04/06/2026
Mese Mariano
PRESENTAZIONE (DELL’APOLOGIA), DEL BEATO MAESTRO ALANO DELLA RUPE A FERRICO, VESCOVO DI TOURNAI. ( Capitolo VIII) 4°parte.
Genesi e Storia del Rosario di Gesù e di Maria.
"10. San Domenico Loricato
(l’appellativo lorica indica la corazza che
egli strinse sulla sua nuda pelle, e nella
quale visse legato), proprio lui, dico, è stato
riportato da San Pier Damiani, ogni giorno
recitava questo Salterio nove o dieci volte,
in quella corazza di ferro.
San Bernardo, Sposo straordinario di
Maria, diffuse con incredibile zelo e dipinse
su una tavola un Salterio, e riprodusse i
Salmi di Davide nel loro numero e
contenuto, e anch’io ho visto e attesto.
Il Salterio (di Gesù e di Maria) fu per
l’uomo di Dio un valido strumento per
raggiungere quella così illustre santità di
vita, che il mondo ha riconosciuto, il diavolo
ha invidiato, e oggi la Chiesa venera.
11. Dopo di lui, San Domenico, il primo
glorioso Condottiero e Padre del Sacro
Ordine dei Predicatori, fin dalla tenera età,
fu così devoto di questa forma di preghiera
verso Cristo e la Madre di Dio, che
assiduamente pregava il Salterio (di Gesù e
di Maria), lo portava tra le mani e, durante
gli anni della maturità, lo diffondeva tra i
tanti esercizi di predicazione del suo Ordine.
Si tramanda che, durante la recita del
Salterio (di Gesù e di Maria), egli facesse
uso di una catena di ferro per infliggersi la
disciplina, e questo, di regola, almeno tre
volte al giorno, e capitava spesso che, in un
solo giorno, recitasse nel suddetto modo,
anche otto o dieci Rosari.
12. Proprio lui è l’Apostolo del Rosario,
al quale la Vergine Madre di Dio, essendosi
rivelata a lui più di una volta, diede
l’esplicito mandato di predicare il Rosario,
come realmente lo predicò, e lo divulgò in
tutta la Spagna, l’Italia, la Gallia, l’Anglia, e
l’Alemannia.
Predicò e consegnò nelle pubbliche
adunanze i Rosari a ricchi, a poveri e a
gente di ogni categoria, affinchè, mediante
il suo uso, si praticasse la Religione
Cristiana, s’infiammasse la pietà, si
propagasse la Chiesa.
E un pari frutto giungeva.
Nè con minor zelo del suo, l’Ordine del
Glorioso Padre dei Predicatori, non solo
recitava abitualmente il Rosario nel
convento, ma anche si adoperava nel
predicarlo, al di fuori, al popolo, secondo
l’esempio e l’insegnamento del grande
Patriarca, e quanto a lungo rimase
nell’Ordine questa preghiera di
intercessione, tanto largamente
quest’Ordine fiorì in scienza, virtù e
miracoli.
Da lì, germogliarono fiori incantevoli,
come Sant’Alberto Magno, San Vincenzo, e
come potrei enumerarli tutti?
13. San Francesco, umilissimo
Patriarca dei Frati Minori, quel Cherubino
che portò i segni delle stigmate di Cristo,
pregò il Rosario, e, mediante il medesimo,
conseguì doni mai ascoltati in precedenza,
non solo per lui stesso, ma anche per il suo
Santo Ordine.
E lasciò all’Ordine questo pegno, che
egli usava con singolare devozione.
Posso attestare di aver visto la reliquia
del Rosario che San Francesco portava tra
le mani.
14. So anche da fonte sicura, che
Santa Lutgarda 48 , Santa Cristina di
Colonia 49 , Santa Cristina Vaga 50 e,
sorprendentemente, moltissimi altri Santi e
Sante, assiduamente recitavano e
pregavano le tre Corone del Rosario.
Da parte mia credo, che ogni Ordine e
l’autorità della Santa Chiesa hanno sempre
tenuto il Rosario in grandissima
venerazione.
Così il medesimo Maestro Giovanni del
Monte, scrisse, subito dopo, nel suo Mariale.
15. Mi ricordo che vicino a noi, a Gand,
c’è un Monastero di Vergini Consacrate,
dove, da quasi duecento anni, recitano ogni
giorno il Rosario, al posto delle Ore
Canoniche: così dunque ci è stato
tramandato e trasmesso da tempo
immemorabile.
16. E per di più, anche antichi codici,
degni di fede, attestano, circa questo fatto,
che io ho rammentato cose vere, così come,
nel Convento del nostro Ordine a Gand e in
molti altri posti della terra, si può
apprendere.
In qualsiasi paese cristiano, si
possono guardare con ammirazione le
antiche Corone del Rosario di innumerevoli
uomini e donne, ordinate e distribuite,
secondo il detto modo e numero.
17. Ma in verità, oh che pena, da circa
settanta o ottant’anni, un tale, a me ben
noto, ha disgregato la struttura originale del
Santo Rosario, avendolo ridotto ad una sola
cinquantina.
E questo per il fatto che gli uomini, già
da prima, anche se portavano con sè l’intero
Rosario, tuttavia non lo pregavano, come
era giusto e conveniente.
Di conseguenza, per recuperare l’uso
del Rosario, che si era abbandonato, e per
riportare poco a poco all’antica pratica, si
pensò di ricominciare in maniera più
semplice, fino a quando l’esercizio avesse
fatto acquistare l’abitudine a pregare, e da
questa cinquantina, molto dolcemente, gli
uomini fossero condotti, come per mano,
all'antica consuetudine del Rosario.
Da tutte queste cose è del tutto chiaro
che, il Rosario della Vergine Maria, che
viene insegnato e predicato, non può essere
sospettato e incolpato di essere una
semplice novità del momento.
La sua pratica, infatti, è antichissima,
e infinitamente lodata e onorata dalla
Chiesa, per quanto spesso si sia illanguidita
per l’indolenza degli uomini, e venne
trascurata per l’iniquità dei tempi."
(Beato Alano della Rupe o.p.
IL SANTISSIMO ROSARIO:
IL SALTERIO DI GESU’ E DI MARIA
Volume II:
Opere complete del
Beato Alano della Rupe o.p.:
Libro I:
APOLOGIA DEL SS. ROSARIO)