Opus Dei Italia

Opus Dei Italia Prelatura personale della Chiesa Cattolica che diffonde la chiamata universale alla santità.

L'Opus Dei è una istituzione della Chiesa Cattolica fondata da san Josemaría Escrivá che aiuta a incontrare Cristo nel lavoro, nella vita familiare e nel resto delle attività ordinarie. Direzione spirituale, ritiri, lezioni dottrinali e di catechismo: ecco alcune attività che l’Opus Dei organizza in tutta Italia (e nel mondo) per aiutare coloro che desiderano migliorare la propria vita spirituale.

Si svolgono nei centri dell’Opus Dei, oppure nelle chiese, o nelle parrocchie o nel domicilio di qualcuno che vi partecipa; sono aperte a tutti. Dal punto di vista giuridico l'Opus Dei è una Prelatura personale della Chiesa Cattolica, una figura giuridica prevista dal Concilio Vaticano II per rispondere in modo adeguato a nuove esigenze pastorali. Come tutte le diocesi e le altre circoscrizioni ecclesiastiche dipende dal Papa attraverso la Congregazione dei Vescovi. Svolge le sue attività pastorali previo l'accordo e il consenso dei vescovi locali.

Domani, giovedì 4 giugno, verrà presentato a Palermo "𝑶𝒑𝒖𝒔 𝑫𝒆𝒊. 𝑼𝒏𝒂 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂".Sarà una bella occasione per conoscere megli...
03/06/2026

Domani, giovedì 4 giugno, verrà presentato a Palermo "𝑶𝒑𝒖𝒔 𝑫𝒆𝒊. 𝑼𝒏𝒂 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂".

Sarà una bella occasione per conoscere meglio il libro che racconta «𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑑𝑎 𝑢𝑛 𝑠𝑎𝑛𝑡𝑜». Non mancare!

03/06/2026

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03/06/2026

Confessione, comunione: palestre per l'anima! 🏋🏻‍♂️

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03/06/2026

Vangelo e commento di oggi 3 giugno

Vangelo (Mc 12, 18-27)

Vennero da lui alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Commento

Porsi delle sane domande sulla vita dopo la resurrezione, è assolutamente ragionevole. E non è neppure strano che la strada più semplice per trovare una spiegazione possa essre quella di paragonarla a qualcosa che già viviamo qui e ora. Tuttavia, è lo stesso Paolo che ci ricorda: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano» (1Cor 2, 9). L’Apostolo dice di essere stato rapito in paradiso e di aver udito parole indicibili « che non è lecito ad alcuno pronunciare» (2Cor 12, 4). E, allora, cosa può capire delle cose di Dio un uomo “carnale”, cioè una persona che non è per nulla “spirituale”, che non si lascia istruire dallo Spirito? (cfr. 1Cor 3,1-3).

Tutto ciò che in terra sperimentiamo e viviamo non ci dice molto della vita gloriosa, perchè quella novità che ci aspetta - «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21, 5) -, quella gloria, supera interamente la nostra comprensione: «Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi» (Rm 8, 18). Cosa potremmo dire riguardo «all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo» (Ef 4, 13). E tuttavia quanto è facile rendere meschino quello che è grande, parlare banalmente delle cose più alte!

I sadducei pongono a Gesù una questione che, secondo il loro ragionamento, riduce all’assurdo la fede nella resurrezione. Ma si basano sulla Legge mosaica (cfr. Dt 25, 5-6; Gen 38, 8). Gesù risponde utilizzando la stessa legge diecendo loro che non l’hanno compresa (cfr. Es 3, 6). Per chi non vuole credere, i testi non sono di alcun ostacolo, perchè si possono sempre rigirare per fargli dire quello che si vuole, sviando tutto. Il brano di oggi riporta alla memoria quelle parole «14Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l'Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato» (2Cor 3, 14).

Guardare a Cristo, aprirsi a Lui con fede, ci trasforma. In Cristo troviamo la sapienza e il potere di Dio vivo e della vita. Solo il suo Spirito è capace di aprire il nostro cuore e la nostra mente. Quanto è importante trattarlo per poterci aprire ai misteri di Dio e vivere di essi!

Juan Luis Caballero

La pace profonda che avrai se ti fidi di Dio sarà per tutti tangibile, e la tua allegria diventerà contagiosa.
02/06/2026

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02/06/2026

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Cos'è la per i cristiani? Il ce ne parla in questo incontro tenuto a Hong Kong nel 1987.

Glorioso Re ✨
02/06/2026

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Vangelo e commento di oggi 2 giugnoVangelo (Mc 12, 13-17)Mandarono da lui alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in f...
02/06/2026

Vangelo e commento di oggi 2 giugno

Vangelo (Mc 12, 13-17)

Mandarono da lui alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.

Commento

Lo schema narrativo dei vangeli, in parte, è costruito sul progressivo indurimento dei cuori di quelli che inizialmente avevano accettato Gesù. Osservandolo dalla nostra prospettiva che abbiamo per essere lettori e spettatori con un certo distacco di tempo e di esperienza, il loro comportamento ci appare non solo stolto ma persino incomprensibile. Tuttavia, possiamo forse affermare che noi, nelle stesse condizioni, non ci saremmo comportati allo stesso modo? San Paolo, nella sua Lettera ai Romani, dice: «Essi (...) hanno l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse» (Rm 9, 4), come è possibile allora che, avendo ricevuto tanto, siano così ciechi di fronte alle parole e alle opere di nostro Signore?

In tutta la Sacra Scrittura è costante l’affermazione che, chi si chiude volontariamente e coscientemente alla verità, al Vangelo, finisce per cadere nell’inganno e a credere alla menzogna (Rm 11, 8; 2Ts 2, 11). La conseguenza di tutto ciò è che si costruisce la propria vita per una lotta che non esiste e con un obiettivo sbagliato. Il comportamento di costoro che vanno da Cristo lo esprime bene. Esprimono lodi ipocrite e, allo stesso tempo, fanno una domanda ingannevole. Quale contrasto tra la verità e la menzogna!

«La verità vi farà liberi» (Gv 8, 32), «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato» (Mc 16, 16). Queste affermazioni ci mostrano la via. Per coloro che, nel vangelo di oggi, vanno a cercare Gesù, si potrebbe predicare «ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia (Rm 1, 18). Ma la verità alla fine vince sempre e ogni menzogna sarà sempre svelata come tale, «poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto» (Mt 10,26). Questa verità è e costituirà giudizio per quelli che hanno amato la menzogna e l’ingiustizia. Per quanto la vera inclinazione del cuore resti mascherata dalle parole, Dio conosce ciò che vi è di vero. E su di esso si basa. Gesù ci indica la via di Dio nella verità, la via che porta alla vita: «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1Gv 3, 18), come Gesù ci ha detto e ci ha mostrato con la sua vita.

Juan Luis Caballero

"𝑁𝑒𝑙𝑙'𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑜, 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑒𝑒𝑑𝑏𝑎𝑐𝑘 𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑎𝑛𝑒𝑜", 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑣𝑎 𝑠𝑎𝑛 𝐽𝑜𝑠𝑒𝑚𝑎𝑟𝑖́𝑎 𝑒̀ 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒? 🤔Va...
01/06/2026

"𝑁𝑒𝑙𝑙'𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑜, 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑒𝑒𝑑𝑏𝑎𝑐𝑘 𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑎𝑛𝑒𝑜", 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑣𝑎 𝑠𝑎𝑛 𝐽𝑜𝑠𝑒𝑚𝑎𝑟𝑖́𝑎 𝑒̀ 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒? 🤔

Vai al link nei commenti per alcuni consigli di esperti per vivere il messaggio del fondatore dell'Opus Dei nelle realtà del nostro secolo.

Credo in Te, unico vero Dio🤍
01/06/2026

Credo in Te, unico vero Dio🤍

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