Associu Fra Bernardinu Cristini

Associu Fra Bernardinu Cristini Associazione di fedeli che promuove la beatificazione del frate corso Bernardino Cristini, medico della peste di Roma del 1655-1656.

𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶/𝗲!
01/05/2026

𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶/𝗲!

Vita di Fra Bernardino Cristini di Castiglione di Giovellina in Corsica, duttore di a pesta in Roma in u 1656 è duttore ...
21/04/2026

Vita di Fra Bernardino Cristini di Castiglione di Giovellina in Corsica, duttore di a pesta in Roma in u 1656 è duttore di i poveri in tutta l'Italia per i trenta anni seguenti.

𝗜𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗙𝗥𝗔 𝗕𝗘𝗥𝗡𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗢 𝗖𝗥𝗜𝗦𝗧𝗜𝗡𝗜 (𝟭𝟲𝟳𝟲) - 𝗦𝗘𝗠𝗘𝗜𝗢𝗧𝗜𝗖𝗔: 𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗢𝗟𝗦𝗜 (§ 𝟮𝟵)𝑰𝒏𝒕𝒓𝒐𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐...
11/04/2026

𝗜𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗙𝗥𝗔 𝗕𝗘𝗥𝗡𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗢 𝗖𝗥𝗜𝗦𝗧𝗜𝗡𝗜 (𝟭𝟲𝟳𝟲) - 𝗦𝗘𝗠𝗘𝗜𝗢𝗧𝗜𝗖𝗔: 𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗢𝗟𝗦𝗜 (§ 𝟮𝟵)

𝑰𝒏𝒕𝒓𝒐𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑫𝒐𝒕𝒕. 𝑴𝒂𝒔𝒔𝒊𝒎𝒐 𝑷𝒂𝒔𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝑪𝒐𝒈𝒍𝒊𝒂𝒏𝒅𝒓𝒐, 𝑪𝒐𝒐𝒓𝒅𝒊𝒏𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑺𝒄𝒉𝒐𝒍𝒂 𝑮𝒓𝒆𝒈𝒐𝒓𝒊𝒂𝒏𝒂 𝑭𝒓𝒂 𝑩𝒆𝒓𝒏𝒂𝒓𝒅𝒊𝒏𝒐 𝑪𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒏𝒊

𝗜𝗡𝗧𝗥𝗢𝗗𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘

𝟏. 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐬𝐨

Il fondamento della sfigmologia di Cristini sono il 𝘤𝘢𝘭𝘪𝘥𝘶𝘮 𝘪𝘯𝘯𝘢𝘵𝘶𝘮 (Yang in MTC) e l'𝘩𝘶𝘮𝘪𝘥𝘶𝘮 𝘳𝘢𝘥𝘪𝘤𝘢𝘭𝘦 (Yin in MTC).
Per comprendere il polso bisogna partire da questo:
• calidum innatum = il calore vitale originario
• humidum radicale = l’umido fondamentale che nutre e sostiene la vita.
La vita consiste nel loro equilibrio: il calore consuma, l’umido alimenta.
Il cuore è la sede del calore, il fegato e gli umori sostengono l’umido, il polso è il segno visibile di questa relazione.
Cristini definisce il polso come movimento alterno ed espressione della 𝘷𝘪𝘳𝘵𝘶𝘴 𝘷𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘴. Il polso non è solo un elemento meccanico, ma segno della forza vitale e dello stato degli umori.
Il polso manifesta la forza del calore (espansione), la quantità di umido (pienezza) e la loro armonia (ritmo), quindi ogni polso è interpretabile ci indica quanto calore c’è e quanto umido radicale lo sostiene.
Cristini non legge mai un polso isolato.
Il medico deve combinare grandezza, forza, ritmo e qualità. Ad esempio, un polso piccolo, debole e irregolare indica pericolo di morte.

𝟐. 𝐑𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢

Ogni polso corrisponde a un temperamento:

caldo-umido → grande, pieno
caldo-secco → duro, veloce
freddo-umido → molle, lento
freddo-secco → piccolo, debole

Il polso rivela il temperamento attuale, non solo quello naturale.

𝟑. 𝐑𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢

Ogni polso ha una relazione precisa con un organo interno:

cuore → origine del polso
fegato → produzione degli umori
cervello → regolazione indiretta

In linea generale i polsi principali danno le seguenti indicazioni con riferimento agli organi:

polso forte → cuore valido
polso pieno → fegato sovraccarico
polso irregolare → disordine generale

𝟒. 𝐌𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨

Cristini usa un sistema multiplo per forza (vehemens, languidus…), qualità arteriosa, forma del movimento, ritmo e condizioni esterne come in Galeno.

𝟓. 𝐏𝐨𝐥𝐬𝐢 𝐩𝐚𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢

I polsi “irregolari” (martellante, vermicolare, ecc.) sono segni prognostici gravi, che indicano debolezza della “virtus”, disordine degli umori e morte imminente. Qui la medicina di Fra Bernardino Cristini è fortemente semiotica e prognostica

𝟔. 𝐅𝐞𝐛𝐛𝐫𝐢 𝐩𝐮𝐭𝐫𝐢𝐝𝐞

Cristini introduce una osservazione clinica importante: quando vi è contrazione più rapida della dilatazione con pause alterate vuol dire che vi è accumulo di “vapori” secondo la teoria umorale e sforzo del corpo per espellerli.

𝟕. 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢

Se la crisi è buona, il polso migliora. Se la crisi è cattiva, il polso peggiora subito.
La prognosi generale risponde ad una regola fondamentale:

equilibrio → salute
eccesso → crisi
difetto → morte

I segni più pericolosi sono caratterizzati dalla associazione di un polso debole e di un polso irregolare, quali il vermicularis o il formicans.

𝟖. 𝐒𝐜𝐢𝐨𝐠𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐞

Cristini cita implicitamente più opere di Galeno:
1. 𝘋𝘦 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘦𝘳𝘦𝘯𝘵𝘪𝘪𝘴 𝘱𝘶𝘭𝘴𝘶𝘶𝘮 (libri 3 e 4) per la classificazione dei polsi e la distinzione movimento/quiete.
2. 𝘋𝘦 𝘱𝘳𝘢𝘦𝘴𝘢𝘨𝘪𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦𝘹 𝘱𝘶𝘭𝘴𝘪𝘣𝘶𝘴 per l'uso prognostico del polso
3. 𝘋𝘦 𝘤𝘢𝘶𝘴𝘪𝘴 𝘱𝘶𝘭𝘴𝘶𝘶𝘮 per la spiegazione fisiologica.

𝟗. 𝐈 𝐩𝐨𝐥𝐬𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐠𝐦𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐢

Inserisco qui una spiegazione completa dei polsi fondamentali della sfigmologia di Cristini.

• 𝘗𝘰𝘭𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦𝘻𝘻𝘢:

1) 𝘔𝘢𝘨𝘯𝘶𝘴 (grande).
Polso ampio, espansivo. Indica abbondanza di spirito vitale, spesso calore o pienezza di umori con grande espansione o comunque molto calore e umido radicale sufficiente. Clinicamente è buono se moderato, pericoloso se eccessivo (febbri).
Temperamento: caldo-umido.
Organi: cuore e fegato forti.
Prognosi: buona se moderata, pericolosa se eccessivo (consumo rapido dell’umido radicale).

2) 𝘗𝘢𝘳𝘷𝘶𝘴 (piccolo).
Polso stretto, poco espansivo. Indica debolezza della virtus, carenza di spirito, calore debole o umido radicale esaurito.
Temperamento: freddo o secco.
Organi: cuore debole.
Prognosi: è sfavorevole perché è segno di debilitazione.

• 𝘗𝘰𝘭𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘻𝘢:

1) 𝘍𝘰𝘳𝘵𝘪𝘴/𝘝𝘦𝘩𝘦𝘮𝘦𝘯𝘴 (forte)
Resiste al dito, lo respinge.
Indica forza interna ed energia vitale attiva, ma
se troppo forte può indicare tensione patologica. Denota calore vigoroso, calidum innatum attivo, umido radicale ancora presente.
Prognosi: buona se proporzionato, cattiva se eccessivo (prelude a crisi).

2) 𝘋𝘦𝘣𝘪𝘭𝘪𝘴/𝘓𝘢𝘯𝘨𝘶𝘪𝘥𝘶𝘴 (debole).
Si sente appena.
Indica debolezza profonda ed esaurimento, calore insufficiente, calidum innatum quasi estinto, humidum radicale non più attivato.
Prognosi: grave.

• 𝘗𝘰𝘭𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘦𝘭𝘰𝘤𝘪𝘵à:

1) 𝘝𝘦𝘭𝘰𝘹 (veloce).
Polso rapido.
Indica calore intenso che accelera il movimento spesso con agitazione ed evaporazione degli umori. È tipico delle febbri.
Prognosi: segno di malattia attiva, pericoloso se persistente.

2) 𝘛𝘢𝘳𝘥𝘶𝘴 (lento)
Indica freddo predominante, lentezza delle funzioni vitali, calore debole.
Prognosi: cronica o debilitante.

• 𝘗𝘰𝘭𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘯𝘻𝘢

1) 𝘋𝘶𝘳𝘶𝘴 (duro).
Indica tensione e costrizione del sistema vascolare, calore e secchezza. L'umido radicale è ridotto. È associato a infiammazione o rigidità umorale.
Organi coinvolti: fegato e milza.
Prognosi: segno di costrizione patologica.

2) 𝘔𝘰𝘭𝘭𝘪𝘴 (molle).
Polso molle, cedevole.
Indica rilassamento, eccesso di umido e
calore debole.
Prognosi: debolezza generale.

• 𝘗𝘰𝘭𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘦𝘻𝘻𝘢

1) 𝘗𝘭𝘦𝘯𝘶𝘴 (pieno).
Polso pieno, “corposo”.
Indica abbondanza o sovraccarico di umori e humidum radicale in eccesso. Il calore è spesso presente ma oppresso.
Prognosi: rischio di crisi evacuativa

2) 𝘝𝘢𝘤𝘶𝘶𝘴 (vuoto).
Indica carenza di umido radicale e impoverimento vitale. Il calore consuma senza nutrimento. È tipico delle consunzioni.
Prognosi: molto grave.

• 𝘗𝘰𝘭𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘪𝘯 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘢𝘭 𝘳𝘪𝘵𝘮𝘰:

1) 𝘈𝘦𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪𝘴.
Polso regolare.
Indica armonia del sistema.

2) 𝘐𝘯𝘢𝘦𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪𝘴.
Polso irregolare.
Indica disordine interno.

3) 𝘋𝘦𝘧𝘪𝘤𝘪𝘦𝘯𝘴 / 𝘐𝘯𝘵𝘦𝘳𝘤𝘪𝘥𝘦𝘯𝘴.
Polso che si interrompe.
Indica debolezza della virtus e possibile crisi imminente.
Prognosi: grave.

𝟏𝟎. 𝐈 𝐩𝐨𝐥𝐬𝐢 “𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚𝐭𝐢” (𝐩𝐢ù 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢)

Qui Fra Bernardino Cristini dimostra di essere un clinico raffinato:

1) 𝘔𝘢𝘳𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘯𝘶𝘴 (a martello)
Polso caratterizzato da colpi secchi e violenti.
Indica grande tensione e crisi imminente
Prognosi: spesso è un segno pericoloso.

2) 𝘜𝘯𝘥𝘰𝘴𝘶𝘴 (ondoso)
Polso come un’onda.
Indica abbondanza di umori e movimento fluido ma instabile.

3) 𝘊𝘢𝘱𝘳𝘪𝘻𝘢𝘯𝘴 (saltellante)
Polso irregolare, scattante.
Indica instabilità e disordine della virtus.

4) 𝘈𝘳𝘤𝘶𝘢𝘵𝘶𝘴 (arcuato)
Polso curvato, teso.
Indica tensione interna e rigidità.

5) 𝘝𝘦𝘳𝘮𝘪𝘤𝘶𝘭𝘢𝘳𝘪𝘴 (vermicolare)
Polso debole, strisciante.
Indica estrema debolezza e quasi assenza di forza.
Prognosi: segno grave.

6) 𝘍𝘰𝘳𝘮𝘪𝘤𝘢𝘯𝘴 (formicante).
Polso tremolante, quasi impercettibile.
Indica agitazione minima e collasso imminente
Prognosi: molto grave

7) 𝘊𝘢𝘶𝘥𝘢 𝘴𝘰𝘳𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢 (coda di topo).
Polso sottile, fugace.
Indica decadimento rapido ed esaurimento vitale.

8) 𝘙𝘢𝘮𝘰𝘴𝘶𝘴.
Polso irregolare, “ramificato”.
Indica discontinuità e disordine complesso.

𝟏𝟏. 𝐋𝐚 𝐒𝐟𝐢𝐠𝐦𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐆𝐚𝐥𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨-𝐂𝐢𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐗𝐕𝐈𝐈 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨

Elenco di seguito i Polsi secondo il sistema di Cristini, visti in rapporto con la Sfigmologia Cinese giunta in Europa nel XVII secolo grazie ai missionari gesuiti e francescani:

1) 𝘔𝘢𝘨𝘯𝘶𝘴: ampio, grande. Vi è una somiglianza fisica diretta con il polso “grande” della MTC (Medicina Tradizionale Cinese).
2) 𝘗𝘢𝘳𝘷𝘶𝘴: piccolo. Corrisponde al polso “fine/sottile” della MTC. Vi è una analogia dimensionale.
3) 𝘝𝘦𝘭𝘰𝘹: rapido. Corrisponde al polso “rapido” della MTC.
4) 𝘛𝘢𝘳𝘥𝘶𝘴: lento. Corrisponde al polso “lento” della MTC.
5) 𝘍𝘰𝘳𝘵𝘪𝘴: forte. Corrisponde al polso “pieno/forte” della MTC. È simile ma meno sistematico.
6) 𝘋𝘦𝘣𝘪𝘭𝘪𝘴: debole. Corrisponde al polso “debole” della MTC.
7) 𝘋𝘶𝘳𝘶𝘴: duro/tenso. Corrisponde al polso “a corda” della MTC. Vi è una buona somiglianza tattile.
8) 𝘔𝘰𝘭𝘭𝘪𝘴: molle. Corrisponde al polso “morbido” della MTC.
9) 𝘗𝘭𝘦𝘯𝘶𝘴: pieno, ondoso. Corrisponde parzialmente al polso “pieno/scivoloso” della MTC.
10) 𝘝𝘢𝘤𝘶𝘶𝘴: vuoto. È simile al polso “vuoto” della MTC
11) 𝘍𝘳𝘦𝘲𝘶𝘦𝘯𝘴: frequente. Vi è una sovrapposizione parziale al polso “rapido” della MTC.
12) 𝘙𝘢𝘳𝘶𝘴: raro. È simile al polso “lento” della MTC.
13) 𝘊𝘢𝘭𝘪𝘥𝘶𝘴: caldo. Corrisponde al polso da “calore” della MTC.
14) 𝘍𝘳𝘪𝘨𝘪𝘥𝘶𝘴: freddo. Corrisponde al polso da “freddo” della MTC.
15) 𝘈𝘦𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪𝘴: regolare. Corrisponde al polso polso “regolare” della MTC.
16) 𝘐𝘯𝘢𝘦𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪𝘴: irregolare. Corrisponde al polso “irregolare” della MTC
17) 𝘋𝘦𝘧𝘪𝘤𝘪𝘦𝘯𝘴: mancante. Vi è una buona analogia con il polso intermittente della MTC.
18) 𝘐𝘯𝘵𝘦𝘳𝘤𝘪𝘥𝘦𝘯𝘴: intermittente. È quasi identico al polso intermittente della MTC.

𝘗𝘰𝘭𝘴𝘪 𝘪𝘳𝘳𝘦𝘨𝘰𝘭𝘢𝘳𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘪 (𝘱𝘪ù 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘪)

Si tratta di polsi che hanno caratteristiche particolari e in cui si riconoscono maggiori differenze tra la sfigmologia di Fra Bernardino Cristini e quella cinese.
Cristini infatti usa immagini per descrivere sensazioni col fine di arrivare ad una prognosi chiara (vita/morte). La medicina cinese usa invece immagini come categorie stabili con la finalità di giungere a una diagnosi interna dettagliata.
I polsi irregolari complessi di Fra Bernardino Cristini sono i seguenti:
1) 𝘍𝘦𝘳𝘪𝘯𝘶𝘴: selvaggio, disordinato. Non vi è nessuna corrispondenza precisa in MTC.
2) 𝘈𝘦𝘴𝘵𝘶𝘢𝘯𝘴/𝘍𝘭𝘶𝘤𝘵𝘶𝘢𝘯𝘴: agitato, fluttuante. Vi è una somiglianza forte con il polso “fluttuante”della MTC.
3) 𝘜𝘯𝘥𝘰𝘴𝘶𝘴: ondoso. È simile ma non identico al polso “scivoloso” della MTC.
4) 𝘈𝘳𝘤𝘶𝘢𝘵𝘶𝘴: arcuato. Vi è una analogia debole con il polso “a corda” della MTC.
5) 𝘔𝘢𝘳𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘯𝘶𝘴: colpi come martello. Non vi è nessuna corrispondenza precisa in MTC. È un polso tipicamente galenico.
6) 𝘊𝘢𝘱𝘳𝘪𝘻𝘢𝘯𝘴: saltellante. Vi è una vaga analogia con il polso “mobile” della MTC.
7) 𝘊𝘢𝘶𝘥𝘢 𝘮𝘶𝘳𝘪𝘯𝘢/𝘴𝘰𝘳𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢: come coda di topo. Non vi è nessuna corrispondenza precisa in MTC.
8) 𝘊𝘰𝘳𝘥𝘰𝘴𝘶𝘴: teso come corda. Buona somiglianza con il polso “a corda” della MTC.
9) 𝘙𝘢𝘮𝘰𝘴𝘶𝘴: ramificato. Non vi è nessuna corrispondenza precisa in MTC. È un simbolismo galenico.
10) Vermicularis: come verme. Analogia parziale con ilpolso “fine” della MTC
11) Formicans: come formiche. Non vi è nessuna corrispondenza precisa in MTC.
È una metafora tipica della sfigmologia europea

𝗧𝗥𝗔𝗗𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘

𝗗𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗼𝗹𝘀𝗶

Il polso è il movimento del cuore e delle arterie, mediante il quale esse si sollevano e si abbassano; oppure il polso è la dilatazione e la contrazione del cuore e delle arterie. Il polso si considera anzitutto in rapporto alle forze, e allora è triplice: veemente, quando cioè respinge con forza la mano di chi lo tocca; languido, quando produce un colpo debole e fiacco; mediocre, quando mantiene una proporzione intermedia.
Si considera poi in rapporto all’arteria, ed è duplice: duro e molle.
Oppure in rapporto alla diastole, ed è triplice: alto, lungo e largo.
Oppure in rapporto alla pienezza e al vuoto, ed è duplice: pieno e vuoto; pieno quando mostra un’arteria più solida e ondosa alla compressione, vuoto quando rappresenta al dito una certa vacuità.
Si considera anche secondo le proporzioni del tempo, e così è duplice: difettivo o intermittente.
Oppure secondo le temperature, le età, gli anni, le stagioni, le regioni e i sessi, di cui parleremo a sufficienza più avanti secondo il pensiero di Galeno; oppure secondo il sonno e la veglia, o secondo altre cause non naturali: infatti nel sonno i polsi sono più languidi e più piccoli, mentre al risveglio diventano più veementi e più frequenti.
Come afferma Galeno, il polso può essere considerato come movimento e quiete del cuore e delle arterie. Dal lato del movimento si distinguono tre generi: grande e piccolo, veloce e lento, forte e debole. Dal lato della quiete si distinguono quattro generi: frequente e raro, duro e molle, pieno e vuoto, caldo e freddo. Dal lato della proporzione si distinguono due generi: regolare e irregolare.
Le specie dell’irregolare sono molte, come il polso ferino, fluttuante, ondoso, arcuato, martellante, caprizzante, a coda di topo, cordoso, ramificato, vermicolare e formicolante; tutti questi indicano grande debolezza della forza vitale, agitazione degli umori e morte imminente.
Si deve inoltre notare che il polso proprio di tutte le febbri putride è la costrizione, poiché la contrazione è più rapida della dilatazione a causa della grande quantità di vapori da espellere; e la pausa dopo la contrazione è più breve di quella dopo la dilatazione, soprattutto quando la forza comincia a diminuire.
E si deve intendere che, dopo una crisi perfetta, il polso comincia a rinvigorirsi a poco a poco; dopo una cattiva crisi invece comincia subito a diminuire.

Bona Pasqua à tutti!
05/04/2026

Bona Pasqua à tutti!

𝗜𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗙𝗥𝗔 𝗕𝗘𝗥𝗡𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗢 𝗖𝗥𝗜𝗦𝗧𝗜𝗡𝗜 (𝟭𝟲𝟳𝟲) - 𝗦𝗘𝗠𝗘𝗜𝗢𝗧𝗜𝗖𝗔: 𝗗𝗘 𝗦𝗜𝗚𝗡𝗢𝗥𝗨𝗠 𝗗𝗜𝗩𝗜𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 (§ 𝟮𝟴)𝑰𝒏𝒕𝒓𝒐𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒖...
03/04/2026

𝗜𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗗𝗜 𝗙𝗥𝗔 𝗕𝗘𝗥𝗡𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗢 𝗖𝗥𝗜𝗦𝗧𝗜𝗡𝗜 (𝟭𝟲𝟳𝟲) - 𝗦𝗘𝗠𝗘𝗜𝗢𝗧𝗜𝗖𝗔: 𝗗𝗘 𝗦𝗜𝗚𝗡𝗢𝗥𝗨𝗠 𝗗𝗜𝗩𝗜𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 (§ 𝟮𝟴)

𝑰𝒏𝒕𝒓𝒐𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑫𝒐𝒕𝒕. 𝑴𝒂𝒔𝒔𝒊𝒎𝒐 𝑷𝒂𝒔𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝑪𝒐𝒈𝒍𝒊𝒂𝒏𝒅𝒓𝒐, 𝑪𝒐𝒐𝒓𝒅𝒊𝒏𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑺𝒄𝒉𝒐𝒍𝒂 𝑮𝒓𝒆𝒈𝒐𝒓𝒊𝒂𝒏𝒂 𝑭𝒓𝒂 𝑩𝒆𝒓𝒏𝒂𝒓𝒅𝒊𝒏𝒐 𝑪𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒏𝒊

𝐈𝐍𝐓𝐑𝐎𝐃𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄

𝐐𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞

Il De signorum divisione introduce una delle parti più significative dell’impianto medico di Cristini, cioè la dottrina dei segni attraverso cui si rende conoscibile la complessione dell’uomo. La “complessione” (temperamento) del paziente qui indica il suo equilibrio umorale e la sua costituzione fisica e psichica.
Fin dalle prime righe emerge chiaramente come il medico non debba limitarsi a osservare la malattia in sé, ma debba piuttosto leggere l’intero corpo come un sistema ordinato di indizi, nei quali la natura stessa si manifesta. Il corpo, in questa prospettiva, non è mai muto: esso parla attraverso qualità visibili e percepibili, e il compito del medico consiste nel tradurre questo linguaggio naturale in giudizio razionale.
La divisione dei segni proposta si fonda su una visione tipicamente galenica, nella quale la realtà corporea è determinata dall’equilibrio o dallo squilibrio delle qualità prime — caldo, freddo, secco e umido — e dal dominio degli umori. Tuttavia, ciò che rende peculiare l’esposizione di Cristini è il tentativo di sistematizzare in modo ordinato e quasi didattico i criteri di osservazione, riducendoli a dieci generi principali. Questa classificazione non ha valore puramente descrittivo, ma rappresenta un vero e proprio metodo clinico, attraverso il quale il medico può orientarsi nella varietà dei fenomeni corporei.
I segni elencati coprono l’intero spettro dell’esperienza sensibile e intellettuale. Si passa infatti dal tatto, che permette una percezione immediata della qualità termica del corpo, alla considerazione della carne e del grasso, che rivelano la struttura interna e la disposizione degli umori. La crescita dei capelli, il colore della pelle e la forma delle membra offrono ulteriori elementi visivi, mentre la sensibilità e le operazioni introducono una dimensione dinamica, legata al funzionamento del corpo nel tempo. Particolarmente significativo è il fatto che tra i segni vengano inclusi anche il pensiero e gli accidenti dell’animo, a dimostrazione di una concezione unitaria dell’uomo, nella quale corpo e psiche non sono separati, ma costituiscono manifestazioni diverse di una medesima realtà naturale. Si vede una visione unitaria il caldo che genera vita, attività, espansione e il freddo che genera inerzia, lentezza, contrazione, tema che ritornerà nella 𝘗𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘔𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦 medicinale del 1680, dove cristini distinguerà le qualità fisiche in solari e lunari.
Questa unità si riflette anche nel modo in cui i segni devono essere interpretati. Essi non sono mai assoluti, ma acquistano significato solo all’interno di un contesto più ampio. Per questo motivo Cristini insiste sull’importanza dell’età, del tempo, dell’abitudine e del regime di vita. L’età introduce una prima grande distinzione naturale: i giovani sono per loro natura caldi, mentre i vecchi tendono al freddo. Tuttavia, questa disposizione originaria può essere modificata dalle condizioni esterne e dalle pratiche quotidiane. L’abitudine, in particolare, assume un ruolo centrale, poiché ciò che viene ripetuto nel tempo finisce per trasformarsi in una seconda natura, capace di alterare la complessione stessa.
Il richiamo a Galeno e ad Avicenna non è puramente ornamentale, ma serve a collocare il discorso all’interno di una tradizione autorevole, nella quale l’osservazione empirica è sempre accompagnata dalla riflessione teorica. Da questi autori Cristini riprende l’idea che il corpo sia in continuo mutamento e che il giudizio medico debba tener conto di questa variabilità. Ne deriva una concezione dinamica della complessione, che non è un dato fisso e immutabile, ma un equilibrio instabile, continuamente ridefinito dall’interazione tra natura e abitudine.
A questo punto diventa evidente che la semplice raccolta dei segni non è sufficiente. Il medico deve compiere un ulteriore passaggio, che consiste nel riunire in un’unica visione ciò che si presenta come molteplice e disperso. È qui che interviene quella facoltà che si può chiamare 𝘷𝘪𝘴 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘤𝘵𝘪𝘷𝘢, cioè la capacità di comprendere insieme tutti i segni e di coglierne il significato complessivo. Questa operazione non è riducibile a una regola meccanica, ma richiede esperienza, discernimento e una forma di intelligenza pratica che si sviluppa solo attraverso l’esercizio dell’arte medica.
La 𝘷𝘪𝘴 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘤𝘵𝘪𝘷𝘢 rappresenta dunque il momento culminante del processo diagnostico. Attraverso di essa il medico non si limita a registrare dati, ma giunge a una vera e propria conoscenza della complessione individuale. In questo senso, la diagnosi non è mai il risultato di un singolo segno, ma nasce dalla loro integrazione e dal loro confronto reciproco. Anche quando i segni appaiono discordanti, è proprio la capacità di ordinarli e gerarchizzarli che consente di risalire alla qualità dominante.
Da questa sintesi deriva non solo la determinazione della complessione, ma anche la possibilità di prevedere l’andamento delle malattie e di stabilire una terapia adeguata. La medicina di Cristini si configura così come un’arte della interpretazione, nella quale l’osservazione sensibile e l’intelligenza razionale cooperano per rendere visibile ciò che, di per sé, non lo è. Il § 28 non è quindi una semplice enumerazione di segni, ma un vero e proprio insegnamento metodologico, che mostra come si debba passare dalla percezione alla conoscenza, e dalla conoscenza al giudizio clinico.

𝑰 𝒔𝒆𝒈𝒏𝒊 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐𝒓𝒆𝒊 𝒆 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒉𝒊𝒄𝒊 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒊𝒂𝒈𝒏𝒐𝒔𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 “𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒙𝒊𝒐”

Nel sistema di Fra Bernardino Cristini, la conoscenza dell’uomo parte dall’osservazione dei segni visibili ed esperibili, attraverso i quali si risale alla complexio, cioè alla costituzione fondamentale dell’individuo (temperamento fisico e psichico insieme).

𝟏. 𝐏𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞

L’assunto di base è questo: il corpo manifesta esteriormente ciò che è interiormente, perciò:
ogni qualità interna (caldo, freddo, secco, umido), ogni equilibrio o squilibrio degli umori si riflette in segni osservabili. Questo deriva dalla tradizione ippocratico-galenica medico-rinascimentale con influssi anche fisiognomici e morali

𝟐. 𝐋𝐞 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢

Cristini organizza i segni in gruppi precisi:

𝘚𝘦𝘨𝘯𝘪 𝘤𝘰𝘳𝘱𝘰𝘳𝘦𝘪 𝘦𝘴𝘵𝘦𝘳𝘯𝘪

Carne e grasso
→ indicano nutrizione e umidità
→ corpo molle = tendenza umida/fredda
→ corpo asciutto = secco/caldo
Colore
→ rosso = caldo
→ pallido = freddo
→ scuro = malinconico (bile nera)
Capelli
→ spessi e ricci = caldo
→ lisci e sottili = freddo
Forma del corpo
→ robusta = caldo-umido
→ esile = freddo-secco

𝘚𝘦𝘨𝘯𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘪

Tatto
→ pelle calda/fredda
→ secca/umida
Sensibilità
→ alta = sistema nervoso “attivo” (caldo)
→ bassa = inerzia (freddo)

𝘚𝘦𝘨𝘯𝘪 𝘱𝘴𝘪𝘤𝘩𝘪𝘤𝘪

Pensiero (cogitatio)
→ rapido = caldo
→ lento = freddo
Azioni (actiones)
→ vivaci = caldo
→ lente = freddo

Qui emerge un punto fondamentale: la mente è letta come funzione del corpo, non separata.

𝟑. 𝐌𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨

Cristini non usa un solo segno, ma una sintesi (vis complectiva), cioè osserva tutti i segni insieme, li confronta, elimina le contraddizioni apparenti, individua la qualità dominante.
Questo è un metodo analogico e comparativo, non matematico.

𝟒. 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭à

Lo scopo non è solo descrivere, ma diagnosticare la costituzione collerica (calda e secca), sanguigna (calda e umida), flemmatica (fredda e umida), malinconica (fredda e secca) e prevedere le malattie, perché ogni costituzione ha le sue predisposizioni.

𝟓. 𝐈𝐝𝐞𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞

Il volto, il corpo e il comportamento sono un linguaggio medico. Cristini li interpreta come:
segni naturali indicatori dell’equilibrio interno e strumenti per una diagnosi globale.
In sintesi in questo paragrafo Cristini stabilisce che la diagnosi nasce dall’osservazione, il corpo “parla” attraverso segni, la mente è inclusa nella fisiologia, la verità si ottiene solo dalla totalità dei segni.

𝑰𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝑽𝑰𝑺 𝑪𝑶𝑴𝑷𝑳𝑬𝑪𝑻𝑰𝑽𝑨 (𝑭𝒐𝒓𝒛𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒂)

𝟏. 𝐂𝐨𝐬’è 𝐥𝐚 “𝐯𝐢𝐬 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐜𝐭𝐢𝐯𝐚”

È la capacità del medico di raccogliere tutti i segni, integrarli e coglierne l’unità.
Non è una somma meccanica, ma un atto di intelletto esperto.

𝟐. 𝐌𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨

Il processo è osservazione dei segni, confronto tra loro, valutazione delle contraddizioni, individuazione della qualità dominante. Il risultato è la determinazione della 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘹𝘪𝘰.

𝟑. 𝐆𝐞𝐫𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢

Non tutti i segni hanno lo stesso valore:
alcuni sono principali (colore, temperatura, costituzione), altri sono secondari (abitudini, comportamenti occasionali).
Il medico deve pesare i segni, non solo registrarli.

𝟒. 𝐑𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚

La 𝘷𝘪𝘴 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘤𝘵𝘪𝘷𝘢 non si improvvisa, ma nasce da pratica clinica, osservazione ripetuta e tradizione medica.
È quindi arte, non solo tecnica.

𝟓. 𝐄𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢

Dalla vis complectiva si ottiene:
a. La costituzione (complexio) sanguigna, collerica, flemmatica, malinconica.
b. La prognosi legata alla predisposizione alle malattie e alla loro evoluzione possibile.

𝟔. 𝐕𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚

La verità medica nasce dalla totalità, non dal singolo segno. Il corpo e la psiche producono segni leggibili, il medico li unifica in un giudizio e insieme costituiscono una medicina della visione e dell’intelligenza, dove:
• osservare = raccogliere
• comprendere = sintetizzare

𝑬𝒕à, 𝒂𝒃𝒊𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒊 𝒆 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒆𝒔𝒕𝒆𝒓𝒏𝒊: 𝒍𝒂 𝒗𝒂𝒓𝒊𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕à 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 “𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒙𝒊𝒐”

Dopo aver stabilito che i segni rivelano la costituzione, Cristini introduce un elemento decisivo: la costituzione non è statica, ma cambia nel tempo e nelle condizioni di vita.

𝟏. 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜𝐨

La “complexio” è influenzata da fattori esterni e temporali: età, abitudini (𝘤𝘰𝘯𝘴𝘶𝘦𝘵𝘶𝘥𝘰), stile di vita, ambiente, quindi gli stessi segni devono essere interpretati diversamente a seconda del contesto.

𝟮. 𝗟’𝗲𝘁à (𝗔𝗲𝘁𝗮𝘀)

Cristini distingue chiaramente le età principali:
• Fanciulli (Pueri) di natura calda e umida, corpo morbido, crescita rapida, mente vivace ma instabile. Sono predisposti a febbri e squilibri umidi.
• Vecchi (Senes) di natura fredda e secca, corpo fragile con perdita di forza, mente più lenta ma spesso più stabile. Sono redisposti a
rigidità e malattie croniche
L’età modifica radicalmente la lettura dei segni.
Un segno “normale” in un giovane può essere patologico in un anziano.

𝟯. 𝗟𝗲 𝗮𝗯𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗶 (𝑪𝒐𝒏𝒔𝒖𝒆𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒆𝒔)

Elemento centrale e molto moderno.
Cristini osserva che l’uomo si trasforma con ciò che ripete.
Esempi:

alimentazione → cambia umori
sonno → regola caldo/freddo
attività fisica → modifica secco/umido
studio e pensiero → influenzano il cervello e i nervi

Abitudini prolungate possono rafforzare la costituzione oppure deformarla

𝟒. 𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐞 𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞

Anche se meno esplicito, il sistema implica la considerazione delle stagioni (caldo/freddo), del clima e del luogo geografico, tutti fattori che alterano i segni e influenzano gli umori

𝟓. 𝐌𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐫𝐞𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Cristini invita implicitamente a non giudicare mai un segno isolatamente ma sempre considerando età, abitudini e condizioni attuali.

𝟔. 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢

Questo punto è fondamentale perché evita errori diagnostici.
Esempio:
• pelle fredda in un anziano = normale
• pelle fredda in un giovane = segno patologico

𝟕. 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢

Nel 𝘋𝘦 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳𝘶𝘮 𝘥𝘪𝘷𝘪𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 la natura dell’uomo è plastica, non esiste una sola costituzione fissa, ma una base naturale modificata continuamente dall’esperienza
In sintesi, l’età trasforma la costituzione, le abitudini creano una “seconda natura”, l’ambiente modifica i segni e la diagnosi richiede sempre di individuare il contesto in cui si colloca la persona.

𝗦𝗰𝗶𝗼𝗴𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶

Cristini cita due autorità fondamentali: Galeno e Avicenna.
Di Galeno Cristini cita il "liber de sectis ad eos qui introducuntur, cap. 4 et 5". Il titolo dell'opera di Galeno è 𝘋𝘦 𝘴𝘦𝘤𝘵𝘪𝘴 𝘢𝘥 𝘦𝘰𝘴 𝘲𝘶𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘳𝘰𝘥𝘶𝘤𝘶𝘯𝘵𝘶𝘳
(“Sulle scuole mediche per i principianti”).
In questo testo Galeno insegna che il medico deve considerare contesto, abitudini e tempo,
non basta il sintomo isolato.
Di Avicenna Cristini cita il liber 2, prima fen, cap. 3 del Canon medicinae. Qui Avicenna tratta delle complessioni (mizaj) e dei fattori che le modificano: età, clima, dieta e abitudini.

𝗧𝗥𝗔𝗗𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘

𝗗𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗶

Si usano anche indizi tratti dalla complessione, dal dominio degli umori, dall’età, dal tempo, dall’abitudine e dal regime di vita precedente. Le complessioni si riconoscono per mezzo di dieci generi di segni: anzitutto dal tatto, cioè se il corpo sia caldo oppure freddo; in secondo luogo dal grasso e dalla carne, poiché molta carne aggiunge calore, mentre poca carne con molto grasso indica freddezza; in terzo luogo dalla crescita dei capelli, se rapida o lenta, giacché la crescita rapida indica una complessione calda, quella lenta una fredda; in quarto luogo dal colore del corpo, infatti il colore croceo, rosso, giallognolo e pallido dimostra calore, mentre il bianco livido o plumbeo indica freddezza; in quinto luogo dalla forma delle membra, poiché quelle ampie e larghe indicano calore, mentre le strette indicano freddo; in sesto luogo dalla sensibilità delle membra, infatti chi percepisce rapidamente indica calore, chi lentamente freddo; in settimo luogo dal modo di pensare degli uomini; in ottavo luogo dalle operazioni, poiché quelle rapide indicano calore e, al contrario, quelle lente indicano freddezza; in nono luogo dalle superfluità del corpo, poiché se ciò che esce ha odore acuto indica calore, se invece meno indica freddo; in decimo luogo dagli accidenti dell’animo, come l’audacia, l’inquietudine, l’impeto e simili, che indicano calore, mentre i contrari indicano freddo.
Dell’età si è già detto che i fanciulli e i giovani sono caldi, mentre i vecchi e i decrepiti sono freddi. Parimenti si deve giudicare dal tempo, dall’abitudine e dal regime di vita precedente, come afferma Galeno nel libro De sectis ad eos qui introducuntur, capitoli quarto e quinto, e Avicenna nel secondo libro, prima fen, capitolo terzo.

𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗧𝗥𝗜𝗦 𝗕𝗘𝗥𝗡𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗜 𝗖𝗥𝗜𝗦𝗧𝗜𝗡𝗜𝑨𝒖𝒄𝒕𝒐𝒓𝒆 𝑴𝒂𝒙𝒊𝒎𝒐 𝑷𝒂𝒔𝒄𝒉𝒂𝒍𝒆 𝑪𝒐𝒈𝒍𝒊𝒂𝒏𝒅𝒓𝒐𝐂𝐚𝐩𝐮𝐭 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐮𝐦Cristini natus est in Castiglione di Giove...
30/03/2026

𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗧𝗥𝗜𝗦 𝗕𝗘𝗥𝗡𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗜 𝗖𝗥𝗜𝗦𝗧𝗜𝗡𝗜
𝑨𝒖𝒄𝒕𝒐𝒓𝒆 𝑴𝒂𝒙𝒊𝒎𝒐 𝑷𝒂𝒔𝒄𝒉𝒂𝒍𝒆 𝑪𝒐𝒈𝒍𝒊𝒂𝒏𝒅𝒓𝒐

𝐂𝐚𝐩𝐮𝐭 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐮𝐦

Cristini natus est in Castiglione di Giovellina in Corsica inter annos 1620 et 1625 p. Chr. n., ex familia aristocratica. In Galliam se contulit, ubi medicinam et chemiam in Universitate Montispessulani studuit. Mox discipulus factus est Riverii, medici regis Franciae Ludovici XIII.
Circa annum 1650 p. Chr. n., Riverius fratri Cristini mandavit ut medicinam Spagyricam scholae Montispessulanae in Italiam reduceret. Activus inter Bastiam in Corsica et Genuam, Cristini se curae pauperum et insanabilium dedit, charisma sancti Francisci sequens.
Quam ob rem Senatus Genuensis ei civitatem honorariam Serenissimae Reipublicae concessit, cm antea tantum Regni Corsicae subditus esset.

𝐂𝐚𝐩𝐮𝐭 𝐒𝐞𝐜𝐮𝐧𝐝𝐮𝐦

Anno 1655 p. Chr. n. pestis Italiam invasit, ex Sardinia orta. Mox pestilentia Romam et Neapolim pervenit. Frater Cristini igitur Romam se conferre statuit, ut se ministerio pestilentiae devoveret. Postquam peste correptus est dum aegrotos curabat atque mirabiliter sanatus est, Cristinus in Ordinem Franciscanum ut Frater Minor Observans ingressus est.
Multi ex fratribus eius morbum in ipsa curatione contraxerunt atque mortui sunt. Itaque nemo fere ad aegrotos accedere audebat, ut eos curaret.
Pater Cristini tamen statuit infirmis medicamenta ministrare, quamvis pericula optime nosset. Pestilentiam contraxit, sed mirabiliter convaluit.
Paravit igitur remedia vilia quidem, sed efficacia, quibus pauperes uti possent, cm medicamenta pretiosa sibi comparare non valerent.
Frater Cristini opus maximum Romae de peste reliquit, anno 1676 p. Chr. n. editum; idem etiam in Pratica Medicinale, anno 1680 edita, de hac materia disseruit.

𝗖𝗮𝗽𝘂𝘁 𝗧𝗲𝗿𝘁𝗶𝘂𝗺

Post pestilentiam, anno 1656 p. Chr. n., Frater Cristini se totum pauperum curae in Italia dedit, inter Neapolim et Rempublicam Venetam, per remotissimas regiones iter faciens, ubi medici inveniri non poterant.
Ob hanc causam atque vitae sanctitatem, a Republica Veneta civitate honoraria donatus est; deinde etiam Cathedra Medicinae in Studio Patavino ornatus est, ob prodigiosas sanationes quae ex eius curationibus et precibus ortae sunt.
Extremis vitae annis, Cristinus consultor Ordinis Franciscani constitutus est, ob singularem eius experientiam, artem medicam et probatam virtutem, quas praesertim in cura infirmorum ac pestilentia laborantium ostenderat; ideoque in rebus gravissimis ac difficillimis eius consilium saepius expetebatur.
Hoc tempore, Frater Cristini peregrinationes suas ad curandos pauperes et derelictos continuavit, quamvis aetate provectus et officiis academicis gravatus. Inter haec itinera Neapoli anno 1687 p. Chr. n. mortuus est.

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