Il Santo del Giorno

Il Santo del Giorno Ogni giorno la storia, i riti e le tradizioni dei Santi

𝐌𝐄𝐃𝐈𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐒𝐔𝐈 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐈 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐀 𝐀𝐃𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐀𝐓𝐀𝐒𝐄𝐂𝐎𝐍𝐃𝐎 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐄 – 𝐋𝐀 𝐅𝐔𝐆𝐀 𝐈𝐍 𝐄𝐆𝐈𝐓𝐓𝐎Appena nato il Redentore, la crudeltà ...
08/09/2026

𝐌𝐄𝐃𝐈𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐒𝐔𝐈 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐈 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐀 𝐀𝐃𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐀𝐓𝐀

𝐒𝐄𝐂𝐎𝐍𝐃𝐎 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐄 – 𝐋𝐀 𝐅𝐔𝐆𝐀 𝐈𝐍 𝐄𝐆𝐈𝐓𝐓𝐎

Appena nato il Redentore, la crudeltà di Erode si scatenò contro di Lui. Un angelo avvertì Giuseppe in sogno: «Alzati, prendi con te il Bambino e sua Madre e fuggi in Egitto» (Mt 2,13). E subito, nella notte, la Santa Famiglia lasciò tutto per mettersi in cammino verso terra straniera.

Quale dolore per Maria! Aveva dato alla luce il Salvatore del mondo, e già doveva vederlo perseguitato e condannato all’esilio. Quella terra che avrebbe dovuto accogliere il suo Re, lo rifiutava e cercava di ucciderlo. Maria, con cuore materno, provò l’angoscia di chi deve proteggere il proprio figlio da una minaccia di morte.

Non fu un pellegrinaggio dolce, ma una fuga fatta di stenti, paure e sacrifici: strade impervie, notti all’aperto, incertezze quotidiane. L’Addolorata portava con sé Colui che è la Vita, ma non trovava posto per Lui. Così iniziava la lunga via della contraddizione che avrebbe accompagnato Gesù fino al Calvario.

Maria e Giuseppe furono davvero pellegrini: camminarono nella notte, senza sicurezze umane, confidando solo nella parola di Dio. Maria insegna che la speranza non è un sentimento vago, ma un affidarsi concreto alla Provvidenza anche quando tutto sembra avverso.

Oggi tanti uomini e donne, come la Santa Famiglia, vivono l’esperienza dell’esilio, della fuga, della migrazione forzata. Maria Addolorata ci ricorda che Cristo è presente in ogni bambino perseguitato, in ogni famiglia costretta ad abbandonare la propria casa. Siamo chiamati ad aprire il cuore e le nostre comunità a chi cerca rifugio e speranza.

Il pellegrino di speranza non cammina mai da solo: porta con sé Cristo, come Maria portava il Bambino, e Lo dona a chi incontra. Anche le prove del cammino possono diventare occasione di testimonianza, se vissute con fede.

Esempio

Si racconta che un povero pellegrino, stanco e affamato, si rifugiò un giorno davanti a un’icona della Vergine Addolorata in una piccola chiesa di campagna. Guardando Maria con il Bambino in braccio, pregò così: «Madre, tu sai cosa vuol dire non avere casa, non avere pane, non avere sicurezza. Aiutami a non perdere la speranza». Poco dopo, un contadino entrò in chiesa e, toccato da quella scena, lo accolse in casa e gli diede lavoro.

Maria non abbandona chi si affida a Lei: come in Egitto vegliò sul Figlio, così oggi veglia su ogni pellegrino che cammina nella fatica e nell’incertezza.

8 Settembre NATIVITÀ DELLA B.V. MARIA La liturgia ci fa chiedere a Dio che la festa della natività della Madonna ci facc...
07/09/2026

8 Settembre
NATIVITÀ DELLA B.V. MARIA
La liturgia ci fa chiedere a Dio che la festa della natività della Madonna ci faccia crescere nella pace. Ed è effettivamente una festa che deve aumentare la pace in noi, perché ci parla dell'amore di Dio verso di noi.
La nascita di Maria è il segno che Dio ha preparato per noi la salvezza: per questo ha preparato il corpo e l'anima della madre di Gesù, che è anche madre nostra.
San Paolo nella lettera ai Romani scrive: "Quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo" (8,29). Questo è particolarmente vero per la Vergine santa, predestinata ad essere conforme all'immagine del Figlio di Dio e figlio suo. E Dio ha predisposto tutte le cose secondo questa intenzione: "Sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio", troviamo poco prima nella stessa lettera.
Dio ha preparato tutte le generazioni umane in vista della nascita di Maria, in vista della nascita di Gesù, e insieme ha agito con mezzi soprannaturali.
E nel Vangelo di oggi si può dire che appaiono sia la parte naturale che quella soprannaturale, l'una e l'altra necessarie per la nascita di Maria.
Questa lunga serie di generazioni, così monotone alla lettura, è in realtà come la sintesi di una storia vivente, spesso anche di peccatori, che è stata condotta da Dio verso la nascita di Maria e di Gesù.
Alla fine però il disegno di Dio si è realizzato con mezzi straordinari, sconcertanti: Giuseppe non capisce ciò che succede, perché avviene per opera dello Spirito Santo. Non bastano dunque le generazioni
umane che si succedono nel tempo per il compimento del progetto di Dio: è necessario l'intervento dello Spirito Santo.
Tutto dunque ci parla dell'amore di Dio: amore di Dio creatore, amore di Dio salvatore.
Oggi dobbiamo, più di sempre, dire a Dio la nostra riconoscenza, la nostra gioia perché egli ha amato Maria e ci ha amati.

CATECHESI IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELLA NATIVITÀ DI MARIA 2/2— MARIA: IL CORAGGIO DI DIRE «ECCOMI»Ieri abbiamo lascia...
07/09/2026

CATECHESI IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELLA NATIVITÀ DI MARIA
2/2
— MARIA: IL CORAGGIO DI DIRE «ECCOMI»

Ieri abbiamo lasciato Maria mentre cresceva. Abbiamo visto una bambina che nasce nel silenzio. Abbiamo visto come Dio prepara senza fare rumore.

Oggi facciamo un salto. Maria è ormai una giovane donna. E arriva il momento della chiamata. Dio non le manda un grande esercito. Non va da una regina. Non cerca una persona famosa. Entra nella vita di una ragazza semplice, a Nazareth.

E l’angelo le dice: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te.» (Luca 1,28)

Da quel momento la vita di Maria cambia.

1. Dio entra nella normalità

Maria non si trova in un tempio. Non sta facendo qualcosa di straordinario. È nella sua vita quotidiana.

Questo ci dice qualcosa di molto importante: Dio viene a cercarci nella nostra normalità.

Non dobbiamo aspettare qualcosa di spettacolare per incontrare Dio. Può parlarci attraverso la famiglia. Attraverso una persona. Attraverso una parola del Vangelo. Attraverso una situazione che ci mette in crisi. Attraverso un desiderio di bene.

Dio entra nella nostra vita concreta.

2. «Non temere»

L’angelo dice: «Non temere, Maria.»

Perché?

Perché Maria ha paura. E questo è bellissimo. Maria non è una persona senza emozioni. Non è una persona che davanti a Dio capisce tutto immediatamente. Ha paura, si domanda, ragiona, chiede.

E Dio non la rimprovera.

Le dice: «Non temere.»

Anche noi spesso abbiamo paura quando Dio ci chiede qualcosa. Abbiamo paura di cambiare, di perdonare, di lasciare una situazione. Abbiamo paura di dire la verità, di fidarci, di fare un passo di fede.

Ma Dio non dice: «Non avere problemi.» Dice: «Non avere paura, perché io sono con te.»

3. Maria domanda: «Come avverrà questo?»

Maria fa una domanda: «Come avverrà questo?»

È una domanda importante.

Maria non dice: «Non voglio.» Dice: «Come?»

C’è una grande differenza.

A volte noi confondiamo la fede con il non fare domande. Ma Maria domanda. Maria vuole comprendere.

La fede non significa avere tutte le risposte. La fede significa fidarsi anche quando non abbiamo tutte le risposte.

4. Maria non riceve tutte le spiegazioni

Maria non riceve un progetto dettagliato della sua vita. L’angelo non le spiega tutto quello che succederà.

Non le dice: «Adesso succederà questo, poi quello, poi arriverà la Croce...»

Maria riceve una parola. E deve fidarsi.

Questo è anche il nostro problema. Noi vorremmo che Dio ci mostrasse tutta la strada.

«Signore, fammi vedere dove sto andando e poi deciderò se seguirti.»

Dio invece spesso dice: «Fai il prossimo passo.»

Maria non vede tutta la strada. Ma dice sì al primo passo.

5. «Eccomi»

E arriviamo alla frase che cambia la storia: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola.» (Luca 1,38)

Maria dice:

Eccomi.

Non dice: «Capisco tutto, ho tutte le risposte e non ho paura.»

Dice: «Eccomi.»

Questa è la fede.

La fede non è assenza di paura. È dire: «Ho paura, ma mi fido di Te.»

6. Il nostro «Eccomi»

Perché Maria non è soltanto una persona da ammirare. È una persona da imitare.

E allora dobbiamo chiederci: Dove Dio mi sta chiedendo il mio “Eccomi”?

Forse nel perdono, in una relazione, in famiglia.

Forse nel servizio, nella preghiera.

Forse nel lasciare andare qualcosa che mi allontana da Dio.

Forse nel ricominciare.

Forse semplicemente nel tornare a Lui.

Dio non ci chiede necessariamente qualcosa di enorme.

A volte ci chiede un piccolo «sì» oggi.

7. Il sì di Maria porta Gesù

Il «sì» di Maria non riguarda soltanto Maria.

Dal suo sì nasce una storia nuova. Maria accoglie Gesù. La sua disponibilità diventa spazio per Dio.

E questo ci riguarda direttamente.

Ogni volta che diciamo sì al bene, alla verità, al perdono, alla fede, diventiamo anche noi uno spazio in cui Dio può agire.

Il nostro sì non cambia soltanto noi. Può cambiare anche la vita delle persone che incontriamo.

Possiamo riassumere il tutto in quattro parole:

NASCITA → PREPARAZIONE → CHIAMATA → RISPOSTA

Maria nasce.

Dio la prepara.

Dio la chiama.

Maria risponde:

«Eccomi.»

E da quel piccolo «Eccomi» nasce Gesù.

Questa è anche la nostra storia.

Dio ci ha donato la vita. Dio ci prepara. Dio ci chiama. E attende la nostra risposta.

Preghiamo

Maria, insegnaci a dire «Eccomi».

Quando abbiamo paura, insegnaci a fidarci.

Quando non comprendiamo, insegnaci ad aspettare.

Quando Dio ci chiama, donaci il coraggio di rispondere.

Fa’ che il nostro cuore diventi una casa capace di accogliere Gesù.

E quando non vediamo tutta la strada, ricordaci che non dobbiamo conoscere tutto il cammino: dobbiamo soltanto avere il coraggio di fare il prossimo passo con Dio.

Maria, donna dell’Eccomi, prega per noi.

Amen.

Un nuovo affresco entra nella storia del Santuario della Madre del Buon Consiglio di Genazzano.Alla vigilia della festa ...
07/09/2026

Un nuovo affresco entra nella storia del Santuario della Madre del Buon Consiglio di Genazzano.

Alla vigilia della festa della Natività di Maria, Papa Leone XIV ha inaugurato il ritratto che lo raffigura in preghiera davanti alla venerata immagine mariana, alla quale è legato fin dagli anni della sua formazione agostiniana.

L’opera è dell’incisore e pittore Marco Innocenzi, già restauratore dei Musei Vaticani, ed è stata realizzata con la tecnica tradizionale dell’affresco: dodici giornate di intonaco dipinte una dopo l’altra, secondo un procedimento che richiede precisione assoluta e richiama le grandi imprese della pittura murale italiana.

Il dipinto completa la serie dei Pontefici che hanno visitato Genazzano, accanto ai ritratti di Urbano VIII, Pio IX, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Un segno che racconta insieme la devozione personale di Leone XIV e la continuità di una tradizione secolare nel santuario mariano caro all’Ordine di Sant’Agostino.

𝐌𝐄𝐃𝐈𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐒𝐔𝐈 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐈 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐀 𝐀𝐃𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐀𝐓𝐀𝐏𝐑𝐈𝐌𝐎 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐄 – 𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐄𝐙𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐄𝐓𝐀 𝐒𝐈𝐌𝐄𝐎𝐍𝐄Sul Calvario, mentre si co...
07/09/2026

𝐌𝐄𝐃𝐈𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐒𝐔𝐈 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐈 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐀 𝐀𝐃𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐀𝐓𝐀

𝐏𝐑𝐈𝐌𝐎 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐄 – 𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐄𝐙𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐄𝐓𝐀 𝐒𝐈𝐌𝐄𝐎𝐍𝐄
Sul Calvario, mentre si compiva il grande sacrificio di Gesù, si potevano mirare due vittime: il Figlio, che offriva la vita con la morte, e la Madre Maria, che sacrificava l’anima con la sua passione interiore. Il Cuore della Vergine fu il riflesso dei dolori di Gesù. Una madre sente le sofferenze del figlio più delle proprie: quanto dovette dunque patire Maria vedendo Gesù crocifisso! San Bonaventura afferma che tutte le piaghe sparse sul corpo di Cristo erano unite nel Cuore della Madre.

Più si ama una persona, più si soffre nel vederla soffrire. Maria amava Gesù in modo unico: lo amava come Dio e come Figlio. Per questo meritò il titolo di Addolorata e Regina dei Martiri. Il profeta Geremia l’aveva vista in visione ai piedi della croce e aveva detto: «A che ti paragonerò, figlia di Gerusalemme? … La tua amarezza è grande come il mare» (Lam 2,13). E ancora: «O voi tutti che passate per la via, fermatevi e vedete se c’è dolore simile al mio!» (Lam 1,12).

I Profeti avevano preannunciato nei dettagli la Passione del Messia. Maria, che conosceva queste parole, accettando di diventare Madre del “Servo sofferente”, sapeva bene a quali dolori andava incontro. Mentre a noi, per bontà di Dio, non è dato conoscere in anticipo le prove della vita, per Maria fu diverso: le fu mostrata la croce del Figlio fin dall’inizio, perché partecipasse più pienamente al mistero della Redenzione. Così, quando portò Gesù al Tempio per offrirlo, sentì pronunciare da Simeone parole che la ferirono nel profondo: «Egli è posto come segno di contraddizione… e anche a te una spada trapasserà l’anima» (Lc 2,34-35).

Da quel giorno il cuore di Maria fu sempre trafitto. Nutrendo il Bambino, pensava al fiele e all’aceto; avvolgendolo nelle fasce, vedeva già le corde della cattura; contemplandolo dormire, lo immaginava morto; guardando mani e piedi, pensava ai chiodi della crocifissione. E ogni volta gli occhi si riempivano di lacrime.

Maria ci insegna che la speranza non è assenza di dolore, ma certezza che Dio sa trasformare anche la croce in una via di salvezza. Ella, pur conoscendo fin dall’inizio la sofferenza che avrebbe accompagnato la vita del Figlio, non smise mai di camminare nella fede. Rimase fedele a Dio anche quando il suo cuore fu trafitto dalla spada del dolore.

Maria ci accompagna nelle nostre sofferenze e ci insegna a portare la nostra croce senza disperarci, fidandoci della Sapienza e dell’Amore di Dio. Il cristiano non è chiamato a fuggire dal dolore, ma ad attraversarlo con fede, sapendo che Dio non abbandona mai i suoi figli.

Come Maria portò in silenzio l’amarezza amarissima della Passione, così anche noi siamo chiamati a trasformare le nostre ferite in occasione di amore e di consolazione per gli altri. La Chiesa intera trova nella Madre Addolorata un modello: come Lei fu accanto al Figlio nel momento della sofferenza, così anche noi dobbiamo farci vicini ai fratelli che portano il peso della croce.

Esempio

Nelle Lettere Annuali della Compagnia di Gesù si legge di un giovane indiano convertito alla fede cristiana. Un giorno, tentato gravemente, stava per cadere in peccato. Giunto alla porta di casa, udì una voce: «Fermati! Dove vai?». Si voltò e vide l’immagine della Madonna Addolorata animarsi: la Vergine staccò dal suo petto la piccola spada e disse: «Prendi questa spada e colpisci me, piuttosto che ferire il Figlio mio con il tuo peccato». Il giovane tremò, cadde in ginocchio e pianse dirotto, chiedendo perdono.

Così fa Maria con ciascuno di noi: ci ferma sulla via del male e ci invita a scegliere la vita. Affidiamoci a Lei nelle nostre prove e nelle nostre tentazioni. Ella, Madre Addolorata, ci insegni a rimanere fedeli a Gesù anche nelle ore più difficili e ad accogliere ogni sofferenza con fede, fiducia e amore.

Preghiera

O Maria Addolorata,
Madre dal cuore trafitto,

insegnaci a fidarci di Dio
anche nelle prove più difficili.

Quando siamo feriti, sostienici.
Quando siamo tentati, fermaci.
Quando perdiamo la speranza,
conducici a Gesù.

Fa’ che, come te,
rimaniamo fedeli ai piedi della croce
e non smettiamo mai di confidare nell’amore di Dio.

Maria Addolorata, prega per noi.

Amen.

CATECHESI IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELLA NATIVITÀ DELLA B.V. MARIA1/2— MARIA: DIO PREPARA NEL SILENZIOQuando pensiamo ...
06/09/2026

CATECHESI IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELLA NATIVITÀ DELLA B.V. MARIA
1/2

— MARIA: DIO PREPARA NEL SILENZIO

Quando pensiamo a Maria, normalmente pensiamo subito all’Annunciazione, al suo “sì”, a Gesù, alla Croce.
Ma prima di tutto questo c’è una bambina.
C’è Maria che nasce.

E possiamo chiederci: perché la Chiesa celebra la nascita di Maria?

Perché quella nascita, apparentemente semplice e nascosta, fa parte del grande progetto di Dio.

Dio sta preparando una donna che un giorno avrà una missione unica: accogliere nel suo grembo il Figlio di Dio.

E qui troviamo il primo messaggio per noi:
Dio prepara ciò che ancora non riusciamo a vedere.

1. Maria nasce dentro una storia

La Bibbia non racconta direttamente la nascita di Maria.

La tradizione cristiana parla dei suoi genitori, Gioacchino e Anna, e ci presenta la nascita di Maria come una risposta alla loro attesa.

Non dobbiamo fermarci tanto ai particolari della tradizione, ma cogliere il significato spirituale.

Maria nasce dentro una storia.
Non arriva per caso.
La sua vita è inserita nella storia della salvezza.

Dio, attraverso generazioni e generazioni, sta preparando la venuta di Gesù.

È come quando noi guardiamo un’opera finita e vediamo soltanto il risultato.
Dio, invece, vede tutto il progetto dall’inizio.

Noi vediamo un giorno.
Dio vede tutta la storia.

2. Dio lavora nel silenzio

Pensiamo a una cosa molto semplice.

Quando nasce un bambino, nessuno sa ancora chi diventerà.
Non sappiamo quali saranno i suoi talenti, le sue scelte, la sua missione.
Vediamo soltanto un piccolo essere umano.

Eppure Dio vede già una storia.

Così è per Maria.

Nasce nel silenzio.
Non ci sono f***e.
Non ci sono grandi annunci.
Non c’è nulla di spettacolare.

Eppure Dio sta preparando qualcosa di straordinario.

Questo è importante anche per la nostra vita.

A volte pensiamo:
“Dio non sta facendo niente.”

Perché non vediamo risultati.
Preghiamo e non succede nulla.
Aspettiamo e non cambia nulla.
Chiediamo una risposta e sembra esserci silenzio.

Ma il silenzio di Dio non significa necessariamente assenza.

Dio può lavorare proprio quando noi non vediamo.

3. Maria ci insegna ad accogliere la nostra storia

Quante volte guardiamo la nostra vita e diciamo:

“Se fosse andata diversamente...”
“Se avessi fatto altre scelte...”
“Se avessi incontrato altre persone...”
“Se Dio mi avesse dato un’altra vita...”

Maria ci insegna qualcosa di diverso.

La nostra storia, con le sue gioie e le sue ferite, può diventare luogo dell’azione di Dio.

Questo non significa che Dio voglia le nostre sofferenze.
Significa che Dio può entrare anche nelle situazioni difficili e trasformarle.

Non dobbiamo avere una vita perfetta per essere amati da Dio.
Dobbiamo imparare a consegnargli la nostra vita.

4. Prima di fare qualcosa, Dio ci ama

Questo forse è il punto più importante.

Maria non ha ancora fatto nulla.
Non ha ancora pronunciato il suo “Eccomi”.
Non ha ancora incontrato l’angelo.
Non ha ancora portato Gesù nel grembo.

Eppure Dio la ama.

Questo vale anche per noi.

Spesso pensiamo che Dio ci ami quando ci comportiamo bene.
Quando preghiamo.
Quando facciamo qualcosa di buono.
Quando siamo fedeli.

Ma il Vangelo ci mostra un Dio che ama per primo.

La nostra vita cristiana non comincia con ciò che facciamo per Dio.
Comincia da ciò che Dio fa per noi.

Prima viene il dono.
Poi viene la risposta.

Prima viene l’amore.
Poi viene il nostro “sì”.

5. Maria è l’aurora

La tradizione cristiana ama vedere Maria come l’aurora che precede il sole.

L’aurora non è il sole.
Ma annuncia che il sole sta arrivando.

Così Maria non prende il posto di Gesù.
Maria ci conduce a Gesù.

La sua nascita è come l’inizio di una nuova luce.

E possiamo fare una domanda a noi stessi:

Sono capace di riconoscere le piccole luci che Dio mette nella mia vita?

Un incontro.
Una persona.
Una parola.
Una difficoltà.
Un desiderio.
Una porta che si apre.

Forse Dio sta preparando qualcosa e noi non ce ne siamo ancora accorti.

Fermarci un momento a pensare:

Che cosa sta preparando Dio nella mia vita?

Non devo avere la risposta.
Posso semplicemente stare davanti a Lui.

E dire:
“Signore, aiutami a fidarmi di Te anche quando non vedo.”

Preghiamo

Maria,
tu sei nata nel silenzio
e sei cresciuta sotto lo sguardo di Dio.
Insegnaci a non avere paura dei tempi di attesa.

Quando non comprendiamo,
insegnaci a fidarci.

Quando non vediamo la strada,
insegnaci a fare un passo alla volta.

Aiutaci a credere che Dio non si è dimenticato di noi e che anche la nostra vita
può diventare parte di una storia più grande.

Amen.

6 Settembre SAN ZACCARIAZaccaria fu un profeta biblico penultimo dei profeti minori dell'Antico Testamento. Figlio di Ba...
06/09/2026

6 Settembre
SAN ZACCARIA

Zaccaria fu un profeta biblico penultimo dei profeti minori dell'Antico Testamento. Figlio di Barachia e nipote di Addo, era di stirpe sacerdotale.

Il libro di Zaccaria si compone di due parti ben distinte. La prima ha per autore un profeta vissuto nel VI secolo a.C. che operò al ritorno dall'esilio in un momento decisivo per la formazione del giudaismo.

Contemporaneo di Aggeo, sostenne la necessità di ricostruire il tempio. Gli esuli tornati da Babilonia attraversavano un periodo di delusione e smarrimento a causa di alcune incomprensioni con la comunità giudaica rimasta in patria. Zaccaria li rincuora promettendo che Dio realizzerà le promesse messianiche. È indispensabile, tuttavia, che tutti recuperino l'integrità morale e operino per la ricostruzione del tempio e della nazione.

La seconda parte inizia con il capitolo 9. Si tratta di materiale composito nel quale vengono riprese tematiche di Ezechiele e altri profeti. Lo scenario che fa da sfondo a questi oracoli risale alla fine del 300 a.C. quando la terra di Israele era stata conquistata da Alessandro Magno ed era iniziata l'epoca ellenistica.

Questa parte del libro dilata ulteriormente l'orizzonte messianico. Il profeta annuncia la rinascita della casa di Davide e parla di un Messia umile e pacifico, in cui gli evangelisti hanno riconosciuto Gesù, il re pacifico che entra in Gerusalemme cavalcando un'asina.

Viene infine annunciato un misterioso trafitto cui guarderanno gli abitanti di Gerusalemme, un testo che sarà citato dall'evangelista Giovanni parlando della lancia che trafisse Gesù al costato provocando la conversione del soldato romano e più in generale dei pagani.

Per questo Zaccaria è uno dei profeti più citati nel Nuovo Testamento ed è venerato anche nella tradizione cristiana.

5 SettembreSANTA TERESA DI CALCUTTAAgnes Gonxhe Bojaxhiu, nata nell’attuale Macedonia da una famiglia albanese, a 18 ann...
05/09/2026

5 Settembre
SANTA TERESA DI CALCUTTA

Agnes Gonxhe Bojaxhiu, nata nell’attuale Macedonia da una famiglia albanese, a 18 anni concretizzò il suo desiderio di diventare suora missionaria ed entrò nella Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto. Partita nel 1928 per l’Irlanda, un anno dopo giunse in India. Nel 1931 emise i primi voti, prendendo il nuovo nome di suor Maria Teresa del Bambin Gesù (scelto per la sua devozione alla santa di Lisieux), e per circa vent’anni insegnò storia e geografia alle allieve del collegio di Entally, nella zona orientale di Calcutta. Il 10 settembre 1946, mentre era in treno diretta a Darjeeling per gli esercizi spirituali, avvertì la “seconda chiamata”: Dio voleva che fondasse una nuova congregazione. Il 16 agosto 1948 uscì quindi dal collegio per condividere la vita dei più poveri tra i poveri.Il suo nome è diventato sinonimo di una carità sincera e disinteressata, vissuta direttamente e insegnata a tutti. Dal primo gruppo di giovani che la seguirono sorse la congregazione delle Missionarie della Carità, poi espanse in quasi tutto il mondo. Morì a Calcutta il 5 settembre 1997. È stata beatificata da san Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 ed infine canonizzata da Papa Francesco domenica 4 settembre 2016.

4 Settembre SANT ROSALIA Nacque da Sinibaldo, signore di Quisquina e discendente del re Carlo Magno. I genitori si preoc...
04/09/2026

4 Settembre
SANT ROSALIA

Nacque da Sinibaldo, signore di Quisquina e discendente del re Carlo Magno. I genitori si preoccuparono di educare la fanciulla nei principi cristiani. E la piccola Rosalia corrispose alle cure dei genitori. Devotamente attendeva alle pratiche di pietà, amava teneramente la Madonna, e per la sua innocenza e bontà di cuore divenne l'idolo dei genitori.

Conoscendo il pregio della verginità, generosamente si consacrò tutta al suo sposo Gesù, mantenendosi illibata per tutta la sua vita. Crescendo negli anni e venendo a conoscere quanto perfido sia il mondo e quanto difficilmente un giglio possa conservarsi intatto tra il fango, fuggì dalla casa paterna e si ritirò in una grotta nei crepacci del monte Quisquina presso Palermo, per darsi all'unione perfetta col suo Sposo Celeste.

Solo una pastorella conosceva il luogo del rifugio di Rosalia ed ogni giorno le portava pane e latte. P difficile esporre a quali aspre penitenze e digiuni si sottopose Rosalia. Si vede ancora la grotta in cui dimorava. Vi si scende per una scala come in un sepolcro: umida, oscura. Si conserva tutt'ora la pietra su cui riposava la Santa e sul muro si vedono scolpite queste parole: a Io, Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e di Rosa, per amore del Signore mio Gesù Cristo scelsi di abitare in questa grotta».

Non vi restò però molto tempo perché avvisata dal suo Angelo che se ivi fosse restata presto sarebbe stata trovata dai suoi genitori, si diresse verso il monte Pellegrino. Sulla sommità del monte gli Angeli le indicarono una grotta che aveva un'apertura appena sufficiente per entrarvi. La luce, penetrando in essa, ne rischiarava le nere pareti; il suolo era talmente bagnato che a stento Rosalia trovò un angolo dove riposarsi senza sprofondare nel fango.

Condusse quel genere di vita per vari anni, finché lo Sposo Divino la chiamò a sò. Una viva luce in quella notte illuminò tutto il monte Pellegrino. A tale improvviso prodigio tutta Palermo si scosse, non conoscendone la ragione. Allora quell'umile pastorella che era stata a parte dei segreti della Santa, corse in città ad annunziare la sua morte. Fu trovata morta dai pellegrini il 4 settembre del 1165. Il giorno seguente si radunò tutto il popolo ed in processione salirono a prendere il prezioso corpo di S. Rosalia, trasportandolo trionfalmente nella cattedrale.

D'allora in poi il Signore si degnò di glorificare la Santa con ripetuti miracoli e il culto di lei andò sempre più crescendo nella città di Palermo e fuori, tanto che quando la Sicilia nel 1625 fu desolata dalla peste, con voce unanime quel popolo si volse a S. Rosalia, trasse le sue reliquie dalla cattedrale, le portò processionalmente per la città ed il terribile morbo parve.

3 Settembre SAN GREGORIO I detto Magno Papa e dottore della ChiesaNacque verso il 540 dalla famiglia senatoriale degli A...
03/09/2026

3 Settembre
SAN GREGORIO I detto Magno
Papa e dottore della Chiesa

Nacque verso il 540 dalla famiglia senatoriale degli Anici e alla morte del padre Gordiano, fu eletto, molto giovane, prefetto di Roma. Divenne poi monaco e abate del monastero di Sant'Andrea sul Celio. Eletto Papa, ricevette l'ordinazione episcopale il 3 settembre 590. Nonostante la malferma salute, esplicò una multiforme e intensa attività nel governo della Chiesa, nella sollecitudine caritativa, nell'azione missionaria. Autore e legislatore nel campo della liturgia e del canto sacro, elaborò un Sacramentario che porta il suo nome e costituisce il nucleo fondamentale del Messale Romano. Lasciò scritti di carattere pastorale, morale, omiletico e spirituale, che formarono intere generazioni cristiane specialmente nel Medioevo. Morì il 12 marzo 604.

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