13/05/2026
Finestra di preghiera 13 maggio 2026
«I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «No,
passeremo la notte sulla piazza». Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere pani azzimi e così mangiarono. Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono attorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!».
(Gn 19, 1-6)
Il peccato dei Sodomiti, prima che di natura sessuale [...] è di natura sociale, è una mancanza grave sul piano dell'ospitalità. Una mancanza che mette in gioco tutta una serie di fattori: avarizia, incapacità di condivisione, ostilità verso gli stranieri, fino alla vera e propria violenza fisica o all'aggressione sessuale. Il peccato di Sodoma, in poche parole, è il rovescio esatto dell'ospitalità abramica, così abbondantemente esemplificata nel capitolo precedente, e rispetto alla quale l'autore della Genesi opera un voluto contrasto.
(Alberto Mello, da Il Dio di Abramo. Riflessioni sulla Genesi)
Anche qui l’eco della guerra. Ad ogni passo ce lo chiedono: perché? A quale scopo? A 300 km dall’Iraq la guerra appare ancora più insensata. I problemi sono veri ma la via è insensata. La guerra cambia i dittatori ma chi cambia i cuori? Chi cambia le menti? Chi avvicina i popoli, le culture, le religioni? Chi libera dai nuovi dittatori e dalle dittature di pensiero, di fede, di interessi, di privilegi che continuamente si affacciano? Chi converte gli animi? Chi rifà l’uomo? Occorrono uomini di riconciliazione, di dialogo, di comunione, di rieducazione profonda dell’uomo, maestri e testimoni di vita, gente che sacrifica «carne e sangue» come Gesù, disposta a non colpire la carne e il sangue degli altri, fosse anche il proprio nemico.
Signore manda nuovi santi, manda «operai» per questa vigna sconfinata del mondo!
(don Andrea Santoro, Lettere dalla Turchia, Trabzon/Urfa-Harran, 30 aprile 2003)