Commissione Ecumenismo per il Lazio

Commissione Ecumenismo per il Lazio UFFICIO PER L’ECUMENISMO, IL DIALOGO INTERRELIGIOSO ED I
NUOVI CULTI

Condivido con voi questo evento:
09/06/2026

Condivido con voi questo evento:

L’anniversario dei 30 anni dalla piantumazione dell’Olivo della Pace, lo scorso venerdì ha offerto l’occasione per un incontro interreligioso nel Santuario del primo presepe

"Porte Aperte" Ritiro spirituale  dal 29 maggio- 2 giugnoMonastero del SS. Salvatore – CoriIn mezzo all’onda di violenza...
29/05/2026

"Porte Aperte"
Ritiro spirituale dal 29 maggio- 2 giugno
Monastero del SS. Salvatore – Cori

In mezzo all’onda di violenza che sembra travolgere il nostro mondo, sentiamo che nessuno può dirsi davvero estraneo. Le guerre, le divisioni, l’odio, le paure e l’indifferenza entrano nelle nostre case, nei nostri pensieri, nel nostro modo di guardare gli altri e il futuro.
Ci troviamo spesso disorientati, feriti da ciò che vediamo accadere, impotenti davanti a decisioni che non dipendono da noi e che tuttavia segnano profondamente la vita di tutti. Eppure, proprio in questo tempo, sentiamo che non possiamo restare fermi.
Desideriamo prenderci qualche giorno per fermarci insieme, ascoltare, pregare, riflettere e custodire una domanda essenziale: come possiamo diventare costruttori di pace, anche nel piccolo della nostra vita quotidiana?
Vorremmo creare uno spazio semplice e vero, una piccola barca capace di attraversare la tempesta senza
lasciarsi travolgere. Un luogo in cui condividere le nostre preoccupazioni, le nostre ferite, i nostri desideri e
le nostre speranze.
Non per illuderci che la pace sia facile, ma per scegliere di credere che sia ancora possibile. Una pace vera, duratura, che non sia soltanto una tregua tra due guerre, ma un modo nuovo di guardare l’altro, di vivere, di scegliere. Vorremmo fare nostre le grida di ogni innocente, lasciarci interrogare da ciò che accade nel mondo e cercare insieme segni concreti di speranza. In questi giorni ci accompagneranno testimonianze, incontri, momenti di silenzio, pellegrinaggio, preghiera e confronto. Ascolteremo e
condivideremo voci di pace: storie, esperienze e cammini che, anche dentro la fatica, continuano a generare speranza. Voci semplici e vere, capaci di diventare semi di pace—piccoli, ma fecondi—che
possono mettere radici anche nella nostra vita e nel nostro quotidiano.
Se anche voi portate nel cuore questi desideri, vi aspettiamo per condividerli insieme.

Programma
Venerdì 29 maggio
• 17.00 – Arrivi e Accoglienza
• 19.00 – Preghiera della sera
• 20.00 – Cena
• 21.00 – Introduzione e condivisione di prospettive e aspettative

Sabato 30 maggio – Voci di pace
• 8.00 – Preghiera mattutina
• 8.45 – Colazione
• 9.30 – 11.00 – Non violenza: unica via per la pace (incontro con p. Jihad Youssef – videoconferenza)
• 11.00 – 11.30 – Pausa caffè
• 11.30 – 12.45 – Condivisioni libere
• 13.15 – Pranzo
• 15.30 – Laboratorio di pace (attività con Massimiliano Foà e Rosanna Maryam Sirignano)
• 17.00 – Pausa
• 17.30 – 18.45 – Laboratorio di pace
• 19.00 – Meditazione serale
• 20.00 – Cena
• 21.00 – Sera di “letture di pace” conclusa con un Dhikr guidato

Domenica 31 maggio – Testimoni e Pellegrini di pace
• 8.30 – Colazione e Messa
• 11.00 – Pausa caffè
• 11.30 – 12.45 – Testimonianze di pace (Nassima Bougherara – Salloum Tatros)
• 13.15 – Pranzo
• 16.00 – 17.30 – Testimonianze di pace (Maher Ghamika – Sr. Carol Cooke Eid – videoconferenza)
• 18.30 – Pellegrini di pace (Pellegrinaggio dalla ca****la dei Sette Dormienti al Santuario della Madonna
del Soccorso)
• 20.00 – Cena
• Serata condivisa

Lunedì 1 giugno – Pace e Scrittura (prospettive biblica e Coranica)
• 8.00 – Preghiera mattutina
• 8.45 – Colazione
• 9.30 – 11.00 – La Pace nella Bibbia (Incontro con Mariana Assaf)
• 11.00 – 11.30 – Pausa caffè
• 11.30 – 12.45 – Condivisioni e impressioni (attività in gruppi)
• 13.15 – Pranzo
• 16.00 – 17.30 – La Pace nel Corano (Incontro con Adnane Mokrani)
• 18.30 – meditazione e preghiera / Messa
• 20.00 – Cena
• Serata condivisa

Martedì 2 giugno – Raccogliere, custodire e portare con sé ciò che è nato in questi giorni
• 8.00 – Preghiera mattutina
• 8.45 – Colazione
• 9.30 – 11.00 – Rilettura e condivisione finale
• 11.00 – 11.30 – Pausa caffè
• 11.30 – 12.45 – Rilettura e condivisione finale
• 13.15 – Pranzo e partenza

comunicato della diocesi di RomaDomenica 29 Marzo 2026
30/03/2026

comunicato della diocesi di Roma
Domenica 29 Marzo 2026

Dalla diocesi di Roma vicinanza e solidarietà al cardinale Pizzaballa Il cardinale Pizzaballa (foto Gennari) La diocesi di Roma esprime la propria fraterna vicinanza e solidarietà al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e a padre Francesco Ielpo, Custode di Terra San...

10/03/2026

Pubblichiamo il messaggio di cordoglio per la morte di padre Pierre Al-Rahi, inviato dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, al cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei maroniti.

“Ho appreso con grande tristezza della morte di padre Pierre Al-Rahi, parroco a Qlayaa, nel Sud del Libano, e ca****lano regionale della Caritas locale, rimasto ucciso a seguito di un attacco nell’area. Esprimo il profondo cordoglio e la vicinanza della Chiesa in Italia a lei e alla comunità cristiana, ferita da questo ulteriore dolore causato dalla violenza cinica e insensata di un conflitto che sparge sangue e distruzione. Ancora una volta il dramma della guerra ha colpito la vostra popolazione e ancora una volta ci troviamo a piangere vittime innocenti, di ogni fede. Preghiamo per il caro padre Pierre che non ha voluto abbandonare la sua terra, restando accanto alla sua gente e testimoniando fino all’ultimo l’amore per chi gli era stato affidato, per tutti i cristiani che sono rimasti nel Paese. Il suo esempio, il suo martirio, è seme di amore e riconciliazione in un tempo di odio e divisione, segno di fraternità lì dove prevale la logica del più forte. Per questo, rinnoviamo il nostro impegno a rafforzare i vincoli di solidarietà e prossimità che già uniscono le nostre Chiese.
Mentre affidiamo alle braccia misericordiose del Padre il nostro fratello, non ci stanchiamo di chiedere al Principe della Pace che si fermino le violenze in Medio Oriente e in tutti gli angoli della Terra deturpati dalla devastazione e dalla morte. La guerra non è la risposta e non è mai la soluzione, è una sconfitta per tutti: per questo, uniamo la nostra voce a quella di papa Leone XIV che ha chiesto che “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”.
La sofferenza delle persone che stanno vivendo sulla propria pelle il dramma del conflitto è un grido che non può e non deve lasciarci indifferenti. Venerdì 13 marzo, in occasione della Giornata di preghiera e digiuno promossa dalla Cei, ricorderemo padre Pierre e tutte le comunità cristiane perché, nello scenario buio dell’odio e della violenza, continuino a essere luce di unione, amore e fraternità. Insieme pregheremo perché si avvii “presto un cammino di pace stabile e duratura” e perché “le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio”.
cardinale Matteo Zuppi

17/02/2026
17/02/2026

Ogni anno i valdesi italiani celebrano il 17 febbraio, data in cui nel 1848 il re Carlo Alberto concesse loro i diritti civili. La decisione fu accolta con grande entusiasmo e salutata dalla popolazione valdese del Piemonte con una festa attorno a dei grandi falò. La tradizione dei Falò della libertà continua ancora oggi ed ogni anno se ne accendono moltissimi non solo nei luoghi storici della presenza valdese, ma anche in altre località della pen*sola dove esistono chiese protestanti.

Come spiega una nota della Fcei (Federazione della Chiese evangeliche in Italia), le “Patenti di grazia” firmate da Re Carlo Alberto il 17 febbraio 1848 (e pubblicate il successivo 25 febbraio) concessero ai valdesi del Piemonte i diritti civili e politici, ma non la piena libertà religiosa. Nel provvedimento si legge infatti: “i valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici dei nostri sudditi, a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici. Nulla è però innovato quanto all’esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette”. Nonostante i limiti di questa dicitura, le “Lettere Patenti” posero comunque fine a una condizione d’inferiorità civile durata per secoli: sino al febbraio 1848 ai valdesi era proibita la frequenza delle scuole pubbliche ed era vietato l’esercizio delle professioni (se non quella di notaio e di medico, a esclusivo vantaggio dei propri correligionari); fuori dal “ghetto alpino” delle loro valli, essi non potevano nemmeno possedere beni immobili. Inoltre, le amministrazioni comunali dovevano essere composte in maggioranza da cattolici, anche nei comuni quasi totalmente valdesi. Per quanto concerne l’esercizio del culto, questo continuò ad essere consentito solamente in un certo numero di templi autorizzati, situati nelle località più elevate, con assoluto divieto di attività religiose fuori da quei luoghi. A favore della parità di diritti civili per i valdesi si erano battuti diversi liberali piemontesi: lo dimostra una petizione il cui primo firmatario era Roberto d’Azeglio; seguivano, tra gli altri seicento, Camillo Cavour e 75 ecclesiastici cattolici. Il 29 marzo dello stesso anno analogo provvedimento di emancipazione fu adottato nei confronti degli ebrei, mentre negli anni successivi maturarono le condizioni per una vera libertà – non senza dure battaglie che, ad esempio, riguardarono la costruzione di edifici di culto a Torino e a Genova.

Diversi furono invece gli sviluppi legislativi per le due confessioni: il regime giuridico delle comunità israelitiche fu stabilito da una legge specifica (la cosiddetta “legge Rattazzi” del 1857). I valdesi rifiutarono invece l’emanazione di un’apposita legge con una celebre dichiarazione del 1848, in cui la Tavola valdese (massimo organo esecutivo) affermava tra l’altro che “la Chiesa valdese, essendo tale in virtù della sua regola di fede e della sua costituzione, deve amministrarsi in modo assolutamente indipendente secondo i suoi principi, nei limiti del diritto comune; ogni impedimento e riduzione posti dallo Stato alla sua attività ed allo sviluppo della sua vita interna ne falserebbero il carattere di chiesa e costituirebbero un tentativo di distruggerla”.

Non fu approvata alcuna legge speciale sui valdesi e il sistema del “diritto comune” rimase in vigore sino al 1929, offrendo così a tutte le altre confessioni evangeliche che si affacciarono nell’Italia unita un quadro di libertà religiosa. La ricorrenza del 17 febbraio – oggi festeggiata da tutti i protestanti del nostro paese – ha quindi un duplice significato: è la festa dei diritti civili concessi ad una minoranza, ed è insieme il ricordo di un provvedimento che, in se stesso limitato, aprì la via alla libertà religiosa in tutta Italia: una festa che per i suoi significati generali è divenuta una ricorrenza di più ampia portata.

17/02/2026
09/02/2026

Primo Simposio delle Chiese Cristiane in ItaliaGruppo Primo Simposio delle Chiese Cristiane in Italia"Via italiana del Dialogo". Bari, 23-24 gennaio 2026.

Indirizzo

Piazza Di San Giovanni In Laterano 6/A
Rome
00185

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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