L'Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia è un' Associazione iscritta al Registro delle Persone Giuridiche della Prefettura di Roma al n. 266/2004, con sede in Roma, Via dei Pianellari n. 7, fondata da P. La prima idea di un’opera di assistenza fisica e morale agli Orfani di guerra venne a Padre Semeria nel 1916 (nei suoi anni romani, genovesi e svizzeri egli si era sempre attivamente interes
sato ai problemi dell’assistenza in genere), quando, giunto a Courmayeur per completarla convalescenza dopo una grave malattia, ebbe modo di apprezzare, per personale esperienza, i grandi vantaggi che i giovani e giovanissimi orfani avrebbero potuto trarre dalla permanenza, anche temporaneamente periodica, in un luogo così largamente dotato dalla natura, com’era il piccolo centro valdostano, allora poco più di un villaggio, ma già ricercato da molti per ragioni di salute o di semplice svago. Contribuì forse anche lo spettacolo, al quale quotidianamente doveva assistere, del genere di vita che i “signori” villeggianti trascinavano, oziando nel lusso, a far maturare nella mente del Padre la convinzione che, in fondo in fondo, non sarebbe stato altro che un piccolo atto di giustizia sociale estorcere, ma simpaticamente, come sapeva fare lui, agli spensierati villeggianti i mezzi necessari per per far godere un po’ di salutare soggiorno agli orfani di quegli italiani che sui monti erano andati, non per villeggiare, ma per combattere e morire. Curmayeur fu la prima colonia alpina, ma presto ne seguirono altre, sparse, in maggioranza, sull’arco occidentale delle Alpi (Gressoney, Valpelline, ecc.). Padre Semeria ottiene i locali gratuiti o semigratuiti in uso temporaneo e si avvalse, per l’assistenza dei giovani, della collaborazione, sempre gratuita, di volenterosi e santi sacerdoti, e specialmente dei suoi buoni confratelli barnabiti. Ma l’elemento determinante che fece nascere l’idea di un opera organizzata di assistenza di Orfani di guerra, soprattutto di quelli meridionali, fu l’incontro con Padre Semeria e con Don Giovanni Minozzi.