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Carissime sorelle, il giorno 26 dicembre 2021, dalla casa “Beata María Troncatti” di Quito Cumbayá (Ecuador), il Signore...
31/12/2021

Carissime sorelle, il giorno 26 dicembre 2021, dalla casa “Beata María Troncatti” di Quito Cumbayá (Ecuador), il Signore ha chiamato a Sé la nostra carissima Suor Elisabetta Anna CAZZOLA

Nata a Valdagno (Vicenza) il 19 dicembre 1935
Professa a Contra di Missaglia (Como) il 6 agosto 1959
Appartenente all’Ispettoria Ecuadoriana “Sacro Cuore” - Quito

I primi anni dell’infanzia di Elisa – come era chiamata - furono segnati dalla testimonianza di vita cristiana dei suoi genitori, Giovanni e Maria. La sua vocazione alla vita religiosa nacque grazie agli insegnamenti e la cura di sua madre che ogni giorno motivava i figli a partecipare con fervore all’Eucaristia e ripeteva costantemente: "Una mano a Gesù e l'altra a Maria". Nell'oratorio, a contatto con le Figlie di Maria Ausiliatrice, la sua vocazione si fece chiara e maturò fino a prendere la decisione di essere religiosa. Nonostante le resistenze della famiglia, sentiva sempre più forte l'invito di Dio a lasciare tutto e a seguirlo.
Entrò in Aspirantato a Triuggio, in Lombardia, nel 1955. Di questo periodo ricordava la visita di monsignor Domenico Comín, missionario salesiano, che, con tanto entusiasmo, parlò della necessità della presenza salesiana nell'Amazzonia ecuatoriana. Questo appello, lasciò in Elisa tracce profonde e l'aiutò a scoprire la sua vocazione di missionaria ad gentes. Visse il Postulato a Milano e nell'agosto del 1957 cominciò il Noviziato a Contra di Missaglia. Emessa la prima Professione il 6 agosto 1959, fu inviata a Torino nella Casa “Madre Mazzarello” dove studiò e si preparò alla missione. Il 23 ottobre 1960 arrivò in Ecuador, con appena due anni di esperienza come Figlia di Maria Ausiliatrice.
Il suo ideale era lavorare con il popolo Shuar, ma madre Melchiorina Biancardi, allora Consigliera generale Visitatrice, le disse che la migliore missione è l'obbedienza. Di fatto, lavorò con dedizione e responsabilità in varie case dell’Ispettoria. I primi due anni rimase a Quito Cumbayá come assistente delle novizie. Dopo un anno a Quito “María Auxiliadora” come studente e assistente, nel 1963 ritornò nella comunità del Noviziato ancora come assistente per un anno. Dal 1964 al 1966 fu insegnante di Matematica e Fisica nella comunità “María Ausiliatrice” di Riobamba, missione che, dal 1966 al 1970, continuò nella comunità “María Ausiliatrice” di Guayaquil. Dal 1970 al 1980 fu Maestra delle Novizie a Quito Cumbayá. Svolse poi il servizio di animatrice nelle comunità di “San Juan Pablo II” di Guaranda (1981-‘85), Riobamba “María Auxiliadora”(1983-‘85) e Quito “Sr. Teresa Valsé” (1985-‘91.
Nel 1991 rientrò in Italia per prendersi cura della mamma ammalata. Dopo il ritorno in Ecuador nel 1993, fu inviata ad Amaguaña “Laura Vicuña”, dove prestò servizio come educatrice delle ragazze a rischio fino al 2007, anno in cui venne nominata animatrice della comunità “María Auxiliadora” di Guasmo Guayaquil. Dal 2014 al 2020 fu assistente nella comunità “Sagrado Corazón de María” di Cuenca. Dal 7 agosto 2020 faceva parte della comunità “Beata María Troncatti”" di Quito Cumbayá dove, nonostante l'età e la sempre più precaria situazione di salute, ha continuato ad esprimere ottimismo e vivacità.
Nel corso della sua vita come FMA, suor Elisa si è distinta per la capacità di promuovere esperienze comunitarie caratterizzate da una comunicazione positiva, gioiosa e costruttiva, con ideali chiari e alla luce del Vangelo. Diceva che le migliori esperienze della sua vita le aveva vissute con i poveri, gli indigeni e le ragazze e adolescenti a rischio, con le quali sentiva di realizzare pienamente la sua vocazione missionaria salesiana. Durante tutta la sua vita ha potuto godere dell'accompagnamento spirituale delle Superiore e dei Confratelli Salesiani. La chiave della sua spiritualità era fare tutto il possibile per vivere nei suoi due grandi amori: Gesù Eucaristia e Maria Ausiliatrice. Comunicava quotidianamente con loro attraverso giaculatorie e dedicando vari momenti della giornata alla preghiera e alla contemplazione in ca****la.
Le consorelle che hanno vissuto con lei affermano che è sempre stata una religiosa dedita alla missione che l'Istituto le aveva affidato, abbandonata alla divina Provvidenza che non le ha mai fatto mancare nulla. Era molto esigente con se stessa e con gli altri, retta, buona e semplice, allegra ed entusiasta, discreta e prudente, materna e rispettosa, entusiasta di trasmettere, soprattutto alle novizie, lo spirito di don Bosco e madre Mazzarello. Donna di silenzio, di preghiera e di fervore, era convinta che la sua forza veniva solo da Gesù. Una sua novizia ricorda che suor Elisa aveva una grande devozione a san Giuseppe che considerava patrono della vita spirituale, e al quale ripeteva costantemente questa preghiera: «San Giuseppe, modello di vita interiore, insegnaci a pregare, a lavorare, soffrire e tacere”. Con questo incoraggiava le novizie ad essere donne laboriose, di preghiera e sacrificio.
Cara suor Elisa, grazie per la tua fedeltà alla chiamata di Dio, per la tua dedizione alle consorelle, alle ragazze e a tanti poveri incontrati nei 62 anni di vita religiosa salesiana. Grazie per la tua dedizione missionaria nella nostra Ispettoria che hai amato, nella salute e nella malattia. Ringraziamo Dio per tutto quello che ci ha donato attraverso di te. Ora, che già godi la vita in pienezza insieme a Gesù e a Maria Ausiliatrice, ottienici la grazia della fedeltà gioiosa e numerose vocazioni per l’Ispettoria e per l'Istituto.

L’Ispettrice
Suor Cruz María Piña

28/12/2021

Carissime sorelle, il giorno 11 dicembre 2021, dalla casa “Maria Ausiliatrice” di Sant’Ambrogio Olona (Varese), il Signore della Gioia ha chiamato alla pienezza di vita in Cielo la nostra carissima Suor Ines GALLI

Nata a Paderno Dugnano (Milano) il 21 febbraio 1936
Professa a Bosto di Varese il 5 agosto 1958
Appartenente all’Ispettoria Lombarda “Sacra Famiglia” - Italia

Di suor Ines si potrebbe pensare che, come suor Teresa Valsé, abbia detto: “Ho scelto i poveri!” Forgiata dall’esperienza missionaria in Etiopia, nelle note autobiografiche aveva scritto: «Il vivere in mezzo ai poveri è una gioia grande; non hanno da ricompensare se non con il grazie e il loro sorriso sincero. Il loro aprirsi all’educazione e all’evangelizzazione con entusiasmo duraturo è la migliore ricompensa che supera i doni materiali e ripaga ogni sacrificio».
Ines nacque in una modesta famiglia di soda fede cristiana che il Signore aveva benedetto con la nascita di otto figli, di cui due scelsero la vita di consacrazione nella Famiglia Salesiana: don Silvio, del quale è stata introdotta la causa di beatificazione, e lei. Appena adolescente, aveva imparato a fare la sarta, lavoro che svolse fino all’entrata nel nostro Istituto. Iniziato il percorso formativo nel gennaio 1956, nell’agosto dello stesso anno, era passata al Noviziato di Bosto di Varese dove il 5 agosto 1958 emise i primi voti. Fu per lei, pur nelle difficoltà, un tempo di scoperta della bellezza della vita religiosa e di radicamento in quella profonda serenità che ha caratterizzato tutta la sua vita.
Dopo la Professione, le Superiore le offrirono l’opportunità di prepararsi alla missione che avrebbe svolto per oltre 50 anni. Negli anni 1958-1960 frequentò la Scuola Professionale per Infermiere a Torino e, ottenuto il diploma, esercitò questo incarico nelle case di Gallarate “Sciarè”, Varese “Casa della Studente” e Cesenatico. Quando, negli anni Ottanta, venne lanciato il progetto missionario chiamato “Progetto Africa”, subito, all’età di 50 anni, suor Ines fece la domanda missionaria che venne accettata. Dapprima Nel 1983 frequentò a Roma gli studi di Missionologia e in Inghilterra un corso di inglese per imparare la lingua. Nel 1986 venne inviata in Etiopia, prima a Dilla (1986-2001) poi a Zway (2001-2012), dove fu infermiera per 36 anni. Al rientro in patria nel 2012, era in così cattivo stato di salute che i medici la sconsigliarono di ripartire come avrebbe desiderato. Da allora rimase nella casa di Sant’Ambrogio Olona.
È unanime, da parte delle consorelle che l’hanno conosciuta, il riconoscimento della bontà generosa e sollecita di suor Ines; anche autorità civili si espressero in questo senso. Infatti, quando andava in ospedale, le sue attenzioni professionali e spirituali erano anche per le vicine di letto; agiva con intelligente collaborazione tanto che il personale medico e infermieristico, in occasione di una premiazione del personale interno all’ospedale, assegnarono anche a lei il premio per il suo lavoro fedele e sacrificato.
Nella sua serena umiltà, agiva con competenza e capacità decisionale. Quando, dopo brevi periodi di riposo in Italia, ripartiva per la missione, portava con sé numerose e stracolme valigie e non si sa come riuscisse ad avere tutti i permessi: si affidava a S. Giuseppe e poi cercava i benefattori perché l’aiutassero. Il contenuto poi era tutto per gli altri, niente per sé. Una volta si era portata via perfino le uova e si era fatto il pollaio per avere, con le uova, il “ricostituente” per i suoi bambini. Non mandava mai via nessuno, a qualsiasi ora del giorno e della notte si presentassero; curava i corpi, ma ascoltava anche i cuori. Pur con tanto lavoro nell’ambulatorio, non è mai mancato il suo contributo alla vita comunitaria: sempre presente nei momenti di preghiera, si prestava per i servizi comunitari, tutto e sempre con amore disinteressato.
Successivamente, quando lei stessa fu bisognosa di cure, non espresse mai esigenze o pretese: “Non si lamentava mai - testimonia l’infermiera che l’accudiva - per lei tutto andava bene, sorrideva a ringraziava”. Pochi giorni prima della sua morte, ne aveva avuto il presentimento e aveva convocato i suoi numerosi familiari, dicendo loro che era bene vedersi per l’ultima volta. E una benefattrice si era sentita chiamare telefonicamente per essere salutata un’ultima volta. Una consorella, missionaria come lei, si è espressa con sicurezza: “È una santa, come suo fratello!”.
Ricordiamo con affetto riconoscente questa cara sorella e ringraziamo di cuore il Signore per averla donata all’Ispettoria e all’Istituto. Ci affidiamo alla sua preghiera perché ci ottenga vocazioni sorridenti e generose, umili e nello stesso tempo intraprendenti come lei.

L’Ispettrice
Suor Stefania Saccuman

22/11/2021

Carissime sorelle, il 19 novembre 2021 il Signore ha visitato la nostra Ispettoria chiamando a Sé, dalla casa “S. Giovanni Bosco” di Catania Barriera, la nostra carissima Suor Francesca COCCIA.

Nata a Palagonia (Catania) il 24 aprile 1927
Professa ad Acireale (Catania) il 6 agosto 1950
Appartenente all’Ispettoria Sicula “Madre Maddalena Morano” – Italia

Suor Francesca apparteneva ad una famiglia molto unita e ricca di fede. Il papà parrucchiere e la mamma casalinga ebbero tre figli e quattro figlie. Il loro impegno era educarli all’amore verso Dio e il prossimo. Fin da piccola, Francesca frequentava l’Azione Cattolica e le suore, che la prepararono alla prima comunione anche se aveva solo cinque anni. Da grande divenne poi catechista.
Nei suoi cenni biografici scrive: «La mia vocazione è nata da una crocetta fatta in fronte dalla Madre Visitatrice Suor Carolina Novasconi. Mentre mi segnava, mi disse: “Ti aspetto a Torino”. Avevo circa 16 anni. Da allora incominciai a interrogarmi finché mi decisi ad entrare». Il 31 gennaio del 1948 diventò postulante ad Acireale, iniziando così il suo felice cammino formativo. Durante il noviziato si risvegliò in lei quel: “Ti aspetto a Torino”. Così decise di fare la domanda missionaria. Dopo alcune settimane dalla prima professione, emessa il 6 agosto del 1956, l’Ispettrice le comunicò che la sua domanda era stata accettata. Per quell’anno visse a Cesarò come maestra di lavoro, e l’anno dopo si recò a Torino per la preparazione.
Il 24 agosto 1952 partì per l’Argentina e raggiunse la città di Rosario St. Fe’. Per cinque anni fu studente e assistente delle aspiranti e postulanti. Poi passò a Tucuman, per un anno, come economa e maestra elementare. Dal 1959 al 1966 venne trasferita nelle case di Brinkmann e Victorica con il ruolo di direttrice. Ma il Signore la chiamava, vista la sua generosità e la forte dedizione ai più bisognosi nei centri di vera missione, ad altra responsabilità. Infatti, dal 1966 al 1970 le venne affidato il compito di Maestra delle novizie a Funes. Fu poi nominata ancora direttrice a General Pico, servizio che svolse fino al 1975.
Ritornata in Sicilia nel 1976, fu direttrice nella casa di San Gregorio (presso i Salesiani) e a Catania “Don Bosco”. Lavorò poi come economa e consigliera nelle case di Palagonia e di Biancavilla fino al 2019.
Suor Francesca è stata una donna e una consacrata tutta dedita a Dio e ai bisognosi, senza mai risparmiarsi. Ecco alcune testimonianze: “Oggi è un giorno di trionfo e benedizione per la Congregazione Salesiana! Il Signore ha chiamato a sé suor Francesca, Figlia di Maria Ausiliatrice, per decenni al servizio dei giovani, quelli lontani (…). È stata missionaria infaticabile e discreta in Argentina per diversi anni, sempre pronta a tutto e a servire tutti. Ha dato un grande apporto all' Istituto di Biancavilla dove esercitò il compito di economa per più di 15 anni. Accoglieva all' ingresso tutti i bambini che arrivavano con il pullman la mattina, dando loro una bevanda calda prima di recarsi nelle classi per le attività scolastiche quotidiane. Il pranzo e la merenda non dovevano mancare per tutti i bambini del semiconvitto. Inserita all' interno del Consiglio pastorale della Basilica “Maria SS. dell’Elemosina” di Biancavilla, era molto devota all' icona di Maria Santissima. Era donna di fede e di grandi valori spirituali e morali”.
Altre persone confidano: “La ricordo con affetto! Nonostante la sua veneranda età, nell’anno in cui ho svolto il servizio civile, la ricordo con polso fermo e lucidità nell’affrontare il suo servizio in portineria. Per me è un grande dispiacere averla persa, anche perché la conoscevo fin da bambino. Va via un pezzo di storia dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Biancavilla”. “Una persona speciale, umile, con tanta gentilezza; se ne va con lei un pezzo di noi”. “Pensare alla santità della vita consacrata, vuol dire per me pensare alla vita di suor Francesca, custode della mia vocazione. Le chiedo di continuare a custodirmi sempre!”
Nel 2019 la sua salute, in lento declino, aveva motivato il trasferimento nella casa di riposo di Catania Barriera. Quando si è manifestato il male che la minava, ormai era in una fase molto avanzata per cui non si più potuto intervenire. Suor Francesca taceva e silenziosamente accettava la volontà di Dio, nascondendo alla sorella suor Maria, anche lei FMA e presente nella sua stessa comunità, come pure a quanti l’avvicinavano, il suo dolore. Ha sempre affrontato tutto con dignità.
Qualche giorno prima di morire, ha confidato di aver fatto un sogno: Maria Ausiliatrice la invitava a seguirla per introdurla in un “bellissimo palazzo pieno di luce”. Così, dopo una lunga sofferenza causata da una “cachessia neoplastica” dovuta al tumore al pancreas, ci ha lasciate, donandoci tanta pace e serenità.
Le chiediamo di intercedere vocazioni che, come lei, siano tutte di Dio per i giovani, specialmente i più poveri.

L’Ispettrice
Suor Angela Maria Maccioni

22/11/2021

Carissime sorelle, l’11 novembre 2021, dalla Casa “Maria Ausiliatrice” di Rosà (Vicenza), è stata chiamata alla Casa del Padre la nostra carissima Suor Gisella DE BONI.

Nata a Bolzano Vicentino (Vicenza) il 5 marzo 1928
Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1950
Appartenente all’Ispettoria Triveneta “S. Maria Domenica Mazzarello” – Italia

Le sorelle della comunità di Rosà ricordano che suor Gisella, quando ancora poteva essere autonoma, era solita cenare in infermeria per poi dedicare un po’ di tempo alla lettura. Prima di andare a dormire, però, non dimenticava mai di passare in refettorio, dove le suore erano radunate per la cena, per dare un saluto a tutte. Un gesto semplice, che diceva il suo desiderio di farsi presente, di condividere la vita e di mostrarsi attenta a ciascuna. Penultima di 14 figli, fin da piccola, infatti, era stata abituata a questo stile di condivisione semplice, di cura delle relazioni, di presenza serena in mezzo agli altri.
Durante l’infanzia e l’adolescenza, visse intensamente la vita della parrocchia, dove partecipava con entusiasmo alle diverse iniziative che venivano proposte. Fin da allora, si poteva notare il suo temperamento attivo ed energico che l’avrebbe resa, in futuro, una missionaria zelante ed una grande lavoratrice. Da ragazza fu per 15 mesi ospite presso l’Istituto delle Suore Dorotee di Vicenza e sicuramente anche questa esperienza l’avrà aiutata ad irrobustire la sua fede.
Suor Gisella non ci ha lasciato testimonianza di quegli anni, né di come ha conosciuto le FMA. Possiamo comunque intuire che gradualmente maturò in lei il desiderio di donarsi al Signore secondo il carisma salesiano, tanto che il 31 gennaio 1948 iniziò il Postulato a Torino ed il 5 agosto dello stesso anno fu ammessa al Noviziato a Casanova. Dopo la prima professione, emessa il 5 agosto 1950, trascorse il suo primo anno di vita consacrata a Torino “Madre Mazzarello” per prepararsi alla missione.
L’anno successivo venne inviata missionaria in Venezuela, dove visse 43 anni. Fu maestra nella Scuola Primaria, assistente delle novizie, economa, infermiera e direttrice. Lavorò a Caracas “Buen Consejo”, Altamira Noviziato, Coro Collegio, Altamira Collegio, Barquisimeto, Caracas La Vega, Altamira Casa Ispettoriale, Los Teques Casa di esercizi dove fu direttrice (1980-’85), Caracas “Villa S. Giuseppe”, Merida e Coro.
Nel 1994 tornò in Italia e si inserì nella realtà salesiana del Triveneto. Possiamo immaginare sia la fatica di lasciare la missione dove aveva vissuto a lungo e intensamente, sia la gioia per il suo ravvicinamento alla famiglia di origine dopo tanti anni di lontananza. Dal 1994 al 2001 fu economa a Padova “Don Bosco”. Successivamente venne trasferita nella comunità di Padova “SS. Angeli” dove rimase fino al 2010 come economa e consigliera della casa.
Era una donna dotata di un grande senso pratico e si spendeva con disponibilità lì dove vedeva il bisogno. Come economa, sapeva andare incontro alle consorelle con attenzione e apertura di cuore. Era buona e mite, ma anche tenace nelle sue scelte. La sosteneva una forte vita di preghiera; in particolare, aveva un’intensa devozione per Maria Ausiliatrice, che era per lei Madre accogliente, modello di vita e testimone di disponibilità. Tra i suoi pochi scritti, leggiamo: «Maria, metto il mio Sì accanto al tuo: fammi camminare nel tuo Sì e illumina i miei passi, affinché io veda e segua la via della fede fino al dono totale della mia libertà».
Con questa disponibilità al dono totale, nel 2010 fu trasferita a Loria come aiuto in comunità. La salute precaria, tuttavia, nel 2012 rese necessario il trasferimento a Rosà, dove visse i suoi ultimi anni preparandosi all’incontro definitivo con il suo Sposo. Nel 2020 contrasse il Covid-19 da cui guarì, ma che indebolì ulteriormente le sue forze. Era sempre riconoscente e si dimostrava serena anche nella malattia, che la consumò gradualmente, fino a quando il Signore le ha spalancato le porte del Cielo e l’ha portata con sé a godere della sua gioia.
Grazie, suor Gisella, per la tua vita donata nell’Istituto con semplicità e amore. Ora che ci guardi dal Cielo, prega per noi, per i tuoi familiari, per l’Istituto.

L’Ispettrice
Suor Palmira De Fortunati

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04/11/2021

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Carissime sorelle, il 22 ottobre 2021, dalla Casa “Maria Auxiliadora” di Cuiabá – MT (Brasile), il Signore della vita ha...
02/11/2021

Carissime sorelle, il 22 ottobre 2021, dalla Casa “Maria Auxiliadora” di Cuiabá – MT (Brasile), il Signore della vita ha chiamato a Sé la nostra cara sorella Suor Luigia PIZZATO.

Nata a Peseggia di Scorzè (Venezia) il 25 marzo 1924
Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1943
Appartenente all’Ispettoria Brasiliana “Madre Mazzarello” - Belo Horizonte

Nata da Silvio e da Maria Favaro, genitori buoni e onesti, Luigina era la terza dei loro 12 figli. Una famiglia di contadini semplici, con profonde radici cristiane; un ambiente pieno di fede che l’aiutò a maturare la sua vocazione religiosa salesiana. Anche sua sorella Nicolina Gemma divenne FMA e fu missionaria in Argentina (+ il 27 agosto 2020). Luigina, come veniva chiamata, trascorse serenamente l’infanzia e la fanciullezza studiando nella scuola statale del paese. Visse il periodo della formazione alla vita religiosa in Piemonte, proprio in coincidenza con gli anni della seconda guerra mondiale.
Nel 1940 fu accolta nell’Aspirantato ad Arignano e là fu ammessa al Postulato il 30 gennaio 1941. Passata a Casanova per il Noviziato, fece la prima professione nel 1943. Dal 1943 al 1946 fu studente a Torino nella Casa Missionaria “Madre Mazzarello” dove si abilitò in taglio e cucito.
Il 9 novembre 1946 partì per il Brasile come missionaria. Accolta nell’Ispettoria “Maria Ausiliatrice” a Recife, svolse diverse attività con le giovani nelle scuole e nelle case di formazione del Nord Est del Brasile. Dal 1946 al 1968 prestò il servizio di assistente delle aspiranti, delle postulanti, delle novizie e delle juniores in varie case di Recife: dalla Casa ispettoriale “Maria Auxiliadora” al Noviziato “Santa Terezinha”; dal Collegio “Maria Auxiliadora” alla Casa da Criança. Per due anni (1968-‘70) fu direttrice nella casa “Nossa Senhora do Perpétuo Socorro” a Correntes/PE e poi a Recife fu aiuto-economa.
Nel 1972 arrivò nel Mato Grosso, a Varzea, dove iniziò a collaborare con Mons. Orlando Chaves nel Seminario “Cristo Rei” di Cuiabá. Era stata infatti richiesta come direttrice e maestra delle novizie del nascente Istituto "Missionarie del Buon Gesù" da lui fondato, e là rimase fino al 1978.
Passò poi a Corumbá/MS presso l'”Hospital Beneficente” come incaricata della Scuola Materna (1979-1982) e a Barra do Garças, Istituto “Madre Marta Cerutti” (1983-1984) come economa. Nel 1985 venne nominata direttrice della Casa “Madre Mazzarello” a Campo Grande MS. Dal 1986 al 2012 si dedicò interamente alle attività promozionali con le donne, i giovani e gli adolescenti Xavante nella Missione di Sangradouro. Fu catechista, responsabile del guardaroba e insegnante di sartoria.
Nel 2013, perché bisogno di assistenza sanitaria, fu trasferita nella Casa “Maria Auxiliadora” di Cuiabà, dove testimoniò serenamente la bellezza di appartenere a Dio e di avere Lui come "unico necessario" come aveva vissuto per tutta la vita dedicata al bene delle persone che Dio le aveva affidato!
Suor Luigina lasciava trasparire il segreto della sua fedeltà, fondata sulla certezza di essere amata e guidata dalla Vergine Maria. Aveva appreso ad amarla dalla mamma, aveva approfondito la sua devozione nel gruppo di Azione Cattolica che frequentò durante l'adolescenza e poi nell'Istituto delle FMA, Istituto che l’aveva attirata per il suo carisma missionario e per il bel titolo di Figlie di Maria Ausiliatrice con cui si identificava e che per lei era una missione.
Suor Luigina è morta serenamente, ricca di anni e logora dalle fatiche. Suor Luceni, delle Suore del Buon Gesù, ha espresso il suo ringraziamento in questo modo: "Noi, Missionarie del Buon Gesù, ti siamo eternamente grate per i semi fecondi che hai piantato nel terreno dei nostri cuori! Grazie per la fragranza indelebile dei fiori di affetto e di bontà, impressi nel nostro essere, così come per quanto hai fatto per noi! Rivolgo un sincero ringraziamento, un'infinita gratitudine all’Istituto delle FMA per l’accompagnamento, la solidarietà e l'affetto che ci ha dedicato, aiutandoci nel nostro processo formativo. Ciò che ha piantato nel nostro essere non è il passato, ma il presente, vissuto autenticamente ogni giorno. In modo speciale la nostra riconoscenza a te. Grazie! Grazie mille! È il cuore che parla a tutti!”
Suor Luigina, ti ringraziamo per tutto quello che sei stata e hai fatto per noi e per molti in questa terra del Mato Grosso. Sei passata facendo del bene e dando tanti esempi di santità! Grazie, cara suor Luigina, per la tua vita semplice, gioiosa, interamente dedicata ai più poveri e ai più semplici. Intercedi presso Dio e la nostra Madre Ausiliatrice per ottenere al nostro Istituto vocazioni generose e per tutte noi di percorrere il nuovo cammino post-capitolare.

L’Ispettrice
Suor Teresinha Ambrosim

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Rome
00139

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