Maria a Medjugorje

Indicazioni Sito Web Contatta il luogo di culto

Maria a Medjugorje Maria a Medjugorje. Blog dell'omonimo sito dedicato alle apparizioni della Vergine Maria a Medjugorje.

Preghiere, testimonianze, articoli, informazioni, video, commento al Vangelo, la Sacra Bibbia e molto altro.

25/10/2026

Messaggio di Medjugorje del 25 ottobre 2026

Cari figli! Il fuoco dell'odio e delle guerre si diffonde nei cuori umani che non vogliono la pace ma i propri poveri interessi. Perciò voi, figlioli, siate preghiera e le mie mani tese d'amore e di pace per tutti coloro che sono lontani dal mio cuore materno. Pregate più intensamente e di più per la pace che Dio desidera darvi e che voi non volete. Sono con voi e prego affinché la pace prevalga e regni in ogni cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

📢 Scrutatio.it si rinnova!Vi presento la nuova versione di Scrutatio, il sito dedicato alla Bibbia, alla preghiera e all...
25/10/2026

📢 Scrutatio.it si rinnova!
Vi presento la nuova versione di Scrutatio, il sito dedicato alla Bibbia, alla preghiera e all'approfondimento della fede cristiana.
🌐 https://www.scrutatio.it
Il sito è stato completamente riscritto, con una navigazione più semplice, un'interfaccia più leggibile e prestazioni migliorate.
Tra le risorse disponibili trovate:
📖 La Bibbia, con diverse traduzioni e strumenti di lettura e confronto.
📚 Il dizionario teologico e la biblioteca cristiana.
🙏 L'applicazione per la preghiera.
🎮 La nuova sezione dedicata ai giochi biblici, con il Quiz Biblico e altri giochi per mettere alla prova le vostre conoscenze della Scrittura.
Il lavoro continua: nuove funzionalità e contenuti verranno aggiunti nel tempo.
Vi invito a visitare il sito e a scoprire la nuova versione!
Buona navigazione! 😊

Scrutatio - la Sacra Bibbia.

Una gioia che nessuno può toglierciChe cos'è la gioia?La gioia è uno dei sentimenti fondamentali dell'animo umano. La pr...
22/10/2026

Una gioia che nessuno può toglierci

Che cos'è la gioia?

La gioia è uno dei sentimenti fondamentali dell'animo umano. La proviamo quando intravediamo, raggiungiamo o ritroviamo qualcosa che desideriamo e amiamo. Nasce dalla percezione di un bene, per noi stessi o, in una prospettiva più ampia, per gli altri.

Quando pensiamo alla gioia, spesso ci vengono in mente le gioie terrene: una bella notizia, un affetto, un successo, una vacanza, un momento di festa. E non c'è nulla di sbagliato in questo. Dio ha creato il mondo e tutte le cose buone che contiene; è giusto goderne e ringraziarlo per questi doni.

Ma c'è una domanda che vale la pena porsi: queste gioie ci bastano davvero? E soprattutto, quanto durano?

La ricerca di una felicità che non basta mai

Tempo fa guardavo Amore tossico, un film ambientato a Ostia, nella Roma degli anni Ottanta. Racconta la vita di un gruppo di tossicodipendenti che vive in funzione della prossima dose. Rubano e si arrangiano in ogni modo pur di trovare i soldi necessari. Quando finalmente riescono a drogarsi, sembrano raggiungere una forma di appagamento, quasi di estasi. Ma dura pochissimo. Ben presto ricomincia la ricerca della dose successiva.

È una storia estrema, ma in fondo parla anche di noi. Quante volte rincorriamo qualcosa pensando: «Se avrò questo, sarò finalmente felice»? Un oggetto, un successo, una relazione, il divertimento, il piacere. E quando finalmente lo otteniamo, dopo un po' la soddisfazione svanisce e sentiamo il bisogno di cercare altro.

Mi viene in mente anche il Natale, quando ero bambino. L'attesa del regalo sembrava la cosa più bella del mondo. Poi arrivava il giorno tanto desiderato: si giocava per qualche ora o per qualche giorno e, presto, l'entusiasmo diminuiva. Si tornava a desiderare qualcosa di nuovo.

Questi esempi ci fanno riflettere su un aspetto della nostra esistenza: siamo capaci di desiderare intensamente qualcosa, ma spesso, una volta raggiunto il nostro obiettivo, la gioia che ne ricaviamo non dura quanto avremmo immaginato.

Le gioie terrene sono vere e preziose, ma sono limitate. Sono doni di Dio, non Dio stesso.

La gioia che viene da Dio

La gioia più profonda, quella che può dare un senso alla nostra vita anche quando le circostanze sono difficili, nasce dall'amore di Dio.

La vita cristiana ci insegna che non siamo soli, che siamo amati da Lui e che la nostra esistenza non si esaurisce nelle cose di questo mondo. Nel Battesimo siamo diventati figli di Dio e siamo stati chiamati a vivere in comunione con Lui.

Il peccato può ferire questa comunione e allontanarci dal Signore. Ma Dio non smette di cercarci e di offrirci il suo perdono. Ogni volta che torniamo a Lui con cuore sincero, specialmente attraverso il sacramento della Confessione, possiamo sperimentare nuovamente la gioia della riconciliazione.

Pensiamoci: dopo una confessione fatta bene, dopo aver riconosciuto i nostri errori e affidato al Signore i nostri pesi, non ci sentiamo forse più leggeri? Più liberi? Più in pace?

La stessa cosa può accadere nella preghiera. Quando impariamo a cercare davvero la presenza di Dio, non smettiamo di apprezzare le cose del mondo, ma comprendiamo che nessuna di esse può riempire il cuore come Lui.

Una gioia che resiste anche alla sofferenza

Per questo possiamo incontrare persone che, pur attraversando prove molto dure, conservano una serenità e una speranza sorprendenti. Non perché non soffrano, né perché siano immuni dalla tristezza, ma perché trovano in Dio una forza che le sostiene.

Penso, ad esempio, a Chiara Corbella Petrillo. Durante la sua malattia, un tumore che le fu diagnosticato durante la gravidanza e che si rivelò inguaribile, affrontò una sofferenza profonda senza rinunciare alla fede e all'affidamento al Signore. La sua testimonianza ci ricorda che la gioia cristiana non coincide con l'assenza del dolore: può convivere con la sofferenza, perché affonda le proprie radici in qualcosa di più grande delle circostanze presenti.

È una distinzione importante. La gioia non significa essere sempre allegri, non piangere mai o non attraversare momenti di sconforto. Significa sapere che, anche nelle situazioni più difficili, l'amore di Dio non ci abbandona.

Cristo ci offre una gioia che nessuno può toglierci

Il Signore ci invita a cercare proprio questa gioia: non una felicità superficiale e passeggera, ma quella che nasce dalla consapevolezza di essere amati da Dio.

Il male (il demonio, satana) cerca di allontanarci da questa certezza, alimentando lo scoraggiamento, l'egoismo e la sfiducia. Cristo, invece, ci chiama a rimanere uniti a Lui e ci offre una speranza che va oltre le difficoltà della vita presente.

Gesù stesso, nel Vangelo di Giovanni, dice ai suoi discepoli:

«Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.» (Gv 15,11).

La vera gioia cristiana non consiste nel possedere tutto ciò che desideriamo, né nell'avere una vita priva di problemi. Consiste nel sapere di appartenere a Dio, nel fidarci di Lui e nel cercare di vivere secondo la sua volontà.

Se rimaniamo uniti a Cristo, le gioie terrene continueranno ad avere il loro valore, ma non saranno più il fondamento della nostra felicità. Impareremo a riceverle con gratitudine, senza pretendere che colmino ogni nostro desiderio.

La gioia, allora, non sarà soltanto un'emozione che va e viene, ma una speranza profonda che può accompagnarci anche nei momenti più bui. Perché la sua sorgente non è ciò che possediamo, né ciò che riusciamo a ottenere, ma l'amore di Dio, che rimane fedele anche quando tutto il resto sembra venir meno.

Davanti al Papa Elena racconta la sua conversione avuta a MedjugorjeIo dico sempre che ho toccato il mio inferno all’età...
14/10/2026

Davanti al Papa Elena racconta la sua conversione avuta a Medjugorje

Io dico sempre che ho toccato il mio inferno all’età di 21 anni.
Oggi mi sento proprio Cuore a cuore con Gesù a raccontare questa cosa. Ho conosciuto un ragazzo ad una festa in spiaggia. Neanche me ne ricordo il nome. In seguito ad un rapporto sessuale, cercato per rispondere ad un bisogno momentaneo e poi ero ubriaca, per cui non avevo neanche la forza di scegliere se avere quel rapporto o meno, dopo qualche mese mi sono accorta che aspettavo un bambino.

Chiara dice che le ferite rimangono e sono difficili da guarire.
E’ ancora forte l’immagine di me seduta per terra in bagno col test di gravidanza in mano, senza forze. Una voce mi diceva: “Ecco, te lo sei meritato. E’ quello che ti sei meritata per ciò che hai fatto in tutta la tua vita”.
Subito dentro di me ho pensato che dovevo risolvere questo problema. Per me si trattava di un problema. Dicevano che fino ai tre mesi non si trattava di vita. Io ci credevo. Dicevano che si poteva abortire; era un diritto di una ragazza.

Così dopo poco tempo da sola, senza dire niente a nessuno, sono andata in ospedale e ho praticato l’ab**to. Ricordo che quando mi sono svegliata ho visto una luce dalla finestra. Quella è stata una giornata stranissima: non ho ricordo di colori, di odori, di niente. Tutto era indifferente. Però quando mi sono svegliata ho visto questa luce che entrava dalla finestra e mi ricordo il mio sospiro. Voleva essere un sospiro di sollievo e in realtà era pesante come la morte.
Pensavo che tutto fosse finito lì. In realtà era tutto iniziato.

Sono tornata a casa e ho pensato di poter riprendere la mia vita, l’università, il lavoro, le amicizie, i ragazzi. In realtà più niente mi bastava. Si era creata dentro di me una voragine.
Non me ne stavo rendendo conto, ma una parte di me davvero era morta per sempre in quel momento. Non era morto solo il mio bambino.

Mi sono chiusa in casa. Ho passato due anni terribili. Il rapporto malato con il cibo è diventata la mia malattia. Ho cominciato a smettere di mangiare. Sono dimagrita tantissimo. Da una parte volevo che gli altri mi guardassero con sguardo compatito. Volevo urlare il mio dolore con il corpo, perché con le parole non riuscivo. Nessuno lo sapeva, però avevo bisogno di buttarlo fuori.
La mia era una lotta col mio corpo: meno mangiavo e più sentivo che stavo vincendo. Ma vincendo cosa? Non lo so. Questa lotta contro il mio corpo mi faceva sentire forte.

Mi ricordo che sempre di più passavo le notti sotto le coperte. Piangevo. Piangevo disperata. Mi dicevo: “Che senso ha vivere così?”
Da tutto questo i miei genitori sono stati esclusi da me. Poi ho saputo che in realtà essi pregavano ogni giorno per me, perchè io potessi un giorno cambiare.
Un giorno, dopo un pianto, dopo essere stata tuta la notte a piangere, mi sono svegliata che avevo una sensazione di dolore che mi soffocava il cuore. Mio padre mi ha proposto di andare a Medjugorje. Io l’ho colta come un’occasione. Un pò per farli felici, per fare un regalo ai miei genitori e un pò perchè speravo di trovare a Medjugorje la soluzione. Era l’ultima spiaggia.
Sono partita per Medjugorje,

Quando sono arrivata ho detto: “Ho proprio sbagliato tutto a ve**re qua. Questi sono tutti matti!”
Tutte queste persone che pregavano. Io non sapevo neanche cosa volesse dire pregare col cuore.
Però la prima sera è venuto un gruppo di ragazzi della comunità “Nuovi Orizzonti” e un ragazzo ha fatto la sua testimonianza. Una testimonianza di una vita di inferno e di rinascita da quella situazione. Io sono stata subito rapita. Non tanto dalle parole, ma dalla luce che questo ragazzo aveva negli occhi.
Ho detto: “E’ quella la luce che io voglio. E’ quella la cosa che ho sempre cercato. La voglio. La voglio in tutti i modi”
Chiesi a Marco come potessi anch’io avere questa luce e lui mi disse: “Devi pregare”.
Pregare? Non sapevo cosa volesse dire. Non avevo mai pregato col cuore.

Il giorno dopo, però, sono salita sul Podbrdo, il monte delle apparizioni. Lì è avvenuto il mio incontro con Dio. Sono convinta di aver sperimentato un pezzo di Paradiso. Non conoscevo Dio. Non sapevo come si potesse manifestare nella vita di una persona.
Sono salita sul monte. Davanti alla statua di Maria mi sono inginocchiata e ho sentito queste parole: “Ti amo così come sei. Ti amo ora e ti amo sempre”.
Questo “ti amo” era quel “ti amo” che io avevo cercato da sempre. Era quell’amore che io avevo cercato da sempre in tutta quella mia ricerca affannosa nei divertimenti, nei ragazzi, nello sballo. Io avevo bisogno di quel “ti amo” lì.
E’ come se improvvisamente avessi capito che Dio c’era sempre stato e mi avesse sempre amato. Ero io che non avevo gli occhi per vederLo.
Quel “ti amo così come sei” ha cambiato la mia vita.

Sono tornata da Medjugorje che non ero più la stessa. Sono entrata in Nuovi Orizzonti e ho cominciato il percorso di conoscenza di sè e di guarigione del cuore proposto da Chiara.
E’ stata tosta, perchè guardare certe ferite, dare loro un nome - tradimenti, abbandoni, anoressia, ab**to - è impossibile senza Dio. Ogni volta ho trovato la risposta in quel “tu sei preziosa ai Miei Occhi; ti stimo; ti amo nonostante tutto quello che hai fatto; togliamolo insieme quel ‘nonostante’”. Sentivo Dio che mi diceva proprio questo. “non importa se hai detto di no alla tua vita; oggi voglio che tu le dica di sì”. Sentivo che Gesù mi diceva questo. Voleva che dicessi sì alla mia vita.

Ho fatto questo percorso a Nuovi Orizzonti. La cosa più difficile è stato il perdono verso me stessa. Gesù era lì che voleva perdonarmi. Perdonare quello che avevo fatto non era semplice. Soprattutto quando sono nati i miei due figli e ho preso in braccio la prima bimba mi sono resa conto veramente di quello che avevo fatto.
Non è vero che passa. Non passa. Quando ho stretto tra le braccia Sofia ho capito che avevo troncato una vita col mio egoismo, con la mia paura, col mio non amore. Avevo impedito ad una vita di vivere. Però c’era Gesù con me. Oggi sono certa che mentre ero seduta in quel bagno in terra senza forze, c’era Gesù accasciato come me, vicino a me e che mi guardava con quegli Occhi pieni di Amore come io guardo i miei figli. Pieni di Amore impotenti e che ti amano lo stesso.
Ho sentito tutto questo Amore di Gesù. Quando L’ho sentito ho sentito anche il Suo Perdono e sono riuscita a dirmi: “Sì, Elena; ti perdono”.

Certe ferite restano nel cuore. Ho sperimentato anche Gesù che è entrato con me nel mio grido, fino in fondo nel mio dolore. Egli mi ha reso gloriose le ferite. Lo sperimento tutte le volte che racconto la mia storia.

Incontro tanti giovani per lavoro e non solo. Anche in tante attività di evangelizzazione che faccio in Nuovi Orizzonti. Ogni volta che racconto la mia storia, che dono con tanto dolore le mie ferite, sento veramente che queste si trasformano in gioia. Sembra impossibile, ma è così.
Ogni volta per me è una guarigione in più.
Quindi penso che ogni volta che racconterò la mia storia scenderanno delle lacrime. Sarà così sempre. Però oggi sono le Lacrime di quel Gesù che mi guarda con quegli Occhi pieni di Amore e mi dice: “Ti amo lo stesso. Ti amo immensamente così come sei”.

Oggi sono moglie. Mio marito è lì in seconda fila. Sono mamma di due bambini. Sono una “piccola della gioia”. Cerco di spendere la mia vita senza perdere neanche un secondo a testimoniare l’esperienza d’Amore che ho avuto. Lo faccio nel lavoro, nell’evangelizzazione, nella prevenzione verso i giovani che incontro quotidianamente.
Testimonio loro che l’Amore di Dio è veramente la risposta ad ogni grido che abita nei loro cuori.

Supplica alla Madonna di FatimaO Vergine Immacolata, in questo giorno solennissimo, e in quest'ora memoranda, in cui app...
13/10/2026

Supplica alla Madonna di Fatima

O Vergine Immacolata, in questo giorno solennissimo, e in quest'ora memoranda, in cui apparendo per l'ultima volta nelle vicinanze di Fatima a tre innocenti pastorelli, vi dichiaraste per la Madonna del Rosario e diceste d'essere venuta appositamente dal cielo per esortare i cristiani a cambiar vita, a far penitenza dei peccati e a recitare ogni giorno il S. Rosario, noi animati dalla vostra bontà veniamo a rinnovarVi le nostre promesse, a protestarVi la nostra fedeltà e ad umiliarVi le nostre suppliche. Volgete, o Madre amatissima, su di noi il vostro sguardo materno ed esauditeci.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

1 - O Madre nostra, nel vostro Messaggio ci avete prevenuti: «Una propaganda empia diffonderà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzione alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati. Il S. Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate». Tutto purtroppo si va tristamente verificando. La S. Chiesa, nonostante le immense effusioni di carità sulle miserie accumulate dalle guerre e dall'odio, viene combattuta, oltraggiata, coperta di scherno, impedita nella sua divina missione. I fedeli con parole mendaci, ingannati e travolti nell'errore dai senza Dio. O Madre tenerissima, pietà di tanti mali, date forza alla S. Sposa del vostro Divin Figliolo, che prega, combatte e spera. Confortate il S. Padre; sostenete i perseguitati per la giustizia, date coraggio ai tribolati, aiutate i Sacerdoti nel loro ministero, suscitate anime d'Apostoli; rendete fedeli e costanti tutti i battezzati; richiamate gli erranti; umiliate i nemici della Chiesa; conservate i fervorosi, rianimate i tiepidi, convertite gli infedeli.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

2 - O Madre benigna, se l'umanità si è allontanata da Dio, se errori colpevoli e perversioni morali col disprezzo dei divini diritti e l'empia lotta contro il S. Nome, hanno provocato la Divina Giustizia, noi non siamo senza colpa. La nostra vita cristiana non è ordinata secondo gl'insegnamenti della Fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, troppi peccati, hanno giustamente fatto gravare su di noi il pesante flagello di Dio. Diradate, o Madre, le tenebre del nostro intelletto, corroborate le nostre fiacche volontà, illuminateci, convertiteci e salvateci.

E pietà vi prenda anche delle nostre miserie, dei nostri dolori e dei nostri disagi per la vita quotidiana. O Madre buona, non guardate i nostri demeriti, ma la materna vostra bontà e venite in nostro soccorso. Otteneteci il perdono dei nostri peccati e dateci il pane per noi e le nostre famiglie: pane e lavoro, pane e tranquillità per i nostri focolari, pane e pace imploriamo dal vostro Cuore materno.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

3 - Si ripercuote nell'anima nostra il gemito del Vostro Cuore Materno: «Bisogna che si emendino, che domandino perdono dei peccati, che non offendano più Nostro Signore, che è già tanto offeso. Sì, è il peccato, causa di tante rovine. È il peccato che rende infelici i popoli e le famiglie, che semina di spine e di lacrime il sentiero della vita. O Madre buona, noi qui ai vostri piedi ne facciamo una promessa solenne e fervorosa. Ci pentiamo delle nostre colpe e siamo confusi nel terrore dei mali meritati in vita e nell'eternità. E invochiamo la grazia della S. Perseveranza nel buon proposito. Custoditeci nel vostro Cuore Immacolato per non cadere in tentazione. È questo il rimedio di salvezza che ci avete indicato. «Il Signore per salvare i peccatori, vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato».

Dunque al Vostro Cuore Immacolato Dio ha affidato la salvezza del nostro secolo. E noi in questo Cuore Immacolato ci rifugiamo; e vogliamo che tutti i nostri fratelli erranti e tutti gli uomini vi trovino asilo e salvezza. Sì, o Vergine Santa, trionfate nei nostri cuori e fateci degni di cooperare ai trionfi del vostro Cuore Immacolato nel mondo.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

4 - Permetteteci, o Vergine Madre di Dio, che noi rinnoviamo in questo momento la nostra Consacrazione e quella delle nostre famiglie. Sebbene tanto deboli noi promettiamo che lavoreremo, con l'aiuto Vostro, affinché tutti si consacrino al vostro Cuore Immacolato, che specialmente... nostra diventi tutta un trionfo con la Comunione riparatrice nei primi sabati, con la consacrazione delle famiglie dei cittadini, con il Santuario, che dovrà sempre ricordarci le materne tenerezze della vostra Apparizione a Fatima.

E rinnovate su di noi e su questi nostri desideri e voti, quella materna Benedizione che ascendendo verso il Cielo, donaste al mondo.

Benedite il S. Padre, la Chiesa, il nostro Arcivescovo, i sacerdoti tutti, le anime che soffrono. Benedite tutte le nazioni, le città, le famiglie e gli individui che si sono consacrati al Vostro Cuore Immacolato, perché in esso trovino asilo e salvezza. In modo particolare benedite tutti coloro che hanno cooperato all'erezione del Vostro Santuario, e tutti i suoi associati sparsi in Italia e nel mondo, benedite poi con materno amore tutti coloro che disinteressatamente lavorano per la diffusione del Vostro culto e il trionfo al Vostro Cuore Immacolato nel mondo. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

è in inglese ....
12/10/2026

è in inglese ....

Subscribe to my channel so you don't miss any of the testimonies an...

11/10/2026

Vedo in giro tanta gente infelice, stanca, stressata, depressa, che non riesce uscire da questa situazione.
La gente è ossessionata dal divertimento, ma questo non può dare la felicità. La felicità non è uno stato isterico di appagamento che, dopo una iniziale euforia, ti lascia svuotato, mezzo morto, peggio di prima.
Il Signore vuole che tu sia felice, ma non di quella felicità che dà il mondo. La felicità del mondo è breve, svanisce rapidamente lasciando vuoto nel fondo del cuore.
La felicità vera, duratura, celeste, è il frutto della presenza di Dio. La felicità per te credente è direttamente proporzionale alla tua esperienza dell'amicizia con Gesu.
Il credente che lascia passare ore e giorni senza intrattenersi con Dio, troverà presto la sua anima prosciugata dalla gioia. Troppi credenti diventano cupi, malinconici e amareggiati proprio perché non pregano. Troppe persone si esauriscono in un flusso costante di attività frenetiche senza mai prendersi il tempo per rimanere un po' con Gesù. L'attivismo senza Dio è come una bolla di sapone, è come costruire castelli di sabbia che saranno spazzati via sempre di nuovo, finché l'uomo non impari a cercare la felicità in Dio.❤️🙏

Don Nikola Vucic

Indirizzo

Rome

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Maria a Medjugorje pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Maria a Medjugorje:

Scelte rapide

Condividi