Canonici Regolari Lateranensi Italia - Animazione vocazionale

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Ordine religioso cattolico ispirato alla concezione di vita comune di sant’Agostino, presente in tutto il mondo: la Provincia italiana annovera nove Comunità e undici parrocchie.

Oggi 15 giugno festeggiamo San Bernardo da Mentone (o di Aosta) SacerdoteMenthon-Saint-Bernard, Savoia, inizio secolo XI...
15/06/2026

Oggi 15 giugno festeggiamo
San Bernardo da Mentone (o di Aosta) Sacerdote

Menthon-Saint-Bernard, Savoia, inizio secolo XI - Novara, 12 giugno 1081
Dal 1923 è patrono degli alpinisti, ha dato il suo nome a due celebri passi alpini e anche alla simpatica razza canina dotata di botticella per il salvataggio in montagna. È san Bernardo di Mentone, che in realtà, però, non sarebbe nato nella località della Savoia, come si legge in una cronaca del XV secolo, ma ad Aosta intorno al 1020. Divenuto arcidiacono e, poi, Agostiniano, gli venne affidato l'incarico di ripristinare il valico detto «Mons Jovis». Si narra che per far ciò dovette lottare contro le pretese di un demonio e alla fine lo precipitò giù da una rupe. Di sicuro c'è che, partendo dall'abbazia svizzera di Bourg-Saint-Pierre, fondò un monastero in cima a quello che oggi è il Gran San Bernardo. A quota 2.470 metri è un posto di sosta e ospitalità per viaggiatori e pellegrini, nonché l'abitato più elevato d'Europa. Al santo viene attribuita anche la costruzione del cenobio in cima al Piccolo San Bernardo. Morì a Novara nel 1081.
Patronato: Alpinisti, Scalatori (Pio XI - 1923)
Etimologia: Bernardo = ardito come orso, dal tedesco
Emblema: Bastone da montagna, Cane
Martirologio Romano: Sul Mont-Joux nel Vallese, san Bernardo da Mentone, sacerdote, che, canonico e arcidiacono di Aosta, visse per molti anni tra le vette delle Alpi, dove costruì un rinomato monastero e due rifugi per i viandanti, tuttora recanti il suo nome.
Patrono di alpinisti, scalatori e sciatori, secondo alcune fonti San Bernardo nasce ad Aosta, secondo altri documenti, invece, in Francia, a Mentone (Alpi dell’Alta Savoia) intorno al 1020. La famiglia lo fa studiare per indirizzarlo verso il sacerdozio. Ad Aosta Bernardo è molto rispettato e amato per le sue doti di grande predicatore, capace di trasformare tante persone malvagie e dedite al vizio e al peccato in anime buone e timorate di Dio. A Bernardo, diventato arcidiacono della Cattedrale di Aosta, i superiori affidano una missione difficile e importante. Lo mandano sul Monte Bianco (la vetta più alta delle Alpi) e in questo luogo impervio deve costruire dei rifugi per accogliere i pellegrini che dall’Italia si dirigono verso la Svizzera e la Francia.

A quei tempi non c’erano le strade e le gallerie di oggi. Si viaggiava a piedi. E molti pellegrini si perdevano in mezzo alle bufere di neve. Alcuni morivano di freddo perché non c’era nessuno ad aiutarli. Bernardo parte con entusiasmo e arriva a due valichi che, in suo onore, verranno chiamati Gran San Bernardo (situato a oriente del Monte Bianco, collega la Valle d’Aosta con la Svizzera), e Piccolo San Bernardo (si trova sul valico occidentale, 300 metri più basso, e collega la Valle d’Aosta con la Francia). In questi luoghi di montagna Bernardo fa costruire un monastero e due ostelli per accogliere i viandanti, offrire loro da mangiare e un riparo.
Con i suoi monaci, innamorati di Gesù e della montagna, che come lui seguono la Regola di Sant’Agostino, Bernardo va alla ricerca dei dispersi, di chi non riesce più a trovare la strada, accompagnato da grandi cani dal pelo lungo, dall’aria buona e con la borraccia colma di liquore appesa al collo: i famosi cani di razza San Bernardo che, ancora oggi in montagna, vengono addestrati per cercare e soccorrere i dispersi in mezzo alla neve. Bernardo, però, non muore tra le sue montagne. Egli non ha mai smesso di predicare e di portare la pace. Durante uno dei suoi viaggi si ferma a Novara, dove finisce i suoi giorni nel 1081. Nel duomo di questa città piemontese sono custodite le sue spoglie. Viene festeggiato anche il 15 giugno.
Grazie a uomini come lui, l’Europa ha rialzato la testa mille anni fa, dopo aver preso schiaffi per secoli un po’ da tutti: Arabi, Normanni, Slavi, Ungari... Alcuni lo dicono nativo di Mentone. Da documenti vicini al suo tempo risulta di famiglia valdostana: e ad Aosta egli diventa arcidiacono della cattedrale, noto anche come predicatore. Di lui è più ricordata tuttavia l’opera di rianimatore della vitalità europea in uno dei suoi punti più colpiti: il passo di Monte Giove (detto poi in suo onore Gran San Bernardo). E’ l’importantissimo valico che consente il viaggio lineare da Londra alla Puglia, per merci, persone, idee. Dice una preghiera in suo onore: "Il miracolo di Monte Giove, o Bernardo, mostrò la tua santità. Qui tu hai distrutto un inferno e costruito un paradiso".
Alla fine del IX secolo, forze arabe partite dalla loro base di La GardeFreinet (Costa Azzurra) hanno occupato con altri valichi quello di Monte Giove e i villaggi dei due versanti. Qui si sono poi dedicati a rapimenti, sequestri, uccisioni, incendi di monasteri, chiese, paesetti. Ci sono poi signorotti locali, cristiani, che li assoldano volentieri per le loro contese; e non manca chi si spinge fino a imitarli nelle estorsioni. Questo è l’“inferno”. E finisce dopo che nel 973 Guglielmo di Provenza distrugge la base araba di La GardeFreinet, provocando il ritiro delle bande dai monti. Per l’alto valico (a 2.473 metri) riprendono i passaggi, con gravi disagi per ciò che è stato distrutto o bruciato.
E qui arriva Bernardo. Che non porta subito il “paradiso”. Anzi: il suo lavoro inizia nella prima metà dell’XI secolo con molte difficoltà e pochi mezzi. Ma con un’idea innovatrice: tagliare a metà la consueta tappa St.Rhémy (Val d’Aosta) BourgSt. Pierre (Vallese) e stabilire una tappa intermedia proprio sul valico. Intorno all’idea, per opera sua e dei continuatori, si sviluppa l’organizzazione. Invece di un semplice rifugio, i viaggiatori, i cavalli, le merci, troveranno accoglienza organizzata, servizio efficiente, sotto la direzione di una comunità monastica impiantata da lui, e cresciuta dopo di lui, con lo sviluppo di edifici e servizi dalle due parti del valico. A Bernardo si attribuisce anche la fondazione dell’ospizio sull’Alpe Graia (Piccolo San Bernardo), ma la cosa non è certa.
E poi c’è l’altro Bernardo: il predicatore, non solo nella Vallée; anche nella zona di Pavia, ad esempio. E nel Novarese: in sintonia con la riforma della Chiesa, Bernardo si batte contro l’ignoranza e i cattivi costumi del clero, l’abbandono dei fedeli, il commercio delle cose spirituali. E’ la parte meno nota della sua vita, ma è anche quella che impegna tutte le sue forze. Anzi: Bernardo muore appunto facendo questo lavoro, mentre si trova a Novara, la cui cattedrale custodirà poi le sue spoglie.

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Il 21 Maggio festeffiamo Sant'Ivo di Chartres (Beauvais, 1040 – Chartres, 23 dicembre 1116) è stato un importante vescov...
20/05/2026

Il 21 Maggio festeffiamo Sant'Ivo di Chartres
(Beauvais, 1040 – Chartres, 23 dicembre 1116)
è stato un importante vescovo e canonista francese, figura chiave della riforma della Chiesa e autore di celebri opere di diritto canonico che influenzarono profondamente il Medioevo.
È l'autore di testi fondamentali per il diritto canonico medievale come il Decretum, la Panormia e la Tripartita, che cercarono di unificare e armonizzare i decreti papali e i concili precedenti.
Sostenitore della Riforma gregoriana, respinse gli eccessi più estremi.
Sostenne la separazione dei poteri ma predicò l'armonia e la cooperazione tra il potere civile e quello religioso.
Fu abate di Saint-Quentin a Beauvais dal 1078, e venne poi eletto Vescovo di Chartres nel 1090.
Morì nel 1116.

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Il 16 maggio festeggiamo il Santo Ubaldo, Vescovo di Gubbio.Nacque a Gubbio, frequentò gli studi a Fano e poi a Gubbio n...
15/05/2026

Il 16 maggio festeggiamo il Santo Ubaldo, Vescovo di Gubbio.
Nacque a Gubbio, frequentò gli studi a Fano e poi a Gubbio nell’Abazia di San Secondo dei Canonici Regolari con la Regola di Sant’Agostino. Quando divenne priore della chiesa cattedrale, s’impegnò per restaurarne la vita comune. Per questo si recò a Ravenna, dai Canonici Regolari di Santa Maria in Porto, per apprenderne la regola e le tradizioni che introdusse felicemente a Gubbio. Fu poi vescovo di Gubbio, ma non cambiò niente del suo modo di vita; umile e mite sopportò serenamente e volentieri molte avversità. Come vescovo si contraddistingue per la sua modestia poiché evita cerimonie e paramenti costosi. Sempre dalla parte dei più deboli, il futuro santo umbro porta la pace tra le fazioni cittadine dilaniate da feroci faide. In un’occasione non esita a buttarsi in mezzo a una rissa furibonda, mettendo a repentaglio la propria vita. Lo ritrovano riverso a terra, tramortito. I cittadini di Gubbio temono per la vita del loro amato vescovo e, quando Ubaldo rinviene senza un graffio, gli animi si placano. Nel 1155 affronta, con coraggio, l’imperatore Federico Barbarossa che ha già raso al suolo Spoleto e avanza minaccioso verso Gubbio. Ubaldo gli parla e lo convince a risparmiare la città. Tra i tanti miracoli compiuti c’è la guarigione di una bimba sordomuta e di un cieco. Muore a Gubbio nel 1160 lasciando tutti i suoi averi ai poveri. Riposa nella basilica a lui intitolata, sulla cima del Monte Ingino (Gubbio), da cui si può ammirare una suggestiva panoramica della città umbra e della valle che la circonda. A Gubbio, di cui è patrono, ogni anno, il 15 maggio, si svolge la famosissima “corsa dei ceri” (tre enormi strutture di legno portate a spalla). Si narra che alla morte di Ubaldo un suo fedele servitore abbia preso il suo bastone e il suo anello poiché gli erano stati promessi. All’anello, però, rimane attaccato il dito pollice del vescovo. Il servitore nasconde l’anello con il dito nel bastone e si dirige verso il suo Paese, in Alsazia (Francia). Un giorno, si ritrova in un bosco dove si addormenta. Al suo risveglio, il bastone con l’anello che ha piantato per terra non si sfila più, come se avesse messo le radici. In quel luogo viene costruita la maestosa Cattedrale gotica Saint Thiébaut e tutto intorno nasce la fiorente città di Thann, rinomata per i suoi vigneti.

Approfondisci:

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https://www.santubaldogubbio.it/

https://www.comune.gubbio.pg.it/it/vivere/basilica-di-sant-ubaldo

https://lanuovabq.it/it/santubaldo-di-gubbio-1-1-1-1-1-1-1-1-1

https://www.treccani.it/enciclopedia/santo-ubaldo_(Dizionario-Biografico)/

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8 Maggio Festeggiamo una Santa Mistica e Missionaria:Suor Maria Caterina di Sant’Agostino de Longpré, è stata proclamata...
08/05/2026

8 Maggio Festeggiamo una Santa Mistica e Missionaria:
Suor Maria Caterina di Sant’Agostino de Longpré, è stata proclamata Beata a Roma, il 23 aprile 1989 da papa Giovanni Paolo II; la sua festa liturgica è l’8 maggio.
Nata in Francia nel 1632, fin dalla tenera età manifestò inclinazione per le cose divine. Entrata nell’Istituto delle Canonichesse Regolari Ospedaliere della Misericordia di Gesù e consacratasi a Dio con la professione dei voti, si recò nel 1648 in Canada, dove si dedicò con zelo alle opere della ca**tà e così diede il suo generoso contributo personale alla Chiesa che nasceva in quella nazione tra mille difficoltà. Continuò in silenzio il suo stile di vita, di suora prudente, obbediente, caritatevole, umile e precisa; era gratificata di straordinarie grazie mistiche, visioni e rivelazioni, ma dovette sopportare anche continue lotte contro il demonio, che la tormentava con violente tentazioni. Nella sua offerta totale al servizio della gloria di Dio e della salvezza delle anime dei francesi e degli indigeni, Maria Caterina ebbe sofferenze enormi, attaccata dai demoni, che non le concedevano alcun riposo, torturandola moralmente e anche picchiandola fisicamente. Tutte queste esperienze ci sono state tramandate dal gesuita padre Paul Ragueneau, che fu suo confessore e poi suo biografo. Obbedendo totalmente alla volontà di Dio, sopportò con forza le tentazioni e i turbamenti, fino a rifulgere, unita a Dio, di mistiche grazie. Pronta per il cielo, morì a Quebec a soli 36 anni, l’8 maggio 1668.

https://www.santiebeati.it/dettaglio/92539

il 5 Maggio festeggiamo  San Stanislao Casimiritano, preteSan Stanisław Kazimierczyk, sacerdote dei Canonici Regolari La...
05/05/2026

il 5 Maggio festeggiamo San Stanislao Casimiritano, prete

San Stanisław Kazimierczyk, sacerdote dei Canonici Regolari Lateranensi, fu un vero apostolo dell’Eucaristia, ed educatore dei giovani religiosi, ai quali cercò sempre di accendere l’amore per il Santissimo Sacramento.
Nacque il 27 settembre del 1433 a Cracovia da una famiglia borghese: suo padre Mattia Scholtis era tessitore e anche presidente del tribunale municipale per diversi anni; la madre Edvige, che lo diede alla luce in età avanzata, era una donna devota e impegnata nella vita religiosa della parrocchia del Corpus Domini, dove faceva parte dell’Arcifraternita del Santissimo Sacramento.
Battezzato nella chiesa dal Corpus Domini, è qui che, presso la scuola parrocchiale, seguì le prime lezioni, partecipando alle funzioni religiose.
Studiò all’Accademia di Cracovia conseguendo il titolo di baccelliere in teologia.

A 23 anni entrò nella canonica dei Canonici Regolari Lateranensi di Casimiria, dove aveva trascorso la sua infanzia.
Cominciò la sua formazione col noviziato, al termine del quale fece la professare i voti religiosi.
Si distinse per una eccezionale modestia, umiltà e nella fervente preghiera all'Eucaristia.
Dopo l’ordinazione sacerdotale, secondo il costume proprio della canonica, per cinque anni dovette prepararsi agli obblighi apostolici, lavorando allo scriptorium canonicale.
Dopo questi cinque anni, venne nominato predicatore e confessore, mentre nella canonica insegnava ai novizi e sostituiva il padre superiore.
I giovani canonici nutrivano grande stima e fiducia in lui, poiché non solo insegnava loro la dottrina cristiana, ma cercava anche con successo di testimoniarla con la sua vita.
I biografi del Santo scrivono che con le sue omelie destava un’enorme ammirazione “perché tutto quello che usciva dalla sua bocca, zuccherava le anime e conduceva a sante virtù (…)”
e senza essere “lusinghevole in sermoni (…) audacemente castigava peccati grossolani”.
Protettore della gioventù canonicale, insegnava ai giovani candidati la storia della Congregazione, le relative regole e il carisma.
Durante una pestilenza durata parecchio tempo, si prodigò a curare i malati, restando a Cracovia, e sopravvivendo anche lui dopo averla contratta.
Condusse una vita molto intensa ed attiva vivendo molto tempo in preghiera di adorazione davanti al Santissimo Sacramento.
A 56 anni si ammalò e morì il 3 maggio 1489.

Venne sepolto nel presbiterio, accanto all’altare di Santa Maria Maddalena, patrona dei tessitori.
Nel 1632 don Martino Kłoczyński, abate della canonica, fede edificare uno splendido altare dove furono trasferite le spoglie del santo.
Dopo la morte di san Stanisław Kazimierczyk, i fedeli cominciarono a chiedere l’intercessione del santo attraverso le loro preghiere, nella convinzione che possedesse la grazia di ottenere i miracoli, che venivano annotati in un libro speciale.
Già nel primo anno dopo la morte se ne annotarono addirittura 176.
I Canonici Regolari Lateranensi cominciarono a presentare domande ufficiali presso la Santa Sede per confermare il suo culto solo nel 1773.
In seguito, negli anni Settanta del XX sec. il Cardinale Karol Wojtyla, su richiesta dei Canonici costituì una Commissione storica con la finalità di ricercare e raccogliere ogni documento legato alla vita di san Stanisław a conferma della continuità del suo culto.
Sulla base di tali documenti iniziò il processo di beatificazione durato dal 1987 al 1992.
Giovanni Paolo II lo ha beatificato il 18 aprile 1993 a Roma.
Il miracolo che gli ha spalancato le porte alla canonizzazione è stata la guarigione avvenuta intorno al 1617 di Piotr Komorowski, starosta di Oświęcim e proprietario di vaste proprietà a Sucha Beskidzka, che si era ammalato gravemente ad un occhio, tanto che si pensava potesse perdere completamente la vista, non avendo più l’altro occhio.
Il processo di canonizzazione a livello diocesano è stato aperto nel 1995.
Il 19 dicembre del 2009 Benedetto XVI ha infine riconosciuto il miracolo di guarigione ottenuto per sua intercessione.

Il 30 Aprile festeggiamo Sant'ALDOBRANDO,   Vescovo di Fossombrone.Nacque a Cesena, in Emilia verso il 1119; ricevette l...
29/04/2026

Il 30 Aprile festeggiamo Sant'ALDOBRANDO,
Vescovo di Fossombrone.
Nacque a Cesena, in Emilia verso il 1119; ricevette la sua formazione nella collegiata di Santa Maria in Porto, a Ravenna, e 11 anni abbracciò la vita canonicale. Fu eletto vescovo di Fossombrone (foto Ponte della Concordia) e si dedicò al suo ministero con grande impegno, per essere esempio e stimolo al popolo cristiano sotto le sue cure. Mite e generoso con gli altri, fu esigente con se stesso. Morì quasi centenario, nel 1219.

Per approfondire

https://chanoines-du-latran.com/i-nostri-santi/

https://www.treccani.it/enciclopedia/santo-aldebrando_(Dizionario-Biografico)/

In occasione della 63ª Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni la Conferenza Episcopale Italiana ha scelto quatt...
29/04/2026

In occasione della 63ª Giornata Mondiale
di preghiera per le vocazioni
la Conferenza Episcopale Italiana ha
scelto quattro storie di vocazioni
nate e cresciute nella semplicità
di un quotidiano fatto di fedeltà e fiducia.
https://youtu.be/ylxrXetgcKw?t=292
Tra questi il nostro Don Gianpaolo Sartoretto,
Canonico Regolare Lateranense
attualmente Parroco a San Giuseppe a Via Nomentana,
e per molti anni
Animatore Vocazionale Nazionale dei Crl in Italia,
che ringraziamo per le sue parole.

«I luoghi – insegna papa Leone XIV nel suo messaggio –
dove si manifesta maggiormente la volontà di Dio
e si fa esperienza del suo infinito amore
sono spesso i legami autentici e fraterni
che siamo capaci di instaurare nel corso della nostra vita.>>

E' stato intervistato nella Basilica di San Pietro in Vincoli
in quanto sede della Curia dell'Abate Generale dell'Ordine.

Invitiamo a vedere questo video per intero.
https://www.youtube.com/watch?v=ylxrXetgcKw

1 like. "GMPV2026 Storie e luoghi di vocazione"

7 Febbraio festeggiamo San Guerino , Cardinale e Vescovo di Palestrina.Nacque dalla nobile famiglia bolognese dei Guarin...
07/02/2026

7 Febbraio festeggiamo San Guerino , Cardinale e Vescovo di Palestrina.
Nacque dalla nobile famiglia bolognese dei Guarini. Ordinato sacerdote e Canonico della Cattedrale di Bologna, a ventiquattro anni, decise di seguire la Regola di sant'Agostino divenendo Canonico Regolare Lateranense, nel convento di Santa Croce a Mortara.
Nella vita comunitaria si distinse per l'obbedienza e la sua bontà. All'età di 29 anni fu designato alla cattedra vescovile di Pavia. Sentendosi indegno scongiurò che venisse sollevato da tale incarico. Le sue rimostranze furono inutili tanto che scappò nascondendosi fino a quando fu eletto un altro.
Nel 1144 arrivò una nuova nomina a vescovo, questa volta di Palestrina, da Papa Lucio II.
Questa volta dovette accettare, divenendo anche cardinale. Fu vescovo per 13 anni, e da cardinale partecipò a tre conclavi. Morì a 68 nel 1158.

Per Approfondire

https://chanoines-du-latran.com/i-nostri-santi/

https://www.santiebeati.it/dettaglio/39760

http://www.guidoscuderi.it/libri/storia/atlante_storico/index.html =84

https://althistory.fandom.com/wiki/Timeline_1145-1160_(Interference)

4 febbraio festeggiamo San Gilberto di Sempringham,  sacerdoteNacque a Sempringham in Inghilterra, dove si dedicò all’ed...
04/02/2026

4 febbraio festeggiamo San Gilberto di Sempringham, sacerdote

Nacque a Sempringham in Inghilterra, dove si dedicò all’educazione dei giovani.
Diventato sacerdote, nella sua città natale, nel 1130 fondò tre famiglie religiose in un unico monastero: la prima, sotto la regola di san Benedetto, di monache, la seconda di fratelli conversi sotto la regola cistercense, la terza di Canonici Regolari sotto la regola di Sant’Agostino, che avessero la cura spirituale degli altri confratelli.
Questi religiosi e religiose, detti poi Gilbertini, in poco tempo crebbero e si diffusero in tutta l’Inghiherra.
San Gilberto fondò altre case per soli Canonici Regolari di Sant’Agostino e lui stesso fece parte di questo ordine.
Amico di san Bernardo di Chiaravalle, si distinse per prudenza, umiltà e ca**tà verso i poveri.
Morì ultracentenario il 4 febbraio 1189.

Indirizzo

Via F. Redi, 1
Rome

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