preceduto, senza distruggere quanto è stato costruito. L’esperienza ci insegna che non è sempre così. Strascichi di amarezza, di divisioni, di recriminazioni, che non edificano la comunità. Forse è mancata la prudenza in chi subentra e l’umiltà in chi lascia. La continuazione dello spirito di profezia tra i suoi profeti, nella serenità degli animi, sia di esempio a quanti sono interessati nell’avvicendamento della direzione nelle diocesi, nelle comunità religiose, nelle comunità ecclesiali, nelle famiglie e anche nella guida della nazione. In questo senso anche il Vangelo ci richiama alla rettitudine nell’operare il bene. La retta intenzione può essere deviata e viziata non solo nel fare l’elemosina, nella preghiera o nel digiuno, ma anche nell’esercitare il ruolo di guida e di servizio. Nella vita ecclesiale, come in quella civile e familiare, chi ha il compito di guida deve mettersi in maggiore ascolto della Parola di Dio, per non tradire la missione affidatagli. Non quindi rivendicazioni o inopportune affermazioni della propria personalità, ma esigenza di umile ascolto della voce di Dio e di quella dei fratelli, per un servizio vantaggioso per tutti.

Liturgia del giorno - Martedì 16 Giugno 2026Santi Quirico e Giulitta, MartiriXI Settimana del Tempo OrdinarioI Lettura 1...
16/06/2026

Liturgia del giorno - Martedì 16 Giugno 2026
Santi Quirico e Giulitta, Martiri
XI Settimana del Tempo Ordinario
I Lettura 1Re 21,17-29 Hai fatto peccare Israele.
Salmo (Sal 50) Pietà di noi, Signore: abbiamo peccato.
Vangelo Mt 5,43-48 Amate i vostri nemici.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Amate i vostri nemici.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore

COMMENTO (Monaci Benedettini Silvestrini)
L’ingiustizia non può sempre trionfare. Verrà il momento in cui le cose saranno messe in ordine. Saremo fortunati se questo avviene mentre ancora siamo lontani dalla giustizia di Dio, che non ammette scuse o ammende. Il Vangelo stesso ci avverte: “Mettiti d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via… perché il giudice non ti condanni…”. Nella prima lettura Acab si reca a prendere possesso della vigna dopo aver assassinato Nabot. Pensa in cuor suo di poter cantare vittoria, ma ci pensa il profeta Elia a richiamarlo alla propria responsabilità. Una sciagura enorme si abbatterà su Acab e sulla sua famiglia. Questo annuncio di sventura scuote Acab, che si strappa le vesti, si copre di sacco e di cenere e digiuna. Dio vede questo pentimento e rimanda a dopo la sua morte la sciagura annunciata. Nel Vangelo abbiamo un messaggio che ci sgomenta. Ogni credente è chiamato a imitare il Padre celeste, che fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Dinanzi a noi c’è un cammino in salita, interminabile. D’altra parte, la novità del Vangelo è proprio questa: l’amore verso il nemico. Tanto è vero che il Signore Gesù ce lo ha affidato come segno distintivo di appartenenza a Lui, invitandoci al perdono come atto supremo di amore verso Dio e verso il prossimo, come gesto del nostro credo religioso. È arduo capire perché devo amare chi, dal punto di vista umano, mi sta rovinando la vita. Tentiamo di fare un po’ di luce. Siamo tutti figli del Padre celeste, siamo tutti fratelli. Quelli che ci sono “nemici” perché si lasciano vincere dallo spirito di vendetta e dal desiderio di far del male potrebbero paragonarsi ai fratelli malati, infermi della famiglia e quindi più bisognosi di attenzioni. D’altra parte, chi ha fede sa che la vita presente ha un valore molto relativo: siamo incamminati verso l’eternità. Questo è il vero e sommo bene. Aiutare il prossimo in questo cammino, con il perdono e con la testimonianza dell’amore di Dio, che vuole salvo anche quel fratello, è la missione che il credente deve svolgere nel mondo. Difficile missione, ma urgente in un mondo dilaniato da vendette e discordie. Colpa del nostro messaggio non credibile? E allora? Lasciamoci guidare dallo Spirito di Amore.

Liturgia del giorno - Lunedì 15 Giugno 2026San Vito Martire; Santa Germana Cousin VergineXI Settimana del Tempo Ordinari...
15/06/2026

Liturgia del giorno - Lunedì 15 Giugno 2026
San Vito Martire; Santa Germana Cousin Vergine
XI Settimana del Tempo Ordinario
I Lettura 1Re 21,1-16 Nabot venne lapidato e morì.
Salmo (Sal 5) Sii attento, Signore, al mio lamento.
Vangelo Mt 5,38-42 Io vi dico di non opporvi al malvagio.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Io vi dico di non opporvi al malvagio.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Parola del Signore

COMMENTO (Monaci Benedettini Silvestrini)
Oggi la Parola di Dio richiama la nostra attenzione sull’esistenza della violenza nella società. La prepotenza messa in atto da Acab, coadiuvato dall’animo crudele della moglie Gezabele, miete anche oggi vittime inermi e indifese come Nabot. Non sono solo episodi di bullismo, commessi nel mondo dei giovani. L’innata bramosia di ricchezza, di potere, di prestigio continua ad armare la mano di tanti Caino contro i fratelli Abele. Fatti di violenza e di ingiustizia, notizie raccapriccianti dei telegiornali quasi d’ogni giorno, turbano la vita di quanti vorrebbero vivere nella serenità: figli che si levano contro i genitori e i nonni per carpire quattro soldi; ladri che derubano e, a volte, incrudeliscono contro poveri anziani indifesi; i prepotenti che avanzano nei pubblici impieghi, nei posti di comando e meglio rimunerati mediante sotterfugi e inganni, mortificando chi ha più talento e capacità. Che dire poi delle mafie in genere? Una catena di violenza e di delitti che incute terrore. Dinanzi a queste ingiustizie viene naturale la reazione, la spinta alla vendetta. La Parola di Dio frena il nostro sdegno e ci invita a ragionare. La legge ebraica aveva messo un limite alle rivendicazioni con la norma: “Occhio per occhio, dente per dente”. Non vuol essere un invito, ma stabilire la misura: non puoi fare al tuo nemico un danno maggiore di quello che tu hai ricevuto. La legge evangelica ci chiede ancora di più. Non opporsi al malvagio, ma cedere: “Anzi, se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra”. Quanto cammino dobbiamo ancora fare per raggiungere quel controllo di noi stessi e quella mansuetudine che ci permettano di imitare il nostro Maestro e Salvatore! Se la Parola del Signore ci sorprende in lite con qualcuno, con la coscienza che ci ammonisce di torti e ingiustizie che magari stiamo perpetrando, prestiamo ascolto alla voce di richiamo. Ricordiamo: “Ascoltate oggi la sua voce, non indurite il vostro cuore!”.

𝗫𝗜 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗥𝗜𝗢/𝗔  - 14 Giugno 2026𝗜 𝗟𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 Es 19,2-6 Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione...
14/06/2026

𝗫𝗜 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗥𝗜𝗢/𝗔 - 14 Giugno 2026
𝗜 𝗟𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 Es 19,2-6 Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.
𝗦𝗮𝗹𝗺𝗼 (Sal 99) Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
𝗜𝗜 𝗟𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 Rm 5,6-11 Se siamo stati riconciliati per mezzo della morte del Figlio, molto più saremo salvati mediante la sua vita.
𝗩𝗮𝗻𝗴𝗲𝗹𝗼 Mt 9,36-10,8 Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò.

Gesù ha compassione delle f***e. Oggi siamo noi, sua Chiesa, ad essere inviati per annunciare il Vangelo e curare l'umanità ferita e piegata dalla stanchezza mortale del peccato.

+ 𝐃𝐚𝐥 𝐕𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò.

In quel tempo, Gesù, vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

𝐏𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐞

"𝗔𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢𝗟𝗜" 𝗗𝗘𝗟 𝗥𝗘𝗚𝗡𝗢
A monte di ogni apostolato vi è la preghiera di un cuore sensibile, come quello di Cristo, che si lascia ferire di compassione nel vedere le f***e stanche e sfinite, come pecore senza pastore. È proprio da questa profonda compassione che scaturisce l'invito di Gesù: «Pregate il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!» (Vangelo). Quanto bisogno ha l'umanità smarrita di pastori, di operai del Regno, di gente donata che si prenda cura di essa! Dio per primo lo ha fatto con noi e, nel suo disegno d'amore, desidera farlo anche attraverso di noi.
Se il Libro dell'Esodo (I Lettura) ci ricorda come ci ha sollevato su ali di aquila per stringere con noi la sua alleanza, la Lettera ai Romani (II Lettura) manifesta che il suo amore gratuito ha raggiunto il culmine quando il Figlio ci ha amato fino a morire, «mentre eravamo ancora peccatori». Chi, scoprendosi amato così, non sente l'urgenza di riamare a sua volta? È la dinamica del regno di Dio: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Se siamo amati, amiamo come apostoli (=inviati), "regno di sacerdoti" mandati a predicare, guarire, risuscitare... ad essere sacramento della vita di Dio per ciascuno dei suoi figli.

𝗦𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗖𝗹𝗮𝗿𝗶𝘀𝘀𝗲, 𝗠𝗼𝗻𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗜𝗺𝗺𝗮𝗰𝗼𝗹𝗮𝘁𝗮 𝗖𝗼𝗻𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 - 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼 𝗟. (𝗥𝗠)

"𝗟𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗲̀ 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗼𝗿𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝗲̀ 𝘁𝗿𝗮𝗻𝗾𝘂𝗶𝗹𝗹𝗼: 𝗮 𝗹𝘂𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗹𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘃...
13/06/2026

"𝗟𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗲̀ 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗼𝗿𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝗲̀ 𝘁𝗿𝗮𝗻𝗾𝘂𝗶𝗹𝗹𝗼: 𝗮 𝗹𝘂𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗹𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮̀. 𝗦𝗶𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗻𝗾𝘂𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲, 𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗮."

(Sᥲᥒt'Aᥒtoᥒιo dι Pᥲdovᥲ)

#𝑛𝑜𝑡𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖

𝐅𝐨𝐭𝐨 📷 statua di Sant'Antonio venerata a Rossano nella parrocchia di San Bartolomeo

13 Giugno: la Chiesa fa memoria di Sant' Antonio di Padova Sacerdote e Dottore della Chiesa𝐋𝐢𝐬𝐛𝐨𝐧𝐚, 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨, 𝟏𝟏𝟗𝟓 𝐜𝐢𝐫...
13/06/2026

13 Giugno: la Chiesa fa memoria di Sant' Antonio di Padova Sacerdote e Dottore della Chiesa

𝐋𝐢𝐬𝐛𝐨𝐧𝐚, 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐨𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨, 𝟏𝟏𝟗𝟓 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 - 𝐏𝐚𝐝𝐨𝐯𝐚, 𝟏𝟑 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟐𝟑𝟏

Fernando di Buglione nasce a Lisbona il 15 agosto 1195 da nobile famiglia portoghese discendente dal crociato Goffredo di Buglione. A quindici anni è novizio nel monastero di San Vincenzo a Lisbona, poi si trasferisce nel monastero di Santa Croce di Coimbra, il maggior centro culturale del Portogallo appartenente all'Ordine dei Canonici regolari di Sant'Agostino, dove studia scienze e teologia con ottimi maestri, preparandosi all'ordinazione sacerdotale che riceverà nel 1219, a 24 anni. Quando sembrava dover percorrere la carriera del teologo e del filosofo, decide di lasciare l'ordine dei Canonici Regolari di Sant'Agostino perché mal sopportava i maneggi politici tra i canonici regolari agostiniani e re Alfonso II, anelando ad una vita religiosamente più severa.

𝗟𝗔 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗘𝗦𝗖𝗔𝗡𝗜 𝗘 𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗜𝗡 𝗠𝗔𝗥𝗢𝗖𝗖𝗢
Il suo desiderio si realizza allorché, nel 1220, giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d'Assisi. Quando i frati del convento di monte Olivares arrivano per accogliere le spoglie dei martiri, Fernando confida loro la sua aspirazione di vivere nello spirito del Vangelo. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori e fa subito professione religiosa, mutando il nome in Antonio in onore dell'abate, eremita egiziano. Anelando al martirio, subito chiede ed ottiene di partire missionario in Marocco. È verso la fine del 1220 che s'imbarca su un veliero diretto in Africa, ma durante il viaggio è colpito da febbre malarica e costretto a letto. La malattia si protrae e in primavera i compagni lo convincono a rientrare in patria per curarsi. Secondo altre versioni, Antonio non si fermò mai in Marocco: ammalatosi appena partito da Lisbona, la nave fu spinta da una tempesta direttamente a Messina, in Sicilia. Curato dai francescani della città, in due mesi guarisce.

𝗟'𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗦𝗔𝗡 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗘𝗦𝗖𝗢
A Pentecoste è invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare Francesco, ma non di conoscerlo personalmente. Il ministro provinciale dell'ordine per l'Italia settentrionale gli propone di trasferirsi a Montepaolo, presso Forlì, dove serve un sacerdote che dica la messa per i sei frati residenti nell'eremo composto da una chiesolina, qualche cella e un orto. Per circa un anno e mezzo vive in contemplazione e penitenza, svolgendo per desiderio personale le mansioni più umili, finché deve scendere con i confratelli in città, per assistere nella chiesa di San Mercuriale all'ordinazione di nuovi sacerdoti dell'ordine e dove predica alla presenza di una vasta platea composta anche dai notabili.

𝗣𝗥𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗘 𝗘𝗥𝗘𝗦𝗜𝗘
Ad Antonio è assegnato il ruolo di predicatore e insegnante dallo stesso Francesco, che gli scrive una lettera raccomandandogli, però, di non perdere lo spirito di preghiera. Comincia a predicare nella Romagna, prosegue nell'Italia settentrionale, usa la sua parola per combattere l'eresia (è chiamato anche il martello degli eretici), catara in Italia e albigese in Francia, dove arriverà nel 1225. Tra il 1223 e quest'ultima data pone le basi della scuola teologica francescana, insegnando nel convento bolognese di Santa Maria della Pugliola. Quando è in Francia, tra il 1225 e il 1227, assume un incarico di governo come custode di Limoges. Mentre si trova in visita ad Arles, si racconta gli sia apparso Francesco che aveva appena ricevuto le stigmate. Come custode partecipa nel 1227 al Capitolo generale di Assisi dove il nuovo ministro dell'Ordine, Francesco nel frattempo è morto, è Giovanni Parenti, quel provinciale di Spagna che lo accolse anni prima fra i Minori e che lo nomina provinciale dell'Italia settentrionale.

𝗙𝗔𝗨𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 “𝗥𝗜𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔” 𝗣𝗘𝗥 𝗜 𝗗𝗘𝗕𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗜𝗡𝗦𝗢𝗟𝗩𝗘𝗡𝗧𝗜
Antonio apre nuove case, visita i conventi per conoscere personalmente tutti i frati, controlla le Clarisse e il Terz'ordine, va a Firenze, finché fissa la residenza a Padova e in due mesi scrive i Sermoni domenicali.
A Padova ottiene la riforma del Codice statutario repubblicano grazie alla quale un debitore insolvente ma senza colpa, dopo aver ceduto tutti i beni non può essere anche incarcerato. Non solo, tiene testa ad Ezzelino da Romano, che era soprannominato il Feroce e che in un solo giorno fece massacrare undicimila padovani che gli erano ostili, perché liberi i capi guelfi incarcerati. Intanto scrive i Sermoni per le feste dei Santi, i suoi temi preferiti sono i precetti della fede, della morale e della virtù, l'amore di Dio e la pietà verso i poveri, la preghiera e l'umiltà, la mortificazione e si scaglia contro l'orgoglio e la lussuria, l'avarizia e l'usura di cui è acerrimo nemico.

𝗣𝗥𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗣𝗔𝗣𝗔𝗟𝗘 𝗘 𝗟𝗘 𝗩𝗜𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗠𝗜𝗦𝗧𝗜𝗖𝗛𝗘
Convinto assertore del dogma dell’assunzione della Vergine, su richiesta di papa Gregorio IX nel 1228 tiene le prediche della settimana di Quaresima e da questo papa è definito "arca del Testamento". Si racconta che le prediche furono tenute davanti ad una folla cosmopolita e che ognuno lo sentì parlare nella propria lingua. Per tre anni viaggia senza risparmio, è stanco, soffre d'asma ed è gonfio per l'idropisia, torna a Padova e memorabili sono le sue prediche per la quaresima del 1231. Per riposarsi si ritira a Camposampiero, vicino Padova, dove il conte Tiso, che aveva regalato un eremo ai frati, gli fa allestire una stanzetta tra i rami di un grande albero di noce. Da qui Antonio predica, ma scende anche a confessare e la sera torna alla sua cella. Una notte che si era recato a controllare come stesse Antonio, il conte Tiso è attirato da una grande luce che esce dal suo rifugio e assiste alla visita che Gesù Bambino fa al Santo.

𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗥𝗧𝗘 𝗘 𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗦𝗣𝗨𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗣𝗢𝗚𝗟𝗜𝗘
A mezzogiorno del 13 giugno, era un venerdì, Antonio si sente mancare e prega i confratelli di portarlo a Padova, dove vuole morire. Caricato su un carro trainato da buoi, alla periferia della città le sue condizioni si aggravano al punto che si decide di ricoverarlo nel vicino convento dell'Arcella dove muore in serata. Si racconta che mentre stava per spirare ebbe la visione del Signore e che al momento della sua morte, nella città di Padova frotte di bambini presero a correre e a gridare che il Santo era morto. Nei giorni seguenti la sua morte, si scatenano "guerre intestine" tra il convento dove era morto che voleva conservarne le spoglie e quello di Santa Maria Mater Domini, il suo convento, dove avrebbe voluto morire. Durante la disputa si verificano persino disordini popolari, infine il padre provinciale decide che la salma sia portata a Mater Domini. Non appena il corpo giunge a destinazione iniziano i miracoli, alcuni documentati da testimoni.

𝗜 𝗠𝗜𝗥𝗔𝗖𝗢𝗟𝗜 𝗢𝗣𝗘𝗥𝗔𝗧𝗜 𝗗𝗔 𝗩𝗜𝗩𝗢
Anche in vita Antonio aveva operato miracoli quali esorcismi, profezie, guarigioni, compreso il riattaccare una gamba, o un piede, recisa, fece ritrovare il cuore di un avaro in uno scrigno, ad una donna riattaccò i capelli che il marito geloso le aveva strappato, rese innocui cibi avvelenati, predicò ai pesci, costrinse una mula ad inginocchiarsi davanti all'Ostia, fu visto in più luoghi contemporaneamente, da qualcuno anche con Gesù Bambino in braccio.

Aᥙtorҽ: 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚𝐧𝐢

𝗠𝗔𝗥𝗧𝗜𝗥𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗢 𝗥𝗢𝗠𝗔𝗡𝗢: Memoria di sant’Antonio, sacerdote e dottore della Chiesa, che, nato in Portogallo, già canonico regolare, entrò nell’Ordine dei Minori da poco fondato, per attendere alla diffusione della fede tra le popolazioni dell’Africa, ma esercitò con molto frutto il ministero della predicazione in Italia e in Francia, attirando molti alla vera dottrina; scrisse sermoni imbevuti di dottrina e di finezza di stile e su mandato di san Francesco insegnò la teologia ai suoi confratelli, finché a Padova fece ritorno al Signore.

𝗢𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
Dio onnipotente ed eterno, che in sant’Antonio
[di Padova] hai dato al tuo popolo un insigne predicatore e un patrono dei poveri e dei sofferenti, fa’ che per sua intercessione seguiamo gli insegnamenti del Vangelo e sperimentiamo nella prova il soccorso della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

13 Giugno (celebrazione mobile): la Chiesa celebra la memoria del Cuore Immacolato della Beata Vergine MariaIl promotore...
13/06/2026

13 Giugno (celebrazione mobile): la Chiesa celebra la memoria del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

Il promotore della festa liturgica del Cuore Immacolato di Maria fu S. Giovanni Eudes (1601-1680) che già verso il 1643, la cominciò a celebrare con i religiosi della sua congregazione. Nel 1668 le festa e i testi liturgici furono approvati dal cardinale legato per tutta la Francia, mentre Roma si rifiutò più volte di confermare la festa. Fu solo dopo l’introduzione della festa del S. Cuore di Gesù nel 1765, che verrà concessa qua e là la facoltà di celebrare quella del Cuore di Maria, tanto che anche il Messale romano del 1814 la annovera ancora tra le feste “pro aliquibus locis”. Papa Pio XII estese nel 1944 la festa a tutta la Chiesa, a perenne ricordo della Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, da lui fatta nel 1942. Il Culto del Cuore Immacolato di Maria ha ricevuto un forte impulso dopo le apparizioni di Fatima del 1917.

Memoria facoltativa il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù.

La vicinanza delle due feste riconduce a S, Giovanni Eudes, il quale nei suoi scritti non separò mai i due Cuori di Gesù e di Maria e sottolinea l’unione profonda della madre col Figlio di Dio fatto carne, la cui vita pulsò per nove mesi ritmicamente con quella del cuore di Maria.
La Liturgia della festa sottolinea il lavorio spirituale del cuore della prima discepola di Cristo e presenta Maria come protesa, nell’intimo del suo cuore, all’ascolto e all’approfondimento della parola di Dio. Maria medita nel suo cuore gli eventi in cui è coinvolta insieme a Gesù, cercando di penetrare il mistero che sta vivendo: conservare e meditare nel suo cuore tutte le cose, le fa scoprire la volontà del Signore, come un pane che la nutre nell’intimo, come un’acqua zampillante in un fecondo terreno. Con questo suo modo di agire, Maria ci insegna a nutrirci in profondità del Verbo di Dio, a vivere sfamandoci e abbeverandoci di lui e soprattutto a trovare Dio nella meditazione, nella preghiera e nel silenzio. Maria, infine, ci insegna a riflettere sugli avvenimenti della nostra vita quotidiana e a scoprire in essi Dio che si rivela, inserendosi nella nostra storia.

Aᥙtorҽ: 𝐍𝐢𝐧𝐨 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨

𝗠𝗔𝗥𝗧𝗜𝗥𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗢 𝗥𝗢𝗠𝗔𝗡𝗢: Memoria del Cuore Immacolato della beata Vergine Maria: serbando nel proprio cuore la memoria dei misteri di salvezza compiuti nel suo Figlio, ne ha atteso con fiducia il compimento in Cristo.

𝗢𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
O Dio, che hai preparato una degna dimora dello Spirito Santo nel cuore della beata Vergine Maria, per sua intercessione concedi anche a noi, tuoi fedeli, di essere tempio vivo della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Liturgia del giorno - Sabato 13 Giugno 2026CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA (memoria)I Lettura Is 61,10-11 Gio...
13/06/2026

Liturgia del giorno - Sabato 13 Giugno 2026
CUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA (memoria)
I Lettura Is 61,10-11 Gioisco pienamente nel Signore.
Salmo (1Sam 2,1.4-8) Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.
Vangelo Lc 2,41-51 Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Parola del Signore

COMMENTO (laChiesa.it)
Si dice che una cosa è immacolata quando è priva di qualsiasi macchia. Ciò che è immacolato non ha né difetti né imperfezioni. Quando uno dice: "Questa stanza è immacolata", intende dire che la stanza è molto pulita. Dire a qualcuno: "Appari immacolato" significa che i suoi abiti sono stirati con eleganza e non fanno una grinza, mentre si presenta in ordine anche nel resto: capelli, unghie, barba: tutto è perfettamente apposto. Il cuore è l’organo del corpo che p***a sangue attraverso il sistema circolatorio. Però, la parola "cuore" si riferisce spesso al centro emozionale di una persona. L’amore e l’odio, il coraggio e la paura, la fiducia e l’offesa sono ritenuti come aventi la loro sede nel cuore. Dire a uno: "Abbi cuore" comporta un riferimento alla compassione umana. Certe funzioni, che sono localizzate nel cervello, vengono alle volte considerate come se fossero nel cuore. Maria, la Madre di Gesù, "serbava tutte queste cose nel suo cuore". Dopo la nascita di Gesù e la visita dei pastori, Maria "serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19). Fece cosi anche dopo che ebbe ritrovato Gesù dodicenne nel Tempio (Lc 2,5 1). Nel cuore puro della Madre di Dio, erano conservate le meraviglie della rivelazione di Dio al suo popolo.
Dio continua a rivelarsi nel cuore degli uomini. Ciò avviene spesso come una meditazione: uno sta seduto con calma e, senza dire una parola, riflette sugli eventi della giornata; cerca la presenza di Dio nel quotidiano della vita, negli incontri sul lavoro, nelle conversazioni durante il pranzo, mentre nella sua auto torna a casa alla sera, a tavola in famiglia durante la cena, ecc. In questi eventi, si può scoprire che è Dio che guida e porta avanti ogni cosa; è lui che aiuta a crescere nella grazia, a comprendere le sue vie. Riflettendo su queste cose. uno le serba nel suo cuore.

Indirizzo

Piazza Duomo
Rossano
87067

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Confraternita M. SS. Addolorata - Rossano CS pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Confraternita M. SS. Addolorata - Rossano CS:

Condividi