01/06/2026
Discernimento, sostenibilità e corresponsabilità sono i temi del Raduno dei Superiori maggiori che si sta svolgendo a Bucchianico (Ch) in questI giorni. “Iniziare questo incontro a Bucchianico – ha detto padre Pedro Tramonitin, Superiore generale dell’Ordine, durante l’omelia – significa tornare alle radici per guardare avanti. Qui a Bucchianico il Signore ha piantato una vigna che continua a dare frutti in tutto il mondo. Ma oggi ci chiede di rinnovare il modo di coltivarla: con discernimento, sostenibilità e corresponsabilità.”
Per padre Pedro, “La vigna cresce con la sostenibilità economica, vocazionale, comunitaria, spirituale evangelico. La sostenibilità è la capacità di garantire che la missione continui, che il carisma non si esaurisca, che le n opere non diventino pesi ma strumenti di misericordia.
La sostenibilità nasce soprattutto dalla qualità del nostro ministero, cioè il come si fa e come si vive. La qualità evangelica del nostro servizio. Nasce anche dalla sobrietà personale e comunitaria e della capacità di collaborare con gli altri senza perdere l'identità. La vigna è sostenibile quando è curata con amore e sapienza”.
La sostenibilità da sola però non basta: “Il dramma della parabola nasce dall'isolamento – ha detto ancora padre Pedro – : i vignaioli non riconoscono né il padrone né gli inviati. La corresponsabilità è l'antidoto a questa chiusura. È la capacità di camminare insieme, di condividere scelte, di valorizzare competenze, di coinvolgere laici, collaboratori, famiglie carismatiche.
Per l'Ordine la corresponsabilità è oggi una necessità vitale: per governare con trasparenza; per prendere decisioni realistiche e profetiche, per garantire continuità del ministero; per generare nuove vocazioni attraverso una testimonianza credibile. La corresponsabilità è riconoscere che la missione è più grande di noi”.
Nella Parabola però non c’è solo l’ammonimento, c’è anche la speranza: “Il padrone non si stanca di inviare messaggeri. Anche oggi il Signore ci parla, ci provoca, ci affida il suo Figlio. E ci chiede di non avere paura di cambiare, di potare, se necessario e di ricominciare”.