06/06/2026
SECONDO GIORNO DI LAVORI PER IL CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI GRUPPI STUDI ORIONINI
Sono proseguiti ieri i lavori del convegno internazionale del Gruppo Studi Orionini, che si sta svolgendo in maniera telematica in questi giorni.
Guidato dal consigliere generale FDP don Fernando Fornerod e introdotto dalla preghiera della consigliera PSMC Suor Maria Irma Rabasa, l’incontro è iniziato con la relazione sul tema “Seguendo le orme della Provvidenza: camminare con Dio nei momenti di incertezza”, presentata da Mariana Mellano, per i gruppi studi di Argentina, Paraguay e Uruguay: “Di fronte all'incertezza che caratterizza il percorso degli individui e delle comunità in questo mondo, le orme lasciate da Don Orione hanno guidato il nostro cammino. La Divina Provvidenza è fonte d'ispirazione per la ca**tà e noi siamo chiamati a essere Provvidenza per i nostri fratelli e le nostre sorelle, perché dall'abbondanza d'amore ricevuta da Dio nasce il desiderio di donarlo agli altri”.
A seguire, ci si è soffermati ad analizzare la figura di Papa Leone XIV, mettendolo in relazione con Leone XIII e anche con San Luigi Orione. Il primo intervento in questo senso è stato quello di Suor Elena Varela, del Cile, che ha parlato di “Alcuni tratti e sentimenti di San Luigi Orione in relazione all'Esortazione Apostolica Dilexi Te del Santo Padre Leone XIV sull'amore per i poveri”. “All'inizio del suo pontificato - ha detto Suor Varela - Papa Leone XIV espresse il desiderio che la Chiesa mostrasse chiaramente di essere al servizio dei poveri e soprattutto di coloro che soffrono, perché in loro riconoscono l'immagine del loro fondatore, Cristo, il quale, povero e paziente, si adopera per ve**re incontro alle loro necessità”. Ha poi aggiunto: “Nel modo e nella sfera in cui l'amore si manifesta, esso viene chiamato misericordia nel linguaggio biblico; Don Orione chiama questa infinità di misericordia ‘ca**tà instancabile’. La compassione, dunque, implica quella capacità di essere mossi “dall'esterno”, caratteristica dell'esperienza materna, che conduce a una profonda comprensione dell'altro. Solo l'amore di Dio è capace di proporre una tale logica”.
È stata poi la volta del GSO della Polonia che, attraverso la voce di don Michał Szwemin, ha presentato un “confronto tra Leone XIII e Leone XIV: dalla rivoluzione industriale alla rivoluzione geopolitica”: “I due papi difendono il valore del lavoro umano. Papa Leone XIII mette in risalto i temi di diritto a un salario giusto, diritto dei lavoratori ad associarsi, proprietà privata con responsabilità sociale, criticando nello stesso tempo il capitalismo selvaggio e il socialismo rivoluzionario. Leone XIV difende la centralità della persona umana in riferimento agli algoritmi, lavoro umano non ridotto a ‘dato’ e limiti morali all’automazione. Il papa avverte che l’IA non deve sostituire completamente l’uomo, né creare nuove forme di esclusione sociale”. E ancora: “Leone XIII è certamente il Papa del tempo della formazione di don Orione. Con le sue encicliche sociali, con la Immortale Dei, la Libertas e specialmente con la Rerum Novarum insegna alla società che ‘la ca**tà salverà il mondo’. Fa comprendere al giovane Orione come la Chiesa sia carica di ministero anche nei suoi aspetti sociali. Il legame tra Leone XIV e don Orione è soprattutto spirituale e carismatico. Come tutti sappiamo don Orione aveva una devozione assoluta al Papa. Per noi orionini, il Papa è il centro dell’unità della Chiesa e della ca**tà verso i poveri. Abbiamo tanti punti in comune tra Leone XIV e don Orione. In primo la centralità dei poveri (orfani, disabili, emarginati)”.
Quindi, padre Antônio Bogaz ha presentato il lavoro del GSO del Brasile, sul “Regno dei Leoni: fede, coraggio e profezia”. Dopo aver presentato alcuni dei pontefici che nella storia hanno portato il nome di Leone, padre Bogaz ha detto: Le immagini della comunicazione sono una caratteristica peculiare di Papa Leone XIV, che ha riflettuto e seguito i progressi della comunicazione virtuale, recentemente evidenziati dall'Intelligenza Artificiale. In questo ambito, i valori intramontabili continuano a essere la motivazione e la ragione d'essere dell'esistenza umana, ovvero la ca**tà, la presenza, il dialogo e l'amore. Come abbiamo visto, Leone XIV si inserisce in questo universo grazie alla sua serenità,
al suo approccio delicato e alla sua capacità di ascolto e dialogo”.
Infine, è stato il turno di Suor Maria Irma Rabasa che ha invece presentato la figura di Madre Maria Tarcisio dell’Incarnazione, la prima Sacramentina non vedente: “Raccontare la sua vita non è facile. Non soltanto perché è arrivata a quasi 93 anni di vita, ma perché è difficile esprimere a parole tutte le caratteristiche della sua ricca personalità e dei valori umani e spirituali che ha posseduto. I valori umani della sua personalità ci possono offrire una certa percezione della sua relazione con Dio, che già da piccola aveva conosciuto e imparato ad amare tra le mura domestiche. Un amore che poi crebbe con l’educazione e la testimonianza delle Suore della Ca**tà di San Vincenzo nell’Istituto “Regina Margherita” a Roma, e, successivamente, con la sua consacrazione a Lui, che diventò il vero centro della sua vita. La relazione di intimità con Dio le permise di sviluppare non solo tante virtù spirituali, ma anche i valori umani dell’intuizione, della sensibilità e della fortezza, diventando per tutti, soprattutto per le sue figlie Sacramentine, una madre attenta e premurosa, una guida e un esempio da seguire”.