Ordine Maronita della Beata Maria Vergine. L’Ordine Maronita della Beata Maria Vergine fu fondata il 10 novembre 1695, quando il Patriarca maronita Stefano El Doueihi rivestì col cappuccio monastico quattro giovani, venuti da Aleppo in Libano, spinti dal desiderio di consacrarsi a Dio nelle montagne popolate dai monaci e dagli eremiti, i cui nomi sono Abdallah Kara’ali, Gabriele Hawa e Youssef Bet
en e Germanos Farhat. Essi presero dimora nel convento di Sant’Eliseo a Becharri (nel nord del Libano), che fu il primo convento dell’Ordine nascente. Ai suoi inizi, l’Ordine fu conosciuto con il nome di “Ordine Aleppino”. Recentemente, nel 1969, l’Ordine ha preso il nome di “Ordine Maronita Mariamita”, in quanto attribuito alla Beata Maria Vergine, proclamata patrona di esso e modello di vita per i religiosi. Il 18 giugno 1700, il Patriarca Doueihi approvò la prima Regola che, dopo essere stata ampliata con le costituzioni, fu promulgata dal Pontefice Clemente XII e stampata a Roma nel 1735. Il 16 dicembre 1955, l’Ordine fu riconosciuto come istituto religioso clericale di voti perpetui e di diritto pontificio. Il fine dell’Ordine è la santificazione dei suoi membri adottando i consigli evangelici (obbedienza, castità e povertà) in una vita comunitaria, punto di partenza di ogni attività apostolica: pastorale, educativa e missionaria. L’Ordine si nutre della spiritualità di Sant’Antonio Abate, padre dei monaci in Oriente, e di San Marone, patrone della Chiesa Maronita radicata nella tradizione siro-antiocheno, presta a Maria, Vergine e Madre, una speciale devozione, assumendoLa come modello di vita e patrona. Nel 1707, Papa Clemente XI offrì il convento dei SS. Marcellino e Pietro al Laterano, a Gabriele Hawwa, uno dei fondatori dell’Ordine. Lo stesso Papa designò questa casa come centro di studio per i religiosi maroniti. Egli fece loro una visita inaspettata l’8 ottobre 1708. Vista la grande umidità del luogo, Benedetto XIV consentì nel 1753, alla vendita del convento di via Merulana. L’Abate Touma Lboudi comperò l’attuale convento di Sant’Antonio Abate, a Piazza San Pietro in Vincoli. Così questa casa religiosa rimase un centro di studio con speciale regolamento che fu adottato dal Sinodo Libanese, tenutosi al convento N.S. di Louaizé nel 1736, per essere un modello per tutte le scuole che si sarebbero aperte nella Chiesa Maronita. La biblioteca del convento conserva centinaia di antichi e preziosi manoscritti in diverse lingue: arabo, siriaco, latino, …
Accanto alla loro attività spirituale e culturale, i religiosi si consacrarono al servizio pastorale dei maroniti d’Italia. Oggi, il convento contiene i religiosi studenti dell’Ordine Maronita Mariamita, chi frequentano le università pontificali per i corsi istituzionali di filosofia e teologia e specializzazione.