12/04/2021
I compiti degli Angeli in rapporto alla missione di Cristo come Messia
Il Nuovo Testamento mette in rilievo i compiti degli angeli in rapporto alla missione di Cristo come Messia, e prima di tutto al mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, come constatiamo nel racconto dell’annunciazione della nascita di Giovanni Battista, di Cristo stesso, nelle spiegazioni e disposizioni date a Maria e Giuseppe, nelle indicazioni date ai pastori nella notte della nascita del Signore, nella protezione del neonato davanti al pericolo della persecuzione di Erode (cf. Lc 1, 11. 26. 30 ss; 2, 9 ss; Mt 1, 20-21; 2, 13).
Più avanti i Vangeli parlano della presenza degli angeli durante il digiuno di 40 giorni di Gesù nel deserto (cf. Mt 4, 11) e durante la preghiera nel Getsemani (Lc 22, 43). Dopo la risurrezione di Cristo sarà ancora un angelo, apparso sotto forma di un giovane, che dirà alle donne accorse al sepolcro e sorprese dal fatto di trovarlo vuoto: “Non abbiate paura. Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui . . . Andate, dite ai suoi discepoli . . .” (Mc 16, 5-7), Due angeli sono visti anche da Maria Maddalena, che è privilegiata d’una apparizione personale di Gesù (Gv 20, 12-17). Gli angeli “si presentano” agli apostoli dopo la scomparsa di Cristo, per dire loro: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto in cielo tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1, 10-11).
Sono gli angeli della vita, della passione e della gloria di Cristo. Gli angeli di colui che, come scrive san Pietro, “è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e avere ottenuto la sovranità sugli angeli, i principati e le potenze” (1 Pt 3, 22).
San Giovanni Paolo II, Udienza Generale del 30 Luglio 1986