31/05/2026
Oggi Caritas è scesa in tante piazze d’Italia per “piantare” la Tenda del Buon Gioco e per abitare i luoghi della vita quotidiana, fermarsi accanto alle persone, aprire uno spazio di ascolto dove troppo spesso restano solo silenzi, solitudini e fatiche nascoste.
Perché parlare di azzardo significa parlare di persone, di famiglie, di fragilità economiche, di speranze ferite dall’illusione di una vincita facile.
La Tenda del Buon Gioco ha allora attraversato il nostro Paese per affermare che l’azzardo non è un gioco, perché isola, illude, impoverisce, ferisce le persone e le famiglie. Il gioco vero, invece, crea legami, apre alla gratuità, restituisce tempo condiviso, fa comunità.
Da Ancona a Formia, da Roma a Como, da Firenze a Lamezia Terme, da Messina a Perugia e in molte altre piazze, operatori e volontari delle Caritas diocesane impegnate nel progetto “Vince chi smette” hanno incontrato cittadini, famiglie, giovani, comunità.
Abbiamo scelto di stare nei luoghi della vita quotidiana perché è lì che spesso l’azzardo si normalizza. Ed è lì che vogliamo riportare consapevolezza, prossimità e speranza.
Grazie a tutte le Caritas diocesane che hanno reso possibile questa giornata, certi che contro l’azzardo servono comunità che si formano, ascoltano, si mettono accanto per accompagnare.
Vince chi smette. Vince chi non resta solo.