Alleanza Evangelica Italiana

Alleanza Evangelica Italiana ABBIAMO UN GRANDE SOGNO:

CRISTIANI EVANGELICI UNITI PER LA DIFESA ED IL PROGRESSO DELL'EVANGELO IN ITALIA

21/04/2026

The president of the Italian Evangelical Alliance calls for the term ‘evangelical’ to be freed from political affiliations and denounces the “blasphemy” of pastors such as Paula White who compare Trump to Jesus Christ.

18/04/2026

𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐄𝐈 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚
𝐼𝑙 16 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑖 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑒𝑚𝑏𝑙𝑒𝑎 𝐹𝑒𝑑𝑒𝑟𝑎𝑙𝑒.

Roma (AEI), 18 aprile 2026 – La prossima Assemblea Federale 2026 dell’Alleanza Evangelica Italiana si terrà a Roma presso la chiesa evangelica Alfa e Omega in Viale Giorgio de Chirico 73 sabato 16 maggio dalle ore 10:00.

Il programma, ricco di momenti di riflessione, vedrà la partecipazione di leader evangelici in rappresentanza di diverse reti di chiese presenti sul territorio nazionale.

Durante la mattina, a seguito dei lavori assembleari, è prevista una meditazione del prof. Pietro Bolognesi dal titolo “𝐕𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨” che precederà una tavola rotonda con i leader dei movimenti Assemblee di Dio, Chiese Elim in Italia, UCBC, Chiese di Dio.

Nel pomeriggio ci sarà prima un breve focus sulla formazione con la presentazione del Forum Enti di Formazione Evangelica in Italia (www.fefti.org), e poi un altro talk sul tema “𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨” che vedrà la partecipazione di rappresentanti della Chiesa Apostolica in Italia, Nuova Pentecoste, Chiese Cerbi e Movimento di Losanna. I lavori si chiuderanno alle 16:15.

Per favorire la partecipazione, l’AEI desidera comunicare che saranno organizzati, a partire dalle ore 9:10, navette dalla stazione ferroviaria di Tor Sapienza (per coloro che arrivano a Roma alla Stazione FF.SS. Tiburtina). È inoltre 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 per permettere alle famiglie di partecipare accompagnati dai propri figli. Per evitare spostamenti, il 𝐩𝐫𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐚 𝐛𝐮𝐟𝐟𝐞𝐭 sarà accessibile nella struttura con una piccola quota di partecipazione.

Inoltre, invitiamo tutti coloro che desiderano servire a rendersi disponibili per i vari ambiti di supporto e organizzazione. Il servizio dei volontari è fondamentale per il buon svolgimento dell’evento e rappresenta un’opportunità preziosa per contribuire attivamente alla comunione fraterna e alla buona riuscita dell’assemblea.

https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/1556-Assemblea-Federale-AEI-2026-ricentrare-la-testimonianza-tra-Vangelo-e-Chiesa

“𝐄𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢” 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐦𝐞𝑈𝑛’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑎 𝐺𝑖𝑎𝑐𝑜𝑚𝑜 𝐶𝑖𝑐𝑐𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝐸𝐼Roma (AEI), 18 aprile...
18/04/2026

“𝐄𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢” 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐦𝐞
𝑈𝑛’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑎 𝐺𝑖𝑎𝑐𝑜𝑚𝑜 𝐶𝑖𝑐𝑐𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝐸𝐼

Roma (AEI), 18 aprile 2026 – “Sostenitori di Trump”; “guerrafondai”; “politicamente di destra”. Queste e altre sono le etichette che l’opinione pubblica tende ad affibbiare agli evangelici specialmente negli ultimi mesi. È ovvio che alcuni fenomeni mediaticamente rumorosi, specialmente legati ad alcuni contesti statunitensi, si riverberano su tutti coloro che si identificano come evangelici, ma che inorridiscono di fronte a questa caricatura. Questa etichettatura produce due effetti: da un lato alimenta caricature e sospetti verso le chiese evangeliche; dall’altro spinge alcuni credenti a pensare che l’unica via d’uscita sia abbandonare il termine.

Ne abbiamo parlato con Giacomo Ciccone, presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana, organismo rappresentativo del movimento evangelico italiano, in rete con l’Alleanza Evangelica Europea e Mondiale.

𝐷: 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐶𝑖𝑐𝑐𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀. 𝐺𝑙𝑖 𝑒𝑣𝑎𝑛𝑔𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑡𝑖 𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑃𝑎𝑢𝑙𝑎 𝑊ℎ𝑖𝑡𝑒, 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑇𝑟𝑢𝑚𝑝, 𝑒 𝑃𝑒𝑡𝑒𝑟 𝐻𝑒𝑔𝑠𝑒𝑡ℎ, 𝑆𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑚𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎𝑛𝑎. 𝐶𝑜𝑠𝑎 𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎?

Un misto di indignazione e di desiderio di chiarezza. Penso che le recenti affermazioni del giorno di Pasqua di Paula White che ha paragonato ed accostato il presidente Trump a Gesù Cristo siano blasfeme. Sono manichee le posizioni di Hegseth e di quel movimento comunemente definito come “nazionalismo cristiano” che, attraverso l’uso strumentale e sconsiderato della Scrittura, identificano popolo di Dio e nazione americana e gettano anatemi contro altre nazioni.

𝐷: 𝐴 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑢𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 ℎ𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑘𝑙𝑖𝑛 𝐺𝑟𝑎ℎ𝑎𝑚, 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑣𝑎𝑛𝑔𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑖 …

Sì, dispiace notare il passivismo di leader come Franklin Graham che, nonostante le opportunità di vicinanza al presidente degli Stati Uniti, continua ad allinearsi acriticamente al potere rimanendo incapace di incarnare alcuna responsabilità profetica e si confonde entro una postura servile. Vede, premesso che ciascuno dovrà rispondere di persona delle proprie decisioni, è avvenuto che, appena dopo gli incensamenti di Paula White, dopo le sortite di Hegseth e dopo le omissioni e le difese d’ufficio di Franklin Graham, il presidente Trump si è sentito autorizzato a rilasciare affermazioni come “Colpiremo l'Iran con forza e lo riporteremo all'età della pietra” o anche ad affermare irresponsabilmente “Un'intera civiltà morirà stanotte”, ed infine si è spinto a postare sui social immagini blasfeme autocelebranti. Tutto questo dovrebbe far riflettere.

𝐷: 𝐼𝑛 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜?

Queste caricature di fatto gettano una luce sinistra su tutti coloro che portano il nome di evangelici. Sentiamo tutti la sfida come credenti a considerare come onorare la testimonianza evangelica e il termine stesso “evangelico” in un mondo in cui strumentalizzazioni e manipolazioni sono sotto la luce del sole. È necessario un atto di responsabilità: non consegnare il nome “evangelico” alle sue distorsioni, ma chiarirne il significato, viverlo con coerenza e sottrarlo a ogni appropriazione ideologica. In tale prospettiva, la nostra identità evangelica non si misura dall’allineamento a un leader o a una piattaforma politica, né da appartenenze nazionali o ideologiche. Essa si riconosce nel Vangelo di Gesù Cristo e si esprime in una testimonianza che unisce verità e grazia, convinzione e mitezza, umiltà e speranza.

𝐷. 𝐴𝑑 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜, 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜, 𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑣𝑎𝑛𝑔𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑙𝑡𝑖𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑏𝑖𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎?

Di recente il Consiglio esecutivo Federale dell'Alleanza Evangelica Italiana ha rilasciato un documento contenente 9 punti per un discernimento evangelico (“Giustizia e pace si sono baciate: nove punti per un discernimento evangelico” (9 marzo 2026), volendo ribadire la propria chiamata alla fedeltà al Vangelo e rimanendo in preghiera per la grave situazione internazionale.

𝐷. 𝐶𝑒 𝑙𝑜 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑟𝑖𝑎𝑠𝑠𝑢𝑚𝑒𝑟𝑒?

Nel documento abbiamo ricordato che la situazione internazionale chiede ai credenti non il silenzio dell’indifferenza, né il clamore della faziosità, ma una parola sobria e chiara, radicata nella Scrittura e attenta al grido di una terra lacerata.

Mentre riconosciamo la dignità inviolabile di ogni essere umano creato a immagine di Dio, fermamente condanniamo sia il terrorismo ma anche la prerogativa di ciascun governo ad usare la forza senza alcun limite.

Mentre rifiutiamo ogni pretesa teocratica ed ogni forma di dominio che confonda l’autorità politica con una legittimazione religiosa, ci opponiamo anche ai nazionalismi idolatrici che trasformano la politica in liturgia e la guerra in destino. Mentre scorgiamo questi pericoli nell’integralismo di matrice islamica o di altre sensibilità religiose, siamo maturi a ravvisarli anche in ambienti cosiddetti “cristiani” ed anche in contesti cosiddetti “evangelici”.

Poi ci sono questioni di sistema che non possono essere banalizzate. Noi chiediamo il rispetto pieno e non selettivo del diritto internazionale umanitario e restiamo responsabilmente sensibili al rischio nucleare: va ristabilito con urgenza un controllo internazionale reale e trasparente sui programmi bellici.

Noi evangelici siamo convinti che giustizia e pace non siano beni separabili e continueremo serenamente a tutelare le minoranze e a difendere la libertà religiosa per tutti.
Sopra ogni altra cosa, desideriamo onorare Dio in tutte queste sfide mantenendo anche un atteggiamento di preghiera perseverante e fiduciosa, che si fa intercessione, ravvedimento, servizio e prossimità verso chi soffre.
...[continua a leggere su https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/1555-Evangelici-in-tempi-di-manipolazione-del-nome ]

[Foto di Daniela P su Unsplash]

𝐄𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚: 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐀𝐄𝐈 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞𝐷𝑜𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 6.000 𝑒𝑢𝑟𝑜 𝑜𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑏𝑒𝑛𝑖,...
01/04/2026

𝐄𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚: 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐀𝐄𝐈 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞
𝐷𝑜𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 6.000 𝑒𝑢𝑟𝑜 𝑜𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑏𝑒𝑛𝑖, 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑖𝑛𝑒𝑟 𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒

Roma (AEI), 1 aprile 2026 – L’AEI ha raccolto donazioni superiori a 6.000 euro da chiese e opere associate per l’emergenza determinatasi in Sicilia a seguito del ciclone Harry e della frana da scivolamento di oltre 4 chilometri in atto a Niscemi.

Attraverso il segretario Salvatore Bonaccorsi, l’Alleanza Evangelica si è collegata alla Comunione Pastorale di Catania ed altre opere evangeliche in sostegno dell’associazione “Salvati per Servire” attiva a Niscemi dall’inizio dell’emergenza.

Un primo sostegno concreto ha riguardato lenzuola, piumoni, coperte, biancheria ed altri beni di prima necessità consegnati dall’AEI il 21 marzo scorso. Sempre per Niscemi, in coordinamento con il past. Reno Ulfo della Chiesa Sola Grazia di Caltanissetta, e secondo le esigenze condivise da “Salvati per Servire” sta ora valutando di sostenere la messa a disposizione di container da usare come depositi temporanei per i beni delle famiglie evacuate dalle proprie abitazioni.

In Sicilia orientale, l’AEI ha preso contatto con diverse chiese evangeliche per conoscere

situazioni di danni a strutture di famiglie o comunità. Tra esse anche la comunità di Valverde curata dal past. Bonaccorsi che ospita la sede di coordinamento AEI per la Sicilia e che ha subito infiltrazioni.

Nel ringraziare tutti i donatori, l’Alleanza Evangelica informa che tornerà presto a rendicontare in dettaglio sugli interventi resi possibili dalla generosità delle chiese associate.

https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/9-attualita-italia/1553-Emergenza-Sicilia-il-supporto-AEI-in-rete-con-altre-opere-evangeliche

𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐥’𝐀𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐄𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐏𝐚̈𝐢𝐯𝐢 𝐑𝐚̈𝐬𝐚̈𝐧𝐞𝐧𝑃𝑟𝑒𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑝𝑟𝑒𝑚...
01/04/2026

𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐥’𝐀𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐄𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐏𝐚̈𝐢𝐯𝐢 𝐑𝐚̈𝐬𝐚̈𝐧𝐞𝐧
𝑃𝑟𝑒𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎 𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑝𝑟𝑒𝑚𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑙𝑎𝑛𝑑𝑒𝑠𝑒

Bonn (EEA), 27 marzo 2026 – L’Alleanza Evangelica Europea esprime preoccupazione e delusione su una vicenda che si è conclusa, dopo sette anni e già due assoluzioni (vedi anche la notizia a questo link: https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/13-attualita-esteri/1279-sostenere-l-etica-biblica-non-e-un-reato-contro-gli-omosessuali), che riguarda la parlamentare finlandese Päivi Räsänen e il vescovo della diocesi missionaria evangelica luterana della Finlandia, Juhana Pohjola e lo fa con una lettera aperta che riportiamo qui di seguito.

L'Alleanza Evangelica Europea (EEA) esprime la sua profonda delusione per la recente sentenza della Corte Suprema finlandese.

In questa sentenza, Päivi Räsänen e Juhana Pohjola sono stati condannati per "aver reso pubblico un testo offensivo nei confronti di un gruppo". Il caso riguarda un opuscolo del 2004, "Maschio e femmina, li creò", che presenta una prospettiva biblica sulla sessualità umana.

La signora Räsänen è stata assolta da un’altra accusa relativa ad un post sui social media. Il pubblico ministero aveva ritirato le accuse riguardanti un'intervista radiofonica. Tuttavia, con una risicata maggioranza di 3 a 2, la Corte ha stabilito che l'opuscolo in questione conteneva contenuti illeciti, infliggendo una considerevole sanzione pecuniaria.

La Corte Suprema ha dichiarato: “Bisogna tenere conto del fatto che il testo, su cui si basa la condanna, non conteneva incitamento alla violenza o minacce analoghe di fomentazione dell'odio. La condotta non è quindi particolarmente grave in termini di natura del reato”.

Considerata questa valutazione, l'EEA ritiene la condanna difficilmente conciliabile con i principi consolidati della libertà di espressione. La libertà di espressione include la tutela di opinioni che possono essere considerate offensive, in particolare laddove non vi sia incitamento alla violenza o danno dimostrabile. Questo caso è inoltre degno di nota in quanto due tribunali di grado inferiore hanno assolto gli imputati e la polizia inizialmente si è rifiutata di indagare.

L'opuscolo era stato originariamente scritto per un pubblico ecclesiastico ed esprime convinzioni teologiche, tra cui un'affermazione della dignità e del valore di tutte le persone. Pur riconoscendo che alcune espressioni possano essere percepite come offensive da alcuni, la soglia per la criminalizzazione dell'espressione dovrebbe rimanere alta.

L'EEA afferma la dignità e la tutela di tutte le persone, comprese quelle che si identificano come LGBTQ+, e respinge ogni forma di odio e violenza. Allo stesso tempo, desta profonda preoccupazione il fatto che questa sentenza permetta di abbassare la soglia per la criminalizzazione della libera espressione e rischi di creare un precedente preoccupante per la libertà di espressione e di religione in tutta l’Europa.

Per maggiori informazioni contattare:

Jan Wessels e Connie Duarte Co-segretari generali dell’Alleanza Evangelica Europea - Email: [email protected]; +31 616754574

https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/13-attualita-esteri/1552-liberta-di-espressione-l-alleanza-evangelica-europea-sul-caso-paeivi-raesaenen

[Foto di Mick Haupt su Unsplash]

𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐄𝐈 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚𝐼𝑙 16 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑖 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑒𝑚𝑏𝑙𝑒𝑎...
01/04/2026

𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐄𝐈 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚
𝐼𝑙 16 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑖 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑒𝑚𝑏𝑙𝑒𝑎 𝐹𝑒𝑑𝑒𝑟𝑎𝑙𝑒.

Roma (AEI), 1 aprile 2026 – Prende forma il programma della prossima Assemblea Federale 2026 dell’Alleanza Evangelica Italiana che, come già comunicato dal 2025, si terrà a Roma presso la chiesa evangelica Alfa e Omega in Viale Giorgio de Chirico 73 sabato 16 maggio dalle ore 10:00.

Il programma, ricco di momenti di riflessione, vedrà la partecipazione di leader evangelici in rappresentanza di diverse reti di chiese presenti sul territorio nazionale.

Durante la mattina, a seguito dei lavori assembleari, è prevista una meditazione del prof. Pietro Bolognesi dal titolo “Vangelo al centro” che precederà una tavola rotonda con i leader dei movimenti Assemblee di Dio, Chiese Elim in Italia, UCBC, Chiese di Dio.

Nel pomeriggio ci sarà prima un breve focus sulla formazione con la presentazione del Forum Enti di Formazione Evangelica in Italia (www.fefti.org), e poi un altro talk sul tema “Chiesa al centro” che vedrà la partecipazione di rappresentanti della Chiesa Apostolica in Italia, Nuova Pentecoste, Chiese Cerbi e Movimento di Losanna. I lavori si chiuderanno alle 16:15.

Per favorire la partecipazione, l’AEI desidera comunicare che saranno organizzati, a partire dalle ore 9:15, navette dalla stazione ferroviaria di Tor Sapienza (per coloro che arrivano a Roma alla Stazione FF.SS. Tiburtina) e dall’uscita Metro B “Ponte Mammolo” (per coloro che arrivano da Termini). È inoltre previsto un servizio per bambini per permettere alle famiglie di partecipare accompagnati dai propri figli. Per evitare spostamenti, il pranzo a buffet sarà accessibile nella struttura con una piccola quota di partecipazione.

Inoltre, invitiamo tutti coloro che desiderano servire a rendersi disponibili per i vari ambiti di supporto e organizzazione. Il servizio dei volontari è fondamentale per il buon svolgimento dell’evento e rappresenta un’opportunità preziosa per contribuire attivamente alla comunione fraterna e alla buona riuscita dell’assemblea.

https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/9-attualita-italia/1551-Assemblea-Federale-AEI-2026

[Foto di Aaron Burden su Unsplash]

𝐂𝐎𝐌𝐏𝐀𝐒𝐒: 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐩𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨𝐼𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑖𝑙 14 𝑚𝑎𝑟𝑧𝑜 2026Roma (AEI), 9 marzo 2026 - Si terrà a R...
09/03/2026

𝐂𝐎𝐌𝐏𝐀𝐒𝐒: 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐩𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨
𝐼𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑖𝑙 14 𝑚𝑎𝑟𝑧𝑜 2026

Roma (AEI), 9 marzo 2026 - Si terrà a Roma Fiumicino il prossimo 14 marzo 2026 dalle 10:00 alle 17:00, un incontro organizzato da Compass, un ministero sulla gestione delle finanze secondo i principi biblici, affiliato all’alleanza Evangelica Europea che lavora a livello interdenominazionale in Europa da oltre 30 anni e in Italia dal 2018.

Un’intera giornata dedicata per sensibilizzare pastori e leader di chiese locali e ministeri sparsi in Italia al tema della gestione delle finanze secondo la parola di Dio, tema che spesso è ancora considerato un taboo nelle chiese.

Con il patrocinio dell'Alleanza Evangelica si sono svolte in passato, conferenze a Roma, Torino, Caserta, Pescara, Grosseto per sensibilizzare credenti e leader di chiese ad un approccio fondato sulla Parola di Dio riguardo la gestione dei beni.

Per info e iscrizioni: https://arrowheadconferencesandevents.regfox.com/italy-conference

https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/9-attualita-italia/1549-compass-discepolato-finanziario

𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐚𝐜𝐢𝐚𝐭𝐞: 𝐧𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐫𝐧𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐨“𝐿𝑎 𝑏𝑜𝑛𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒, ...
09/03/2026

𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐚𝐜𝐢𝐚𝐭𝐞: 𝐧𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞𝐫𝐧𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐯𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐢𝐜𝐨
“𝐿𝑎 𝑏𝑜𝑛𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒, 𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑏𝑎𝑐𝑖𝑎𝑡𝑒” (𝑆𝑎𝑙𝑚𝑜 85:10)

L’Alleanza Evangelica Italiana si rivolge alle chiese, alle istituzioni e alla società civile con la consapevolezza di chi è chiamato a un duplice ascolto: ascolto della Parola di Dio, che rimane ferma nei cieli (Salmo 119:89), e ascolto del grido che sale da una terra lacerata. La complessità della situazione internazionale, l’ampliarsi del numero e dell’intensità dei conflitti, esige dai credenti non il silenzio dell’indifferenza né il clamore della faziosità, ma una parola chiara, frutto di una coscienza formata dalla Scrittura.

La Scrittura ci insegna anche a guardare con lucidità la natura del peccato: esso è radicale (tocca il cuore), diffusivo (contagia persone e popoli), esteso (attraversa ogni ambito della vita) e multidimensionale (spirituale, morale, sociale, culturale e istituzionale). Esso ferisce anche la creazione, che geme sotto il peso della corruzione e della violenza dell’uomo (Romani 8:19–22). Per questo nessuna analisi puramente politica è sufficiente e nessuna soluzione puramente tecnica può bastare. E tuttavia,

proprio perché il peccato è così pervasivo, la redenzione in Cristo non riguarda soltanto l’interiorità, ma genera verità, giustizia, misericordia e riconciliazione anche nella vita comune.

Confessiamo che il Dio vivente è Signore della storia e giudice delle nazioni (Salmo 2; Daniele 4:34–35). Da questa confessione, e non da un’agenda politica, scaturisce il nostro dovere di parola pubblica, che desideriamo sobria nella forma, radicata nell’evangelo e orientata al bene di quanti sono coinvolti. Con questa prospettiva proponiamo i seguenti punti di discernimento.

𝟭- 𝗗𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻𝘃𝗶𝗼𝗹𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘇𝗼𝗴𝗻𝗮
Il fondamento di ogni etica è teologico prima che giuridico: ogni essere umano è creato a immagine di Dio (Genesi 1:26–27). Per questo la dignità della persona non è un privilegio concesso da qualche autorità politica, ma un dato della creazione che nessuna ragion di Stato, nessuna emergenza securitaria e nessuna rivendicazione territoriale possono annullare.

Da qui discende anche un dovere di verità. “Piangiamo con chi piange” (Romani 12:15), ci opponiamo a ogni retorica che riduca l’avversario a un essere sub-umano e denunciamo la propaganda, da qualunque parte provenga, come forma primaria di violenza morale. “Bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo” (Efesini 4:25). Senza verità non vi è giustizia; senza giustizia non vi è pace. E quest’ordine non è invertibile.

𝟮 - 𝗖𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝗺𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮
È necessario distinguere con precisione ciò che il nostro tempo tende spesso a confondere. Condanniamo senza riserve ogni attacco deliberato contro civili inermi e ogni forma di terrorismo: colpire l’innocente è un male intrinseco che nessuna causa, per quanto percepita come giusta, può legittimare (Esodo 20:13; Proverbi 6:16–17). Il terrorismo non è resistenza, ma violenza sistematica mascherata da politica.

Proprio perché difendiamo la dignità umana, affermiamo anche che la risposta militare dell’autorità civile, alla quale la Scrittura riconosce il compito di arginare il male e proteggere il debole (Romani 13:1–4), non può trasformarsi in un potere senza vincoli esercitato senza limiti. Essa rimane sottoposta a criteri morali rigorosi e verificabili.

Il cristiano “non rende male per male” (Romani 12:17–21); e l’autorità politica, a sua volta, non può assumere la vendetta, che appartiene a Dio solo (Romani 12:19), come principio operativo. Chi risponde al terrore col terrore non sconfigge il male: lo moltiplica.

𝟯 - 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝗶𝗿𝗮𝗻𝗻𝗶𝗮
A questo punto si impone un chiarimento ulteriore, perché il modo in cui si concepisce il potere incide direttamente sulla possibilità della pace. Una delle radici più profonde e meno nominate di molti conflitti è la fusione tra potere politico e autorità religiosa. L’Alleanza Evangelica Italiana esprime grave preoccupazione e aperta condanna nei confronti di ogni regime teocratico e di ogni dittatura, qualunque sia la confessione religiosa o l’ideologia che pretenda di legittimarli.

Quando il nome di Dio è invocato per sigillare il dominio assoluto di un uomo, di un partito o di un clero, la religione non governa lo Stato: è lo Stato che sequestra la religione. Ciò vale per le teocrazie che negano libertà fondamentali in nome della legge divina e vale ugualmente per i regimi autoritari che strumentalizzano il sacro a fini di consenso e repressione.

La Scrittura conosce bene questa tentazione: fu il peccato di Israele quando chiese “un re come tutte le nazioni” (1 Samuele 8:5), e fu la risposta di Gesù nel rifiuto di ogni trono terreno fondato sulla coercizione (Giovanni 18:36). Il regno di Dio non si impone con la spada dello Stato e lo Stato non si santifica appropriandosi del linguaggio del regno.

Affermiamo quindi la distinzione funzionale tra autorità civile e comunità di fede, non come separazione ostile, ma come autonomia reciproca e responsabilità complementari. Per i credenti, entrambe sono chiamate a rendere conto davanti a Dio, sotto la sua sovranità, senza confondersi né assorbirsi a vicenda: la comunità cristiana adempie la propria vocazione con gli strumenti che Cristo le ha affidato — predicazione, discepolato, disciplina, diaconia, missione e testimonianza pubblica — mentre lo Stato adempie la sua chiamata a promuovere la giustizia e a tutelare l’ordine pubblico. Entrambi restano sotto la signoria di Cristo e rispondono a Dio, ciascuna secondo il proprio mandato, senza confondersi né assorbirsi. Dove questa distinzione viene abolita, finanche da parte di persone che si professano cristiane, la coscienza è violata e l’evangelo è tradito.

𝟰 - 𝗖𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗶 𝗶𝗱𝗼𝗹𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶
Quando trono e altare si confondono, spesso anche la nazione pretende una forma di consacrazione. Denunciamo con fermezza ogni forma di nazionalismo che sacralizza lo Stato, l’etnia o il territorio, erigendoli ad assoluto. Quando la nazione diventa idolo, la politica diventa liturgia e la guerra diventa sacramento: è la logica che ha prodotto alcune delle peggiori tragedie del Novecento e che oggi riemerge con inquietante familiarità.

“Del SIGNORE è la terra e tutto quel che è in essa” (Salmo 24:1): nessun popolo può rivendicare un possesso incondizionato su ciò che appartiene al Creatore. Le polarizzazioni che attraversano il dibattito internazionale, la riduzione di realtà complesse a slogan, la tribalizzazione delle coscienze e la demonizzazione dell’altro avvelenano alla radice la possibilità stessa del discernimento.

Richiamiamo le chiese evangeliche, con particolare urgenza, a non lasciarsi catturare da alcuna ideologia nazionalista né da alcuna visione di parte, ricordando che la nostra cittadinanza ultima è nei cieli (Filippesi 3:20) e che in Cristo la distinzione tra i popoli è attraversata, non abolita, dalla grazia (Galati 3:28; Apocalisse 7:9).

𝟱 - 𝗜𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
Se il nazionalismo idolatrico corrode il discernimento, la conseguenza concreta è spesso il disprezzo delle regole comuni. Osserviamo con allarme crescente come il diritto internazionale umanitario, espressione di un consenso etico faticosamente maturato dopo le catastrofi del XX secolo, venga trattato come vincolo opzionale, applicabile ai deboli e sospendibile dai forti. Questa erosione è gravissima.

Diciamo questo senza assolutizzare il diritto internazionale né sacralizzarlo come se fosse, di per sé, garanzia automatica di giustizia. Anche le norme possono essere applicate in modo selettivo, anche le istituzioni possono essere strumentalizzate, anche i tribunali possono essere esposte a pressioni. Proprio per questo, però, il loro indebolimento non libera i popoli: li consegna più facilmente all’arbitrio, alla propaganda e alla legge del più forte.

Quando le nazioni ignorano le convenzioni, eludono i pronunciamenti delle corti internazionali e svuotano di significato le risoluzioni degli organismi multilaterali, viene meno l’unico quadro comune che ancora frena la legge del più forte. Le Scritture non conoscono il moderno diritto internazionale, ma conoscono il principio che lo fonda: il rifiuto dell’arbitrio e la sottomissione del potere alla giustizia. “Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia” (Giovanni 7:24).

Chiediamo a tutti gli attori coinvolti un rispetto pieno, verificabile e non selettivo del diritto internazionale umanitario; e alla comunità delle nazioni la volontà politica di farlo valere con coerenza, senza l’ipocrisia dei doppi standard, che ne rappresenta la negazione più insidiosa.

𝟲 - 𝗜𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗻𝘂𝗰𝗹𝗲𝗮𝗿𝗲
In questo contesto, l’abbassamento delle soglie morali rende ancora più inquietante il tema delle armi di distruzione di massa. Non possiamo tacere, sarebbe irresponsabile, sul rischio atomico che incombe sulla regione e, con essa, sul mondo intero. La proliferazione nucleare e la retorica dell’annientamento totale costituiscono una minaccia che trascende ogni calcolo geopolitico e investe la sopravvivenza stessa della famiglia umana.

L’impiego, anche solo la minaccia credibile dell’impiego, di armi nucleari rappresenterebbe il culmine della tracotanza: la pretesa della creatura di disporre della creazione. “Tu distruggerai quelli che distruggono la terra” (Apocalisse 11:18).

Chiediamo con urgenza che ogni programma nucleare a fini bellici sia sottoposto a controllo internazionale reale, trasparente e non selettivo, e che la comunità delle nazioni persegua il disarmo e la non proliferazione come imperativo non soltanto strategico, ma chiaramente morale.

𝟳 - 𝗚𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗲 𝗽𝗮𝗰𝗲
Dalla dignità della persona, dalla verità, dai limiti della forza e dalla sottomissione del potere alla giustizia discende il punto decisivo. Il Salmo 85 non accosta giustizia e pace come beni separati da bilanciare con accortezza diplomatica: li unisce in un bacio. Questa immagine profetica è la nostra bussola.

Essa esclude una pace costruita sulla rimozione del torto, sull’oblio forzato, sull’accettazione di uno status quo ingiusto; ed esclude una giustizia degenerata in vendetta perpetua, priva di un orizzonte riconciliativo. “L’opera della giustizia sarà la pace, e il frutto della giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre” (Isaia 32:17).

Riconosciamo con realismo che la riconciliazione richiede tempo, ma il rifiuto di intraprenderla è già una condanna. “Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini” (Romani 12:18).

𝟴 - 𝗧𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝘀𝗮
La ricerca di una pace giusta si misura anche nella protezione dei più esposti. Nella spirale dei conflitti, le minoranze, e spesso tra esse le comunità cristiane, subiscono persecuzione, intimidazione e una cancellazione silenziosa che raramente raggiunge i titoli della stampa internazionale.

“Chiediamo che la libertà di coscienza, di culto e di testimonianza sia riconosciuta e protetta come dimensione inalienabile della dignità umana, non come concessione revocabile del potere” (Patto di Losanna, 13). “Ci impegniamo a difendere la libertà religiosa per tutti—per cristiani e per persone di altre fedi—senza confondere questo impegno civile con l’approvazione teologica di ogni credenza“ (Impegno di Città del Capo, 2010, Parte II, 2.C). Chiediamo inoltre attenzione specifica e tutela effettiva per i detenuti e per quanti subiscono vessazioni a causa della loro fede, nonché un impegno concreto e verificabile per la loro liberazione, senza lasciarci intimidire.

Non dimentichiamo gli avvertimenti del Signore Gesù, secondo i quali la persecuzione è inevitabile (Matteo 5:10–12; Giovanni 15:18–21). Proprio per questo riaffermiamo che l’obbedienza a Dio viene prima di ogni imposizione umana: “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini” (Atti 5:29).

𝟵 - 𝗣𝗿𝗲𝗴𝗵𝗶𝗲𝗿𝗮
Alla responsabilità pubblica si accompagna una responsabilità spirituale, che non è evasione ma intercessione. Incoraggiamo a fare propria l’esortazione biblica: “Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità” (1 Timoteo 2:1–2).

Alla luce di quanto ricordato anche dal Patto di Losanna circa la libertà e la persecuzione, invitiamo le chiese a pregare per i civili colpiti, per i feriti e gli sfollati, per i prigionieri e gli ostaggi, per chi è ingiustamente detenuto a motivo della fede, per i governanti e i negoziatori, per chi soccorre e per chi cura, per la cessazione delle ostilità e l’abbandono delle armi, e perché l’odio ceda al ravvedimento.

Ma la preghiera che non genera opere è priva di fede (Giacomo 2:17). Ci impegniamo dunque ad accompagnare l’intercessione con l’azione: aiuto concreto e verificabile, accoglienza, cura, sostegno a comunità e organizzazioni locali affidabili, e attenzione specifica a chi è perseguitato o privato della libertà per la propria testimonianza.

Con la fermezza che nasce non dalla presunzione ma dalla speranza, attendiamo il compimento della promessa: “La verità germoglierà dalla terra e la giustizia guarderà dal cielo” (Salmo 85:11). Fino a quel giorno, con umiltà e determinazione, operiamo perché giustizia e pace tornino a baciarsi, anche nel nostro tempo.

“𝐵𝑒𝑎𝑡𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑎𝑑𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒, 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑠𝑎𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑎𝑡𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝐷𝑖𝑜” (𝑀𝑎𝑡𝑡𝑒𝑜 5:9).

Roma (AEI), 9 marzo 2026

https://www.alleanzaevangelica.org/index.php/news/9-attualita-italia/1548-giustizia-e-pace-si-sono-baciate-nove-punti-per-un-discernimento-evangelico

[Foto di Yume Photography su Unsplash]

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