09/04/2023
Cari amici,
in questo mattino di Pasqua dalle rigide temperature al centro sud, non manchi il caloroso augurio del MEIC Sant'Ivo alla Sapienza a voi ed a tutti i vostri cari!
Ci scuserete del post tardivo, e non classico prima del triduo, come da codici telematici istituzionali, per non disturbare proprio nel giorno clou con l'ennesima notifica! La nostra disorganizzazione non poteva trattenere però il desiderio di condividere la gioia che nasce dalla certezza della Resurrezione!
La croce è il mezzo con cui il Signore leviga la nostra anima, la rende pura, trasparente, scintillante, pronta all'incontro con Lui e con i nostri fratelli! Il legno della croce, seppur doloroso, è il mezzo indispensabile per arrivare alla luce, come voi già saprete: per crucem ad lucem! Abbracciamo le nostre croci dunque, certi che la sofferenza e perfino la morte hanno una collocazione provvisoria, come insegna don Tonino Bello, prossimo santo.
Pietro e Giovanni non lo sapevano, non potevano immaginare che Gesù avesse anticipato la Resurrezione nelle sue parole in Lc 9,22 "Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno", e quella mattina alla notizia delle donne correvano, correvano increduli e sbalorditi verso il sepolcro, come magistralmente mostra Eugène Burnand nel suo capolavoro del 1898.
La corsa di Pietro e Giovanni dà l'impressione di essere una corsa contro il tempo, una corsa nel verso opposto della logica umana, in cui la morte ha l'ultima parola. La corsa dei due discepoli è la corsa di coloro che non si arrendono, di coloro che hanno nel cuore la speranza che la morte non ha l'ultima parola. E' la corsa in cui paura e speranza fanno a pugni, fede e ragione fanno scintille. E' la corsa però in cui la certezza della fede li spinge oltre fino a voler mettere in discussione ciò che pensavano e verificare come fosse andata veramente a finire la storia del loro amatissimo Maestro!
L'augurio di vero cuore a trasformare le croci quotidiane dalla fine della nostra vita, a mezzo per risplendere della luce di Dio Padre! L'augurio di non stancarsi mai di credere che le cose si metteranno bene alla fine, perchè Dio Padre non ci abbandona mai e che vale la pena andare fino in fondo per scorpire una verità d'amore!
Eugène Burnand (Moudon 1850 - Paris 1921)
Les disciples Pierre et Jean courant au sépulcre le matin de la Résurrection
1898
Olio su tavola, 83 x 135,5
Parigi, Musée d’Orsay