Caritas Porto-Santa Rufina

Caritas Porto-Santa Rufina Pagina ufficiale di Caritas Porto-Santa Rufina, organismo pastorale della Diocesi di Porto-Santa Ruf

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07/09/2026

𝔻𝕠𝕟𝕒 𝕞𝕒𝕥𝕖𝕣𝕚𝕒𝕝𝕖 𝕤𝕔𝕠𝕝𝕒𝕤𝕥𝕚𝕔𝕠: 𝕚𝕟𝕤𝕚𝕖𝕞𝕖 𝕥𝕣𝕒𝕤𝕗𝕠𝕣𝕞𝕚𝕒𝕞𝕠 𝕦𝕟𝕒 𝕕𝕚𝕗𝕗𝕚𝕔𝕠𝕝𝕥à 𝕚𝕟 𝕦𝕟'𝕠𝕡𝕡𝕠𝕣𝕥𝕦𝕟𝕚𝕥à. ❤️

COME CONTRIBUIRE?
💳 CON UN’OFFERTA
Intestatario: DIOCESI DI PORTO - SANTA RUFINA
IBAN: IT82T 08327 03228 000 000 000 800
Causale: “TUTTI A SCUOLA 2026”

🎒 DONANDO MATERIALE SCOLASTICO NUOVO
Consegna presso i punti di raccolta:
📍 Centro Caritas Santi Mario, Marta e Figli
Via Enrico Fermi, 10 – Ladispoli
🕘 Dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00

⛪ Oppure presso la tua parrocchia di appartenenza
Rivolgiti alla tua parrocchia per conoscere giorni e orari della raccolta.

Insieme possiamo aiutare tante famiglie e regalare a ogni studente un inizio d’anno più sereno. 💙






03/09/2026
01/09/2026

📚🎒 TORNA "TUTTI A SCUOLA"! 🎒📚
Anche questo anno la Caritas Diocesi Porto-Santa Rufina propone l'iniziativa “Tutti a Scuola”, per raccogliere fondi e materiale scolastico nuovo a sostegno delle famiglie della nostra Diocesi che stanno attraversando un momento di disagio economico.
Un piccolo gesto può fare una grande differenza e permettere a tanti bambini e ragazzi di iniziare il nuovo anno scolastico con tutto il necessario. ❤️

𝘾𝙊𝙈𝙀 𝘾𝙊𝙉𝙏𝙍𝙄𝘽𝙐𝙄𝙍𝙀?
💳 CON UN’OFFERTA
Intestatario: DIOCESI DI PORTO - SANTA RUFINA
IBAN: IT82T 08327 03228 000 000 000 800
Causale: “TUTTI A SCUOLA 2026”

🎒 DONANDO MATERIALE SCOLASTICO NUOVO
Consegna presso i punti di raccolta:
📍 Centro Caritas Santi Mario, Marta e Figli
Via Enrico Fermi, 10 – Ladispoli
🕘 Dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00

⛪ Oppure presso la tua parrocchia di appartenenza
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𝓘𝓷𝓼𝓲𝓮𝓶𝓮 𝓹𝓸𝓼𝓼𝓲𝓪𝓶𝓸 𝓪𝓲𝓾𝓽𝓪𝓻𝓮 𝓽𝓪𝓷𝓽𝓮 𝓯𝓪𝓶𝓲𝓰𝓵𝓲𝓮 𝓮 𝓻𝓮𝓰𝓪𝓵𝓪𝓻𝓮 𝓪 𝓸𝓰𝓷𝓲 𝓼𝓽𝓾𝓭𝓮𝓷𝓽𝓮 𝓾𝓷 𝓲𝓷𝓲𝔃𝓲𝓸 𝓭’𝓪𝓷𝓷𝓸 𝓹𝓲ù 𝓼𝓮𝓻𝓮𝓷𝓸.







Intervista al Vescovo Gianrico Ruzza
30/07/2026

Intervista al Vescovo Gianrico Ruzza

«Aiutare l’altro è la vocazione dell’uomo», intervista al vescovo Gianrico Ruzza uscita domenica 26 luglio su Lazio 7, inserto di Avvenire.

Nel recente incontro con gli amministratori politici nelle diocesi di Porto-Santa Rufina e di Civitavecchia Tarquinia, il vescovo Ruzza ha indicato alcune priorità nella formazione di comunità fraterne. Come contribuisce la Chiesa alla costruzione del bene comune?

Partirei dall’indicare quattro punti: pace, ecologia integrale, giustizia sociale e rispetto della dignità umana, quattro impegni valoriali che ci sollecitano ad un lavoro costante e continuo. Sulla pace dobbiamo investire ancora di più. Non a caso abbiamo deciso di aprire una sezione della pastorale sociale e del lavoro dedicata a pace e giustizia, come previsto anche negli orientamenti della Conferenza episcopale italiana. Ci impegneremo anche attraverso la collaborazione con associazioni che vivono proprio del valore della pace, a cominciare da Pax Christi, per avvalorare iniziative che creano una cultura e un’educazione alla pace, da sottolineare sia per i giovani sia per gli adulti. Per quanto riguarda l’ecologia del creato c’è un’altra sezione della pastorale sociale e del lavoro che si occupa animare alla cura della casa comune. Le iniziative sono tante, la prossima sarà il 25 settembre: un incontro con tutte le realtà degli ambientalisti o di coloro che hanno a cura la custodia del Creato nello spirito di papa Francesco e di Laudato Si’ per continuare a riflettere e promuovere tutto ciò che può essere di stimolo alle autorità pubbliche per la tutela del territorio, della salute e del creato. Sulla giustizia sociale, la nostra azione avviene attraverso tutte le comunità parrocchiali che si fanno carico del disagio e della sofferenza. Ovviamente in questo hanno un ruolo fondamentale le nostre Caritas diocesane, che operano in modo particolare, ma non solo, al centro Caritas di Ladispoli e a Civitavecchia nell’accoglienza degli sbarchi dei migranti e nell’accompagnamento dei detenuti in carcere. Cerchiamo semplicemente di tradurre in un linguaggio quotidiano e costante ciò che ci ha insegnato Gesù nel Vangelo. Non potremmo fare diversamente e chiunque la pensi in modo diverso deve sapere che sta pensando in modo diverso dal Vangelo, perché il Vangelo stesso ce lo chiede e noi cerchiamo di farlo, come ci insegna costantemente papa Leone. Del pontefice mi riferisco in particolare alla frase che ha detto durante il suo viaggio in Spagna quando ha sottolineato che lui si inchina alla dignità dei migranti, cioè di tutti quegli esseri umani che i benpensanti, anche delle nostre città, vogliono rifiutare e negare in modo tale da non vedere e chiudere gli occhi su una realtà che purtroppo è drammatica ma che dobbiamo cercare di sostenere con tutte le forze proprio per rispondere a ciò che ci ha chiesto il Signore.

Quale impatto ha sulla società l’opera di donne e uomini che dedicano gratuitamente il loro tempo ai più vulnerabili?

L’impegno della Chiesa e di tutto il cristianesimo per il disagio e la sofferenza nella povertà ha inizio con la prima comunità apostolica: negli Atti degli Apostoli è scritto che i primi discepoli mettevano ogni cosa in comune e tutti i beni venivano condivisi. Questo è l’orizzonte a cui dovremmo tendere. Il Concilio Vaticano II recupera tutta questa tradizione passata attraverso le diaconie nella chiesa dei primi secoli e l’opera di assistenza ai poveri nel medioevo e nel rinascimento, e in particolare nel secolo XIX e nel secolo XX.

Nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo Gesù afferma che il giudizio sarà basato su quanto amore abbiamo dato al carcerato, al malato, all’assetato, all’affamato, a chi è privo di vestiti. La nostra azione è cercare di fare quello che ci chiede il Vangelo e dunque di dare il vestito, da mangiare ma soprattutto la possibilità di una vita dignitosa a chi non la riceve o dalla società, o dalla disgrazia, o da eventi vari che l’hanno portato a una situazione di minorità e di emarginazione. Chiaramente questa è un’esperienza virtuosa perché le persone aiutate diventano persone più pacifiche, che possono riconciliarsi con la vita, ritrovare la speranza e per questo possono rientrare, attraverso una riabilitazione alla vita, in un percorso di normalità e di relazione positiva col mondo non più fatto di rabbia e di aggressività. Ci sono anche alcune situazioni patologiche, ma in questo caso la nostra presenza e il nostro servizio deve coordinarsi con il servizio pubblico e con le autorità competenti, cosa che facciamo regolarmente. L’attenzione è infatti al recupero della persona e alla sua riabilitazione rispetto a una vita che abbia le caratteristiche della dignità, del decoro e della pacificazione interiore. I nostri volontari operano per dare una testimonianza viva e appassionata, che ha a che fare con la carne ferita di Gesù, che cura le ferite, che si prende cura attraverso gesti di tenerezza nei confronti di persone che forse tutto attirano tranne che la tenerezza. Per questo il nostro agire viene giudicato come scandaloso, perché è qualcosa che a tanti può far paura e anche rabbia ma solo questo genera davvero un sentimento di ca**tà e di amore veramente senza confini.

“Magnifica humanitas” ci dice che edificare nel bene domanda un linguaggio evangelico. Come educarsi all’invito di Papa Leone?

Il Papa chi chiede di rimanere umani. Il mio timore è che attraverso tanti percorsi, alcuni di questi legati anche alla tecnologia o la digitalizzazione, corriamo il rischio di passare nel disumanesimo. Oggi si parla tanto di transumanesimo, di post-umanesimo, ma a me sembra che a volte ci sia disumanità quando, per esempio, si disprezzano le persone, le si emarginano, le si considerano solo un problema. Recenti episodi di cronaca fanno pensare che la vita umana abbia sempre meno valore e che in fondo il giustizialismo possa sopperire a tutte le forme di attenzione, di rispetto, di ca**tà, di relazione. Ecco, questo è disumano, cioè va contro la prospettiva dell’umanità che ci ha insegnato la storia e che ci insegna la tradizione giudaico-cristiana. Dobbiamo fare di tutto per riportare le persone all’idea che aiutare gli altri vivendo in relazione nella fraternità è la vocazione dell’uomo, creatura di Dio, che è in dialogo con Dio, e questo dialogo si fonde nel dialogo con gli uomini. Il Maestro dice nel Vangelo: «amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi; se avrete amore gli uni per gli altri vi riconosceranno e saprete che siete i miei discepoli».

27/07/2026

📰 Edizione speciale per le pagine diocesane di Civitavecchia-Tarquinia e di Porto-Santa Rufina su Avvenire nell'inserto Lazio Sette di domenica 26 luglio.
👉 https://tinyurl.com/49jfpjtx
✅ Intervista al vescovo Ruzza: "Aiutare l'altro è la vocazione dell'uomo". ✅ L'incontro delle due diocesi con gli amministratori comunali. ✅ La formazione per il clero delle due diocesi con Nicoletta Rosati. ✅ L'appello della Rete interdiocesana per il Creato. ✅ Inizia il viaggio in Mozambico dell'Ufficio Missionario delle due diocesi.

invitiamo tutta la comunità diocesana e i cittadini a partecipare alla Colletta nazionale di domenica 26 luglio, indetta...
14/07/2026

invitiamo tutta la comunità diocesana e i cittadini a partecipare alla Colletta nazionale di domenica 26 luglio, indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto in Venezuela. 🇻🇪
Le offerte raccolte saranno destinate, attraverso Caritas Italiana, agli interventi necessari di breve, medio e lungo periodo per rispondere ai bisogni materiali, sanitari, psicologici e spirituali delle persone colpite.
È possibile contribuire fin da ora tramite bonifico sul conto corrente intestato Diocesi Porto Santa Rufina: IBAN: IT82T 08327 03228 000 000 000 800 Causale: “Colletta Venezuela 2026”.

✨ **Amicizia, musica e solidarietà: una serata speciale a Ladispoli** ✨Una serata emozionante quella organizzata dai vol...
18/06/2026

✨ **Amicizia, musica e solidarietà: una serata speciale a Ladispoli** ✨

Una serata emozionante quella organizzata dai volontari del Centro Caritas di Ladispoli sabato scorso: tra sorrisi, condivisione e musica, l’evento è iniziato con la benedizione del vescovo Gianrico e l'introduzione di Serena Campitiello, della direttrice Caritas Porto-Santa Rufina.

🍹 L’“AperiCentro” solidale è ormai un appuntamento fisso: un momento in cui i volontari raccontano con entusiasmo ciò che ogni giorno fanno per chi ha bisogno. Sono circa 50 persone, tra adulti e ragazzi, uomini e donne, lavoratori e pensionati, uniti dallo stesso spirito di servizio. Le offerte sono state destinate al fondo solidarietà e per le esigenze del Centro

❤️ Le attività del Centro, sostenute dai fondi dell’8xmille, fanno la differenza ogni giorno:
🍽️ Mensa attiva tutto l’anno (30–40 persone accolte ogni giorno)
🚿 Servizio docce per uomini e donne
🦷 Ambulatorio dentistico aperto due volte al mese (con lista d’attesa)

📌 Durante la settimana, il Centro d’ascolto offre supporto per pratiche sanitarie e burocratiche, orientando ai servizi del territorio e della rete Caritas.

🛒 Accanto alla struttura, l’Emporio Caritas e uno sportello dedicato ai migranti ampliano l’aiuto concreto.
🎓 Cresce anche la collaborazione con le scuole grazie ai percorsi PCTO, coinvolgendo i giovani in esperienze di solidarietà.

💬 Una comunità che si prende cura, ogni giorno.

16/06/2026
Si procede..menu dal mondo
13/06/2026

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Tutto pronto...o quasi! Vi aspettiamo
13/06/2026

Tutto pronto...o quasi! Vi aspettiamo

Indirizzo

Via Del Cenacolo, 53
Rome
00123

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