26/12/2024
La Chiesa Valdese di Via IV Novembre augura a tutti un Buon Natale di Luce e di Pace
La luce e le tenebre
Chiesa Evangelica Valdese,
Roma via IV Novembre
Natale 2024
Giovanni 1,5
Predicazione del Pastore Fulvio Ferrario
Non voglio rovinare il Natale a nessuno/a, ma credo che l’annuncio legato a questo giorno verrebbe banalizzato e, anzi, svuotato, se non ci soffermassimo anzitutto su una parola di questo versetto: tenebre. La solennità del Natale è legata alla luce, e lo diremo; c’è anche una festività ebraica, che cronologicamente coincide con il Natale, Hanukkah, che ruota intorno alla simbologia della luce. E più semplicemente, le strade della nostra città, assai secolarizzata e largamente dimentica del significato del Natale, sono piene di luci, anche a rischio di dosi massicce di spreco energetico.
E anche il nostro versetto parla di luce. Non dice, però: «la luce spazza via le tenebre», ma «la luce splende nelle tenebre». I racconti della natività negli evangeli, del resto, non indulgono alla retorica natalizia, tutt’altro. In Matteo troviamo dapprima il sospetto che circonda Maria, che si tratti di una gravidanza illegittima; poi il racconto dei Magi, intrecciato a una terribile storia di strage, fuga, emigrazione. Luca è apparentemente più “poetico”, ci parla dei cori degli angeli e della gioia dei pastori. Ma Giuseppe e Maria non trovano posto nell’albergo e il loro figlio, il figlio di Dio, è un profugo prima ancora di nascere. A Betlemme di Giudea accade qualcosa di straordinario, secondo i testi, ma i potenti di questo mondo non ne sanno nulla e la storia va avanti come prima.
E forse è proprio questa la dimensione più evidente anche per noi, che viviamo il Natale (quando lo facciamo) nella dimensione della fede e della liturgia: tutto, ma proprio tutto, va avanti come prima. Non è vero, né lo può ragionevolmente essere, che «a Natale siamo tutti più buoni». Nemmeno noi ci aspettiamo un cambiamento. Certo non possiamo aspettarcelo da una festa del calendario, questo è ovvio. Ma che lui, Gesù, la vera luce, sia presente oggi, nella parola e nella Cena del Signore, cambia realmente la nostra vita? E che cosa, poi, dovrebbe cambiare? In fondo, la nostra è una vita «normale» ed è normale che continui «normalmente».
Ebbene, secondo l’evangelo di Giovanni, proprio questo sono «le tenebre»: una normalità senza Gesù. Se non ci fosse Gesù, se non ci fosse la luce, la vita sdarebbe, semplicemente, normale. Non v’è nulla di strano in una storia determinata dalla violenza: è sempre stato così. Non v’è nulla di strano nel fatto che sia il denaro a determinare la qualità della vita e spesso anche della morte: è sempre stato così. La presenza di Gesù, tuttavia, indica la realtà di un mondo diverso: il mondo vecchio, il mondo senza di lui, il mondo normale, è tenebra, è rifiuto dell’amore di Dio. Le tenebre questo non lo sanno, non vogliono saperlo. Secondo le tenebre, il mondo «normale» è l’unico reale, mentre la luce della quale parla Gesù è, nel migliore dei casi, illusione.
Dio, oggi, ci domanda: tu, da che parte stai? Le tenebre, in fondo, sono tolleranti. Ti permettono anche di festeggiare il Natale, ti permettono anche di andare al culto e di cantare gli inni, che male c’è? L’essenziale è che tutto continui come prima. E’ la luce, Gesù, ad essere molto meno tollerante. Perché forse possiamo nasconderci di fronte alla domanda «da che perte stai». Possiamo farlo perché essa è ancora generale. Certo, naturalmente, sto dalla parte della luce. Ma la luce, appunto, vuole illuminare, non si accontenta di risposte generali, o addirittura generiche.
E allora Gesù ci chiede: che cosa cambia, a motivo della luce di Cristo, nell’uso del tuo tempo? Nulla è più normale dell’uso del tempo, che a noi sembra deciso da tutto e tutti tranne che da noi. Non parliamo poi di Cristo. Ma egli ci chiede: che posto ho io nel tuo tempo? Che posto ha la preghiera, certo; ma anche che posto hanno la comunità, la solidarietà, la testimonianza? Il tuo tempo è determinato dalla luce, oppure dalla normalità delle tenebre? Perché il tempo, alla fine, è la vita.
La luce, poi, illumina un’altra dimensione della nostra vita. Che cosa cambia, a motivo della luce di Cristo, nell’uso del tuo denaro? Si badi bene, è una domanda che la luce rivolge alle persone abbienti, ma anche a quelle meno ricche. Come il tempo, anche il denaro è importantissimo nella nostra vita e non si trova mai in posizione neutrale: o è illuminato dalla luce, oppure è immerso nelle tenebre e al loro servizio. Che posto ha la luce, Cristo, nell’uso del tuo denaro?
Le tenebre vogliono farci credere di essere normali e noi lo crediamo volentieri. Ma ora, dice l’evangelo, splende la luce e la luce illumina, rende visibile ciò che prima non lo era: che Cristo viene. E’ venuto allora, viene oggi nella parola e nella Cena. Viene sia che tu ci creda, sia che tu lo rifiuti. La luce non dipende dalla tua fede, splende in ogni caso. La differenza è un'altra: da che parte stai tu, se dalla parte della luce o da quella delle tenebre, che non l’hanno accolta. Se pensi che essere qui sia già una risposta, hai ragione, ma solo in parte: è l’inizio della risposta, un inizio assolutamente decisivo, ma ancora un inizio. La luce splende nelle tenebre ogni giorno. Che essa splende è la notizia che cambia la realtà. Che essa splenda nelle tenebre, che la minaccia delle tenebre sia ben presente, è il monito che ti chiama, sempre di nuovo, a scegliere da che parte vuoi stare.
Amen