10/05/2026
"Madre", grembo che accoglie
voce che chiama prima dell'alba,
del primo vagito,
del primo respiro.
È la terra che nutre,
la soglia che custodisce,
la forza che spinge verso il mondo.
In lei la vita si prepara,
cresce,
si orienta.
Madre è un mistero.
Attraversa la carne
si unisce allo Spirito
in un patto silenzioso tra ciò che nasce e ciò che deve divenire.
Essere madre significa portare un seme che non ci appartiene e sentirlo vibrare come parte del proprio sangue.
Significa amare fino a perdersi, fino a sbagliare, perché l’amore che stringe troppo può diventare ombra, e quello che teme troppo può diventare catena.
Ci sono madri che proteggono, madri che trattengono, madri che liberano, madri che temono di farlo.
Tutte, inevitabilmente, inciampano nei propri sentimenti.
Tutte, nel loro modo imperfetto, cercano di consegnare al figlio un destino che sia migliore.
Il ruolo più sacro non è soltanto dare la vita, ma restituirla al mondo.
È aprire le mani e lasciare che quel piccolo universo, cresciuto nel silenzio del ventre, trovi il proprio cammino.
La madre è ponte tra il visibile e l’invisibile, tra la carne e il mistero, tra ciò che siamo stati e ciò che saremo.
E dietro ogni errore c’è un cuore che tenta.
Dietro ogni paura, un amore che non conosce misura.
Dietro ogni scelta, la consapevolezza che nessuno insegna davvero a essere madre: si impara vivendo, cadendo, rialzandosi, amando oltre il possibile.
Madre è la prima storia che ci abita e l’ultima che ci lascia.
È radice, respiro, memoria.
È il dono che continua a donarci, anche quando non lo vediamo più.
* A tutte le madri, oggi, dono un augurio speciale:
che possiate riconoscere la vostra forza, perdonare le vostre imperfezioni, onorare il vostro cammino e sentirvi, almeno per un istante, amate quanto avete amato.
(Claudia Pellegrino - "Madre: Dimora del Destino")