Church Orthodox in Italy

Church Orthodox in Italy La Chiesa Ortodossa in Italia fondata da S.E.R. mons.

Antonio De Rosso (1941-2009), è confluita nel 2013 nella Nordic Catholic Church (NCC), mutando il nome in Chiesa Vecchio-Cattolica in Italia e rilanciando la propria pastorale per i vetero-cattolici tradizionali che si rifanno alla fede della Polish National Catholic Church (PNCC) e delle altre chiese dell’Unione di Scranton (Union of Scranton), in quanto Chiesa Cattolica Ortodossa di tradizione occidentale.

CATECHESI ORTODOSSA​San Teodoro il Grapto: Il Martirio della Scrittura e la Fedeltà alle Icone​Data Festa: 27 Dicembre​1...
09/01/2026

CATECHESI ORTODOSSA

​San Teodoro il Grapto: Il Martirio della Scrittura e la Fedeltà alle Icone
​Data Festa: 27 Dicembre

​1. Un Confessore tra due Mondi

​San Teodoro, insieme a suo fratello San Teofane l'Inno grafo, rappresenta l'anima dotta e ascetica della Chiesa del IX secolo. Originario della Palestina e monaco nel prestigioso monastero di San Saba, Teodoro fu inviato a Costantinopoli durante il periodo della seconda iconoclastia.
​In lui vediamo l'unione perfetta tra la cultura teologica (era un profondo studioso) e la fermezza ascetica. Non lottava per un'idea astratta, ma per la realtà dell'Incarnazione di Dio che le icone manifestano.

​2. Il Supplizio dell'Inscrizione: Perché "Grapto"?

​Il soprannome "Grapto" deriva da uno degli episodi più crudeli e, allo stesso tempo, gloriosi della storia del martirio. L'imperatore Teofilo, furioso per la resistenza dei due fratelli nel difendere il culto delle icone, ordinò un supplizio unico:
​Sulle loro fronti furono tatuati (o marchiati a fuoco) dodici versi giambici di insulto, che li descrivevano come "vasi di superstizione".

​Invece di provare vergogna per questo marchio, Teodoro lo portò come una stimmate di Cristo. Il potere imperiale cercò di usare la scrittura come strumento di umiliazione, ma Dio la trasformò in un sigillo di nobiltà spirituale.

​3. La Parola Incisa sul Corpo

​La teologia di San Teodoro ci insegna che la nostra stessa vita deve essere una "icona". Come i versi furono incisi sulla sua pelle, così la Parola di Dio deve essere incisa nel cuore del fedele.

​Resistenza alla "Philarchia" Imperiale: Teodoro si oppose alla pretesa dell'Imperatore di decidere la fede della Chiesa. Egli ci ricorda che il potere politico non ha giurisdizione sulla Verità rivelata.
​Il corpo come pergamena: Il suo martirio dimostra che il corpo del cristiano non è un involucro senza valore, ma un tempio dello Spirito Santo capace di testimoniare la fede fino all'ultimo respiro.

​4. Icone e Incarnazione

​Per San Teodoro, negare l'icona significava negare che Dio si fosse fatto veramente uomo. Se Dio può essere visto, può essere dipinto. Difendendo l'icona, Teodoro difendeva la possibilità per l'uomo di entrare in contatto reale con il Divino. La sua sofferenza è il prezzo pagato affinché noi oggi, entrando in una chiesa ortodossa, possiamo contemplare il volto di Cristo e dei Santi.

​Riflessione per i Fedeli

​Il messaggio di San Teodoro il Grapto è di estrema attualità:

​Siamo pronti a "portare i marchi di Cristo" in un mondo che spesso deride la fede?
​Sappiamo distinguere tra l'obbedienza alle leggi civili e la fedeltà assoluta a Dio, specialmente quando queste entrano in conflitto?

​Kontakion (Tono 3):

Poiché fosti segnato in volto da scritte dolorose, fosti chiamato l’Inscritto, o Teodoro beato. Fosti un difensore della pietà e un fulgido lume per il mondo intero. Prega dunque il Cristo Dio di concederci la grande misericordia.

CATECHESI ORTODOSSA​San Stefano: Il Protomartire, l’Arcidiacono e l’Icona del Perdono​Festa: 27 Dicembre 2025​1. Il Prim...
09/01/2026

CATECHESI ORTODOSSA

​San Stefano: Il Protomartire, l’Arcidiacono e l’Icona del Perdono

​Festa: 27 Dicembre 2025

​1. Il Primo Testimone (Protomartire)

​La Chiesa Ortodossa celebra San Stefano immediatamente dopo la Nascita di Cristo. Non è un caso: la mangiatoia di Betlemme e il sangue del martirio sono strettamente legati. Cristo è nato nella carne per morire e risorgere; Stefano è il primo che, imitando perfettamente il Maestro, nasce al Cielo attraverso il sacrificio.

​Egli è il "Protomartire", colui che apre la strada alla schiera dei testimoni. Il suo nome, Stephanos, significa "corona": egli è la prima corona di gloria che la Chiesa offre al suo Signore.

​2. L’Arcidiacono: Autorità come Servizio

​Stefano fu il primo dei sette diaconi scelti dagli Apostoli (Atti 6). In lui vediamo la perfetta sintesi tra spirito e azione:

​Pieno di Grazia e Potenza: Nonostante il suo compito primario fosse "servire alle mense" (la ca**tà pratica), Stefano era un teologo profondo, capace di confondere i dotti con la sapienza dello Spirito.

​La Diaconia: Egli ci insegna che nella Chiesa non esiste gerarchia di potere, ma di servizio. L'autorità di Stefano non derivava dal dominio sugli altri, ma dalla sua totale sottomissione a Dio e ai poveri.

​3. La Visione dei Cieli Aperti

​Il momento culminante del martirio di Stefano è la sua visione teofanica:

​"Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio" (Atti 7,56).

​Stefano non vede Cristo "seduto" (posizione del Giudice), ma "in piedi", come un avvocato che si alza per accogliere il suo atleta vittorioso, o come il sommo sacerdote che presenta il sacrificio. Questa visione è il cuore dell'Ortodossia: il martire non guarda alla morte, ma alla Gloria della Trasfigurazione.

​4. L’Antidoto alla Brama di Potere: Il Perdono

​Mentre veniva lapidato, Stefano non invocò la giustizia punitiva, ma gridò: "Signore, non imputare loro questo peccato".

In questo gesto risiede la sconfitta definitiva di ogni Philarchia (brama di potere):

​Il potere del mondo vuole schiacciare il nemico.

​Il potere di Dio, in Stefano, vuole salvare il nemico.
Morendo, Stefano vince i suoi carnefici con l'umiltà, diventando lo strumento della futura conversione di Saulo (San Paolo), che assisteva all'esecuzione.

​Conclusione e Preghiera

​San Stefano ci insegna che la vera grandezza non sta nell'essere serviti, ma nel servire; non nell'avere ragione con la forza, ma nel testimoniare la Verità con l'amore, fino al sacrificio della vita.
​Tropario (Tono 4):

Ti sei distinto nel buon combattimento, o Protomartire di Cristo e Apostolo, e hai denunciato l'ingiustizia dei persecutori. Lapidato per mano di uomini empi, hai ricevuto dal trono della gloria la corona suprema. Prega il Cristo Dio per noi, affinché salvi le anime nostre!

La "Philarchia" come cecità ontologica​San Massimo il Confessore spiega che la brama di potere nasce dalla Philautia (l'...
09/01/2026

La "Philarchia" come cecità ontologica

​San Massimo il Confessore spiega che la brama di potere nasce dalla Philautia (l'amore egoistico per se stessi). Quando un uomo è dominato dalla ricerca del potere:

​Perde la nozione di "Prossimo": L'altro non è più un'icona di Dio, ma un gradino su cui salire o un ostacolo da abbattere.

​Idolatria della Volontà: Il "filarchico" vuole che la realtà si pieghi ai suoi desideri. In questo senso, la brama di potere è una forma di ribellione contro la Provvidenza divina.

​6. Il contrasto tra Potere Temporale e Potere Spirituale

​San Giovanni Crisostomo, nel suo trattato Sul Sacerdozio, fa una distinzione netta che è rimasta fondamentale per l'Ortodossia:

​Il Potere del Re: Si basa sulla costrizione, sulla legge esteriore e sul timore. Si esercita sui corpi.
​L'Autorità del Sacerdote/Padre Spirituale: Si basa sulla libertà, sulla persuasione e sull'amore. Si esercita sulle anime.

​Crisostomo avverte che quando un uomo di Chiesa usa i metodi del "re" (la forza, l'intrigo, il comando autoritario), egli smette di essere un pastore e diventa un lupo.

​7. La Liturgia come scuola di anti-potere

​Nella teologia ortodossa, la Divina Liturgia è il luogo dove il potere viene ribaltato.
​L'Eucaristia è Comunione, non Gerarchia: Nonostante esistano gradi d'ordine, tutti bevono dallo stesso calice. Questo ricorda che davanti a Dio ogni pretesa di superiorità svanisce.

​Il "Servo di Dio": Nelle preghiere ortodosse, anche l'Imperatore (storicamente) o i patriarchi vengono chiamati semplicemente "Servi di Dio". Questo titolo annulla ogni vanto umano.

​8. San Silvano del Monte Athos e la vittoria sul potere

​In tempi più recenti (XX secolo), San Silvano l'Athonita ha sintetizzato il pensiero patristico insegnando che chi ama il potere non può conoscere Dio.

​L'Umiltà di Cristo: Dio è infinitamente umile. Chi cerca di elevarsi sugli altri si allontana dalla "frequenza" divina.

​La preghiera per i nemici: Questo è l'antidoto supremo. Chi brama il potere vuole schiacciare i nemici; chi segue Cristo prega per loro, rinunciando a ogni pretesa di dominio.
​Sintesi degli "Antidoti" Patristici
​Per i Padri, non basta "non comandare", bisogna guarire il cuore attraverso:

​Metanoia (Conversione): Cambiare il modo di pensare, passando dal "mio" al "nostro".
​Xeniteia (Distacco): Sentirsi "stranieri" nel mondo, per non attaccarsi alle cariche terrene.
​Diakonia (Servizio pratico): Sottomettersi volontariamente alle necessità dei fratelli più piccoli.

1. L'Origine: La Caduta come Desiderio di Potere​Secondo i Padri (come San Massimo il Confessore), il peccato di Adamo n...
09/01/2026

1. L'Origine: La Caduta come Desiderio di Potere
​Secondo i Padri (come San Massimo il Confessore), il peccato di Adamo non fu solo disobbedienza, ma il tentativo di diventare Dio senza Dio. Questa è la radice di ogni brama di potere: l'uomo smette di cercare la comunione e cerca il controllo.

​Autarchia vs Teonomia: L'uomo cerca di essere il centro del proprio universo (autarchia), percependo gli altri non come fratelli, ma come strumenti o ostacoli.

​La Paura della Morte: Sant'Agostino e i Padri orientali concordano sul fatto che l'accumulo di potere sia una reazione scomposta alla fragilità umana; cerchiamo di dominare il mondo per convincerci di essere immortali.

​2. La Philarchia come Malattia dell'Anima
​Nella letteratura ascetica (si pensi alla Scala del Paradiso di San Giovanni Climaco), la brama di potere è strettamente legata alla superbia (hyperephania) e alla vanagloria (kenodoxia).

Caratteristiche della brama di potere:

Cecità Spirituale: Il "filarchico" (amante del comando) non vede più il volto dell'altro. L'altro diventa un oggetto da catalogare e sottomettere.
Isolamento: San Isacco il Siro insegna che chi cerca il potere finisce in una solitudine infernale, poiché il vero amore richiede vulnerabilità, mentre il potere richiede distanza e forza.

3. Il Modello Cristologico: Il Potere come Servizio
La risposta ortodossa alla brama di potere si trova nella Kenosi (svuotamento) di Cristo. San Giovanni Crisostomo, nelle sue omelie, sottolinea costantemente che nella Chiesa l'autorità non è archè (dominio), ma diakonia (servizio).

Concetto del Mondo

Dominio: Piramidale, dall'alto verso il basso.

Possesso: L'altro appartiene a me.

Forza: Imposizione della volontà.

Concetto Patristico (Cristiano)

Servizio: Circolare, il primo è l'ultimo.

Custodia: Io sono responsabile dell'altro.

Amore: Rispetto della libertà altrui.

4. La Struttura Ecclesiale e l'Antidoto

Per i Padri, l'antidoto alla brama di potere è la Sinodalità e l'Obbedienza.

Nelle comunità monastiche: L'obbedienza all'abate non è sottomissione a un tiranno, ma un esercizio per distruggere il proprio "io" egoistico che vuole sempre comandare.

Nella Gerarchia: San Basilio il Grande ammoniva i vescovi che il loro ruolo non era un onore mondano, ma un peso di responsabilità. Il vescovo è l'immagine di Cristo che lava i piedi ai discepoli.
"Chi vuole essere il primo tra voi, sia il servo di tutti." (Marco 10,44) - Questo versetto è la base di ogni critica patristica al potere temporale e spirituale esercitato con prepotenza.

Conclusione
In sintesi, per la teologia ortodossa, la brama di potere è una forma di idolatria di se stessi. La guarigione avviene solo attraverso l'umiltà (tapeinosis), che non è debolezza, ma la forza spirituale di lasciare spazio a Dio e al prossimo.

Certificato di registrazione fiscale in Russia Della Nostra Chiesa
09/01/2026

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09/01/2026

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Crea Documento Costituzione Apostolica
09/01/2026

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documento LINEE DI SUCCESSIONE Apostolica DEL RITO ORIENTALE
09/01/2026

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Cronologia Storica Chiesa Unità Roma Rutenian
09/01/2026

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Documento Altezza Apostolica Principe Vescovo Di Roma Rutenian
09/01/2026

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La Successione Apostolica di Sua Santita Patriarca Ecumenico Vladimir I  ha origini riconducubili all’Apostolo Andrea, f...
09/01/2026

La Successione Apostolica di Sua Santita Patriarca Ecumenico Vladimir I ha origini riconducubili all’Apostolo Andrea, fratello di San Pietro, primo apostolo di Nostro Signor Gesù Cristo.

La predicazione di Sant’Andrea Apostolo in terra ucraina fu la prima parola del Santo Vangelo, la parola di Cristo per gli antenati dei moderni ucraini. Il cristianesimo si espanse nelle terre ucraine e attraverso le colonie greche nella parte orientale dell’Ucraina, dove esistevano le prime diocesi cristiane nel Vicino e Medio Mare e in Crimea. L’opera dei santi Cirillo e Metodio fu un grande contributo allo sviluppo del culto ortodosso nelle terre slovene nel IX secolo.

Il cristianesimo si diffuse nella Rus’ di Kiev durante il regno di San Oskold (†882), Oleg (†912) e Igor (†945). La Principessa Olga (†969), battezzata a Costantinopoli, costruì templi e sostenne la diffusione della fede di Cristo nello stato. Principe Volodymyr Svyatoslavich di Kiev (963-1015) fondato nel 988. Russia-Ucraina come “la storia degli anni passati” testimonia. Da quel momento la Rus’ di Kiev-Ucraina fu considerata una potenza cristiana, dove la Chiesa ortodossa aveva importanza statale. Poiché l’Ortodossia è venuta da Bisanzio, il Patriarcato di Costantinopoli è la Chiesa Madre della Chiesa Ortodossa di Ucraina.

Il metropolita di Kyiv in Rus-Ucraina (X-XI secolo) è stato fondato all’inizio degli anni ’90. Secondo le comunicazioni della chiesa, San Michele di Kyiv († 992) è considerato il primo Metropolita. Nel decimo secolo l’organizzazione della vita della chiesa nella metropoli di Kiev si formò gradualmente. Durante il regno del Santo Principe Yaroslav il Saggio (978-1054) nel 1051 il Metropolita di Kiev e di tutta la Rus’ Ilarion, l’autore dell’opera “La legge e la grazia” fu nominato nella cattedrale di Sophia di Kiev.

Durante la vita dello stato di Kievan-Rusk, si svilupparono nuove aree di vita della chiesa. Furono creati il Nomocanon e i libri dei Signori della Chiesa, si sviluppò il diritto ecclesiastico e si svolse l’attività canonica dei metropoliti di Kiev. Seguendo l’esempio dell’impero bizantino, le interrelazioni tra la Chiesa e lo Stato erano basate sul principio della “sinfonia”. L’architettura e l’arte della chiesa si svilupparono straordinariamente, e furono costruite importanti chiese ortodosse: la Chiesa della Decima, Santa Sofia di Kiev, la Cattedrale dalla cupola dorata di San Michele e altre. L’oscurità della vita nella Rus’-Ucraina fu iniziata dai reverendi padri Sant’Antonio e San Teodosio, che dormivano nel monastero Kiev-Pechersk, e la canonizzazione dei santi Kiev-Rus del periodo pre-mongolo, in particolare i Santi martiri Principe Boris e Principe Glob e altri. L’introduzione del cristianesimo promosse il rapido sviluppo dell’apprendimento dei libri della chiesa, una biblioteca e una scuola furono stabilite nella cattedrale di Santa Sofia dal principe Yaroslav il Saggio, si svilupparono la scrittura, la litografia, la predicazione e così via.

Il metropolita di Kyiv dello Stato lituano-russo dei secoli XIII-XV

Il graduale crollo dello stato di Kiev fu accompagnato dall’adozione di un nuovo centro politico – il Principato di Volodymyr-Suzdal. Dopo che il Principe Andriy Bogolyubsky di Volodymyr (1110-1174) aveva chiesto la benedizione del Patriarca di Costantinopoli per stabilire una Metropolia separata di Volodymyr nel 1162, senza successo, attaccò Kiev nel 1169 e spogliò completamente la città, bruciando il monastero di Pechersk e la cattedrale di Santa Sofia. Il declino dello stato della Rus’ di Kiev fu causato da un nuovo attacco degli invasori mongolo-tatari su Kiev il 6 dicembre 1240. Tutto questo portò al trasferimento della presidenza dei metropoliti da Kiev ai territori orientali, anche se in violazione delle regole canoniche. Il processo di separazione e declino della metropolia di Kyiv iniziò nel XIII secolo, che fu accompagnato dalla ripetuta proclamazione di una metropolia separata di Galizia nelle terre ucraine occidentali. Per i Metropoliti di Kiev, Pietro Ratenskij (†1326) e Feognost (†1353) l’effettivo trasferimento della Metropolia di Kiev a Mosca contribuì all’elevazione di questo centro provinciale in senso ecclesiastico e statale.

La Chiesa Metropolitana di Kiev e di tutte le Russie fu divisa in due – Kiev e Mosca

Nel XIV secolo fu istituito il Granducato di Lituania, che comprendeva parti del vecchio stato di Kyiv-Rusk. La lotta per la cattedra metropolitana di Kiev e il titolo di Metropolita di Kiev e di tutta la Rus’ tra i vicini di Mosca e Kiev si svolse durante il regno del Gran Principe lituano Olgerd (1345-1377). Durante il regno del Gran Duca lituano Wytautas (1392-1430) il Metropolita di Kiev iniziò di nuovo il processo di riorganizzazione della Chiesa Ucraina per le terre slovene sotto l’influenza dei governanti e dei metropoliti di Mosca che allora conservava il titolo di Metropolita di Kiev. Un concilio ecclesiastico nella nuova cerchia di metropoliti di Kiev nel Granducato di Lituania – Novogrudok fu tenuto nel 1415. Grigory Tsamblak (†1419) fu fatto metropolita di Kiev.La spartizione finale del Metropolita di Kyiv in due metropoliti separati – il Metropolita di Kiev e quello di Mosca – fu fatta dal Metropolita Isidoro di Kiev e di tutta la Rus’ (†1463). Questo fu stimolato dall’Unità ferrarese-fiorentina e dalla caduta di Costantinopoli nel 1453 e la sua conversione nella capitale dell’Impero Ottomano con il nome di Istanbul. Un Metropolita separato fu nominato a Mosca e nel 1448 fu proclamata de facto l’Autocefalia del Metropolita di Mosca. Grigory I Bolgarinovich (1458-1473) divenne Metropolita di Kiev, Galitsky e di tutta la Rus’. Durante questo periodo fu l’inizio della formazione di tradizioni nazionali separate della Chiesa ortodossa – ucraina e russa.

La metropoli di Kiev e lo Stato polacco-lituano nei secoli XV-XVIII

La Chiesa Ortodossa Ucraina (il Metropolita di Kyiv) esisteva separatamente nello stato polacco-lituano dopo la separazione residua del Metropolita di Mosca da esso. I metropoliti di Kiev, a partire dalla seconda metà del XV secolo, erano eletti alla carica e poi confermati dai patriarchi di Costantinopoli. Tra i santi canonizzati di questo periodo il più famoso è il santo Metropolita di Kiev, Galizia e di tutta la Rus’, San Makary (+ 1497). Per tutto il XVI secolo le metropolie di Kiev convocarono dei consigli ecclesiastici che risolvevano i problemi della vita della chiesa. Tuttavia, non ce n’erano molti all’inizio del XVI secolo (il Concilio ecclesiastico provinciale del 1509), ma il numero di concili della seconda metà del XVI secolo aumentò notevolmente a causa della complicazione della situazione interna della chiesa. Un aumento significativo e l’ultimo concilio che divise il Metropolita di Kyiv in parti ortodosse e non ortodosse fu il concilio di Berestiisk nel 1596. Durante questo periodo l’attività della Fratellanza della Chiesa Ortodossa divenne attiva, e le più importanti e influenti furono le fratellanze di Lviv e Vilna. La seconda metà del XVI secolo. Il Santo Principe Vasyl Kostyantyn Ostrozky (1527-1608) fondò l’Accademia di Ostroz, che produsse la Bibbia di Ostroz (1581).

Lo sviluppo della teologia ucraina nel XVI secolo è caratterizzato dalla comparsa di opere sul campo di Ivan Vishensky, Vasil Surrazky, Gerasim Smotrytsky e altri.
Sotto il governo del Re polacco Sigismondo III Waza (1536-1632) la chiesa fu stabilita un’unione ecclesiastica con Roma nel giugno 1595. A Beresti nel 1596 si tennero simultaneamente i concili ortodossi e Romano-Uniatsky, le cui decisioni rimangono a cementare la divisione del Metropolita di Kyiv. A combattere per la protezione della fede ortodossa fu un cosacco ucraino guidato dal hetman ucraino Peter Konashevich-Sagaidachny, che sostenne l’istituzione del 1615 a Kiev della confraternita dell’Epifania. Nelle condizioni della ritirata degli ortodossi nel Commonwealth polacco-lituano, la gerarchia ortodossa fu rinnovata nel 1620.
Patriarca Teofane III di Gerusalemme e di tutta la Palestina (†1644), che consacrò il metropolita Job Boretsky di Kiev.

Il Metropolita di Kiev, Galitzky e tutta la Russia Pietro Mohyla (1632-1647) fu nominato alla cattedra metropolitana di Kiev in condizioni difficili di opposizione interna alla Chiesa nel Commonwealth polacco-lituano. Per porre fine alla guerra e per impegnare l’opposizione chiesa-politica furono adottati i “Punti di riconciliazione” del 1632 che dichiaravano il Metropolita ortodosso di Kyiv un potere statale. L’attività ecclesiastica di San Pietro Mohyla era incentrata sul rinnovamento della Chiesa ortodossa, la creazione del collegio Kiev-Mohyla per lo sviluppo dell’educazione e della teologia ortodossa.

Kiev Metropolitans del primo tempo. XVIII secolo, Servendo come metropoliti durante il periodo di Khmelnichnychchynia e sforzandosi di preservare lo status del Metropolita di Kyiv in integrità canonica con il Patriarcato di Costantinopoli sulla riva destra Ucraina – Silvestr Kosiv († 1657), Dionisy Balaban († 1663), Josyf Nelyubovych-Tukalsky († 1676). Il trattato di Pereyaslavl del 1654 fu la causa dell’aumento degli sforzi dell’ordine di Mosca e del Patriarcato di Mosca per imporre la giurisdizione sul Metropolita di Kyiv. Durante questo periodo l’arcivescovo di Chernigiv Lazar Baranovych e il vescovo Methodius Filimonovych agirono come “supervisori” della sede metropolitana di Kyiv sulla riva sinistra dell’Ucraina.

La Chiesa ortodossa ucraina (Chiesa metropolitana di Kiev) durante il periodo sinodale (1686-1721-1917)

La politica della chiesa moscovita in Ucraina dal 1686 dopo l’affiliazione non canonica del Metropolita di Kyiv al Patriarcato di Mosca era evidente in tutte le sfere della vita della chiesa. La Metropolia di Kyyiv era limitata territorialmente dal numero di Diocesi che le appartenevano fino al 1686 e poi si unì al Patriarcato di Mosca nel 1589. Un’estensione del XVI secolo vide l’abolizione dei diritti della chiesa e l’autonomia del metropolita di Kyiv.

Nel 1700-1721 l’istituzione del Patriarcato nella Chiesa Ortodossa Russa fu abolita dall’Imperatore russo Pietro I Romanov e il governo della chiesa fu trasferito al Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa (1721-1917). Rettore dell’Accademia di Kiev-Mohyla, poi Arcivescovo di Velikonovgorod e Velikolukiye Lutsy (1681-1736) è l’autore del documento “Regolamento spirituale” che introdusse una nuova forma di governo della Chiesa ortodossa nell’Impero russo.
Data la mancanza di un sistema adeguato di educazione spirituale e la mancanza di sviluppo della vita della Chiesa in Russia, Su sollecitazione degli imperatori russi ci fu un esodo di massa di gerarchi, clero e figure ecclesiastiche ucraine per servire nell’impero russo durante il XVI secolo. (Metropolita Stefan Yavorsky, San Dimitrio di Rostov, ecc.)

Sotto l’influenza della politica dell’Impero russo, i metropoliti di Kiev del XVI secolo, sebbene fossero ucraini di nascita, divennero gradualmente esecutori degli ordini del Sinodo della Chiesa ortodossa russa sull’attuazione della vita ecclesiastica ucraina secondo gli standard russi.

Chiesa ortodossa ucraina sulla riva destra Ucraina nei secoli XVI-XVI
All’inizio del XVI secolo ci fu una transizione delle giurisdizioni ortodosse di Galizia e Volyn verso l’unità che divenne la realizzazione di una certa politica del vescovo di Leopoli Josip Shumliaks (1643-1748), prima ortodosso e poi unico.

Le lotte degli ortodossi nel Commonwealth polacco-lituano portarono alla rivolta chiamata “Koljivschina” (1768) che fu soppressa dai governi del Commonwealth polacco-lituano e dell’Impero russo. La Chiesa ortodossa durante tre sottordini del Commonwealth polacco-lituano (1772-1795) fu progressivamente subordinata al Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa.

Il Consiglio della Chiesa ortodossa polacca del 1791

Il governo reale polacco cercò di assumere la protezione dei sudditi ortodossi del Commonwealth polacco-lituano e di migliorare l’organizzazione interna della Chiesa ortodossa ucraino-bilivara, nonché di riassegnare la sua giurisdizione dal Patriarcato di Costantinopoli, ma gli espansionisti russi bloccarono questi piani.

La riorganizzazione del Metropolita di Kiev in una diocesi di prima classe della Chiesa Ortodossa Russa ebbe luogo dopo che l’Impero russo aveva preso completamente possesso delle terre ucraine, ad eccezione della Galizia, all’inizio del XVIII secolo.

La Chiesa ortodossa nelle terre ucraine nella struttura dell’Impero russo nel diciannovesimo e all’inizio del ventesimo secolo

La politica ecclesiastica dell’ordine imperiale russo del diciannovesimo e dell’inizio del ventesimo secolo era diretta alla russificazione e alla denazionalizzazione della vita ecclesiastica ucraina attraverso le azioni mirate del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa e delle autorità secolari. A differenza del XVI secolo, tutti i metropoliti di Kiev del XIX – metà del XX secolo. erano di etnia russa, il che garantiva al governo russo la loro posizione pro-imperiale nelle questioni ecclesiastiche, impediva l’uso della lingua ucraina (la lettura ucraina della lingua slovacca) nei servizi divini, e rafforzava la politica di russificazione.

L’educazione spirituale nelle terre ucraine all’interno dell’Impero russo si stava gradualmente sviluppando come un sistema per la formazione del clero e aveva una struttura a più stadi. Con lo scopo di unificare il sistema generale russo di educazione spirituale, l’Accademia Kiev-Mohyla fu chiusa e sulla sua base furono aperti il primo Seminario Teologico di Kiev (1817-1920) e l’Accademia Teologica di Kiev (1819-1920), Divenne uno dei quattro centri di distretti spirituali ed educativi dell’Impero russo.

Come conseguenza della rivolta polacca (1830-1831) portò alla liquidazione dell’unione all’interno dei confini dell’Impero russo che portò a un’ulteriore repressione dei greco-cattolici ucraini e bilorussi. La Società Cirillo e Metodio fu la prima organizzazione ucraina ad essere accusata e condannata per motivi politici, in particolare per il Libro del Bottino del Popolo Ucraino di M. I. Kostomarov.

Non molto tempo fa è iniziata una lotta per la possibilità di produrre traduzioni ucraine delle Sacre Scritture a metà del XIX secolo – metà del XX secolo. (P. Morachevsky, P. Kulish, I. Nechuy-Levitsky, I. Pulyuy, e altri). In questo periodo, il pensiero politico e l’ateismo si stavano diffondendo nell’Impero russo, il che portò all’accoltellamento e alla rivoluzione del 1905, In risposta, le organizzazioni nazionaliste russe dei cento neri emersero in difesa dell’autocrazia e dell’ortodossia ufficiale.

Le conseguenze del periodo sinodale (1721-1917) per la Chiesa Ortodossa Ucraina furono negative. Durante la dispersione delle parrocchie ortodosse, il consolidamento delle chiese e dei monasteri, e l’organizzazione del sistema di educazione spirituale, il sistema sinodale portò alla burocratizzazione della vita della chiesa, La piena russificazione delle attività liturgiche, educative ed editoriali, e il declino delle tradizioni e dei costumi della chiesa ucraina.

I cambiamenti politici nell’impero russo, causati dalla prima guerra mondiale (1914-1918) e dalle rivoluzioni del 1917, portarono alla nascita e all’ulteriore sviluppo del movimento ecclesiastico ucraino per l’autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina (1917-1921). I congressi arcidiocesani si tennero per tutto il 1917-1918 in Ucraina, i più radicali in materia di ucrainizzazione della vita della chiesa furono i congressi diocesani di Kyiv e Poltava del 1917.

Preparare la convocazione del Consiglio della Chiesa ortodossa ucraina per proclamare l’autocefalia della Chiesa ucraina e per eleggere un metropolita, la Chiesa ortodossa ucraina come suo metropolita. I cappellani militari ucraini, insieme al clero e ai laici nazionali, fondarono nell’autunno del 1917 la Rada della Chiesa ortodossa tutta ucraina (UOCR).

Il Consiglio della Chiesa ortodossa tutta ucraina fu convocato nel giugno 1918, ma i delegati alla prima sessione del Consiglio si dispersero a causa dell’invasione di Kyiv da parte delle truppe nere russe.

Dopo l’assassinio del metropolita Volodymyr (Bogoyavlensky) di Kyiv e Galizia all’inizio del 1918, nel febbraio 1918 si tennero le elezioni per un nuovo Metropolita di Kyiv e Galizia Anthony (Khrapovitsky).

La seconda sessione del Consiglio si è conclusa con una spaccatura tra i rappresentanti dell’UOCR e la parte conservatrice filorussa dei delegati.

La terza sessione del Consiglio ha approvato il “Regolamento sulla massima amministrazione provvisoria della Chiesa ortodossa in Ucraina”, il cui testo è stato benedetto dal patriarca Tikhon (Bjelavin) di Mosca e di tutte le Russie. Il 15 ottobre 1918, alla terza sessione del Consiglio, il ministro della parola O. G. Lototskyy parlò della necessità di votare per l’autocefalia della Chiesa ucraina. G. Lototskyy.

La legge del Direttorio della Repubblica Popolare Ucraina sull’autocefalia della Chiesa ucraina fu approvata il 1° settembre 1919. Le azioni del governo della Repubblica Popolare Ucraina riguardo al riconoscimento canonico dell’autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina sono state portate avanti da O. G. Lototsky. O. G. Lototskyi, che nel 1919 a Costantinopoli cercò di ottenere l’approvazione del Patriarcato Ecumenico e I. I. Ogiyonok, che lanciò una campagna di raccolta firme per il riconoscimento dell’autocefalia della Chiesa ucraina nella prigionia degli ucraini colpiti dalla guerra in Polonia.

Nel 1919 furono fondate a Kiev le prime parafie ortodosse ucraine, che agivano sulla base delle carte nel quadro della legislazione cristiana. Nel marzo 1919 fu fondato il Secondo WCRC, diretto da M.N. Moroz. Il 5 maggio 1920, in una riunione plenaria della WCRP, fu proclamata l’autocefalia della Chiesa ucraina. La WCRP tentò di risolvere il problema di ottenere un episcopato canonico per l’UAOC dal 1919-1921, ma senza successo.

L’arcivescovo Parfeny (Levitsky) di Poltava ha collaborato con l’UOCR per qualche tempo, ma sotto la pressione del Consiglio/Conodo dei vescovi è stato costretto a ritirarsi da questa collaborazione. Il lavoro della seconda WCRP per convocare il Consiglio della Chiesa ortodossa tutta ucraina continuò nel 1920-1921. Il suo scopo era quello di organizzare una rete di parrocchie ortodosse ucrainizzate dove i servizi divini fossero tenuti in ucraino, così come di cercare opzioni per l’esecuzione della corotonia del vescovo. Nel giugno 1921, il metropolita Michele (Yermakov), l’esarca patriarcale russo, fu inviato in Ucraina.

Il Consiglio della Chiesa ortodossa tutta ucraina dell’UAOC del 14-30 giugno 1921.

L’apertura del Consiglio UAOC si tenne nella Cattedrale di Santa Sofia a Kiev il 14 novembre 1921. La Divina Liturgia del Metropolita Vasyl Lipkivsky (1921-1927) ha avuto luogo il 23 novembre nella Cattedrale Sophia. Il suo vice è stato nominato arcivescovo della regione di Kiev Nethor Sharafsky. Collegamento T. I “Canoni di Kyiv” approvati dal Primo Consiglio Allucraino dell’UAOC nel 1921 dichiararono l’autocefalia, la sinodalità e l’ucrainizzazione come i principi principali della Chiesa. L’atteggiamento verso l’UAOC dopo la sua istituzionalizzazione fu fortemente negativo sia da parte dell’episcopato patriarcale che dei rinnovatori e del metropolita Hilarion (Ogjenka).

Le relazioni Chiesa-autorità nell’UCRR durante il periodo tra le due guerre erano interamente basate sull’ideologia materialista e sulla legge radicale sulla separazione della Chiesa dallo Stato e delle scuole dalla Chiesa. Nelle condizioni della crescita della lotta anti-Chiesa nell’UCRR, l’attività dell’UAOC si è svolta negli anni 1920 e 1930. Le basi della politica antireligiosa nell’UCRR furono attuate in Russia, dove la rivoluzione bolscevica ebbe luogo nel 1917 e l’esperimento comunista di costruire una società senza religione ebbe inizio.

L’atteggiamento delle autorità di Radyansk nei confronti dell’UAOC era caratterizzato non solo da istruzioni antireligio

Indirizzo

Via Genio Civile N°101
Rome
04011

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 23:00
Martedì 09:00 - 23:00
Mercoledì 09:00 - 22:00
Giovedì 09:00 - 23:00
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Sito Web

https://orthodoxchurchinitaly.jimdofree.com/

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