Confraternita del Santissimo Rosario, Parrocchia San Luca, Roma

  • Casa
  • Italia
  • Rome
  • Confraternita del Santissimo Rosario, Parrocchia San Luca, Roma

Confraternita del Santissimo Rosario, Parrocchia San Luca, Roma La Confraternita del Santissimo Rosario è, insieme al SS. Rosario, un immenso dono di Maria SS. al mondo.

Consiste in una iscrizione in un Registro detto della Confraternita, e nella recita di un Rosario a settimana per partecipare ai suoi meriti

Mese MarianoPRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. ( Capitolo ...
04/06/2026

Mese Mariano
PRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. ( Capitolo VIII) 4°parte.

Genesi e Storia del Rosario di Gesù e di Maria.

"10. San Domenico Loricato
(l’appellativo lorica indica la corazza che
egli strinse sulla sua nuda pelle, e nella
quale visse legato), proprio lui, dico, è stato
riportato da San Pier Damiani, ogni giorno
recitava questo Salterio nove o dieci volte,
in quella corazza di ferro.
San Bernardo, Sposo straordinario di
Maria, diffuse con incredibile zelo e dipinse
su una tavola un Salterio, e riprodusse i
Salmi di Davide nel loro numero e
contenuto, e anch’io ho visto e attesto.
Il Salterio (di Gesù e di Maria) fu per
l’uomo di Dio un valido strumento per
raggiungere quella così illustre santità di
vita, che il mondo ha riconosciuto, il diavolo
ha invidiato, e oggi la Chiesa venera.

11. Dopo di lui, San Domenico, il primo
glorioso Condottiero e Padre del Sacro
Ordine dei Predicatori, fin dalla tenera età,
fu così devoto di questa forma di preghiera
verso Cristo e la Madre di Dio, che
assiduamente pregava il Salterio (di Gesù e
di Maria), lo portava tra le mani e, durante
gli anni della maturità, lo diffondeva tra i
tanti esercizi di predicazione del suo Ordine.
Si tramanda che, durante la recita del
Salterio (di Gesù e di Maria), egli facesse
uso di una catena di ferro per infliggersi la
disciplina, e questo, di regola, almeno tre
volte al giorno, e capitava spesso che, in un
solo giorno, recitasse nel suddetto modo,
anche otto o dieci Rosari.

12. Proprio lui è l’Apostolo del Rosario,
al quale la Vergine Madre di Dio, essendosi
rivelata a lui più di una volta, diede
l’esplicito mandato di predicare il Rosario,
come realmente lo predicò, e lo divulgò in
tutta la Spagna, l’Italia, la Gallia, l’Anglia, e
l’Alemannia.
Predicò e consegnò nelle pubbliche
adunanze i Rosari a ricchi, a poveri e a
gente di ogni categoria, affinchè, mediante
il suo uso, si praticasse la Religione
Cristiana, s’infiammasse la pietà, si
propagasse la Chiesa.
E un pari frutto giungeva.
Nè con minor zelo del suo, l’Ordine del
Glorioso Padre dei Predicatori, non solo
recitava abitualmente il Rosario nel
convento, ma anche si adoperava nel
predicarlo, al di fuori, al popolo, secondo
l’esempio e l’insegnamento del grande
Patriarca, e quanto a lungo rimase
nell’Ordine questa preghiera di
intercessione, tanto largamente
quest’Ordine fiorì in scienza, virtù e
miracoli.
Da lì, germogliarono fiori incantevoli,
come Sant’Alberto Magno, San Vincenzo, e
come potrei enumerarli tutti?

13. San Francesco, umilissimo
Patriarca dei Frati Minori, quel Cherubino
che portò i segni delle stigmate di Cristo,
pregò il Rosario, e, mediante il medesimo,
conseguì doni mai ascoltati in precedenza,
non solo per lui stesso, ma anche per il suo
Santo Ordine.
E lasciò all’Ordine questo pegno, che
egli usava con singolare devozione.
Posso attestare di aver visto la reliquia
del Rosario che San Francesco portava tra
le mani.

14. So anche da fonte sicura, che
Santa Lutgarda 48 , Santa Cristina di
Colonia 49 , Santa Cristina Vaga 50 e,
sorprendentemente, moltissimi altri Santi e
Sante, assiduamente recitavano e
pregavano le tre Corone del Rosario.
Da parte mia credo, che ogni Ordine e
l’autorità della Santa Chiesa hanno sempre
tenuto il Rosario in grandissima
venerazione.
Così il medesimo Maestro Giovanni del
Monte, scrisse, subito dopo, nel suo Mariale.

15. Mi ricordo che vicino a noi, a Gand,
c’è un Monastero di Vergini Consacrate,
dove, da quasi duecento anni, recitano ogni
giorno il Rosario, al posto delle Ore
Canoniche: così dunque ci è stato
tramandato e trasmesso da tempo
immemorabile.

16. E per di più, anche antichi codici,
degni di fede, attestano, circa questo fatto,
che io ho rammentato cose vere, così come,
nel Convento del nostro Ordine a Gand e in
molti altri posti della terra, si può
apprendere.
In qualsiasi paese cristiano, si
possono guardare con ammirazione le
antiche Corone del Rosario di innumerevoli
uomini e donne, ordinate e distribuite,
secondo il detto modo e numero.

17. Ma in verità, oh che pena, da circa
settanta o ottant’anni, un tale, a me ben
noto, ha disgregato la struttura originale del
Santo Rosario, avendolo ridotto ad una sola
cinquantina.
E questo per il fatto che gli uomini, già
da prima, anche se portavano con sè l’intero
Rosario, tuttavia non lo pregavano, come
era giusto e conveniente.
Di conseguenza, per recuperare l’uso
del Rosario, che si era abbandonato, e per
riportare poco a poco all’antica pratica, si
pensò di ricominciare in maniera più
semplice, fino a quando l’esercizio avesse
fatto acquistare l’abitudine a pregare, e da
questa cinquantina, molto dolcemente, gli
uomini fossero condotti, come per mano,
all'antica consuetudine del Rosario.

Da tutte queste cose è del tutto chiaro
che, il Rosario della Vergine Maria, che
viene insegnato e predicato, non può essere
sospettato e incolpato di essere una
semplice novità del momento.
La sua pratica, infatti, è antichissima,
e infinitamente lodata e onorata dalla
Chiesa, per quanto spesso si sia illanguidita
per l’indolenza degli uomini, e venne
trascurata per l’iniquità dei tempi."

(Beato Alano della Rupe o.p.
IL SANTISSIMO ROSARIO:
IL SALTERIO DI GESU’ E DI MARIA
Volume II:
Opere complete del
Beato Alano della Rupe o.p.:
Libro I:
APOLOGIA DEL SS. ROSARIO)

31/05/2026
31/05/2026

Oggi alle 17.00 diretta della Confraternita del SS.Rosario, con la recita dei XV Misteri del SS.Rosario.

Mese MarianoPRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. ( Capitolo ...
27/05/2026

Mese Mariano
PRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. ( Capitolo VIII) 3°parte.

Genesi e Storia del Rosario di Gesù e di Maria.

"6. Dopo di loro, Dio suscitò il
Venerabile Beda, che riportò il Salterio di
Maria ad un rinnovato fervore, predicando,
in lungo e in largo, per tutta l’Anglia, la
Britannia e la Francia.
E, a partire da lui, quelle popolazioni,
anzitutto quella Anglicana, per un lungo
periodo, accolse con amore e
considerazione questo Salterio (di Maria),
(tanto) che era possibile vedere ovunque,
appese e affisse nelle Chiese, molte Corone
contapreghiere, a disposizione di tutti
coloro i quali, entrati in Chiesa, volessero
elevare, con l’aiuto di esse, le loro
preghiere, per offrirle a Dio.

Quella devozione si conservò
abbastanza a lungo, ma anch’essa, infine,
col trascorrere degli anni, si rarefece,
perchè i Patriloquia, come essi chiamavano
le Corone (contapreghiere), dopo essersi
consumati per l’uso, scomparvero dalle
Chiese, e infine, anche dalla memoria del
popolo.

7. In seguito, San Benedetto, insigne
Patriarca di un vastissimo Ordine Sacro, con
la stessa dedizione e pietà, fissò per se
stesso, in un Salterio di Ave, il santo
esercizio quotidiano e perpetuo di Dio,
e così tanto lo adempì, che, per questo,
meritò di diventare Fondatore e Promotore
di una santa Istituzione Monastica.
Per l’esempio di un così grande Padre,
prontamente, l’intero Sacro Ordine dei Frati
presenti nel mondo, si cinse (della Corona
contapreghiere) del Salterio; e, oltre alle
altre consuete sante pratiche dell’Ordine,
ciascuno, a livello privato, ebbe caro il
Salterio (di Maria), tra le proprie gioie
interiori più profonde, e, mediante esso,
ognuno fu legato da tenero amore e da
santa amicizia con la Vergine Madre di Dio,
Sposa del loro Sposo.
Così il Maestro Giovanni da Prato ci ha
tramandato.

8. A quella scuola si preparò e si
perfezionò Sant’Ottone, che fu un difensore
della Chiesa, e, chiamato da Dio alla carica
dell’Episcopato, per estendere l’annuncio
della fede, in tutta la Slavia, insieme alla
fede cristiana, annunciò il Salterio (di
Maria).

E così la nuova piantagione imparava
con quelle particolari preghiere, ad amare
Cristo e la Madre di Cristo, e quel piccolo
dovere da adempiere, dava loro, in cambio,
la conoscenza di Gesù e di Maria.

Egli predicava loro di pregare, e allora,
mediante il Salterio (di Maria), li conduceva
alla preghiera: raccomandava, a quanti
battezzava, di cingersi (della Corona
contapreghiere) del Salterio (di Maria), e
che lo portassero ovunque, per essere
incessanti nella preghiera.
E, una volta iniziata questa santa
tradizione, rimase poi in uso in tutto
l’Ordine, tanto che, durante lo stesso
periodo di tempo, sia i Monaci che le
Monache di qualunque condizione ed età,
portavano un Rosario appeso al collo, a
forma di collana.

9. Contemporaneamente, Santa Maria
Egniacense, testimonia molto in un suo
esempio, una santa usanza riguardante il
Salterio di Maria, assai frequente nei Cenobi
di altre Vergini consacrate a Dio.
Si tramanda che ella, ogni giorno,
pregasse Dio in questa maniera: recitava
l’intero Salterio di Davide, tuttavia
aggiungeva a ciascun Salmo un’Ave Maria: il
numero di esse, che uguagliava il numero
dei Salmi, corrispondeva perfettamente al
numero 150 del Rosario Mariano."

(Beato Alano della Rupe o.p.
IL SANTISSIMO ROSARIO:
IL SALTERIO DI GESU’ E DI MARIA
Volume II:
Opere complete del
Beato Alano della Rupe o.p.:
Libro I:
APOLOGIA DEL SS. ROSARIO)

Mese MarianoPRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. ( Capitolo ...
24/05/2026

Mese Mariano
PRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. ( Capitolo VIII) 2°parte.

Genesi e Storia del Rosario di Gesù e di Maria.

"5. In seguito, i Santi Padri, i Monaci
che abitavano negli Eremi deserti, ripresero
la celebrata pratica del Salterio di Maria,
che era caduto in disuso.
E, se prima, a riempire gli Eremi
deserti dell’Oriente, era stata la necessità
di sfuggire alle crudeli persecuzioni, ora li
riempiva la loro volontà di pregare.
L’Apostolo Paolo ne preannunciò la
vita: “Andavano vestiti di pelli di pecora o di
capra, privi di tutto, angustiati, maltrattati:
il mondo, per loro, non era meritevole di
stima: vagavano per luoghi solitari, monti,
spelonche e caverne della terra.
E tutti costoro furono testimoni provati
nella fede, etc.” (Ebr.11, 36-38).
La loro vita sulla terra fu un continuo
combattimento contro il Mondo, la Carne, il
Demonio: “pur vivendo nella carne, non si
comportavano secondo la carne” (2 Cor.
10,3), ma vinsero la carne e se stessi, non
tenendo in nessun conto il mondo “contro le
insidie del diavolo e contro gli spiriti
angelici del male: le armi del loro
combattimento, non erano quelle della
carne, ma con la forza di Dio” (Ef. 6,12-13),
si disponevano al combattimento.
E poichè, assai spesso, erano
duramente e aspramente vessati, tutti, con
unanime prontezza, elevavano preghiere
continue a Dio e alla Madre di Dio,
implorando aiuto ed un rimedio contro le
tentazioni.
E vennero finalmente esauditi.

Mentre pregavano insieme, ebbero una
visione celestiale, che rivelò loro che, se
volevano essere liberati dalle tentazioni e
sottratti da quelle schiavitù, dovevano
accogliere sollecitamente e recitare
continuamente il Salterio di Gesù e di Maria,
che già, da lungo tempo, si era illanguidito
nel popolo cristiano.
Si fece proprio come era stato detto, e
subito ci fu un alleviamento delle tentazioni,
a cui seguì il loro termine; nello stesso
tempo, il loro Eremo Monastico si accrebbe
prodigiosamente in numero e in santità, e fu
celebrato in tutto il mondo, da un’estremità
all’altra, per i miracoli e i prodigi.

In seguito, però, come accade per
l’alternarsi di tutte le cose, anche l’antico
fervore dell’Istituto eremitico subì un
rilassamento: essendo venuta lentamente
meno l’applicazione alla preghiera, alla
santità della vita e agli esercizi, e tra essi,
anche la pratica del Rosario, andò in uguale
rovina tutta l’ascesi monastica degli Eremi,
a motivo della devastazione islamica.
Riporta questi avvenimenti Giovanni il
Greco, che ha raccontato molte vite dei
Santi Padri."

(Beato Alano della Rupe o.p.
IL SANTISSIMO ROSARIO:
IL SALTERIO DI GESU’ E DI MARIA
Volume II:
Opere complete del
Beato Alano della Rupe o.p.:
Libro I:
APOLOGIA DEL SS. ROSARIO)

Mese MarianoPRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. (Capitolo V...
19/05/2026

Mese Mariano
PRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. (Capitolo VIII)

Genesi e Storia del Rosario di Gesù e di Maria.

"O Vescovo sapientissimo tra i Servi di
Cristo, la Venerabilissima Trinità, per mezzo
del Rosario della Vergine Madre di Dio, dona
luce all’intelligenza, a chi sta nell'errore.
Ovunque, ci si domanda chi sia
l’Autore del Rosario, e in quale tempo abbia
avuto inizio e si sia diffuso.
Chissà, se costoro sono sospinti in
tale ricerca dalla devozione, o non piuttosto
dalla curiosità.
Spero di sbagliarmi, ma temo che
abbiano più voglia di novità, che di verità.
Perchè, infatti, chiedersi chi abbia
fatto un muro, un libro, etc., quando
l’esperienza dimostra che tali cose sono
assai buone?
E, cosa importa che il loro inizio sia
stato faticoso, se poi il loro traguardo è
stato splendido?

I Prelati e i Principi malvagi, non
possono forse emanare e concedere Leggi e
Istituzioni eque?
Tuttavia, se a qualcuno interessasse:
1. Fu la SS. Trinità a dare origine
all’Ave Maria, l’Arcangelo Gabriele la riferì
alla Santissima Vergine, Sant’Elisabetta la
arricchì, la Chiesa la completò.
Fu invece Cristo ad insegnare ai
Discepoli il Pater Noster, e lo trasmise,
mediante loro, a tutta la Chiesa (Mt. 6.9).

2. Si dice, inoltre, che l’Apostolo San
Bartolomeo recitasse, in ginocchio, cento
Pater Noster, ogni giorno, e cento Pater
Noster, ogni notte.
Questo numero era composto da
quattro cinquantine, e tre di esse, pregate
nello stesso modo, formavano il Salterio di
Gesù Cristo, che era composto da 150 Pater
Noster.
Si veniva così a preparare, quello che
sarebbe stato chiamato il Salterio di Maria,
con altrettante (150) Ave Maria.
Invece, l’Apostolo Bartolomeo
aggiunse alla preghiera una quarta
Cinquantina, per un motivo noto solo a lui e
a Dio.

3. In seguito, la comunità dei fedeli,
ossia la Chiesa (che seguiva il modo di
pregare della Sinagoga, nella recita dei 150
Salmi del Salterio di Davide), sostituì al
Salterio di Davide, la recita di un ugual
numero di Pater Noster, che i fedeli di Cristo
offrivano a Dio.

4. Ma, poichè non tutti vi si
applicavano e lo praticavano, a motivo della
lunghezza dei 150 Pater Noster (col passare
del tempo, infatti, si era affievolito il fervore
nella fede), così il Salterio di Cristo fu
ridotto di una gran parte.

Si legge che questo sia stato rivelato
dalla Beata Vergine Maria."

(Beato Alano della Rupe o.p.
IL SANTISSIMO ROSARIO:
IL SALTERIO DI GESU’ E DI MARIA
Volume II:
Opere complete del
Beato Alano della Rupe o.p.:
Libro I:
APOLOGIA DEL SS. ROSARIO)

Indirizzo

Via Luchino Dal Verme, 50
Rome
00176

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Confraternita del Santissimo Rosario, Parrocchia San Luca, Roma pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi