09/09/2026
🇹🇼 72mila euro per sostenere famiglie e giovani delle periferie romane
Un gesto concreto di solidarietà e fraternità. L’Ambasciata della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede ha donato 72mila euro alla Caritas diocesana di Roma, destinati a due progetti di promozione umana: gli Empori della Solidarietà e il Centro di aggregazione giovanile «Work In Progress».
L’assegno è stato consegnato dall’ambasciatore di Taiwan presso la Santa Sede, Sua Eccellenza Anthony Chung-Yi Ho, al direttore della Caritas di Roma Giustino Trincia, alla presenza del cardinale vicario Baldo Reina.
«Queste due iniziative pongono al centro la dignità, la cura e la promozione della persona e promuovono la testimonianza della ca**tà», ha sottolineato Trincia.
🥫 Gli Empori della Solidarietà, nati proprio a Roma nel 2008, sono oggi cinque – Casilino, Montesacro, Trionfale, Don Bosco e Spinaceto – e sostengono circa 750 famiglie, per almeno 2.500 persone. Grazie al progetto, gli Empori potranno diventare sempre più luoghi «parlanti», affiancando alla distribuzione di alimenti e prodotti di prima necessità percorsi di «educazione alimentare delle famiglie», di «promozione della cultura del cibo» e di educazione finanziaria di base.
👥 «Work In Progress» sarà invece uno spazio di incontro e crescita nel settore Sud della città, promosso dalle parrocchie della XXVII Prefettura, con il coinvolgimento iniziale delle comunità di San Carlo di Sezze, Santa Melania Juniore e San Timoteo. Potrà coinvolgere 250-300 giovani, offrendo «alternative di crescita umana e spirituale» e valorizzando «l’energia e la creatività» dei ragazzi.
Due progetti diversi, ma uniti da una stessa scelta: «una ca**tà che si propone di andare oltre l’assistenza immediata», puntando «alla promozione umana e allo sviluppo delle potenzialità delle singole persone».
Una scelta che parte dalle periferie, «lì dove la solitudine è più marcata» e maggiore è il rischio di esclusione sociale, ma che vuole soprattutto coltivare la speranza.
🙏 Grazie all’Ambasciata di Taiwan per questo «segno concreto di solidarietà e di fraternità tra i popoli».