Parrocchia SS. Silvestro e Martino ai Monti

Parrocchia SS. Silvestro e Martino ai Monti Chiesa della Diocesi di Roma retta dai Frati dell'Ordine della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo Nel 1759 fu incorporato alla Provincia Romana.

La Chiesa, che sorge sul Colle Oppio verso l’Esquilino, è una delle più antiche della città di Roma. Nel III secolo un esponente della famiglia degli Equizi (da qui il nome di Titulus Equitii), forse un prete, costruì la prima chiesa dedicata alla Vergine Maria “Gaudiam Cristianorum”; tra le sue mura papa Silvestro incontrò l’imperatore Costantino e si tenne un incontro preparatorio del primo Conc

ilio di Nicea nel 324. Nel 509 papa Simmaco edificò la Basilica sopra il Titulus Equitii, dedicandola a San Martino di Tours e papa Silvestro. Restaurata nel 772 da papa Adriano I, oggi si conserva qualcosa della originaria Basilica, demolita nel 844-847 da Sergio II che costruì l’attuale, completata sotto Leone IV (847-855): a tre navate, con un piccolo atrio, riutilizzando colonne e capitelli dell’antica chiesa di Simmaco, dotandola di ciborio ed amboni, decorando l’abside con un mosaico e creando una cripta con le reliquie di martiri provenienti dalle Catacombe di Priscilla. La Chiesa assegnata prima ai Benedettini ed in seguito ai Canonici Regolari, nel 1299 venne affidata da Bonifacio VIII, già cardinale titolare, all’Ordine Carmelitano con l’annesso convento, a condizione che vi erigessero una casa di studio; il convento è stato anche residenza del Priore Generale e della sua curia. Nella seconda metà del XVII secolo, il Priore Generale dell’Ordine, Giovanni Antonio Filippini, avviò importanti opere di restauro sia della Basilica sia del convento (l’attuale stile barocco della Chiesa risale appunto a questo periodo). Grandi artisti lavorarono nella Basilica chiamati dal Filippini; ricordiamo Filippi Gagliardi autore della cripta, Gaspare Dughet autore degli affreschi di S. Elia, Paolo Naldini ed altri. Nella ca****la si venera l’immagine cinquecentesca della Madonna del Carmine opera di Girolamo Massei. La Basilica è sede cardinalizia dal IV secolo ed ha avuto illustri titolari tra cui ricordiamo S. Carlo Borromeo, S. Giuseppe Maria Tomasi di Lampedusa, Achille Ratti (Pio XI) e Giovanni Battista Montini (S. Paolo VI), mentre S. Gaspare del Bufalo è stato battezzato qui. Non possiamo dimenticare l’opera del Beato Angelo Paoli, sacerdote carmelitano morto nel 1720, sepolto nella Basilica, ricordato con il titolo “Padre dei poveri” per la sua instancabile attività caritativa tra i poveri di Roma. Tra le ricorrenze più importanti celebrate in Parrocchia, la festa di San Martino di Tours (11 novembre) ma soprattutto la festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (16 luglio) che richiama molti fedeli che la invocano con il nome di “Madonna del Carmine” da quasi otto secoli.

07/04/2024
22/02/2024

Ecco il terzo video con la riflessione di oggi realizzata per Vatican News nei giorni in cui il Papa e la Curia romana sono impegnati nelle meditazioni di inizio Quaresima

22/02/2024
22/02/2024

Avviato nella basilica lateranense il percorso di riflessione quaresimale guidato da Franco Nembrini, sulle avventure del burattino di Collodi. A fare da filo conduttore, il tema del "dramma della libertà". L'inizio della storia: il «gesto creatore di un padre»

22/02/2024

La diocesi di si stringe attorno ai giovani che stanno per diventare sacerdoti. Il 20 aprile, alle ore 18, nella basilica di San Pietro, il cardinale vicario Angelo De Donatis, infatti, presiederà la Messa con le ordinazioni presbiterali. In vista dell’appuntamento, sono in programma diversi momenti di preghiera per sostenere i nuovi sacerdoti. “In nessun altro c’è salvezza (At 4, 12)” è il tema che accompagna le veglie vocazionali di settore, in programma il primo marzo alle ore 20.45.

In particolare, la veglia per il settore Nord si terrà nella parrocchia di San Mattia (via Renato Fucini 285) e sarà guidata dal vescovo Daniele Salera; quella per il settore Sud nella parrocchia della Santissima Annunziata (via di Grotta Perfetta 591) con il vescovo Dario Gervasi; per il settore Ovest, la veglia si terrà al Pontificio Seminario Romano Minore (via Aurelia 208) con il vescovo Baldo Reina; per il settore Est, infine, nella parrocchia di Santa Maria Consolatrice (via di Casal Bertone 80) con il vescovo Riccardo Lamba. È inoltre in programma una veglia diocesana di preghiera nella basilica di San Giovanni in Laterano, che avrà luogo il 19 aprile alle ore 20.30, alla viglia delle ordinazioni, e sarà presieduta dal cardinale vicario.

Pontificio Seminario Romano Minore

16/02/2024


Preghiera, elemosina e digiuno non sono tre esercizi indipendenti, ma un unico movimento di apertura, di svuotamento: fuori gli idoli che ci appesantiscono, via gli attaccamenti che ci imprigionano. Allora il cuore atrofizzato e isolato si risveglierà.

02/02/2024


Presentazione del Signore
(di Matteo Liut)

Sappiamo riconoscere Dio quando si presenta davanti ai nostri occhi? Sappiamo cogliere la salvezza "preparata" dal Signore "davanti a tutti i popoli"? Oggi la liturgia ci mostra due figure, quelle di Simeone e Anna, che hanno saputo attendere, discernere e accogliere la luce vera. Attraverso di loro la ricorrenza odierna si lega, e completa, quella dell'Epifania: oggi si compie quella rivelazione del volto del Creatore che si fa uomo per l'intera umanità, riprendendo il cammino di Israele, il popolo che per primo ha stretto un'alleanza con Dio. Un gesto, la Presentazione di Gesù al tempio, che di fatto, non solo "onora" e compie l'antica legge, ma che getta un ponte tra le generazioni. Tra gli antichi padri, che hanno atteso il Messia, e quel bimbo, icona della speranza nel futuro e promessa di un mondo nuovo. Della ricorrenza liturgica odierna, che cade quaranta giorni dopo il Natale (tempo della presentazione al tempio secondo "legge" rispettata da Maria e Giuseppe), le prime tracce risalgono al IV secolo.

Altri santi. Santa Caterina de' Ricci Vergine (1523-1590); beato Andrea Carlo Ferrari, cardinale (1850-1921).

Domenica 28 gennaio, Chiara Lico, redattrice del TG2 è venuta a curare un servizio sulla nostra Parrocchia; appena avrem...
02/02/2024

Domenica 28 gennaio, Chiara Lico, redattrice del TG2 è venuta a curare un servizio sulla nostra Parrocchia; appena avremo notizia della messa in onda vi faremo sapere. Intanto grazie Chiara per la tua disponibilità e il tuo entusiasmo.

Il Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2024
01/02/2024

Il Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2024

Nel messaggio per il 2024 Francesco riconosce che l’umanità di oggi ha raggiunto "livelli di sviluppo scientifico, tecnico, culturale, giuridico in ...

La Basilica dei SS. Silvestro e Martino ai Monti raccontata da un monticiano.[parte quinta]A questo punto si era formata...
01/02/2024

La Basilica dei SS. Silvestro e Martino ai Monti raccontata da un monticiano.

[parte quinta]
A questo punto si era formata una squadra di valenti artisti, soprattutto il Dughet e il Naldini, sotto la direzione di Filippo Gagliardi, per non parlare degli altri che stavano dipingendo le tele degli otto altari, posti sulle due navate laterali: Pietro Testa detto “il Lucchesino”, Girolamo Muziano, Giovanni Angelo Canini, Matteo Piccioni, Fabrizio Chiari detto il Tittarella”, Giovan Battista Greppi, Filippo Gherardi, Giovanni Francesco Grimaldi detto “il Bolognese” (si ipotizza che si stato lui ha realizzare due degli affreschi di Dughet).
Filippo Gagliardi si accingeva a dare il tocco artistico definitivo alla navata centrale.
Per lui, fanatico delle prospettive, la navata centrale aveva un problema, un errore di prospettiva, ovviamente; la causa, il meraviglioso soffitto donato nel ‘500 dal Cardinale S. Carlo Borromeo, titolare della nostra Basilica, che però veniva a schiacciare la prospettiva di questa chiesa che era nata con il soffitto a capriate, con ben più ampio respiro.
Per correggere questo ‘errore’ il Gagliardi, se fosse stata una persona normale, poteva rimediare innalzando il soffitto, ma dato che era “bizzarro” decise di abbassare il pavimento, col rischio di far crollare tutto!
Si doveva abbassarlo di 80 centimetri ma né lui, né il committente, il P. Filippini, poterono realizzare questo progetto: il Priore morì nel 1654, lasciando però nel testamento la volontà di far proseguire i lavori al Gagliardi – segno che qualcuno forse non era d’accordo – ma il Gagliardi morì nel 1659; l’opera fu portata a termine dal Padre Generale Francesco Scannapieco nel 1664, lasciando però bene in evidenza lo stemma del Filippini (l’aquila bicipite) nei basamenti delle colonne.
Questo lavoro ‘pazzesco’ dette slancio, armonia, equilibrio a questa Basilica e la rende unica: io la chiamo la Basilica con le colonne sospese; sembra quasi che non tocchino terra!
Le chiese con le colonne che partono da terra danno un senso della maestosità: qui no, ci troviamo davanti ad un’opera di una leggerezza e uno slancio unico e affascinante.
Prima di scendere nella Cripta e nel Titolo di Equizio (la villa romana trasformata in chiesa nel IV sec.), concludiamo la visita della Basilica superiore accennando solamente alle tele degli artisti che abbiamo appena citato.
Partendo dalla navata destra in fondo dove si trova l’ingresso posteriore della Basilica, accanto all’abside, con una imponente scalinata settecentesca, troviamo le pale d’altare: “S. Carlo Borromeo” di Gherardi, “Il martirio di S. Stefano” di Canini, “S. Martino di Tours” di Chiari, l’urna-reliquiario del Beato Angelo Paoli, Carmelitano “Padre dei poveri”, precursore della clownterapia, vissuto per oltre 30 anni in questo convento e deceduto il 20 gennaio 1720, “S. Teresa d’Avila” di Greppi, “S. Maria Maddalena” di Piccione.
Nella controfacciata: il fonte battesimale del 1700 (Giuseppe Valadier?), con sopra una copia del quadro del “Battesimo di Gesù” di Cavallucci (l’originale fu rubato nel 1999); sulla navata centrale, le statue di S. Pietro e di S. Paolo di Paolo Naldini, nella navata di sinistra, l’affresco di Jean Miel “S. Cirillo battezza il sultano di Damasco”, e sulla parete “La visione di S. Angelo di Sicilia” di Pietro Testa, la nicchia con S. Antonio da Padova, l’urna con S. Giuseppe Tommasi di Lampedusa, Cardinale titolare della nostra Basilica, con sopra la pala di “S. Alberto di Sicilia” di Girolamo Muziano, l’ingresso della Sagrestia, l’Altare con la “SS.ma Trinità e i Santi Bartolomeo e Nicola” di G. Angelo Canini, la Ca****la della Madonna realizzata da A. De Dominicis, con ricchi marmi e l’icona della “Madonna del Carmine” di Girolamo Massei del 1595; i quadri delle “Anime del Purgatorio” e di “S. Elia profeta e di S. Simone Stock che riceve lo Scapolare” sono di Antonio Cavallucci, (1752-1795) pittore di Sermoneta, morto giovane, che chiese di essere sepolto nella ‘sua’ Ca****la del Carmine; fu aiutato e sostituito nei lavori da Tommaso Maria Sciacca.
In questa Ca****la troviamo la sintesi di tutta la spiritualità del Carmelo: L’Eucarestia, il Profeta Elia, la Madonna del Carmine ed io aggiungerei anche la testimonianza dei martiri.
L’Eucarestia è il cuore della vocazione al Carmelo: “al centro delle vostre celle dovete costruire una ca****la per celebrare l’Eucarestia” ammonisce la Regola Carmelitana. Il “vacare Deo” trova il suo culmine nell’incontro con il Signore Gesù nell’Eucarestia.
Il Profeta Elia è il capo ispiratore della Famiglia Carmelitana e, proprio nell’episodio della nuvoletta sul Monte Carmelo, come è riportato in questa ca****la, viene legato alla figura di Maria, la Vergine Purissima, la Madre, la Sorella.
L’icona di Maria con lo Scapolare sopra l’altare, e l’affresco sulla volta sottolineano questo aspetto particolarissimo della Famiglia Carmelitana, che vede nello Scapolare il legame più stretto con Maria, protezione e imitazione, che ha guidato tante anime alla vetta del Carmelo.
Il riferimento ai martiri: quelli sotto l’altare non sono martiri “carmelitani”, sono Crescente (un ragazzo), Lanziano e sua moglie; sono martiri romani, ma ci ricordano che molti dei primi fratelli carmelitani, scacciati dal Monte Carmelo dai mussulmani, preferirono subire il martirio, piuttosto che abbandonare la Terra Santa, per testimoniare la loro scelta, la loro vocazione di vivere nella terra di Gesù.
Un solo accenno per descrivere l’imponente Altare maggiore e l’abside: sono gli ultimi lavori che hanno completato l’immagine della nostra Basilica, così come la vediamo oggi.
Furono portati a termine un secolo dopo i precedenti lavori, intorno al 1750, sotto la guida di Antonio Cavallucci, per le pitture dell’abside, lavoro che, a causa della sua morte, fu completato dai suoi collaboratori.
Il grande orafo romano Francesco Belli realizzò il solenne Altare maggiore, sormontato da un agile tempietto per l’esposizione del SS.mo Sacramento. Nell’abside - ideata già dal Gagliardi per la sua struttura - troviamo l’immagine del Padre Eterno benedicente e sotto, accanto a Maria in trono col bambino Gesù, S. Pietro e S. Paolo (una Basilica veramente “romana” con i due Santi Patroni che ci accolgono con le loro statue all’ingresso, nella controfacciata, e li troviamo davanti a noi nell’abside!) e, nel giro sottostante, quattro santi carmelitani: S. Pier Tommaso, S. Teresa d’Avila, S. Maria Maddalena de Pazzi e S. Andrea Corsini.
Completano gli affreschi dell’abside, nella facciata davanti, a sinistra “S. Carlo Borromeo” (Cardinale Titolare che fece dono del magnifico soffitto, con la sua scritta “Humilitas”, il suo stemma e quello di suo zio, Papa Pio IV, dei Medici di Milano, ma che i Medici di Firenze fecero diventare loro parente, dopo l’elezione al soglio pontificio, e lo stemma della famiglia carmelitana) e sotto “S. Silvestro Papa”, santo titolare della nostra Basilica. A destra ci sono invece, in alto “S. Francesco Saverio” (in omaggio al Cardinale Francesco Saverio De Zelata, per la sua munificenza nel completare la chiesa e particolarmente l’abside) e sotto “S. Martino Vescovo di Tours”, in abiti pontificali, l’altro santo titolare della nostra Basilica.
A questo punto possiamo scendere finalmente nella Cripta.
[segue]

01/02/2024

I pellegrinaggi a San Giovanni in Laterano – L’invito del Capitolo Lateranense 31 Gennaio 2024 Carissimi fratelli e sorelle, come già certamente saprete, ricorre in questo anno 2024 il XVII Centenario della dedicazione della nostra Cattedrale di Roma, la Papale Arcibasilica di S. Giovanni in La...

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