Eremo Sacro Cuore

Eremo Sacro Cuore Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Eremo Sacro Cuore, Organizzazione religiosa, Via del Casaletto, 128, Rome.

L'eremo Sacro Cuore offre un clima di solitudine per la meditazione, la contemplazione e la preghiera senza distrazioni e la possibilità di ritemprare le proprie forze fisiche e spirituali.

L'attesa, segno di DioLa preghiera vince sempre, anche quando sembra inutile e sterile ai nostri poveri sguardi, così in...
06/02/2024

L'attesa, segno di Dio

La preghiera vince sempre, anche quando sembra inutile e sterile ai nostri poveri sguardi, così incapaci di penetrare nei disegni adorabili della divina bontà. Bisogna persuadersi che nessuna preghiera è vana, nessuna, e che invece di sfiduciarsi bisogna insistere, perché, mentre preghiamo, Dio con cura paterna prepara nel mondo gli eventi che debbono consolarci.

Si potrebbe dire che il segno più bello che Dio ci doni della sua bontà sia proprio l'attesa... Se tu domandi da bere alla mamma ed essa tarda a portarti l'acqua, avrai dopo un poco non l'acqua, ma la bevanda sciroppata, perché il cuore materno è ricco di risorse gentili. Credi tu che non sia ricco il cuore di Dio?

Non tutti cantano e sanno cantare, ma tutti pregano e possono pregare,
il canto è la preghiera dell'amore, la preghiera è il canto meraviglioso dell'anima che ama.

Don Dolindo Ruotolo

THE HOLY OLD SIMEON AND THE PRIEST On February 2nd of each year the liturgy celebrates the Presentation of Jesus in the ...
06/02/2024

THE HOLY OLD SIMEON AND THE PRIEST

On February 2nd of each year the liturgy celebrates the Presentation of Jesus in the Temple.
Saint Luke in his Gospel narrates: «When the days of their ritual purification were completed, according to the law of Moses, they brought the child to Jerusalem to present him to the Lord – as it is written in the law of the Lord: Every firstborn male will be sacred to the Lord – to offer as a sacrifice a pair of turtle doves or two young pigeons, as the law of the Lord prescribes. Now in Jerusalem there was a man named Simeon, a righteous and pious man, who was waiting for the consolation of Israel, and the Holy Spirit was upon him. The Holy Spirit had announced to him that he would not see death without first having seen the Christ of the Lord. Moved by the Spirit, he went to the temple and, while the parents brought the baby Jesus there to do what the Law prescribed regarding him, he also welcomed him into his arms and blessed God, saying: “Now you can leave, oh Lord , may your servant go in peace, according to your word, because my eyes have seen your salvation, prepared by you before all the people: a light to reveal you to the Gentiles and the glory of your people, Israel”. (Lk 2,22-32)
Simeon was an elderly Jew, “a righteous and God-fearing man, who awaited the comfort of Israel”, that is, the Messiah. «The Holy Spirit who was upon him had foretold him that he would not see death before having seen the Messiah of the Lord». This personal revelation is the reason for his serenity and his joyful perseverance, because his belief is a conviction of faith based on the word of God and not on his simple human desire. He then gets to see with his own eyes the salvation present in that child, whose name, Jesus, means “God saves”; his life purpose has now been fulfilled, so he is ready to go in peace to meet the Lord.
Simeone is not a man closed in on himself, closed in on his past: he is open to the future. He is an old man with a young heart, capable of wonder, of amazement. He is not a man tired and embittered by life, jealous of the past, distrustful, fearful; he is a person open to the new that comes from God, capable of dreaming, projected into God’s future.
Simeone is also a welcoming man, capable of tenderness, who gently takes that little child into his arms. He is, yes, a weak man, but his weakness, thanks to spiritual maturation, has become meekness and humility.
Simeon above all is a man who prays. Even though he feels close to death, he is not a man who regrets to God for the present decay, but he is capable of thanksgiving, of praise, of blessing. Luke reports his wonderful hymn, the Nunc dimittis.
Simeon’s justice is spiritual life, the root of his entire existence: he is just because he lets himself be guided by the Spirit; he listens to the Spirit. Simeon spends his time in the shadow of the house of God. His joy is to pause every day in the presence of God. He is the living example of a life lived in adoration and communion with God.
Do we perhaps not need Priests who, just like Simeon, are men with a young heart, capable of hope, thanksgiving, praise, blessing; serene, open to the future, welcoming, precisely because their life is lived in adoration and communion with God? So let us not tire of asking them with insistence and trust from the One who told us: “Ask and you will receive, seek and you will find, knock and it will be opened to you”.

IL SANTO VECCHIO SIMEONE E IL SACERDOTEIl due febbraio di ogni anno la liturgia celebra la Presentazione di Gesù al Temp...
05/02/2024

IL SANTO VECCHIO SIMEONE E IL SACERDOTE

Il due febbraio di ogni anno la liturgia celebra la Presentazione di Gesù al Tempio.
San Luca nel suo Vangelo narra: «Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: “Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”». (Lc 2,22-32)
Simeone era un anziano ebreo, «uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto di Israele», cioè il Messia. «Lo Spirito Santo che era su di lui gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte prima di aver veduto il Messia del Signore». Questa rivelazione personale è il motivo della sua serenità e della sua gioiosa perseveranza, perché la sua è una convinzione di fede basata sulla parola di Dio e non sul suo semplice desiderio umano. Egli allora ottiene di vedere con i suoi occhi la salvezza, presente in quel bambino, il cui nome, Gesù, significa “Dio salva”; lo scopo della sua vita è ora stato realizzato, quindi è pronto ad andare in pace incontro al Signore.
Simeone non è un uomo rinchiuso in se stesso, ripiegato sul proprio passato: è aperto al futuro. È un vecchio dal cuore giovane, capace di meraviglia, di stupore. Non è un uomo stanco e amareggiato dalla vita, geloso del passato, diffidente, pauroso; è persona aperta al nuovo che viene da Dio, capace di sognare, proiettato nel futuro di Dio.
Simeone è anche un uomo accogliente, capace di tenerezza, che prende dolcemente fra le braccia quel piccolo bambino. È, sì, un uomo debole, ma la sua debolezza, grazie alla maturazione spirituale, è diventata mitezza e umiltà.
Simeone soprattutto è un uomo che prega. Pur sentendosi vicino alla morte, non è un uomo che si rammarica con Dio per il decadimento presente, ma è capace di ringraziamento, di lode, di benedizione. Luca riporta il suo meraviglioso inno, il Nunc dimittis.
La giustizia di Simeone è la vita spirituale, radice della sua intera esistenza: egli è giusto perché si lascia guidare dallo Spirito; si mette in ascolto dello Spirito. Simeone trascorre il tempo all’ombra della casa di Dio. La sua gioia è sostare ogni giorno alla presenza di Dio. È l’esempio vivente di una vita vissuta nell’adorazione e nella comunione con Dio.
Non abbiamo noi forse bisogno di Sacerdoti che, proprio come Simeone, siano uomini dal cuore giovane, capaci di speranza, di ringraziamento, di lode, di benedizione; sereni, aperti al futuro, accoglienti, proprio perché la loro vita è vissuta nell’adorazione e nella comunione con Dio? Allora non stanchiamoci di chiederli con insistenza e fiducia a Colui che ci ha detto: «Chiedete e otterrete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto».

2 FEBBRAIO 1894-2 FEBBRAIO 2024L’ISTITUTO DELLE SUORE OBLATE DEL SACRO CUORE DI GESU’ CELEBRA 130 ANNI DI FONDAZIONE!A r...
02/02/2024

2 FEBBRAIO 1894-2 FEBBRAIO 2024

L’ISTITUTO DELLE SUORE OBLATE DEL SACRO CUORE DI GESU’ CELEBRA 130 ANNI DI FONDAZIONE!

A raccontarcene l’inizio è la Fondatrice, la beata Maria Teresa Casini, nella sua autobiografia:
“Il 2 febbraio 1894 fu dato principio all’Opera e le prime fummo 6.
Quel giorno fu per me di grande consolazione perché avevo Gesù Sacramentato in casa e avrei potuto con un piccolo numero di anime ritirarmi totalmente dal mondo e pensare solo a consolare, amare e riparare col Cuore trafitto di Gesù, ma fu anche un giorno di dolore perché avrei bramato che sin dalla vigilia si fosse creasse un clima di raccoglimento e di preghiera, ma Iddio permise tutto il contrario perché questi due giorni per ordine del padre Abate (suo direttore spirituale) si lasciò libera l’entrata a tutti quelli che lo desideravano, e questo via vai di persone, quella confusione ecc. teneva il mio cuore in tanta pena perché desideravo raccogliermi e pregare con le altre, ma volli obbedire e mi sottomisi senza né lamentarmi né mostrare ciò che sentivo nel mio cuore.
Avendo la fortuna di vivere sotto lo stesso tetto con Gesù mi sembrava tutto poco ed ero pronta a soffrire qualunque cosa.
Nel tempo della S. Messa specie nella Comunione mi donai tutta a Dio e mi offrii a patire qualunque cosa pur di appagare i desideri del Cuore trafitto di Gesù.
Avendo Gesù Sacramentato in casa io non desideravo più nulla, quindi allorché ero libera dai miei doveri, andavo a prostrarmi ai Suoi piedi per adorarlo e tenergli amorosa compagnia.
Dall’apertura dell’Opera io intesi in modo tutto speciale che da quel momento in avanti dovevo essere tutta di Dio, vivere una vita tutta di intima unione con Lui, e portare al suo Cuore trafitto molte anime”.

NOVENA PER LA PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIOCHIEDIAMO SANTI SACERDOTINONO GIORNOO Dio nostro Padre, vogliamo innalzare...
01/02/2024

NOVENA PER LA PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO

CHIEDIAMO SANTI SACERDOTI

NONO GIORNO

O Dio nostro Padre, vogliamo innalzare un grande inno di grazie al tuo amore in Cristo Gesù: è nella sua morte che tu ci hai rivelato il tuo amore senza confini. E' di questo amore gratuito e insondabile che, per il ministero dei Sacerdoti, facciamo esperienza nell'Eucaristia. Non permettere che rispondiamo con parole vuote di grazie, di amore, di supplica. Aiutaci, affinché le nostre parole nascano dall'esperienza indicibile di essere amati senza condizioni da un Dio che è salito su una croce per noi e per tutti, perché si rifacesse pace tra uomo e uomo, tra uomo e creato, tra uomo e Te, suo Creatore. Perché ogni Eucaristia, o Padre, prima di noi e della nostra vita, sia sempre un raccontare le tue imprese meravigliose nella morte di cristo Gesù, nostro Signore, donaci Sacerdoti santi. Amen

LA PACE

Tutto è calmo, tutto è tranquillo dentro il Tabernacolo, perché tutto è ordine e concordia santissima negli affetti, nei desideri, nelle aspirazioni di Gesù ... Non c’è contrasto in quel divin Cuore, non una ripugnanza tra la sua umanità santissima e la sua divinità. Nella soavissima armonia della vita sacramentale di Gesù, rifulge una pace profonda e l'Ostia santa, nella sua apparente insensibilità, ed il Tabernacolo nella sua immobilità, ci parlano di pace, quella pace bene espressa dalla lampada che, consumandosi, arde e risplende davanti al Tabernacolo santo. Come son quieti, o Gesù, i tuoi santi altari, inondati della tua pace, della tua serenità...
Hai mai gustato questa pace?. Forse non ne hai gustato che una minima parte la quale ben presto si è dispersa nell'irrequietezza della fretta e del chiasso in cui si svolgono le tue giornate. Inoltre nei rapporti con il prossimo il tuo amor proprio, il tuo risentimento, il tuo orgoglio mantengono irrequieto il tuo spirito e allontanano dal tuo cuore quella soave pace che dovrebbe essere la virtù caratteristica di che vuole offrire a Gesù la propria vita per la salvezza dei fratelli, in modo particolare per la santificazione dei Sacerdoti.

PREGHIERA

Gesù, che per mezzo di Maria, Tua Madre, Ti offristi solennemente al tempio di Gerusalemme per i peccati di tutto il mondo, sii in eterno benedetto. Noi ti ringraziamo a nome di tutta l’umanità per l’offerta da Te fatta allora e poi generosamente compiuta. Veramente in quel giorno il mondo vide il suo Salvatore in mezzo al Tempio... E come nel giorno della Tua offerta, mosso dal Divino Spirito, il Santo vecchio Simeone Ti annunziò Luce e Splendore delle genti, nella tua misericordia fa’ discendere la luce della tua grazia nelle nostre menti, perché comprendano il tuo amore.
Maria, nostra dolcissima Madre, che nel tempio ti associasti all’offerta del Figlio Tuo, Gesù, facci tue imitatrici e compagne di Gesù nell’offerta completa di noi stesse al Suo Cuore per a santificazione dei Sacerdoti. Amen

22/03/2020

La Sala Stampa Vaticana ricorda in una nota la possibilità a quanti si uniranno a Francesco nella preghiera di venerdì prossimo di ottenere ...

Indirizzo

Via Del Casaletto, 128
Rome
00151

Telefono

+393510529358

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Eremo Sacro Cuore pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Eremo Sacro Cuore:

Condividi