Opus Dei Italia

Opus Dei Italia Prelatura personale della Chiesa Cattolica che diffonde la chiamata universale alla santità.

L'Opus Dei è una istituzione della Chiesa Cattolica fondata da san Josemaría Escrivá che aiuta a incontrare Cristo nel lavoro, nella vita familiare e nel resto delle attività ordinarie. Direzione spirituale, ritiri, lezioni dottrinali e di catechismo: ecco alcune attività che l’Opus Dei organizza in tutta Italia (e nel mondo) per aiutare coloro che desiderano migliorare la propria vita spirituale.

Si svolgono nei centri dell’Opus Dei, oppure nelle chiese, o nelle parrocchie o nel domicilio di qualcuno che vi partecipa; sono aperte a tutti. Dal punto di vista giuridico l'Opus Dei è una Prelatura personale della Chiesa Cattolica, una figura giuridica prevista dal Concilio Vaticano II per rispondere in modo adeguato a nuove esigenze pastorali. Come tutte le diocesi e le altre circoscrizioni ecclesiastiche dipende dal Papa attraverso la Congregazione dei Vescovi. Svolge le sue attività pastorali previo l'accordo e il consenso dei vescovi locali.

"𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐩𝐢𝐫𝐚̀ 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨𝐫𝐢𝐫𝐚̀ 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐞𝐫𝐚̀ 𝐄𝐦𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 ( 𝐈𝐬 𝟕, 𝟏𝟒)" Oggi 8 settembre la Chiesa festeggia la Nascita...
08/09/2026

"𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐩𝐢𝐫𝐚̀ 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐨𝐫𝐢𝐫𝐚̀ 𝐮𝐧 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐞𝐫𝐚̀ 𝐄𝐦𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 ( 𝐈𝐬 𝟕, 𝟏𝟒)"

Oggi 8 settembre la Chiesa festeggia la Nascita della Vergine Maria o Natività di Maria. (Si celebra nove mesi dopo la solennità dell'Immacolata Concezione della Vergine, l'8 dicembre). 🎊

Vangelo e commento di oggi 8 settembre: Vangelo (Mt 1, 1-23) ➡Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abra...
08/09/2026

Vangelo e commento di oggi 8 settembre:

Vangelo (Mt 1, 1-23) ➡

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:

a lui sarà dato il nome di Emmanuele,

che significa Dio con noi.

Commento ➡

Molti secoli erano passati da quando Dio, nei primi tempi del Paradiso, aveva promesso ai nostri progenitori l’arrivo del Messia. Centinaia di anni, durante i quali la speranza del popolo di Israele, depositario della promessa divina, era concentrata su una vergine della stirpe di Davide, che concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele ( Is 7, 14), che significa Dio con noi. Generazione dopo generazione, i pii israeliti aspettavano la nascita della Madre del Messia, colei che deve partorire , come spiegava Michea tenendo conto della profezia di Isaia (cfr. Mic 5, 2).

Al ritorno dall’esilio di Babilonia, l’aspettativa messianica si era fatta più intensa in Israele. Un’ondata emotiva attraversava quelle terre negli anni immediatamente precedenti all’era cristiana. Molte antiche profezie sembravano puntare verso questa direzione: uomini e donne aspettavano con ansia l’arrivo del Desiderato dalle nazioni. A uno di essi, l’anziano Simeone, lo Spirito Santo aveva rivelato che non sarebbe morto prima che i suoi occhi avessero veduto la realizzazione della promessa (cfr. Lc 2, 26). Anna, una vedova avanti negli anni, supplicava con digiuni e preghiere la redenzione di Israele. Entrambi godettero dell’immenso privilegio di vedere e di prendere fra le braccia Gesù bambino (cfr. Lc 2, 25-38).

Anche nel mondo pagano – come affermano alcuni racconti dell’antica Roma – non mancavano i segnali che qualcosa di molto grande stava per accadere. La stessa pax romana , la pace universale proclamata dall’imperatore Ottaviano Augusto pochi anni prima della nascita di Nostro Signore, era un presagio che l’autentico Principe della pace stava per ve**re sulla terra. I tempi erano maturi per ricevere il Salvatore.

Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli ( Gal 4, 4-5). Dio mette ogni cura nello scegliere colei che è sua Figlia, Sposa e Madre. E la Vergine Santa, la nobilissima Madonna, la creatura più amata da Dio, concepita senza peccato originale, venne sulla nostra terra. Nacque circondata da un profondo silenzio. Si dice in autunno, quando i campi riposano. Nessuno dei suoi contemporanei si rese conto di quello che stava accadendo. Solo gli angeli del cielo fecero festa.

Delle due genealogie di Cristo che compaiono nei vangeli, quella che riporta san Luca è molto probabilmente la genealogia di Maria. Sappiamo che era di stirpe illustre, discendente di Davide, come aveva indicato il profeta parlando del Messia – un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici ( Is 11, 1) – e come conferma san Paolo quando scrive ai Romani intorno a Gesù, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne ( Rm 1, 3).

Uno scritto apocrifo del II secolo, conosciuto con il nome di Protovangelo di san Giacomo , ci ha trasmesso i nomi dei suoi genitori – Gioacchino e Anna -, che la Chiesa ha iscritto nel calendario liturgico. Diverse tradizioni collocano il luogo della nascita di Maria in Galilea o, con maggiore probabilità, nella città santa di Gerusalemme, dove sono state trovate le rovine di una basilica bizantina del V secolo, edificata sulla cosiddetta casa di Sant’Anna , molto vicina alla piscina probatica. A ragion veduta, la liturgia mette sulle labbra di Maria una frase dell’Antico Testamento: mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere ( Sir 24, 15).

Sino alla nascita di Maria la terra era rimasta al buio, avvolta nelle tenebre del peccato. Con la sua nascita è sorta nel mondo l’aurora della salvezza, come un presagio dell’avvicinarsi del giorno. Lo riconosce la Chiesa nella festa della Natività della Beata Vergine Maria: Con la tua nascita, Vergine Madre di Dio, hai annunciato la gioia a tutti: da te è nato il Sole di giustizia, Cristo nostro Dio (Ufficio delle Lodi).

Ma il mondo, allora, non lo seppe. La terra dormiva.

J. A. Loarte

Oggi sono 65 anni dalla vocazione all’Opus Dei del Padre 🙏🏻Riscopriamo questa intervista in cui mons. Fernando Ocáriz ra...
07/09/2026

Oggi sono 65 anni dalla vocazione all’Opus Dei del Padre 🙏🏻

Riscopriamo questa intervista in cui mons. Fernando Ocáriz racconta alcuni passaggi della sua vita e condivide riflessioni sulla fede e sulla Chiesa 👇

Come fare affinché la vita non sia solo un lungo periodo tra una vacanza estiva e l'altra? Se lo chiede don Enzo Arborea...
07/09/2026

Come fare affinché la vita non sia solo un lungo periodo tra una vacanza estiva e l'altra? Se lo chiede don Enzo Arborea in questa breve meditazione audio, utile soprattutto per superare questa prima settimana di settembre 😌 (link nei commenti)

Vangelo e commento di oggi 7 settembreVangelo (Lc 6, 6-11)Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’e...
07/09/2026

Vangelo e commento di oggi 7 settembre

Vangelo (Lc 6, 6-11)

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata:

– Alzati e mettiti qui in mezzo.

Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro:

– Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?

E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo:

– Tendi la tua mano!

Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Commento

Questo passo del Vangelo ci mostra, ancora una volta, il contrasto fra il cuore degli uomini e quello di Gesù. Gli scribi e i farisei stanno lì e “osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo”. Sono davanti a Dio fatto uomo, sul punto di assistere a una manifestazione della divinità di Gesù, eppure cercano e osservano per poter avere qualcosa di che accusarlo.

Certe volte l’azione di Dio durante la nostra vita può essere simile al passo che stiamo considerando. Abbiamo una idea, uno schema di come dev’essere il nostro incontro con Dio, di come dovrebbe scorrere la nostra vita e, in alcune circostanze, la vita delle persone che amiamo. Ma il Signore non solo non si adegua ai nostri preconcetti, ai nostri progetti, ma assai spesso li frantuma, li fa saltare. In situazioni come queste può nascere il disorientamento se perdiamo di vista che Dio è un Dio vivo, che supera infinitamente i nostri progetti.

Dobbiamo chiedere al Signore di essere tanto umili da lasciarlo agire nel corso della nostra vita come Egli vuole; da lasciare che frantumi le nostre previsioni e i nostri schemi. In questi momenti ci può essere utile domandarci: che cosa Dio vuole da me con questo? Che cosa cerca il Signore in me in queste circostanze o in queste vicende nelle quali non so come comportarmi o come ricondurle a Dio?

Non deve sorprenderci quando non comprendiamo Dio, non capiamo perché guida la nostra vita in un determinato modo, perché permette che certe cose succedano a me e alle persone che amo. La Madonna non sempre comprese il modo di agire di Gesù, però meditava queste cose nel suo cuore. Chiediamole di insegnarci a imitarla nel desiderio di uniformarci alla volontà di Dio per tutto ciò che avvenga nella nostra vita.

Sebastián Puyal

⏯ Salmo 61 | Testo e audio in italiano"Ascolta, o Dio, il mio grido, sii attento alla mia preghiera. Sull'orlo dell'abis...
06/09/2026

⏯ Salmo 61 | Testo e audio in italiano
"Ascolta, o Dio, il mio grido, sii attento alla mia preghiera. Sull'orlo dell'abisso io t'invoco, mentre sento che il cuore mi manca: guidami tu sulla rupe per me troppo alta".
🎧 Nel primo commento trovi la versione audio del Salmo.

Vangelo e commento di oggi 6 settembreVangelo (Mt 18, 15-20)In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:– Se il tuo frate...
06/09/2026

Vangelo e commento di oggi 6 settembre

Vangelo (Mt 18, 15-20)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:

– Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

– In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

– In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.

Commento

Compongono il vangelo di questa domenica tre massime di Gesù che regolano alcuni aspetti importanti per la futura vita della Chiesa: la correzione fraterna tra i fedeli, il potere di legare e sciogliere conferito agli apostoli e ai loro successori e l’efficacia della preghiera in comune.

Il messaggio di Gesù non rende impeccabili gli uomini; però chiede loro di amarsi gli uni gli altri a prescindere dai loro difetti e dai loro errori. Una dimostrazione chiara di questo amore è il reciproco aiuto per mezzo del perdono e della correzione. Con questo primo insegnamento Gesù invita ciascuno a vivere il ruolo di un giudice misericordioso che tratta con comprensione chi lo ha offeso o sbaglia in qualcosa. Perciò “la pratica della correzione fraterna – che ha radici evangeliche – è una prova di affetto soprannaturale e di fiducia – diceva san Josemaría –. Ringrazia quando la ricevi e non tralasciare di praticarla con chi vive con te”[1]. La correzione fraterna evita anche, come indica Papa Francesco, “quell’amarezza del cuore che porta l’ira e il risentimento e che ci portano ad insultare e ad aggredire. È molto brutto vedere uscire dalla bocca di un cristiano un insulto o una aggressione. [...] Insultare non è cristiano”[2].

Sulla correzione fraterna, vero atto di nobiltà e di amicizia, hanno parlato parecchi Padri della Chiesa, i quali traevano conseguenze pratiche a partire dalle parole di Gesù. Per esempio, sant’Agostino ammoniva così i suoi fedeli: “Dobbiamo, dunque, correggere il fratello per amore; non con il desiderio di arrecargli danno, ma con l’affettuosa intenzione di ottenere la sua correzione. Se faremo così, compiremo il precetto molto bene”[3].

In quanto al secondo detto di Gesù (v. 18), il Catechismo della Chiesa spiega che «le parole legare e sciogliere significano: colui che voi escluderete dalla vostra comunione, sarà escluso dalla comunione con Dio; colui che voi accoglierete di nuovo nella vostra comunione, Dio lo accoglierà anche nella sua. La riconciliazione con la Chiesa è inseparabile dalla riconciliazione con Dio» (n. 1445). Dopo aver parlato della riconciliazione tra i fratelli, Gesù conferisce ai suoi apostoli la potestà di riconciliare i fedeli con la Chiesa. Questo potere si esprime ordinariamente per mezzo della confessione dei peccati attraverso il confessore, che ha ricevuto il potere dal vescovo, successore degli apostoli.

Infine, Gesù si riferisce a “un altro frutto della carità nella comunità: la preghiera concorde – diceva Benedetto XVI –. [...] La preghiera personale è certamente importante, anzi, indispensabile, ma il Signore assicura la sua presenza alla comunità che – pur se molto piccola – è unita e unanime, perché essa riflette la realtà stessa di Dio Uno e Trino, perfetta comunione d’amore”[4]. Quando preghiamo tutti insieme non soltanto spingiamo Dio a concederci ciò che chiediamo, ma inoltre ci viene regalata la presenza di Dio stesso tra noi, che in definitiva e il dono principale che possiamo e dobbiamo chiedere.

Spiega il Magistero, “Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche. È presente nel sacrificio della Messa, sia nella persona del ministro, essendo egli stesso che, offertosi una volta sulla croce, offre ancora se stesso tramite il ministero dei sacerdoti, sia soprattutto sotto le specie eucaristiche. È presente con la sua virtù nei sacramenti, al punto che quando uno battezza è Cristo stesso che battezza. È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura. È presente infine quando la Chiesa prega e loda, lui che ha promesso: Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro”[5].

Pablo M. Edo

[1] San Josemaría, Forgia, n. 566.

[2] Papa Francesco, Angelus, 7 settembre 2014.

[3] Sant’Agostino, Sermo 82.

[4] Benedetto XVI, Angelus, 4 settembre 2011.

[5] Conc. Vaticano II, cost. Sacrosanctum Concilium, n. 7.

La vita è un continuo cominciare e ricominciare. Se ogni tanto ti senti scoraggiato, chiedi al Signore la forza per cont...
05/09/2026

La vita è un continuo cominciare e ricominciare. Se ogni tanto ti senti scoraggiato, chiedi al Signore la forza per continuare a lottare!

Vangelo e commento di oggi 5 settembreVangelo (Lc 6, 1-5)Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli co...
05/09/2026

Vangelo e commento di oggi 5 settembre

Vangelo (Lc 6, 1-5)

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero:

– Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?

Gesù rispose loro:

–Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?

E diceva loro:

– Il Figlio dell’Uomo è signore del sabato.

Commento

Il vangelo della messa di oggi, come quello di ieri, ci ricorda un’altra controversia di alcuni farisei con Gesù. Queste controversie riguardavano alcuni elementi fondamentali della religiosità giudaica e Gesù era molto interessato a che i suoi interlocutori purificassero il loro modo di intenderli. Quando Dio chiese al popolo di Israele di osservare il sabato, e lo fece in una forma particolarmente solenne, non impose un peso, ma diede un dono, perché la legge di Dio non è una imposizione ma una grazia, un aiuto particolare dato a chi si ama in un modo speciale. Il dono, però, è inferiore al donatore. E noi uomini siamo capaci, se non stiamo attenti ai doni e non ne comprendiamo il profondo significato, di svilire il dono facendolo diventare superiore al suo donatore.

Per noi cristiani il precetto domenicale è un dono. L’idea di dedicare quel giorno in un modo particolare alla centralità dell’Eucaristia e a ringraziare Dio attraverso il riposo e il carattere festivo non vuol dire imporre, ma invitare a considerare che tutto ciò che esiste è un dono di Dio per noi, affinché ce ne prendiamo cura, cosa che possiamo fare solo se lo consideriamo con gratitudine. Allo stesso tempo, quando questo mondo passerà, chi rimarrà è il Signore, nostro vero Riposo, non la domenica, perché la domenica è al servizio del Signore. Questo è il suo significato.

Dio invita i farisei a non nascondersi dietro i precetti, per quanto siano importanti, e poi non vivere ciò che è fondamentale, ciò che riassume tutta la legge: amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come se stesso. Se uno ama Dio con tutto il cuore, vivrà con gioia il precetto del sabato o della domenica, e ne comprenderà il senso. Gesù si rivolge anche a noi attraverso queste controversie e ci chiede di amare sinceramente ciò che pratichiamo. Non dobbiamo essere osservanti solo dell'esterno. Ma amare sinceramente non è semplice, perché amare così significa coinvolgerci con tutta la nostra persona nell’oggetto del nostro amore, ovvero, metterci al suo servizio: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire” (Mt 20, 28).

Juan Luis Caballero

Che cosa significa dire che Dio “parla”? E perché nella Bibbia si serve di profeti e mediatori umani?🎥  Nel video nei co...
04/09/2026

Che cosa significa dire che Dio “parla”? E perché nella Bibbia si serve di profeti e mediatori umani?

🎥 Nel video nei commenti approfondiamo il linguaggio della rivelazione insieme a don Carlos Jódar-Estrella

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Via Tevere 21, Ufficio Comunicazione Opus Dei
Rome
00198

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