Finestra per il Medio Oriente

Finestra per il Medio Oriente Associazione fondata da don Andrea Santoro

Finestra di preghiera 3 giugno 2026        «Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del S...
03/06/2026

Finestra di preghiera 3 giugno 2026


«Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del Signore; contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
Così, quando distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato» (Gn 19, 27-29)

Nella tradizione ebraica, le tre preghiere quotidiane vengono ricondotte ciascuna a uno dei Padri. […] Abramo, fra i Padri, è l’inventore della preghiera del mattino, è l’uomo del mattino. Lo è, anzitutto, in un senso molto generale, in quanto Abramo è l’uomo degli inizi, l’operaio della prima ora. È l’uomo che si mette in cammino, anche senza sapere dove deve andare; che dà inizio a una storia di cui non
vedrà l’esito, non conoscerà la fine. È importante avere il coraggio di cominciare, pur sapendo che non è data nessuna garanzia di arrivare al termine. Un’intera generazione, quella dell’Esodo, si è persa nel deserto senza vedere la terra promessa neppure da lontano: possiamo dire, noi, che la sua fatica è stata invano? Abramo è l'uomo del mattino perché ci insegna l’arte di cominciare senza preoccuparsi di come andrà a finire.
(Alberto Mello, da Il Dio di Abramo – Riflessioni sulla Genesi)

… con il completamento dei lavori di restauro della chiesa di Trabzon, è iniziata una terza fase tutta avvolta ancora nell’oscurità, in attesa che Dio ci indichi le sue vie. Questa attesa è fatta di silenzio, di preghiera, di speranza, di intima disponibilità a quello che Dio vorrà, di umiltà nell’accettare la povertà di risorse, di persone, di strumenti, di capacità personali. In questa fase, rileggo il passato della missione, scruto il presente, rivado agli inizi della Chiesa a Gerusalemme, ascoltiamo le Scritture, cerchiamo di capire meglio il mondo da cui veniamo e il mondo dove siamo arrivati...
(don Andrea Santoro, Lettere dalla Turchia, Trabzon, 28 ottobre 2005)

Ricordiamo oggi padre Luigi Padovese, nel 16° anniversario della sua morte. Che possa continuare ad intercedere per la s...
03/06/2026

Ricordiamo oggi padre Luigi Padovese, nel 16° anniversario della sua morte. Che possa continuare ad intercedere per la sua amata chiesa di Turchia e per tutto il popolo turco 🙏

Finestra di preghiera 20 maggio 2026        «Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prend...
20/05/2026

Finestra di preghiera 20 maggio 2026


«Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue due figlie che hai qui, per non essere travolto nel castigo della città». Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.» (Gn 19, 16-19)

Lo stesso Lot [...] manca di decisione, è esitante, «indugia»: in realtà, non sarebbe capace di salvare neanche se stesso. Lo soccorrono gli angeli, prendendo per la mano lui, la moglie e le figlie e portandoli, «per la misericordia di Jhwh su di lui», fuori dalla città sull’orlo della distruzione. Com’è vero per ciascuno di noi, anche Lot si salva a stento, “per il rotto della cuffia”, per pura grazia. (Alberto Mello, da Il Dio di Abramo. Riflessioni sulla Genesi)

Tra i due figli di Abramo che in nome di un diritto sopraffanno l’altro, il figlio «adottato per grazia» deve ricordare che non ci sono meriti e diritti davanti a Dio, che nessun uomo è giusto davanti a Lui, che tutti siamo soccorsi gratuitamente e salvati per grazia, che in questa grazia siamo riconciliati, abbracciati e resi un solo popolo.
(don Andrea Santoro, Lettere dalla Turchia, Urfa-Harran, 23 aprile 2002)

Finestra di preghiera 13 maggio 2026        «I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava sedut...
13/05/2026

Finestra di preghiera 13 maggio 2026


«I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «No,
passeremo la notte sulla piazza». Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere pani azzimi e così mangiarono. Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono attorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!».
(Gn 19, 1-6)

Il peccato dei Sodomiti, prima che di natura sessuale [...] è di natura sociale, è una mancanza grave sul piano dell'ospitalità. Una mancanza che mette in gioco tutta una serie di fattori: avarizia, incapacità di condivisione, ostilità verso gli stranieri, fino alla vera e propria violenza fisica o all'aggressione sessuale. Il peccato di Sodoma, in poche parole, è il rovescio esatto dell'ospitalità abramica, così abbondantemente esemplificata nel capitolo precedente, e rispetto alla quale l'autore della Genesi opera un voluto contrasto.
(Alberto Mello, da Il Dio di Abramo. Riflessioni sulla Genesi)

Anche qui l’eco della guerra. Ad ogni passo ce lo chiedono: perché? A quale scopo? A 300 km dall’Iraq la guerra appare ancora più insensata. I problemi sono veri ma la via è insensata. La guerra cambia i dittatori ma chi cambia i cuori? Chi cambia le menti? Chi avvicina i popoli, le culture, le religioni? Chi libera dai nuovi dittatori e dalle dittature di pensiero, di fede, di interessi, di privilegi che continuamente si affacciano? Chi converte gli animi? Chi rifà l’uomo? Occorrono uomini di riconciliazione, di dialogo, di comunione, di rieducazione profonda dell’uomo, maestri e testimoni di vita, gente che sacrifica «carne e sangue» come Gesù, disposta a non colpire la carne e il sangue degli altri, fosse anche il proprio nemico.
Signore manda nuovi santi, manda «operai» per questa vigna sconfinata del mondo!
(don Andrea Santoro, Lettere dalla Turchia, Trabzon/Urfa-Harran, 30 aprile 2003)

📍Ricordiamo l'incontro di giovedì 14 presso la Parrocchia Gesù di Nazareth
11/05/2026

📍Ricordiamo l'incontro di giovedì 14 presso la Parrocchia Gesù di Nazareth

📍Vi segnaliamo il prossimo appuntamento in ricordo di Don Andrea Santoro organizzato in occasione del XX anniversario della sua morte.

Ricordiamo l'appuntamento di questa sera, in cui pregheremo anche per papa Leone, nel giorno in cui ricorre il primo ann...
08/05/2026

Ricordiamo l'appuntamento di questa sera, in cui pregheremo anche per papa Leone, nel giorno in cui ricorre il primo anniversario del suo pontificato.

📅Venerdì 8 maggio, memoria dei Beati Martiri di Algeria, celebreremo dei vespri solenni, guidati dai diaconi Marcello Ciampi e Andrea Migani.

Ore 19.00, presso la Cappellina dei Parrocchia Santi Fabiano e Venanzio (piazza di Villa Fiorelli, Roma).

«... amati figli della Chiesa in Algeria, [...] la vostra comunità ha radici molto profonde. Siete gli eredi di una schiera di testimoni che hanno donato la vita, spinti dall’amore per Dio e per il prossimo. Penso in particolare ai diciannove religiosi e religiose martiri d’Algeria, che hanno scelto di stare al fianco di questo popolo nelle sue gioie e nei suoi dolori. Il loro sangue è un seme vivo che non smette mai di dare frutto.
Siete anche eredi di una tradizione ancora più antica, che risale ai primi secoli del cristianesimo. In questa terra è risuonata la fervida voce di Agostino di Ippona, preceduta dalla testimonianza di sua madre, Santa Monica, e di altri santi. La loro memoria è un richiamo luminoso ad essere, oggi, segni credibili di comunione, dialogo e pace.»
papa Leone XIV
(13 aprile 2026, Basilica di Nostra Signora d’Africa, in Algeri)

Finestra di preghiera 6 maggio 2026        «Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava a...
06/05/2026

Finestra di preghiera 6 maggio 2026


«Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?» (gn 18, 22-25)

«Di là quegli uomini si volsero per andare a Sodoma, mentre Abramo stava ancora davanti a Jhwh». Questo versetto introduce per la prima volta una disgiunzione fra le “tre persone” apparse ad Abramo. Da una parte c'è il Signore, dall'altra gli angeli che entrano in Sodoma, (…) Abramo non segue gli angeli ma rimane presso il Signore. È già una prova di intimità, e anche di coraggio (...) perché Abramo non sta davanti a Dio come un devoto sottomesso, ma come qualcuno che gli resiste, che ha l'ardire di opporglisi.
Anzi, Abramo gli si fa ancora più vicino. Il verbo “avvicinarsi”, secondo Rashi, è usato in tre diversi contesti: ci si avvicina per dare battaglia, per riconciliarsi, e per pregare. Poste queste premesse, noi diremmo che il significato più appropriato in questo caso dovrebbe essere l’ultimo. Invece l’antico commentatore ebreo sostiene che «Abramo utilizzò tutti questi mezzi: egli si avvicinò a Dio per rivolgergli dure parole, per riconciliarsi con lui, e per pregarlo». In altri termini, la preghiera comporta sia parole dure che parole suadenti, è una lode ma anche una lotta
(Alberto Mello, da Il Dio di Abramo – Riflessioni sulla Genesi)

I cristiani, proprio in quanto discendenti non carnali di Abramo (gli ebrei si considerano discendenti in linea di sangue da Isacco, i musulmani da Ismaele), devono recuperare un’opera di mediazione non carnale, cioè distaccata da interessi propri mostrando in se stessi come la «piccolezza», la «debolezza», la mitezza, l’umiltà, la disponibilità al dono e al servizio dell’altro siano le armi vincitrici e le vie della pace. (…) La via più alta della superiorità è quella dell’amore e della giustizia, che si china sul diritto e il bisogno dell’altro, che non si lascia vincere dal male ma vince il male con il bene, che si apre al perdono perché non vuole giudicare ma salvare, che non ha altro motivo di vanto se non nella gioia e nella vita dell’altro.
(don Andrea Santoro, Lettere dalla Turchia, Urfa-Harran, 23 aprile 2002)

📅Venerdì 8 maggio, memoria dei Beati Martiri di Algeria, celebreremo dei vespri solenni, guidati dai diaconi Marcello Ci...
04/05/2026

📅Venerdì 8 maggio, memoria dei Beati Martiri di Algeria, celebreremo dei vespri solenni, guidati dai diaconi Marcello Ciampi e Andrea Migani.

Ore 19.00, presso la Cappellina dei Parrocchia Santi Fabiano e Venanzio (piazza di Villa Fiorelli, Roma).

«... amati figli della Chiesa in Algeria, [...] la vostra comunità ha radici molto profonde. Siete gli eredi di una schiera di testimoni che hanno donato la vita, spinti dall’amore per Dio e per il prossimo. Penso in particolare ai diciannove religiosi e religiose martiri d’Algeria, che hanno scelto di stare al fianco di questo popolo nelle sue gioie e nei suoi dolori. Il loro sangue è un seme vivo che non smette mai di dare frutto.
Siete anche eredi di una tradizione ancora più antica, che risale ai primi secoli del cristianesimo. In questa terra è risuonata la fervida voce di Agostino di Ippona, preceduta dalla testimonianza di sua madre, Santa Monica, e di altri santi. La loro memoria è un richiamo luminoso ad essere, oggi, segni credibili di comunione, dialogo e pace.»
papa Leone XIV
(13 aprile 2026, Basilica di Nostra Signora d’Africa, in Algeri)

📍Vi segnaliamo il prossimo appuntamento in ricordo di Don Andrea Santoro organizzato in occasione del XX anniversario de...
02/05/2026

📍Vi segnaliamo il prossimo appuntamento in ricordo di Don Andrea Santoro organizzato in occasione del XX anniversario della sua morte.

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Rome
00182

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Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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