Centro Islamico Culturale d'Italia - Grande Moschea di Roma

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Centro Islamico Culturale d'Italia - Grande Moschea di Roma Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro Islamico Culturale d'Italia - Grande Moschea di Roma, Moschea, Viale della Moschea 85, Rome.
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Il Centro Islamico Culturale d’Italia, che sovrintende la Grande Moschea di Roma, è a tutt'oggi l’unico ente musulmano riconosciuto ufficialmente dalla Repubblica Italiana, dotato di personalità giuridica con DPR del 21 dicembre 1974 n. 712.

13/09/2026

*Trasporti: da domani nuova linea bus a Roma, collega Metro B e Moschea*

Roma, 13 set - (Agenzia_Nova) - Da lunedi' 14 settembre a
Roma entra in servizio la nuova linea bus 252, il
collegamento circolare che unisce la stazione Policlinico
della Metro B e B1 alla Grande Moschea, la piu' grande
d'Europa, e ai quartieri che gravitano su via dei Campi
Sportivi e via Giacinta Pezzana. Il nuovo servizio,
progettato dall'agenzia comunale Roma Servizi per la
mobilita' e gestito da Atac, nasce per rendere raggiungibili
con il mezzo pubblico il luogo di culto e il Centro islamico
culturale d'Italia, frequentati ogni settimana da migliaia
di persone e in particolare nei giorni di preghiera e nelle
festivita', insieme a un quadrante che comprende Villa Ada,
l'Acqua Acetosa e gli impianti sportivi del Foro Italico.
"Questa linea ha una storia semplice - spiega l'assessore
alla Mobilita' di Roma, Eugenio Patane' -. La Grande Moschea
e' il luogo di culto di decine di migliaia di romani e non
era collegata in modo adeguato al trasporto pubblico. Fino a oggi l'area della Moschea, di Villa Ada e dell'Acqua Acetosa era servita in
modo discontinuo, attraverso corse deviate delle linee 52 e
168 che allungavano i tempi di viaggio di chi era a bordo e
raggiungevano poche persone. Il riassetto della rete cambia
impostazione: al posto delle deviazioni nasce una linea
dedicata, con un percorso riconoscibile, e le linee 52 e 168
tornano al loro tracciato base. La 168, in particolare,
viene potenziata: nelle ore di punta l'attesa scende da
ventiquattro a diciassette minuti e le corse giornaliere
passano da trentacinque a quarantanove, in risposta a una
domanda cresciuta negli anni lungo l'asse
Tiburtina-Parioli-Flaminio. "Abbiamo verificato come veniva
servita - aggiunge l'assessore Patane' - e ci siamo resi
conto che le deviazioni delle linee 52 e 168 non
funzionavano ne' per chi andava alla Moschea ne' per chi
restava a bordo, e abbiamo scelto di fare una linea
dedicata, agganciata alla metropolitana. E' un intervento
piccolo nei numeri e importante nel significato: rendere
raggiungibile con un autobus un luogo che appartiene a tutta
la citta' e' il modo piu' concreto che un'amministrazione ha
per dire che Roma e' una citta' aperta". Il percorso della 252 parte
dal nuovo capolinea di viale Regina Margherita, a pochi
passi dall'ingresso della stazione Policlinico, e attraversa
viale Liegi, viale dei Parioli, via della Fonte dell'Acqua
Acetosa, via dei Campi Sportivi e via del Foro Italico fino
a viale della Moschea; prosegue poi per via Anna Magnani,
via Giacinta Pezzana, piazzale delle Muse, viale Romania e
viale Rossini, rientrando su viale Liegi e viale Regina
Margherita. Un anello di circa undici chilometri, servito
con vetture di sette metri e mezzo adatte alle strade
strette del quartiere, in esercizio tutti i giorni, festivi
compresi, dalle sette e trenta alle venti, con tredici corse
quotidiane e una frequenza oraria. Per rendere possibile il
capolinea e' stata modificata la disciplina della sosta su
viale Regina Margherita, nelle more della sistemazione
definitiva del marciapiede gia' progettata. "Partiamo con una frequenza oraria, e lo diciamo con chiarezza - conclude l'assessore
Patane' -. E' una prima configurazione: nei prossimi mesi
guarderemo i dati di frequentazione, come facciamo per ogni
nuova linea, e se la domanda lo richiedera' interverremo.
Nel frattempo, chi oggi prende la 168 avra' corse piu'
frequenti e piu' regolari, perche' una rete si migliora
anche togliendo cio' che non serve per rafforzare cio' che
serve. Ringrazio Roma Servizi per la mobilita' e Atac per il
lavoro di progettazione e il Centro islamico culturale
d'Italia per la collaborazione". Le informazioni sul
percorso e sugli orari della linea 252 e sulle modifiche
delle linee 52 e 168 sono disponibili sui canali di Atac e
di Roma Servizi per la Mobilita'.

Si ringrazia Agenzia Nova.

Gentili Sorelle e Gentili Fratelli, assalamu alaykum. Ci scusiamo se l'orario è stato pubblicato in ritardo, il ritardo ...
13/09/2026

Gentili Sorelle e Gentili Fratelli, assalamu alaykum.
Ci scusiamo se l'orario è stato pubblicato in ritardo, il ritardo non è dovuto all'amministratore di questa pagina, ma alla persona incaricata di stabilire l'inizio del mese. Ci scusiamo nuovamente e vi ringraziamo per la pazienza e la comprensione. Che Allah vi ricompensi.

11/09/2026

“LA NEGLIGENZA”
بسم الله الرحمن الرحيم
الحمد لله رب العلمين والصلاة والسلام على رسل الله أجمعين
Fratelli e Sorelle nell’Islam, il nostro amato Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire:
ألا إن في الجسدِ مضغةً إذا صلَحتْ صلَحَ لها سائرُ الجسدِ وإذا فسدتْ فسد لها سائرُ الجسدِ ألا وهي القلبُ
“In verità, nel corpo c’è un pezzo di carne che, se è sano, tutto il corpo è sano, e se è corrotto, tutto il corpo è corrotto. Ed è il cuore”. Una delle più grandi malattie che affliggono i cuori è la malattia della negligenza, e ha una punizione severa in questo mondo e nell’Aldilà. La negligenza si verifica quando si dimentica il ricordo di Allah, si trascurano le buone azioni e ci si allontana dal ricordo di Allah e dalla riflessione sui Suoi versetti e dalla loro meditazione. Allah l’Altissimo dice:
وَمَنْ أَعْرَضَ عَن ذِكْرِى فَإِنَّ لَهُۥ مَعِيشَةًۭ ضَنكًۭا وَنَحْشُرُهُۥ يَوْمَ ٱلْقِيَـٰمَةِ أَعْمَىٰ قَالَ رَبِّ لِمَ حَشَرْتَنِىٓ أَعْمَىٰ وَقَدْ كُنتُ بَصِيرًۭا قَالَ كَذَٰلِكَ أَتَتْكَ ءَايَـٰتُنَا فَنَسِيتَهَا ۖ وَكَذَٰلِكَ ٱلْيَوْمَ تُنسَىٰ وَكَذَٰلِكَ نَجْزِى مَنْ أَسْرَفَ وَلَمْ يُؤْمِنۢ بِـَٔايَـٰتِ رَبِّهِۦ ۚ وَلَعَذَابُ ٱلْـَٔاخِرَةِ أَشَدُّ وَأَبْقَىٰٓ
“Chi si sottrae al Mio Monito, in verità avrà una vita di stenti e nel Giorno della Resurrezione lo faremo risorgere cieco. Egli dirà: “Mio Signore, perché mi hai fatto risorgere cieco mentre vedevo?”. [Allah] risponderà: “Così ti sono giunti i Nostri Segni, ma tu li hai dimenticati; e così pure sei oggi dimenticato. E così ricompensiamo colui che trasgredisce e non crede nei Segni del suo Signore. Ma la punizione dell’Aldilà è più severa e più duratura.” (Ta Ha, 124-127). Ecco dunque cosa aspetta al negligente, un castigo che, dopo il giudizio di Allah, lo allontanerà definitivamente dal Paradiso. Dice Allah l’Altissimo:
وَعْدَ ٱللَّهِ ۖ لَا يُخْلِفُ ٱللَّهُ وَعْدَهُۥ وَلَـٰكِنَّ أَكْثَرَ ٱلنَّاسِ لَا يَعْلَمُونَ يَعْلَمُونَ ظَـٰهِرًۭا مِّنَ ٱلْحَيَوٰةِ ٱلدُّنْيَا وَهُمْ عَنِ ٱلْـَٔاخِرَةِ هُمْ غَـٰفِلُونَ
“La promessa di Allah. Allahnon infrange mai la Sua promessa, ma la maggior parte delle persone non lo sa. Conoscono solo lapparenza esteriore di questa vita mondana, mentre sono incuranti dell’Aldilà.” (al-Rum, 6-7).
La negligenza si manifesta anche nell’allontanarsi e nel trascurare il patto e la promessa di Allah, come menzionato nel nobile e glorioso Corano:
وَإِذْ أَخَذَ رَبُّكَ مِنۢ بَنِىٓ ءَادَمَ مِن ظُهُورِهِمْ ذُرِّيَّتَهُمْ وَأَشْهَدَهُمْ عَلَىٰٓ أَنفُسِهِمْ أَلَسْتُ بِرَبِّكُمْ ۖ قَالُوا۟ بَلَىٰ ۛ شَهِدْنَآ ۛ أَن تَقُولُوا۟ يَوْمَ ٱلْقِيَـٰمَةِ إِنَّا كُنَّا عَنْ هَـٰذَا غَـٰفِلِينَ أَوْ تَقُولُوٓا۟ إِنَّمَآ أَشْرَكَ ءَابَآؤُنَا مِن قَبْلُ وَكُنَّا ذُرِّيَّةًۭ مِّنۢ بَعْدِهِمْ ۖ أَفَتُهْلِكُنَا بِمَا فَعَلَ ٱلْمُبْطِلُونَ
“E quando il tuo Signore prese dai figli di Adamo, dai loro lombi, i loro discendenti e li fece testimoniare contro se stessi, [dicendo]: ‘Non sono forse io il vostro Signore?’ Essi risposero: ‘Sì, testimoniamo’. [Questo avvenne] affinché non diceste nel Giorno della Resurrezione: ‘In verità, non ne eravamo a conoscenza’, oppure affinché non diceste: ‘I nostri antenati hanno associato altri ad Allah prima di noi, e noi siamo solo i loro discendenti dopo di loro. Ci distruggerai forse per ciò che hanno fatto gli ingiusti?’” (al-A’raf, 172-173).
La negligenza si manifesta anche nel non leggere il nobile Corano e nel non meditare sui suoi versetti, e nel non riflettere sulla creazione di Allah, come menzionato nella parola dell’Altissimo:
إِنَّ فِى خَلْقِ ٱلسَّمَـٰوَٰتِ وَٱلْأَرْضِ وَٱخْتِلَـٰفِ ٱلَّيْلِ وَٱلنَّهَارِ لَـَٔايَـٰتٍۢ لِّأُو۟لِى ٱلْأَلْبَـٰبِ ٱلَّذِينَ يَذْكُرُونَ ٱللَّهَ قِيَـٰمًۭا وَقُعُودًۭا وَعَلَىٰ جُنُوبِهِمْ وَيَتَفَكَّرُونَ فِى خَلْقِ ٱلسَّمَـٰوَٰتِ وَٱلْأَرْضِ رَبَّنَا مَا خَلَقْتَ هَـٰذَا بَـٰطِلًۭا سُبْحَـٰنَكَ فَقِنَا عَذَابَ ٱلنَّارِ
“In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell’alternarsi della notte e del giorno vi sono segni per coloro che hanno intelletto, coloro che ricordano Allah stando in piedi, seduti e sdraiati su un fianco e meditano sulla creazione dei cieli e della terra, [dicendo]: ‘Signore nostro, non hai creato tutto questo invano, gloria a Te, proteggici dal castigo del fuoco’” (Al ‘Imran, 190-191).
La negligenza si manifesta nell’essere immersi nelle passioni, come ci ricorda Allah Sublime ed Eccelso:
ذَرْهُمْ يَأْكُلُوا۟ وَيَتَمَتَّعُوا۟ وَيُلْهِهِمُ ٱلْأَمَلُ ۖ فَسَوْفَ يَعْلَمُونَ
“Lasciali mangiare e divertirsi, e lascia che la [falsa] speranza li distragga; perché presto capiranno” (al-Hijr, 3) ed ancora:
ٱقْتَرَبَ لِلنَّاسِ حِسَابُهُمْ وَهُمْ فِى غَفْلَةٍۢ مُّعْرِضُونَ مَا يَأْتِيهِم مِّن ذِكْرٍۢ مِّن رَّبِّهِم مُّحْدَثٍ إِلَّا ٱسْتَمَعُوهُ وَهُمْ يَلْعَبُونَ لَاهِيَةًۭ قُلُوبُهُمْ ۗ وَأَسَرُّوا۟ ٱلنَّجْوَى ٱلَّذِينَ ظَلَمُوا۟ هَلْ هَـٰذَآ إِلَّا بَشَرٌۭ مِّثْلُكُمْ ۖ أَفَتَأْتُونَ ٱلسِّحْرَ وَأَنتُمْ تُبْصِرُونَ
“Il giorno del giudizio per l’umanità si avvicina, eppure essi restano incuranti e si allontanano. Nessun monito giunge loro dal loro Signore, se non quello di ascoltarlo mentre giocano, con il cuore distratto. E coloro che commettono il male bisbigliano tra loro, dicendo: ‘Non è forse costui un essere umano come voi? Allora vi avvicinerete alla magia mentre siete in grado di vedere?’” (al-Anbiya’, 1-3).
Tra le conseguenze della negligenza nell’Aldilà c’è l'ingresso nel fuoco dell'inferno, come ci ricorda il Libro di Allah l’Altissimo:
إِنَّ ٱلَّذِينَ لَا يَرْجُونَ لِقَآءَنَا وَرَضُوا۟ بِٱلْحَيَوٰةِ ٱلدُّنْيَا وَٱطْمَأَنُّوا۟ بِهَا وَٱلَّذِينَ هُمْ عَنْ ءَايَـٰتِنَا غَـٰفِلُونَ أُو۟لَـٰٓئِكَ مَأْوَىٰهُمُ ٱلنَّارُ بِمَا كَانُوا۟ يَكْسِبُونَ
“Coloro che non sperano nel Nostro incontro e si accontentano della vita di questo mondo, sentendosi al sicuro in essa, e coloro che sono incuranti dei Nostri Segni, costoro avranno il fuoco come dimora a causa di ciò che si saranno guadagnati” (Yunus, 7-8).
Parte dell’approccio coranico al trattamento della negligenza è la p***everanza nel ricordare Allah e nel compiere gli atti di adorazione. Dice Allah l’Altissimo:
فَلَمَّآ أَتَىٰهَا نُودِىَ يَـٰمُوسَىٰٓ إِنِّىٓ أَنَا۠ رَبُّكَ فَٱخْلَعْ نَعْلَيْكَ ۖ إِنَّكَ بِٱلْوَادِ ٱلْمُقَدَّسِ طُوًۭى وَأَنَا ٱخْتَرْتُكَ فَٱسْتَمِعْ لِمَا يُوحَىٰٓ إِنَّنِىٓ أَنَا ٱللَّهُ لَآ إِلَـٰهَ إِلَّآ أَنَا۠ فَٱعْبُدْنِى وَأَقِمِ ٱلصَّلَوٰةَ لِذِكْرِىٓ إِنَّ ٱلسَّاعَةَ ءَاتِيَةٌ أَكَادُ أُخْفِيهَا لِتُجْزَىٰ كُلُّ نَفْسٍۭ بِمَا تَسْعَىٰ
“Quando vi giunse, sentì chiamare: ‘O Mosè, in verità Io sono il tuo Signore. Levati i tuoi sandali. In verità tu sei nella valle santa di Tuwà. Io ti ho scelto. Ascolta ciò che sta per esserti rivelato. In verità Io sono Allah: non c’è dio all’infuori di Me. AdoraMi ed esegui la preghiera per ricordarti di Me. In verità l’Ora è imminente anche se la tengo celata, affinché ogni anima sia compensata per ciò per cui si impegna” (Ta Ha, 11-15).
Il bellissimo invito è quello di leggere il Corano e di riflettere sui segni cosmici di Allah, come riportato nella Sua parola:
إِنَّ فِى خَلْقِ ٱلسَّمَـٰوَٰتِ وَٱلْأَرْضِ وَٱخْتِلَـٰفِ ٱلَّيْلِ وَٱلنَّهَارِ لَـَٔايَـٰتٍۢ لِّأُو۟لِى ٱلْأَلْبَـٰبِ ٱلَّذِينَ يَذْكُرُونَ ٱللَّهَ قِيَـٰمًۭا وَقُعُودًۭا وَعَلَىٰ جُنُوبِهِمْ وَيَتَفَكَّرُونَ فِى خَلْقِ ٱلسَّمَـٰوَٰتِ وَٱلْأَرْضِ رَبَّنَا مَا خَلَقْتَ هَـٰذَا بَـٰطِلًۭا سُبْحَـٰنَكَ فَقِنَا عَذَابَ ٱلنَّارِ
“In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell’alternarsi della notte e del giorno, ci sono certamente segni per coloro che hanno intelletto, che in piedi, seduti o coricati su un fianco ricordano Allah e meditano sulla creazione dei cieli e della terra, [dicendo]: ‘Signore, non hai creato tutto questo invano. Gloria a Te! Preservaci dal castigo del Fuoco’” (Al ‘Imran, 190-191). Come disse il Profeta, pace e benedizioni su di lui, riguardo a questi versetti:
ويل لمن قرأها ولم يتفكر فيها
“Guai a chi li recita e non riflette su di essi!”.
O Allah, ponici tra coloro che Ti amano e Ti temono, coloro che sono costanti nella preghiera e nel chiederTi perdono, fiduciosi nella Tua provvidenza e nel Tuo sostentamento, coloro che spendono generosamente per amor Tuo e confidano nella Tua onnipotenza.
O Allah, perdonaci tutti in questo venerdì, o Tu che sei il più Misericordioso dei misericordiosi.
Ha detto l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui:
مَنْ صَلَّى عَلَيَّ وَاحِدَةً صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ بِهَا عَشْرًا
“Chiunque preghi per me una volta, Allah pregherà per lui dieci volte”
Preghiamo per il nostro amato Profeta, pace e benedizioni su di lui, sul Sire degli Inviati, così come ci ha comandato Allah l’Altissimo, dicendo:
إِنَّ اللَّهَ وَمَلَائِكَتَهُ يُصَلُّونَ عَلَى النَّبِيِّ يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا صَلُّوا عَلَيْهِ وَسَلِّمُوا تَسْلِيمًا
“In verità, Allah e i Suoi angeli pregano per il Profeta. O voi che credete, pregate per lui e salutatelo del saluto di pace” (al-Ahzab, 56).

Testo italiano a cura di Gabriele Tecchiato
Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma.
Venerdì 11 settembre 2026

10/09/2026
Assalamu alaykum,riceviamo e condividiamo questo appello:Mi chiamo Majidi Kamal, sono un mussulmano cittadino italo maro...
26/08/2026

Assalamu alaykum,
riceviamo e condividiamo questo appello:

Mi chiamo Majidi Kamal, sono un mussulmano cittadino italo marocchino e sono il padre di Majidi Younes, bambino di 6 anni cittadino italiano attualmente ricoverato in terapia intensiva presso lo Sharm El Sheikh International Hospital, a Sharm el-Sheikh, in Egitto. Vi scrivo per chiedere aiuto, un contributo di qualsiasi entità per aiutarmi a pagare le spese mediche in Egitto per il mio bimbo e pagargli il volo sanitario.Vi allego l'articolo di giornale pubblicato su La Repubblica Nazionale e du Torino, La voce, e il Quotidiano Piemontese, il link per la raccolta fondi, qualsiasi vostro contributo è prezioso. Che allah vi benedica.

Certo di un vostro sincero riscontro
Jazakum allah khairan

Kamal Majidi

https://www.google.com/amp/s/torino.repubblica.it/cronaca/2026/08/25/news/bimbo_coma_sharm_el_sheik_piscina_appello_padre_tornare_italia-425545199/amp/

https://www.quotidianopiemontese.it/2026/08/25/younes-6-anni-in-coma-dopo-un-incidente-in-piscina-in-egitto-la-famiglia-chiede-aiuto-per-riportarlo-in-italia/

https://gofund.me/dc6cd5e51

https://share.google/TmaqyWpRy8sk34Txa "Un drammatico incidente in vacanza ha spezzato la … noemi Camandona needs your support for Un contributo per Younes

14/08/2026

“LA PAZIENZA”
بسم الله الرحمن الرحيم
الحمد لله رب العلمين والصلاة والسلام على رسل الله أجمعين
Ogni lode appartiene ad Allah. Lo lodiamo, cerchiamo il Suo aiuto, chiediamo il Suo perdono e ci pentiamo davanti a Lui. Cerchiamo rifugio in Allah dal male delle nostre anime e dalla malvagità delle nostre azioni. Chiunque Allah guidi, nessuno può sviare, e chiunque Egli svia, nessuno può guidare. Attesto che non c'è altro dio all'infuori di Allah, l'Unico, senza alcun socio, e attesto che Muhammad è il Suo servo e Messaggero.
Fratelli e Sorelle nell’Islam, Allah Sublime ed Eccelso ha scelto dei compagni per il Suo Profeta, li ha purificati, li ha resi giusti, si è compiaciuto di loro e li ha favoriti al di sopra di molte delle Sue creature. Allah l’Altissimo ha detto:
‌وَالسَّابِقُونَ ‌الْأَوَّلُونَ مِنَ الْمُهَاجِرِينَ وَالْأَنْصَارِ وَالَّذِينَ اتَّبَعُوهُمْ بِإِحْسَانٍ رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُمْ وَرَضُوا عَنْهُ وَأَعَدَّ لَهُمْ جَنَّاتٍ تَجْرِي تَحْتَهَا الْأَنْهَارُ خَالِدِينَ فِيهَا أَبَدًا ذَلِكَ الْفَوْزُ الْعَظِيمُ
“L’avanguardia e i primi degli Emigrati e degli Ausiliari e coloro che li hanno seguiti nel bene agire, Allah si è compiaciuto di loro ed essi di Lui, ed Egli ha preparato per loro giardini sotto i quali scorrono fiumi, nei quali dimoreranno in eterno. Questa è l’immensa conquista” (al-Tawba, 100). È ben radicato nella mente dei giusti e dei saggi che questo mondo non è una dimora eterna; la vita è una prova e una tribolazione, e il successo in essa non è segno di favore divino. Il nostro Generoso Signore ha il diritto di mettere alla prova chiunque Egli voglia, nel modo che Egli vuole. Alcuni sono messi alla prova con la povertà, altri con la ricchezza, altri con il seguire Satana e i propri desideri, altri con la salute, altri con la malattia, altri con la perdita della famiglia e dei propri cari, altri con l'ingiustizia della propria prole, altri con il dominio dei propri nemici, e altri con l'autocompiacimento, senza vedere in sé alcun peccato o trasgressione.
E l'intera Nazione è messa alla prova con la forza e la debolezza, e con il dominio dei suoi nemici. Affinché Allah possa distinguere i malvagi dai giusti, mettere alla prova i credenti e punire i miscredenti. Nel glorioso Corano, Allah l’Altissimo dice:
الم * ‌أَحَسِبَ ‌النَّاسُ أَنْ يُتْرَكُوا أَنْ يَقُولُوا آمَنَّا وَهُمْ لَا يُفْتَنُونَ
“Alif, Lam, Mim. Pensano forse gli uomini di essere risparmiati perché dicono: ‘Crediamo’, e di non essere messi alla prova?" (Al-Ankabut 29, 1-2). Una volta che questo concetto è ben radicato nelle nostre menti, dobbiamo prendere precauzioni ed essere vigili, preparandoci alla prova con pazienza e p***everanza. Questo può essere raggiunto solo grazie alla grazia di Dio. Sull’autorità di Abu Sa’id al-Khudri, il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse:
ومن يتصبر يصبره الله، وما أعطى أحد عطاءً خيرًا وأوسع من الصبر
“Chi si sforza di essere paziente, Allah gli concederà la pazienza. E a nessuno è stato dato un dono migliore e più abbondante della pazienza”.
Data l’importanza della pazienza e il suo profondo impatto, essa è menzionata nel glorioso Corano in varie forme circa cento volte. Al Profeta, pace e benedizioni su di lui, fu esplicitamente comandato di essere paziente. Ai credenti è stato anche esplicitamente comandato di essere pazienti e p***everanti, come dice Allah Sublime ed Eccelso:
يَاأَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا ‌اصْبِرُوا ‌وَصَابِرُوا وَرَابِطُوا وَاتَّقُوا اللَّهَ لَعَلَّكُمْ تُفْلِحُونَ
“O voi che credete, siate pazienti e p***everanti, rimanete saldi e temete Allah, affinché possiate avere successo” (Al ‘Imran, 200).
Il comando di p***everare, che significa pazienza e altro ancora, è stato dato, e ai credenti è stato talvolta comandato di esortarsi a vicenda a tale pratica:
‌وَتَوَاصَوْا ‌بِالْحَقِّ وَتَوَاصَوْا بِالصَّبْرِ
“E si esortarono a vicenda alla verità e si esortarono a vicenda alla pazienza” (al-Asr, 3).
Allah l’Altissimo ha comandato di cercare aiuto attraverso la pazienza e ha promesso ai Suoi servi il Suo sostegno:
يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا ‌اسْتَعِينُوا ‌بِالصَّبْرِ ‌وَالصَّلَاةِ إِنَّ اللَّهَ مَعَ الصَّابِرِينَ
“O voi che credete, cercate aiuto nella pazienza e nella preghiera. In verità, Dio è con i pazienti” (al-Baqarah, 153).
Egli guidò i Suoi servi giusti e zelanti a supplicarLo, chiedendoGli di concedere loro pazienza. Egli, l’Altissimo, disse:
‌أَفْرِغْ ‌عَلَيْنَا ‌صَبْرًا وَثَبِّتْ أَقْدَامَنَا
“Infondi in noi pazienza, rendi saldi i nostri passi” (al-Baqarah, 250).
O voi che siete afflitti dalle difficoltà, siate pazienti. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse:
عجبًا لأمر المؤمن كل أمره خير؛ إن أصابته سرَّاء شكر؛ فكان خيرًا له، وإن أصابته ضرَّاء صبر؛ فكان خيرًا له
“Quanto è meravigliosa la condizione del credente! Tutte le sue vicende sono positive. Se gli accade qualcosa di buono, è grato, e questo è un bene per lui. Se gli accade qualcosa di cattivo, è paziente, e questo è un bene per lui”.
La pazienza è di tre tipi: pazienza nell’obbedienza, pazienza nell’astenersi dalla disobbedienza e pazienza di fronte ai dolorosi decreti di Allah.
Chi conosce il bene e la felicità che derivano dall'obbedire ad Allah troverà facile essere paziente e p***everare. L’obbedienza è pazienza per un’ora, che porta felicità in questa vita e nell’incontro con il Signore.
Chi conosce il danno e la sofferenza che derivano dalla disobbedienza ad Allah troverà facile controllarsi e abbandonare il peccato. La disobbedienza è un piacere effimero seguito da rimpianto e rimorso in questa vita e nell’incontro con il Signore.
Chi sa che Allah è Onnipotente, Saggio e che le calamità sono decretate dal Misericordioso, dal Clemente, si sottometterà alla Sua volontà e Allah si compiacerà di lui, guidando il suo cuore alla fede e alla sottomissione.
E chiunque sa che Allah è Onnipotente, Onnisciente, e che le calamità sono per decreto del Misericordioso, del Clemente, si sottometterà alla Sua volontà, e Allah si compiacerà di lui, guidando il suo cuore alla fede e alla sottomissione. E la grazia di Allah è inseparabile dal Suo decreto. Quante calamità sono state accompagnate da conforto e pazienza, grazie ad Allah!
Fratelli e Sorelle nell’Islam, voi che siete stati afflitti e avete p***everato, rallegratevi per la parola di Allah:
إِنَّ ‌اللَّهَ ‌مَعَ ‌الصَّابِرِينَ
“In verità, Dio è con i pazienti” (al-Baqarah, 153), e rallegratevi per la ricompensa promessa senza misura:
إِنَّمَا يُوَفَّى الصَّابِرُونَ ‌أَجْرَهُمْ ‌بِغَيْرِ ‌حِسَابٍ
“In verità, ai pazienti sarà data la loro ricompensa senza misura” (al-Zumar, 10). E rallegratevi per la vostra serenità di fronte al decreto di Allah e all’espiazione dei peccati e delle trasgressioni. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse:
لا يصيب المؤمن من هم ولا غَمٍّ ولا أذًى، حتى الشوكة يشاكها إلا كفَّر الله بها من خطاياه
“Non c’è preoccupazione, dolore o danno che colpisca un credente, nemmeno la puntura di una spina, senza che Allah non espii in parte i suoi peccati”.
Fratelli e Sorelle nell’Isam, tra le azioni raccomandate nei momenti di calamità vi sono:
Dire:
‌إِنَّا ‌لِلَّهِ ‌وَإِنَّا ‌إِلَيْهِ ‌رَاجِعُونَ “In verità, apparteniamo ad Allah e in verità a Lui stiamo facendo ritorno” (al-Baqarah, 156) e dire:
اللهم آجرني في مصيبتي واخلفني خيرًا منها “O Allah, ricompensami per la mia afflizione e sostituiscila con qualcosa di migliore". È prescritto ai musulmani consolare i loro fratelli e sorelle afflitti, poiché chiunque consola un musulmano riceverà una ricompensa simile alla sua.
La pazienza è una nobile qualità, che i Profeti e gli Inviati, pace su di loro, hanno praticato. Noè rimase saldo e paziente nella sua missione per novecentocinquanta anni; Giobbe sopportò le sue prove per diciotto anni; Mosè affrontò le avversità del suo popolo e p***everò; Giuseppe fu vittima di complotti orditi dai suoi fratelli e imprigionato per preservare la sua fede e il suo onore, e p***everò.
E Muhammad, il Sire dei pazienti, pace e benedizioni su di lui, fu il più paziente degli uomini, visse l’amarezza e l’angoscia della condizione di orfano al suo livello più alto; suo padre morì prima che nascesse, poi morì anche sua madre, e il suo cuore era profondamente legato a lei, quindi il dolore della sua condizione di orfano fu profondo. Suo nonno lo accolse, lo abbracciò e gli mostrò gentilezza, preferendolo persino ai suoi figli, memore del dolore per la perdita di entrambi i genitori. Due anni dopo, suo nonno morì, e suo zio, un uomo povero con una famiglia numerosa, lo prese con sé. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, lo aiutò nelle sue difficoltà e nella sua vita quando era ancora giovane. Suo zio lo amava, lo onorava, lo proteggeva, lo difendeva, si adirava per lui e lo sosteneva, sopportando difficoltà e sofferenze in sua difesa. Poi morì suo zio, e il suo dolore si intensificò con la morte della sua amata moglie, Khadija, che Allah si compiaccia di lei, la prima a credere in lui, a confortarlo, a sostenere il suo messaggio e ad alleviare la sua sofferenza. Così, la perdita del suo sostegno interiore, sua moglie, e del suo sostegno esteriore, suo zio, aggravò la sua sofferenza. Eppure, non p***e la pazienza. Tutti i suoi figli morirono durante la sua vita, tranne Fatima, ed egli sopportò il dolore con fede e pazienza. Quanto alla sua vita, passavano settimane e settimane senza che si accendesse il fuoco in casa sua. La fame era così intensa che si legò una pietra allo stomaco e dormì su una stuoia, lasciando segni sul fianco. Fatima gli diede un pezzo di pane, ed egli, pace e benedizioni su di lui, disse:
هذا أول طعام أكله أبوك منذ ثلاث
“Questo è il primo cibo che tuo padre mangia da tre giorni”. Sopportò con pazienza, pace e benedizioni su di lui.
Nel trasmettere il suo messaggio, sopportò ciò che nessun essere umano potrebbe sopportare, eppure p***everò. Egli, pace e benedizioni su di lui, disse di sé:
لقد خفت في الله، ولا يخاف أحد، وأُوذيت في سبيل الله، وما يؤذى أحد
“Ho temuto per amore di Allah come nessun altro, e ho patito sulla via di Allah come nessun altro”.
Il suo popolo gli inflisse i più gravi danni, eppure egli rimase paziente. Lo derisero, lo schernirono, lo calunniarono, lo insultarono e lo accusarono di stregoneria, divinazione, poesia e follia. Egli non vacillò né barcollò. Lo tentarono con ricchezze, potere e donne, ma egli non prestò loro attenzione. Nonostante tutto ciò, p***everò con una pazienza incrollabile, pace e benedizioni su di lui, che gli portò grande successo. Trasmise il messaggio, consigliò la Nazione, dissipò l’angoscia e si adoperò per la causa di Allah come era suo dovere, che la pace e le benedizioni di Allah siano su di lui. Così dovrebbero essere coloro che lo seguono. Allah l’Altissimo dice:
وَاصْبِرْ ‌وَمَا ‌صَبْرُكَ ‌إِلَّا ‌بِاللَّهِ وَلَا تَحْزَنْ عَلَيْهِمْ وَلَا تَكُ فِي ضَيْقٍ مِمَّا يَمْكُرُونَ
“Sii paziente, [o Muhammad], e la tua pazienza non viene se non da Allah. Non affliggerti per loro e non lasciarti turbare dalle loro trame” (al-Nahl, 127)
Fratelli e Sorelle nell’Islam, è importante ricordare che, nonostante la gravità della calamità, sia essa per il singolo o per la nazione, il musulmano deve essere paziente. Deve lavorare con diligenza e impegnarsi a fondo. E non dimenticate di nutrire una buona fiducia in Allah, specialmente nei momenti di difficoltà e angoscia, poiché questo è uno dei più grandi atti di adorazione.
Attraverso la pazienza la sofferenza si attenua e la ricompensa presso il nostro Signore si accresce. Attraverso la disperazione la calamità si amplifica, l’angoscia si intensifica, la ricompensa si perde e può abbattersi la punizione. Quanto è fortunato colui che è contento di Allah come suo Grande e Onnipotente Signore, e le cui azioni nei momenti di agio sono di gratitudine e nei momenti di difficoltà di pazienza. Allah è con i pazienti in ogni parte della terra. Infatti, quando la sofferenza si intensifica, il sollievo si avvicina, e quando le tenebre si infittiscono, l'alba si avvicina. In verità, con la difficoltà viene la facilità.
Abbiate dunque pensieri positivi per il vostro Signore, affinché affretti la vostra vittoria. Alzate le mani in supplica al vostro Signore.

O Allah, fa' che noi siamo coloro che magnificano i tuoi comandamenti e li obbediscono, e fa' che noi siamo coloro che magnificano ciò che hai proibito e se ne astengono. O Allah, aiutaci a ricordarTi, a ringraziarTi e ad adorarTi nel modo migliore.
O Allah, proteggici con la Tua protezione, veglia su di noi con la Tua cura, guidaci sulla Tua via e rendi le nostre azioni a Te gradite.
O Allah, perdonaci tutti in questo venerdì, o Tu che sei il più Misericordioso dei misericordiosi.
Ha detto l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui:
مَنْ صَلَّى عَلَيَّ وَاحِدَةً صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ بِهَا عَشْرًا
“Chiunque preghi per me una volta, Allah pregherà per lui dieci volte”
Preghiamo per il nostro amato Profeta, pace e benedizioni su di lui, sul Sire degli Inviati, così come ci ha comandato Allah l’Altissimo, dicendo:
إِنَّ اللَّهَ وَمَلَائِكَتَهُ يُصَلُّونَ عَلَى النَّبِيِّ يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا صَلُّوا عَلَيْهِ وَسَلِّمُوا تَسْلِيمًا
“In verità, Allah e i Suoi angeli pregano per il Profeta. O voi che credete, pregate per lui e salutatelo del saluto di pace” (al-Ahzab, 56).

Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma.
Khutba a cura di Gabriele Tecchiato
Venerdì 14 agosto 2026

07/08/2026

“TRA LE CARATTERISTICHE DEI CREDENTI”
بسم الله الرحمن الرحيم
الحمد لله رب العلمين والصلاة والسلام على رسل الله أجمعين
Cari Fratelli e Sorelle nell’Islam, dice Allah l’Altissimo:
مَنْ عَمِلَ سَيِّئَةً فَلَا يُجْزَى إِلَّا مِثْلَهَا وَمَنْ عَمِلَ صَالِحًا مِنْ ذَكَرٍ أَوْ أُنْثَى وَهُوَ مُؤْمِنٌ فَأُولَئِكَ يَدْخُلُونَ الْجَنَّةَ يُرْزَقُونَ فِيهَا بِغَيْرِ حِسَابٍ
“Chiunque commetta del male non sarà ricompensato se non egualmente; ma chiunque agisca rettamente, uomo o donna che sia, e sia credente, questi entreranno in Paradiso, dove saranno sostentati senza computo” (Ghafir, 40). Sappiate che questa vita terrena è solo un godimento effimero e che l’Aldilà è la dimora della permanenza. I più indifesi sono coloro che seguono i propri desideri, mentre i più saggi sono coloro che ripongono le proprie speranze in Allah, tengono conto di se stessi e si adoperano per l'Aldilà.
Dice Allah Sublime ed Eccelso:
قَدْ أَفْلَحَ الْمُؤْمِنُونَ * الَّذِينَ هُمْ فِي صَلَاتِهِمْ خَاشِعُونَ * وَالَّذِينَ هُمْ عَنِ اللَّغْوِ مُعْرِضُونَ * وَالَّذِينَ هُمْ لِلزَّكَاةِ فَاعِلُونَ * وَالَّذِينَ هُمْ لِفُرُوجِهِمْ حَافِظُونَ * إِلَّا عَلَى أَزْوَاجِهِمْ أَوْ مَا مَلَكَتْ أَيْمَانُهُمْ فَإِنَّهُمْ غَيْرُ مَلُومِينَ * فَمَنِ ابْتَغَى وَرَاءَ ذَلِكَ فَأُولَئِكَ هُمُ الْعَادُونَ * وَالَّذِينَ هُمْ لِأَمَانَاتِهِمْ وَعَهْدِهِمْ رَاعُونَ * وَالَّذِينَ هُمْ عَلَى صَلَوَاتِهِمْ يُحَافِظُونَ * أُولَئِكَ هُمُ الْوَارِثُونَ * الَّذِينَ يَرِثُونَ الْفِرْدَوْسَ هُمْ فِيهَا خَالِدُونَ
“Avranno successo i credenti, coloro che sono umili nelle loro preghiere, coloro che si tengono fuori dalle chiacchiere inutili, coloro che versano la zakat con devozione e coloro che custodiscono la loro castità, eccetto che con le loro mogli o quel che le loro destre posseggono, e in ciò per vero non trasgrediscono. Ma chiunque cerchi oltre, questi sono i trasgressori. E coloro che sono fedeli ai loro impegni e alle loro alleanze, e coloro che sono sempre attenti alle loro preghiere, questi saranno gli eredi, coloro che erediteranno il Paradiso, dove dimoreranno in eterno” (Al-Mu’minun 1-11). Queste sono le qualità dei credenti, sempre legate al successo, specialmente al successo dell’Aldilà, che li libererà dalle difficoltà e dalle sofferenze patite in questo mondo.
In effetti, i credenti hanno avuto successo: i credenti che sono saldi nella preghiera, umili e attenti ad essa, i credenti che hanno elevato la preghiera al suo valore e ne hanno riconosciuto la grandezza e l’importanza. I credenti, quando sono oppressi da preoccupazioni e angosce, trovano angosciante il lungo intervallo tra una preghiera e l'altra. Ma non appena odono la chiamata alla preghiera, la brezza della fede fluisce, inumidendo le loro labbra e riempiendo i loro cuori. Le loro preoccupazioni svaniscono, i loro fardelli si dissolvono ed essi si avvicinano al Signore, avendo compiuto le loro abluzioni in modo perfetto. La luce della fede li avvolge, una luce donata dal Misericordioso per illuminare il loro cammino. Dopo la lunga attesa, si presentano davanti al Misericordioso, menzionandoLo e glorificandoLo, inchinandosi e prosternandosi. Le loro preghiere sussurrate si mescolano alle lacrime, rendendo le parole quasi indistinte. Riversano i loro dolori e le loro ansie ad Allah, supplicandoLo di alleviare la loro sofferenza. Sono i credenti di cui Allah l’Altissimo ha parlato nel Suo Libro glorioso:
الَّذِينَ هُمْ عَنِ اللَّغْوِ مُعْرِضُونَ
“Coloro che si tengono fuori dalle chiacchiere inutili” (Al-Mu’minun, 3). Come potrebbero non allontanarsi dalle chiacchiere false e malvagie quando ascoltano l’hadith del Profeta, pace e benedizioni su di lui, narrato da al-Bukhari, secondo il quale il Profeta, pace e benedizioni su di lui, vide un uomo la cui guancia veniva lacerata, e gli fu detto che era un bugiardo che aveva detto una menzogna che si era propagata da lui fino a raggiungere l’orizzonte.
Al-Sa’di, Allah ne sia soddisfatto, disse: “Se una persona controlla la propria lingua e la frena, eccetto che per il bene, allora ha il controllo dei propri affari, come disse il Profeta, pace e benedizioni su di lui, a Mu’adh Ibn Jabal quando gli diede un consiglio:
قال: ألا أخبرك بملاك ذلك كله؟ قلت: بلى يا رسول الله، وقال: كف عليك هذا ، فالمؤمنون من صفاتهم الحميدة، كف ألسنتهم عن اللغو والمحرمات.
Disse: ‘Non ti informerò dell’essenza di tutto questo?’ Io risposi: ‘Sì, o Inviato di Allah’. E disse: ‘Trattieniti da ciò’”. Così, tra le lodevoli qualità dei credenti c’è il trattenere la propria lingua dalle chiacchiere inutili e dalle cose proibite. Ecco allora che i credenti sono casti di lingua e raffinati nel carattere; non trasgrediscono contro l’onore dei musulmani. La loro pratica costante è la glorificazione di Allah, il ricordo e la supplica.
E tra le loro qualità, o servi di Allah, c’è quella di essere ‘custodi delle loro parti intime’. Al-Sa’di disse: “Ciò significa proteggerle dall’adulterio. Parte del proteggerle consiste nell’evitare ciò che vi conduce, come guardare, toccare e simili”. Perciò custodiscono la loro intimità da chiunque, e questo include stare lontani da luoghi di lussuria, di promiscuità e da altre cose che suscitano i semi del male, dell’infatuazione e della lussuria nel cuore.
Fratelli e Sorelle nell’Islam, tra le buone qualità dei credenti abbiamo che si tengono assolutamente lontani dalla corruzione, dallo scandalo, dall’immoralità, dall’oscenità, dalla menzogna, dalla violenza, dall’ipocrisia. Gli autentici credenti sono i pii, i puri, i giusti. Allah dice di Loro nel Suo nobile Libro:
إِنَّ الَّذِينَ هُمْ مِنْ خَشْيَةِ رَبِّهِمْ مُشْفِقُونَ * وَالَّذِينَ هُمْ بِآيَاتِ رَبِّهِمْ يُؤْمِنُونَ * وَالَّذِينَ هُمْ بِرَبِّهِمْ لَا يُشْرِكُونَ * وَالَّذِينَ يُؤْتُونَ مَا آتَوْا وَقُلُوبُهُمْ وَجِلَةٌ أَنَّهُمْ إِلَى رَبِّهِمْ رَاجِعُونَ * أُولَئِكَ يُسَارِعُونَ فِي الْخَيْرَاتِ وَهُمْ لَهَا سَابِقُونَ
“In verità, coloro che sono timorosi del loro Signore, coloro che credono nei segni del loro Signore, coloro che non associano nulla al loro Signore e coloro che donano ciò che donano con timore nel cuore, sapendo che torneranno al loro Signore, sono costoro che si affrettano a compiere il bene e sono i primi nel compierlo” (Al-Mu’minun: 57-61).
La loro preoccupazione è ciò che li avvicina ad Allah, e la loro volontà è orientata verso ciò che li salva dalla Sua punizione. Ogni cosa buona di cui sentono parlare, o ogni opportunità che si presenta, la colgono al volo e si affrettano a raggiungerla. Guardano ai prescelti e agli amici di Allah, che si affrettano a fare il bene e competono per avvicinarsi al loro Signore, e così competono con loro. Poiché chi si affretta a fare il bene può riuscirci grazie alla diligenza e all’impegno, oppure fallire per mancanza di volontà, Allah Onnipotente ci informa che costoro sono tra i primi, dicendo: “E sono i primi nel compierlo”, intendendo nelle buone azioni. Hanno raggiunto l’apice, gareggiando con la prima generazione. Inoltre, hanno già ricevuto da Allah la benedizione di essere i primi. Sono coloro che frequentano le moschee. Sono la gente del Corano, che recita giorno e notte. Sono coloro che chiedono perdono all’alba, facendo il bilancio delle loro azioni e delle loro parole. Esaminano la propria coscienza, si rivolgono al loro Signore, ricostruiscono la loro fede e Lo supplicano di perpetuare le benedizioni della fede e la dolcezza del Corano, e di proteggerli dalle prove e dalle tribolazioni.
I credenti sono coloro che quando prendono coscienza di aver peccato si pentono e si convertono e tornano ad Allah, riconoscendo i loro peccati e la loro debolezza di fronte al peccato e all’ingiustizia. Allora le nubi di Allah vengono in loro aiuto, perdonando il loro peccato, purificando i loro cuori, accettando il loro pentimento e facendoli entrare nelle schiere di coloro che odiano quel peccato e lo detestano con il cuore e con le membra. Il nostro amato Profeta, pace e benedizioni su di lui, ha tramandato quanto segue per autorità del suo Signore, Sublime ed Eccelso:
عَنِ النبيِّ صَلَّى اللَّهُ عليه وَسَلَّمَ، فِيما يَحْكِي عن رَبِّهِ عَزَّ وَجَلَّ، قالَ: أَذْنَبَ عَبْدٌ ذَنْبًا، فَقالَ: اللَّهُمَّ اغْفِرْ لي ذَنْبِي، فَقالَ تَبَارَكَ وَتَعَالَى: أَذْنَبَ عَبْدِي ذَنْبًا، فَعَلِمَ أنَّ له رَبًّا يَغْفِرُ الذَّنْبَ، وَيَأْخُذُ بالذَّنْبِ، ثُمَّ عَادَ فأذْنَبَ، فَقالَ: أَيْ رَبِّ اغْفِرْ لي ذَنْبِي، فَقالَ تَبَارَكَ وَتَعَالَى: عَبْدِي أَذْنَبَ ذَنْبًا، فَعَلِمَ أنَّ له رَبًّا يَغْفِرُ الذَّنْبَ، وَيَأْخُذُ بالذَّنْبِ، ثُمَّ عَادَ فأذْنَبَ فَقالَ: أَيْ رَبِّ اغْفِرْ لي ذَنْبِي، فَقالَ تَبَارَكَ وَتَعَالَى: أَذْنَبَ عَبْدِي ذَنْبًا، فَعَلِمَ أنَّ له رَبًّا يَغْفِرُ الذَّنْبَ، وَيَأْخُذُ بالذَّنْبِ، اعْمَلْ ما شِئْتَ فقَدْ غَفَرْتُ لَكَ.
“Un servo [di Allah] commise un peccato, e disse: ‘O Allah, perdonami il mio peccato’. Allora, benedetto Egli sia, Egli è l’Altissimo, disse: ‘Il mio servo commise un peccato, e seppe di avere un Signore che perdona i peccati e punisce per i peccati’. Poi tornò e peccò, e disse: ‘O Signore, perdonami il mio peccato’. Allora, benedetto Egli sia, Egli è l’Altissimo, disse: ‘Il mio servo commise un peccato, e seppe di avere un Signore che perdona i peccati’. Si aggrappò al peccato, poi peccò di nuovo e disse: ‘O Signore, perdonami il mio peccato’. Allora, benedetto Egli sia, Egli è l’Altissimo, disse: ‘Il mio servo commise un peccato, e seppe di avere un Signore che perdona i peccati. Fa’ ciò che vuoi, perché ti ho perdonato’.
Fratelli e Sorelle nell’Islam, tra i mezzi per raggiungere il successo menzionati nel Libro di Allah c’è la supplica:
إِنَّهُ كَانَ فَرِيقٌ مِنْ عِبَادِي يَقُولُونَ رَبَّنَا آمَنَّا فَاغْفِرْ لَنَا وَارْحَمْنَا وَأَنْتَ خَيْرُ الرَّاحِمِينَ
“In verità, un gruppo dei Miei servi diceva: ‘O Signore nostro, abbiamo creduto, perdonaci e abbi misericordia di noi, e Tu sei il Migliore dei misericordiosi” (al-Mu’minun, 109). Una supplica con cuore umile, lingua supplicante e occhi pieni di lacrime, chiedendo ad Allah di guidarci sulla via del successo e di mantenerci saldi nell'Islam fino al Suo incontro.
Hudhayfa, Allah ne sia soddisfatto, disse: “Verrà un tempo in cui nessuno si salverà eccetto coloro che supplicano come chi sta annegando” e una delle suppliche del Profeta, pace e benedizioni su di lui, era:
يا مُقلِّبَ القُلوبِ! ثبِّت قَلبِي على دينِك
“O Tu Che volgi i cuori! Mantieni il mio cuore saldo nella Tua religione”.
O Allah, aiutaci a rimanere sempre saldi sulla retta via, ad essere i primi nel compiere le opere buone e ad essere annoverati tra gli autentici credenti.
Ha detto l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui:
مَنْ صَلَّى عَلَيَّ وَاحِدَةً صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ بِهَا عَشْرًا
“Chiunque preghi per me una volta, Allah pregherà per lui dieci volte”
Preghiamo per il nostro amato Profeta, pace e benedizioni su di lui, sul Sire degli Inviati, così come ci ha comandato Allah l’Altissimo, dicendo:
إِنَّ اللَّهَ وَمَلَائِكَتَهُ يُصَلُّونَ عَلَى النَّبِيِّ يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا صَلُّوا عَلَيْهِ وَسَلِّمُوا تَسْلِيمًا
“In verità, Allah e i Suoi angeli pregano per il Profeta. O voi che credete, pregate per lui e salutatelo del saluto di pace” (al-Ahzab, 56).

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