13/08/2026
Nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2026 ha concluso la sua vita terrena padre Richard Čemus, legato al Centro Aletti da amicizia e affetto, anche perché parte della stessa eredità spirituale di padre Špidlík.
Richard Václav Čemus era nato il 2 settembre 1954 a Praga, mentre suo padre era in prigione per la sua attività nel movimento studentesco universitario cattolico. Dopo che suo padre è rilasciato dal carcere in seguito a un’amnistia nel 1960, la famiglia vive in esilio nella Repubblica Federale Tedesca.
Nel 1976 entra nel seminario arcivescovile di Friburgo in Brisgovia e completa gli studi filosofici e teologici presso le Università di Friburgo e di Salisburgo. Nel 1982 si trasferisce al Pontificio Collegio Nepomuceno di Roma, per proseguire gli studi per la licenza in teologia presso l’Università Lateranense. Al Nepomuceno viene in contatto con padre Špidlík, che qui svolgeva il ruolo di padre spirituale.
Nel 1983 entra nella Compagnia di Gesù e dal 1985 continua gli studi per la licenza e il dottorato presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma, in cui discute la tesi proprio con padre Špidlík nel 1991 sul tema: “La preghiera in Ignatij Brjančaninov”. Durante gli studi, è ordinato sacerdote da Giovanni Paolo II in San Pietro in Vaticano il 29 maggio 1988.
Nel 1990 è chiamato a collaborare alla Segreteria di Stato della Santa Sede che lo manda come addetto diplomatico a Mosca, dove lavora presso la Nunziatura fino al 1993 come incaricato d’affari.
Dopo il ritorno a Roma, dall’autunno del 1993 all’estate del 1995 assume la carica di vicerettore del Centro Aletti, che ha potuto usufruire anche dei suoi tanti contatti nell’ex Unione Sovietica. Contemporaneamente, succede nell’insegnamento a padre Špidlík al Pontificio Istituto Orientale.
Dall’autunno del 1995 fino 2001 ha ricoperto la carica di Rettore del Pontificio Collegio Russicum.
Come figlio spirituale di Špidlík, ha considerato sua missione di vita sviluppare l’opera del suo maestro, il cui pensiero ha ritenuto un unicum nella riflessione teologica della seconda metà del XX secolo, in quanto ha scavato nella tradizione patristica orientale e slava non solo come un erudito, ma come chi sa scorgere nei tesori custoditi e talvolta anche dimenticati delle Chiese le risposte per le domande fondamentali del mondo contemporaneo.
A questa missione padre Čemus si è dedicato fino a quando la malattia glielo ha permesso.
Con le sue apparizioni post-pasquali, dove mangia ancora con i suoi discepoli il pesce arrostito sulla brace, un cibo che padre Čemus non disdegnava, il Signore Gesù ci assicura che con la risurrezione troveremo ciò che abbiamo lasciato con amore, ma nella pienezza e nella bellezza.
Ciò ci permette di credere che tutto quanto abbiamo vissuto di bello, di buono e nell’amicizia con padre Richard lo troveremo, luminoso e purificato, nel regno dei cieli.
Diversi i suoi contributi nelle edizioni Lipa. In particolare, ha curato il volume Il monachesimo secondo la tradizione dell’Oriente cristiano insieme a padre Špidlík e Michelina Tenace.
https://www.edizionilipa.com/autore/richard-cemus/