18/05/2026
IL GIARDINO SEGRETO
di Anna Sanfelice Visconti
IL PARENTE POVERO
Certo, visto a confronto con la dinamicità del Bernini, che riesce a fissare nel marmo l’attimo culminante del dramma, il busto di questo tranquillo signore eseguito dal suo seguace Franḉois Duquesnoy sembra il parente povero dei capolavori del maestro. Ma, a parte la fattura niente affatto banale, dietro a questa scultura c’è una storia, artistica e umana, che vale la pena raccontare.
È il ritratto di John Barclay, commissionato dal cardinale Francesco Barberini insieme a quello di Bernardo Guglielmi, per onorare i suoi due precettori, poeta e insegnante di letteratura l’uno, di giurisprudenza l’altro, morti entrambi nel 1621 e sepolti a S. Lorenzo fuori le Mura. Dopo quattro anni la vedova del poeta, insoddisfatta della collocazione, chiese di toglierlo per tenerlo presso di sé, e che i resti del marito riposassero presso quelli del Tasso, a S. Onofrio sul Gianicolo. Il busto, restaurato è ora esposto nella mostra sulle committenze della famiglia Barberini al Bernini e ai suoi seguaci.
Guardiamolo da vicino. Duquesnoy è di fondo un classicista, ma l’influenza del maestro traspare sia nell’espressione del viso, calma ma segnata da una ruga a metà della fronte, che in quella degli occhi, vivi e pensierosi. Anche il colletto rigido e importante contribuisce al realismo del ritratto, e il panneggio che attraversa il busto ha la leggerezza di quelli che possiamo ammirare nella veste della S. Teresa in estasi, Per di più, come faceva Bernini, la superficie levigata sembra passata a cera, per dare una luce calda e un aspetto più vivo all’insieme.
Duquesnoy, detto Francesco Fiammingo (era nato a Bruxelles nel 1597) godeva di una discreta fama, tanto che papa Urbano VIII gli aveva commissionato la statua di S. Andrea, una delle quattro nelle nicchie ricavate all’interno dei pilastri che sorreggono la cupola di S. Pietro. La sua S. Susanna, a S. Maria di Loreto al foro Traiano, fu ammirata e riprodotta più volte nelle incisioni. La santa è raffigurata col busto leggermente piegato all’indietro, il movimento accompagnato dalle pieghe dell’abito, ennesima citazione berniniana.
Duquesnoy morì a Livorno nel 1641. Era in viaggio per la Francia, nominato da Richelieu scultore di corte, come suo padre lo era stato dell’arciduca Alberto d’Asburgo. Il busto di John Barclay, al termine della mostra, tornerà nella abituale collocazione a S. Onofrio, affidato alla custodia dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme.