12/09/2026
Dal piano di lavoro 2026 - 2027
ALLEANZE PER UNA NUOVA UMANITÀ
Il tema dell’Alleanza non è certamente un tema nuovo per Rinascita Cristiana, che lo ha più volte ripreso nel corso degli anni, privilegiandone soprattutto l’aspetto biblico: si veda, da ultimo, il piano di lavoro 2016/2017, Alleanza, oltre le paure, con l’inchiesta Un impegno comune per vivere nella città. A distanza di 10 anni, si è deciso di riprendere il tema, reso ancor più attuale dagli scenari del nostro quotidiano così come da quelli geo-politici a livello internazionale, approfondendone non soltanto gli aspetti biblici nella meditazione (ancora una volta affidata all’analisi esperta e profonda di padre J.L. Ska), ma mettendolo al centro dell’inchiesta nei suoi risvolti antropologici e sociopolitici. All’attenzione della nostra riflessione e del nostro discernimento si pone l’urgenza della domanda “Che cosa significa essere umani oggi”, negli scenari della contemporaneità che ci sollecita a rispondere a sfide tecnologiche sempre più avanzate, che pongono in discussione l’essenza stessa della nostra concezione di umanità e ci spingono a chiederci prioritariamente all’interno di quale idea di uomo e di società tali frutti del progresso tecnologico vengano utilizzati. Il primo ed essenziale testo di riferimento in tal senso è costituito dall’ Enciclica del Santo Padre Leone XIV, Magnifica Humanitas, che siamo invitati a leggere e meditare nella sua interezza, dedicandole alcune riunioni dei nostri gruppi. Nel piano di lavoro trovate uno schema utile a p. 46. Come è stato sottolineato, il concetto di “ecologia della comunicazione” introduce una delle intuizioni più profonde del documento, ovvero la constatazione che l’essere umano non viene trasformato soltanto dalle idee che incontra, ma dagli ambienti cognitivi che abita quotidianamente; gli ambienti contemporanei, infatti, sono costruiti per accelerare continuamente reazione, esposizione, consumo emotivo, comprimendo il tempo della riflessione e amplificando quel lo dell’impulso. Reagiamo continuamente ma comprendiamo sempre meno, producendo opinioni con velocità crescente e capacità decrescente di ascolto. Ne emerge una società che, eliminando il limite, il dubbio e l’attesa, rischia di smarrire lentamente tutto ciò che, appunto, rende umano l’essere umano. Sul fronte del pensiero contemporaneo, il grande filosofo e sociologo francese Edgar Morin, scomparso nello scorso maggio all’età di 104 anni, ci ha lasciato come paradigma di lettura della realtà che ci circonda il concetto di “complessità”, per cui conoscere non significa semplificare il mondo, ma imparare a comprenderne le connessioni e le contraddizioni: ogni fenomeno umano è contemporaneamente biologico, sociale, culturale, storico e psicologico, mentre una macchina, sia pure estremamente avanzata come l’IA, può riconoscere modelli, generare testi, simulare conversazioni, ma non vive una storia, non sperimenta relazioni, non assume responsabilità morali; può formulare la risposta, ma non ”abita” la domanda; può produrre parole, ma non porta il peso delle conseguenze che quelle parole possono generare. Per questo con il nostro piano di lavoro di quest’anno vogliamo esplorare il concetto di alleanza come il campo delle nuove relazioni, sia nel nostro quotidiano, nei confronti di coloro che sentiamo apparentemente più vicini, ma con cui non mancano occasioni di fraintendimenti e di conflitti, sia nei confronti di coloro che sentiamo più lontani da noi, ma con cui abbiamo la necessità di relazionarci senza pregiudizi. Sentiamo l’urgenza di stringere alleanze per un mondo diverso, pur nella consapevolezza dei nostri limiti e delle nostre debolezze, ma, al tempo stesso, con il valore del nostro percorso di vita e di riflessione: come ha sottolineato il Card. Zuppi in un recente incontro su “Giustizia, verità e pace in un mondo diviso”, i concetti di verità e giustizia, strettamente connessi al concetto di relazioni e alleanze autentiche, costituiscono un “impegno non solo cristiano, ma, appunto, di quell’umanesimo che non possiamo disperdere”, così come l’importanza dell’educazione, altro campo in cui è particolarmente urgente riscoprire il concetto di alleanze, è centrale per “creare una cultura che offra opportunità reali di pace”.
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Rinascita Cristiana