07/11/2025
SINASSI DEL CONDUTTORE DELLE SCHIERE CELESTI – MICHELE
La Sinassi del Conduttore delle Schiere Celesti Michele e delle altre Potenze Incorporee fu istituita all’inizio del IV secolo dal Concilio locale di Laodicèa, avvenuto alcuni anni prima del Primo Concilio Ecumenico. Il Concilio di Laodicèa, con il suo 35º Canone, condannò e respinse come eretico il culto degli angeli come creatori e dominatori del mondo, affermando invece la loro corretta venerazione ortodossa. Fu istituita una festa nel mese di novembre — il nono mese a partire da marzo (con cui, anticamente, iniziava l’anno) — in relazione ai nove ordini angelici. L’ottavo giorno del mese fu stabilito per l’adunanza di tutte le Potenze Celesti, in connessione con il Giorno del Terribile Giudizio Finale, che i santi Padri chiamano “l’Ottavo Giorno”: poiché dopo questo secolo, in cui trascorsero i sette giorni della Creazione, verrà l’Ottavo Giorno — quando «verrà il Figlio dell’uomo nella sua Gloria, e con Lui tutti gli Angeli santi» (Mt 25,31).
Gli Ordini Angelici sono divisi in tre Gerarchie: superiore, media e inferiore.
Nella Gerarchia Superiore si trovano i tre Ordini: Serafini, Cherubini e Troni.
I Serafini, a sei ali (Is 6,1-2), stanno più vicini alla Santissima Trinità. Sono infiammati d’amore per Dio e infiammano gli altri allo stesso amore.
Dopo i Serafini stanno i Cherubini (Gen 3,24), “ricchi di occhi”. Il loro nome significa: effusione di sapienza, illuminazione; attraverso loro viene riversata la luce della conoscenza divina e della comprensione dei misteri di Dio.
Dopo i Cherubini vengono i Troni (Col 1,16), portatori della grazia, i quali misteriosamente sostengono la giustizia e il giudizio di Dio.
La Gerarchia Media comprende i tre Ordini: Dominazioni, Potenze e Virtù (o Autorità).
Le Dominazioni (Col 1,16) governano gli ordini angelici inferiori. Ispirano i governanti della terra al retto governo, sottomettono i moti peccaminosi e sostengono l’anima nella vittoria sulle tentazioni.
Le Potenze (1 Pt 3,22) compiono la volontà di Dio e operano miracoli, concedendo il dono della fortezza e della pazienza ai giusti.
Le Autorità (1 Pt 3,22; Col 1,16) hanno il potere di respingere le insidie del demonio, sostenendo gli asceti nella lotta contro i pensieri malvagi.
La Gerarchia Inferiore comprende: Principati, Arcangeli e Angeli.
I Principati (Col 1,16) governano gli angeli inferiori e guidano le nazioni e i popoli, istruendo le autorità a vedere il loro ufficio come servizio a Dio e al prossimo.
Gli Arcangeli (1 Ts 4,16) annunciano le cose grandi e sante, rivelano i misteri della fede e fortificano la fede nei cuori.
Gli Angeli (1 Pt 3,22) sono più vicini a noi. Guidano gli uomini alla vita virtuosa, proteggono e sostengono i caduti, e non ci abbandonano mai se li invochiamo.
Tutti gli ordini angelici sono chiamati Angeli in quanto inviati a compiere la volontà di Dio; il Signore rivela il Suo volere agli ordini più alti, i quali lo comunicano ai successivi.
Su tutti i Nove Ordini il Signore ha posto come Conduttore il Santo Arcistratega Michele (il cui nome in ebraico significa: “Chi è come Dio?”). Egli, fedele a Dio, abbatté dal cielo il superbo Lucifero con gli spiriti decaduti, esortando gli angeli rimasti: «Stiamo con timore dinanzi al nostro Creatore e non pensiamo ciò che dispiace a Dio!»
Secondo la Tradizione, Michele intervenne in molti avvenimenti dell’Antico Testamento: guidò Israele nell’Esodo sotto forma di colonna di nube e di fuoco, annientò l’esercito di Sennacherib (2 Re 19,35), salvò i Tre Giovani nella fornace (Dn 3,22-25), trasportò il profeta Abacuc in Babilonia per nutrire Daniele nella fossa dei leoni, impedì al demonio di mostrare il corpo di Mosè (Gd 1,9).
Il Santo Michele continua a manifestare la sua protezione nella Chiesa, e numerose sono in ogni tempo le sue apparizioni e i suoi miracoli. In Terra Russa, sin dai tempi antichi, molte città, monasteri e chiese furono dedicate a lui, e gli furono innalzati inni, icone e cattedrali.
⸻
Gli altri Arcangeli conosciuti dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione sono:
• Gabriele — “Forza di Dio” (Dn 8,16; Lc 1,26)
• Raffaele — “Guarigione di Dio” (Tb 3,16; 12,15)
• Uriel — “Fuoco/luce di Dio” (3 Esd 5,20)
• Selafiel — “Preghiera di Dio” (3 Esd 5,16)
• Jehudiel — “Lode di Dio”
• Barachiel — “Benedizione di Dio”
• Jeremiel — “Elevazione verso Dio” (3 Esd 4,36)
⸻
Iconografia tradizionale:
• Michele — calpesta il demonio, nella mano sinistra tiene un ramo di palma, nella destra una lancia con stendardo crociato (o spada fiammante).
• Gabriele — con ramo paradisiaco o lampada e specchio di diaspro.
• Raffaele — conduce Tobia e porta un vaso di balsamo.
• Uriel — brandisce una spada e una fiamma.
• Selafiel — in atto di preghiera, con mani sul petto.
• Jehudiel — regge una corona d’oro e un flagello.
• Barachiel — veste ornata di rose.
• Jeremiel — tiene una bilancia.