Suore Carmelitane Teresiane

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Ecco il servo fedele e prudente,che il Signore ha messo a capo della sua famiglia.
19/03/2026

Ecco il servo fedele e prudente,
che il Signore ha messo a capo della sua famiglia.


Terzo Giorno: Protettore della Famiglia e del Lavoro Giuseppe ha protetto Maria e Gesù con il lavoro umile e la dedizion...
18/03/2026

Terzo Giorno:
Protettore della Famiglia e del Lavoro

Giuseppe ha protetto Maria e Gesù con il lavoro umile e la dedizione quotidiana. Per i carmelitani, egli è il modello di chi sa unire la contemplazione più alta con il servizio più concreto. Nulla è troppo piccolo se fatto per amore. Fabbro, falegname, carpentiere. San Giuseppe era tutto questo – come insegnano i Vangeli – oltre a essere lo sposo di Maria e il padre terreno di Gesù. Con la sua vita di onesto lavoratore, San Giuseppe nobilita il lavoro manuale con il quale mantiene la sua Santa Famiglia e partecipa al progetto della salvezza. Giuseppe, il “Giusto”: Così viene chiamato nelle Scritture: con l’appellativo “il Giusto”, che nel linguaggio biblico definisce chi ama e rispetta la Legge in quanto espressione della volontà di Dio. Giuseppe lo fa. Discendente della Casa di Davide, non è assolutamente in età avanzata quando si fidanza con Maria. E, come la sua sposa, anche lui dice il suo “sì” a un angelo, quello che lo visita in sogno per rassicurarlo sulla gravidanza di Maria, in quanto frutto dello Spirito Santo. È il nascondimento la sua caratteristica, il suo farsi da parte. Quando Gesù inizia la sua vita pubblica, alle nozze di Cana, il Nuovo Testamento non lo cita più: probabilmente è morto, ma non sappiamo né dove né quando, né tantomeno sappiamo dove sia sepolto. Il lavoro: partecipazione al disegno divino. Come quei padri che insegnano il proprio lavoro ai figli, così fa anche Giuseppe con Gesù. Egli stesso, più volte, viene chiamato nei Vangeli “il figlio del carpentiere” oppure “del legnaiuolo”. Più di tutti, quindi, San Giuseppe rappresenta la dignità del lavoro umano che è dovere e perfezionamento dell’uomo che così esercita il suo dominio sul Creato, prolunga l’opera del Creatore, offre il suo servizio alla comunità e contribuisce al piano della salvezza. Giuseppe ama il suo lavoro. Non si lamenta mai della fatica, ma da uomo di fede la eleva a esercizio di virtù; sa essere sempre contento perché non ambisce alla ricchezza e non invidia i ricchi: per lui il lavoro non è un mezzo per soddisfare la propria cupidigia, ma solo strumento di sostentamento per la sua famiglia.

* Impegno: Offri le fatiche del tuo lavoro odierno per le necessità della Chiesa e delle vocazioni carmelitane.

Secondo Giorno: Custode del Silenzio Carmelitano Nel Carmelo il silenzio è la "siepe" che protegge il giardino dell'anim...
17/03/2026

Secondo Giorno:
Custode del Silenzio Carmelitano

Nel Carmelo il silenzio è la "siepe" che protegge il giardino dell'anima. Giuseppe, l'uomo che non pronuncia parola nel Vangelo, è il custode perfetto di questo spazio sacro. Egli ci insegna a custodire i misteri di Dio senza dissiparli nella vanità. San Giuseppe è universalmente riconosciuto come il "Custode del Silenzio" poiché nei Vangeli non è riportata alcuna sua parola. Il suo silenzio non è assenza di comunicazione, ma una forma altissima di ascolto, obbedienza e azione concreta.
Il significato del suo silenzio:
• Ascolto e Obbedienza: Il silenzio ha permesso a Giuseppe di ascoltare la voce di Dio, specialmente nei sogni, e di accogliere prontamente il mistero della salvezza senza opporre resistenza.
• Azione e Servizio: La sua "lingua" sono i gesti. Come falegname e custode della Sacra Famiglia, ha trasformato il lavoro quotidiano in preghiera e servizio, proteggendo Gesù e Maria nel nascondimento di Nazareth.
• Spazio alla Parola: San Agostino e altri santi sottolineano che nel silenzio di Giuseppe "cresce il Verbo"; egli tace per lasciare che la Parola incarnata (Gesù) sia al centro della sua vita. Cosa insegna oggi
• Fede nelle prove: Insegna a fidarsi di Dio anche nelle situazioni oscure o difficili (come la fuga in Egitto), affrontandole con coraggio e senza lamentele.
• Dignità del lavoro: Mostra che la santità si raggiunge attraverso la fedeltà ai propri compiti quotidiani e l'amore silenzioso.
• Custodia: È il protettore della Chiesa Universale, dei lavoratori, dei padri e dei moribondi, poiché morì confortato dalla presenza di Gesù e Maria. "Giuseppe con il suo silenzio ci invita a lasciare spazio alla Presenza della Parola fatta carne, a Gesù."

* Impegno: Evita oggi ogni parola superflua o critica, cercando di imitare la mitezza di Giuseppe.

Primo Giorno: Il Maestro dell'Orazione Santa Teresa diceva: "Chi non trova maestro che gli insegni a pregare, prenda que...
16/03/2026

Primo Giorno:
Il Maestro dell'Orazione
Santa Teresa diceva: "Chi non trova maestro che gli insegni a pregare, prenda questo glorioso Santo per guida". San Giuseppe ci insegna che la preghiera non è fatta di molte parole, ma di una presenza silenziosa e attenta davanti a Dio. La figura di San Giuseppe è così profondamente intrecciata alla spiritualità carmelitana che molti lo considerano, quasi a pieno titolo, un "Padre dell'Ordine". Sebbene il Carmelo nasca con un'impronta puramente mariana, Giuseppe ne è diventato il custode e il modello del cammino interiore. Santa Teresa d’Avila: La "scoperta" di Giuseppe. Il vero punto di svolta avviene nel XVI secolo con Santa Teresa d'Avila. Durante una grave paralisi in gioventù, Teresa si affidò all'intercessione di San Giuseppe e ottenne una guarigione che definì miracolosa. Perché proprio Giuseppe per i Carmelitani? La risposta risiede nello stile di vita del Santo, che riflette perfettamente i voti e la missione del Carmelo:
* Il Silenzio Evangelico: Giuseppe non pronuncia una parola nei Vangeli. Questo silenzio è la "casa" del Carmelitano, il luogo dove si ascolta la Parola di Dio.
* L'Orazione e l'Azione: Giuseppe unisce la contemplazione (stare con Gesù e Maria) al lavoro quotidiano e umile. È il modello dell'anima che vive alla presenza di Dio pur nelle fatiche del mondo.
* Custode di Maria: Come il Carmelo è l'ordine della Vergine, Giuseppe è colui che la protegge. Amare Giuseppe significa, per un carmelitano, onorare meglio Maria. L'amore del Carmelo per San Giuseppe non è rimasto chiuso nei chiostri, ma ha influenzato tutta la cristianità:
* San Giuseppe "Padre": Grazie a Teresa, la Chiesa ha iniziato a vedere Giuseppe non solo come un vecchio falegname sullo sfondo, ma come un intercessore potente, giovane di spirito e protettore della famiglia e della vita interiore. In sintesi:

Le tre "S" di Giuseppe nel Carmelo
* Silenzio: Custodia del cuore.
* Servizio: Umiltà nel quotidiano.
* Speranza: Fiducia totale nei piani di Dio, anche quando oscuri.

"Chi non trova maestro che gli insegni a pregare, prenda questo glorioso Santo per guida e non sbaglierà cammino."

* Impegno: Dedica oggi 10 minuti di silenzio assoluto per ascoltare la voce di Dio nel tuo cuore.


18/02/2026

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
PER LA QUARESIMA 2026

_________________________

Ascoltare e digiunare.
La Quaresima come tempo di conversione



Cari fratelli e sorelle!

La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.

Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.

Ascoltare

Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.

Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.

È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa». [1]

Digiunare

Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.

Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità». [2] Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.

Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio». [3] In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana». [4]

Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.

Insieme

Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).

Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.

Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.

Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.

Dal Vaticano, 5 febbraio 2026, memoria di Sant’Agata, vergine e martire.



LEONE PP. XIV

"Ti benedica il Signoree ti custodisca.Il Signore faccia risplendere per te il suo voltoe ti faccia grazia.Il Signore ri...
01/01/2026

"Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace".

Un santo anno 2026🙏💫✨🤎☺️

Te Deum  Noi ti lodiamo, Dio,ti proclamiamo Signore.O eterno Padre,tutta la terra ti adora.A te cantano gli angelie tutt...
31/12/2025

Te Deum

Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni
della tua gloria.
Ti acclama
il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono
nella tua lode;
la santa Chiesa proclama
la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio,
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria,
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti
dalla Vergine Madre
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte,
hai aperto
ai credenti
il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio,
nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo
alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento
col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria
nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno
ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome
per sempre.
Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi
la tua misericordia: in te abbiamo sperato.
Pietà di noi,
Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno

Con immensa gioia, il 26 Dicembre scorso, Sr Pavithra ha detto il suo sì per sempre a Dio, con la professione perpetua.A...
31/12/2025

Con immensa gioia, il 26 Dicembre scorso, Sr Pavithra ha detto il suo sì per sempre a Dio, con la professione perpetua.
A Sr Pavithra gli auguri di una vita sempre piena, felice e fedele.

25/12/2025


Fondatore Servo di Dio Fra' Isidoro della natività OCD23 Dicembre    … quando nell’anno 1737, tramanda la Santa (Teresa ...
23/12/2025

Fondatore Servo di Dio Fra' Isidoro della natività OCD
23 Dicembre



… quando nell’anno 1737, tramanda la Santa (Teresa di Gesù) in terra il celeste suo fuoco; ed un laico Carmelitano Scalzo, Fr. Isidoro, acceso dalla fiamma ed alla luce di essa leggendo l’incalzante di Lei pensiero, con zelo non ordinario, ed uguale fortezza, le diè tosto pratica coll’introduzione delle Maestre Pie.
(Introduzione alla Regola del 1773)

Assimilò profondamente il carisma teresiano nella sua integralità, come sete di unione amorosa con il Dio vivente nelle anime e come appassionata ricerca della salvezza dei fratelli in uno apostolato assolutamente nuovo, nell’ambito della famiglia Carmelitana: l’educazione umana e cristiana della gioventù.

    Conoscere se stessi non è un compito facile. È un viaggio silenzioso, a volte doloroso, ma profondamente fecondo. Sa...
14/12/2025




Conoscere se stessi non è un compito facile. È un viaggio silenzioso, a volte doloroso, ma profondamente fecondo. San Giovanni della Croce insegna che l'anima che desidera arrivare a Dio deve iniziare guardandosi dentro, con umiltà e verità. "La prima cosa che deve fare per andare alla conoscenza di Dio — dice — è conoscere se stessa" (Cantico 4,1).

Questa conoscenza non è un esercizio di orgoglio o di analisi senza fine. È uno sguardo semplice, n**o, che riconosce la stessa piccolezza, miseria e ombre che abitano il cuore. Ma lungi dallo scoraggiare, questa conoscenza ci apre alla luce. Più scopriamo chi siamo, più ci rendiamo conto di cosa è Dio. La distanza tra la sua grandezza e la nostra povertà diventa lo spazio dove fiorisce l'amore.

La vera conoscenza di sé purifica l'anima. Toglie la falsa sicurezza, il desiderio di apparire e la stima vuota. Ci insegna, come al santo, che senza Dio "non facciamo niente e non possiamo niente". Ma allo stesso tempo, questa conoscenza ci riempie di speranza, perché ci fa sperimentare che tutto ciò che siamo e possiamo essere ha la sua radice in Lui.

Per San Giovanni della Croce, la conoscenza di sé è una luce che nasce dalla notte. Solo quando l'anima attraversa prove e aridità comprende la sua verità, e lì, in quell'oscurità, comincia a vedere con gli occhi di Dio. Allora l'umiltà non è più sconvolgimento, ma chiarezza del cuore; e l'amore cessa di essere sentimento per essere unione trasformativa.

Conoscere se stessi è, in fondo, imparare ad amare bene: amare la verità, amare Dio, amare ciò che Lui fa in noi. È l'inizio del cammino che finisce nella pienezza dell'amore.

Indirizzo

Via Tasso, 157
Rome
00185

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