09/09/2026
📍"La scuola non deve demonizzare i linguaggi digitali, parte della vita dei ragazzi e dotati di una propria creatività, ma deve aiutarli a comprendere che ogni contesto richiede parole, registri e forme differenti: un messaggio a un amico non ha la stessa struttura di una relazione, una lettera, un’argomentazione o un intervento pubblico. Il compito della scuola è ampliare le possibilità espressive, non censurare quelle già utilizzate.
Un vocabolario ricco permette di nominare meglio la realtà, riconoscere le emozioni, formulare domande più profonde e partecipare consapevolmente alla vita sociale: significa essere più liberi.
Occorre quindi lavorare quotidianamente su lettura, scrittura e oralità, confrontando linguaggi diversi: riscrivere messaggi informali in forma argomentativa, analizzare il linguaggio dei social, riconoscere semplificazioni e manipolazioni, imparare a sostenere una tesi e ad ascoltare quella degli altri. Il digitale può così diventare un ambiente da conoscere e comprendere criticamente, non un nemico da cui fuggire."
📌Un passaggio dell'intervista alla Presidente nazionale Kaladich per in occasione dell'apertura del nuovo anno scolastico
Rimettere la persona al centro, rafforzare l’alleanza tra scuola e famiglia e accompagnare gli studenti nelle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale. Sono le priorità indicate dalla Fidae nel Manifesto 2026. Alla ripresa delle attività scolastiche, in questo mese di settembre, i...