08/08/2020
La dinamica spirituale proprio perchè ha come oggetto Dio, è una dinamica spaesante rispetto alle altre dinamiche che abbiamo nella vita. In questo spaesamento l'unico termine di paragone che ci aiuta a rapportarci a Dio sono le esperienze umane che abbiamo fatto. Per questo se siamo stati feriti nelle nostre esperienze di relazione, di bene, di amore, facciamo fatica ad aprirci a Dio perchè non troviamo un termine di paragone affidabile. E' qui che interviene la Grazia, chiedendoci di rischiare una fiducia contro ogni statistica umana che abbiamo già vissuto. La Grazia ci offre un'occasione, ma tocca a noi raccoglierla. E' come se per un istante qualcuno aprisse una feritoia nel muro che ci imprigiona e ci dicesse "disobbedisci alla tua storia, e fidati di me". Ma se nella vita spirituale si conserva la difensiva che usiamo nei rapporti umani, allora Dio non solo è deludente ma è praticamente assente, non perchè non esiste, o non vuole starci, ma perchè lo consideriamo irrilevante rispetto al nostro vissuto; lo consideriamo uno tra gli altri. Quando diciamo che Dio è Uno, non stiamo dicendo solo che non esistono altri, ma stiamo dicendo che è "unico". E dire che è unico significa dire che non possiamo considerarlo alla stregua di tutte le altre esperienze che abbiamo già fatto nella vita. La vita spirituale consiste nel dare a Dio la possibilità "unica" di rapportarsi alla nostra unicità sprigionandola.