22/03/2026
La diocesi di Porto-Santa Rufina ha celebrato ieri il 40° anniversario di Caritas Porto-Santa Rufina, un traguardo che racconta quattro decenni di servizio, ascolto e vicinanza ai più fragili. Nella parrocchia di Santa Maria del Rosario a Ladispoli, il vescovo Gianrico Ruzza ha presieduto la Messa di ringraziamento conferendo il mandato agli operatori della ca**tà, alla presenza di tanti volontari, sacerdoti e amministratori locali.
Nell’omelia, il vescovo ha ricordato che «nella ca**tà tutto parla dell’amore che si prende cura», sottolineando come l’azione della Caritas sia fatta di “segni”: gesti concreti che, pur non risolvendo ogni problema, indicano una strada di speranza. Un impegno che guarda alle nuove povertà — familiari, educative, relazionali — e invita a non considerare mai il povero o il migrante come un problema, ma come un fratello.
«La Caritas siamo noi», ha ribadito, richiamando tutta la comunità cristiana alla responsabilità della prossimità. Il servizio non è solo aiuto materiale, ma occasione per far rinascere speranza e dignità, nella consapevolezza che «ciò che facciamo è per amare nel nome di Gesù».
Commentando il vangelo di Giovanni della risurrezione di Lazzaro, il vescovo ha richiamato la domanda che Gesù rivolge a Marta – «Credi tu questo?» – invitando tutti a credere che l’amore di Dio genera vita nuova, ogni giorno. I poveri, ha ricordato, sono il sacramento della presenza di Cristo in mezzo a noi.
Dopo l’omelia, la direttrice Serena Campitiello ha ripercorso la storia della Caritas diocesana ringraziando vescovi, sacerdoti, operatori e volontari che in questi quarant’anni hanno servito i più fragili. La memoria del passato, ha detto, «è un invito a guardare avanti: le povertà materiali, sociali, educative e spirituali chiedono un rinnovato impegno, una collaborazione crescente con parrocchie e istituzioni e il coinvolgimento dei giovani. Per continuare a essere, nel territorio, segno di speranza, accoglienza e misericordia».