09/08/2026
Tornare a casa - Un commento Zen all'Odissea
in questi giorni al cinema sta spopolando, e per certi versi facendo anche un po' discutere, la rivisitazione dell' firmata dal famoso regista Christoper Nolan. Non è la prima volta che la cinematografia mondiale si avventura nella rivisitazione di uno dei più grandi classici letterari di tutti i tempi. La stessa letteratura, nei secoli, ha prodotto svariate riletture dell'opera di Omero, riadattandola o rileggendola alla luce delle più diverse culture e ideologie.
Ci piace allora riproporre all'attenzione un'opera che Dario Doshin Girolami, con la casa editrice La Parola, ha avuto il privilegio di portare ai lettori italiani ormai sedici anni fa, ma che sicuramente torna di attualità proprio in questi giorni. Si tratta del commento zen all'Odissea frutto dello studio di Norman Fischer, poeta e scrittore, oltre che maestro zen e abate del San Francisco Zen Center dal 1955 al 2000. Nella prefazione di Dario Doshin Girolami alla traduzione italiana, e che in parte trovate qui di seguito, vengono sottolineate quelle particolarità del testo che rendono la rilettura del classico greco in chiave zen molto significativa e attuale.
Può rivelarsi una buona lettura per l'estate, magari dopo aver riletto la stessa opera di Omero e passato una serata al fresco di una sala cinematografica gustandosi il film di Nolan.
Norman Fischer, Tornare a casa. Un commento Zen all'Odissea, ed. La parola, 2010.
"Forse in molti ricordano quando, negli anni Settanta, la Rai mandò in onda per la prima volta Odissea, con Bekim Femhiu. Con i vecchi monitor in bianco e nero e la ricezione nebulosa, si aveva quasi l’impressione di guardare il vero Ulisse, attraverso un cronovisore che, come una finestra sul tempo, ci faceva vedere in diretta le sirene attirare i marinai, o il ciclope scagliare massi. Finalmente i personaggi che avevamo immaginato sui banchi di scuola avevano un volto. Ma da sempre l’Odissea appartiene profondamente alla nostra cultura, tanto che molti luoghi del nostro paese hanno nomi connessi a tale poema. Per esempio Scilla e Cariddi, le isole Eolie, il monte Circeo.
Per farci conoscere lo Zen, Norman Zoketsu Fisher, da compassionevole maestro quale è, piuttosto che usare antiche storie cinesi - come fanno normalmente i libri sullo Zen - e per aprirci la mente e il cuore, usa le storie dell’Odissea, storie che ci appartengono e che dunque sono assolutamente comprensibili alla mente occidentale.
Inoltre, abilmente l’autore affianca all’antica saggezza Zen citazioni dal Cristianesimo, dall’Ebraismo, dalla teologia e dalla filosofia, attingendo alla sua unica e unificante visione della vita. Quindi, come tutti i veri libri Zen, questo è un libro Non Zen. Il Maestro Zoketsu, infatti, riesce ad andare al di là del linguaggio dello Zen, puntando dritto verso quella patria spirituale che appartiene a tutti gli esseri.
Quando Odisseo - o Ulisse per i latini - torna a Itaca, il primo a riconoscerlo, al di là di ogni mascheramento, è il cane Argo, che rizzò muso e orecchie. Ma nell’edizione originale greca Omero ci dice che Argo noèin con il muso. Il verbo noein vuol dire annusare, fiutare e indica la capacità di subdorare, di presentire, di accorgersi istintivamente di qualcosa. Dopo Omero, il verbo è divenuto il termine per indicare il pensare. Ma anche quando questo termine si è sviluppato con un significato tecnico, ha sempre indicato un’apprensione in qualche modo diretta, immediata, un’intuizione, opposta a forme di pensiero discorsivo. E la pratica Zen ha proprio a che vedere con il silenziare la mente logico discorsiva per permettere a un pensiero più profondo di sorgere. Un pensiero diretto, intuitivo, perfettamente aderente a quello che è la realtà, un pensiero immediato, cioè senza mediazioni. Attraverso questo libro Norman Fisher sembra proprio volerci insegnare a pensare in questo modo, cioè a pensare il non-pensiero, come si dice nella tradizione Zen. Non è un caso che un famoso koan zen - cioè uno di quei famosi indovinelli irrisolvibili razionalmente usati dalla tradizione per aprire la mente del praticante - domanda: Un cane ha la natura di Buddha?
Ma c’è di più. Poiché lo Zen è essenzialmente una pratica, ogni capitolo si conclude con un esercizio pratico di meditazione. Passo dopo passo il lettore viene condotto lungo il viaggio interiore attraverso una serie di pratiche profondamente utili a chi intende avvicinarsi alla meditazione Zen ma anche a tutti quelli che intendono seguire un cammino spirituale, o meglio, un viaggio di ritorno a casa" (dalla Prefazione di Dario Doshin Girolami).
https://www.appuntidiviaggio.it/9788895120225--tornare-a-casa--norman-fisher.html?fbclid=IwY2xjawTlLpRwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMHpqTXo1MkVGWjZ0MTA3cWtzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeXjLU2bAvUmvHmislKsc20LLiBX9lZy-QrqVn4q0JLWp1QTJSFgU_H-QR6UA_aem_hVtqUVUvKBeHIn8aVWkCRg