Anyanwu Sixtus Chizitere

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Credo in Dio, Santa trinità, Maria,Santa Chiesa Cattolica, comunione dei santi...perdono dei peccati e vita eterna

I believe in Dio, Trinity, Mary Holy Catholic Church, Communion of the Saint...forgiveness of sins and life everlasting.

PASSIONE DI GESÙ CRISTOPREGHIERA PRIMA DELLA MEDITAZIONEAdoro,Signore,la tua infinita Maestà,davanti alla quale mi trovo...
06/09/2026

PASSIONE DI GESÙ CRISTO

PREGHIERA PRIMA DELLA MEDITAZIONE
Adoro,Signore,la tua infinita Maestà,davanti alla quale mi trovo,e umilmente ti domando la grazia di trarre frutto dalla meditazione che sto per fare ad onore e gloria tua ed a santificazione dell'anima mia.
Vergine Santissima,Angelo mio custode,Santi miei protettori,pregate ed intercedete per me

6 SETTEMBRE
N°249

Gesù è flagellato alla colonna

Punto IX – Dopo essersi dati il cambio più volte, finalmente quegli scellerati non ne possono più per la stanchezza. Slegano quindi Gesù dalla colonna ed Egli, sfinito e completamente piagato, cade nel lago del suo sangue. A chi non farebbe compassione in quello stato miserabile? Eppure gli spietati Giudei, ricordandosi che nella legge è scritto che si deve flagellare il reo disteso a terra, riprese le forze, osano infierire su un moribondo, riprendendo a percuoterlo crudelmente.

Riflessione – Anima mia, guarda il Salvatore, disteso a terra, che non ha più la forza per muoversi. È in questo momento che Egli ti lava da tutti i tuoi peccati con il suo sangue da cui è interamente coperto. È ora che, usando proprio quel sangue, prepara un unguento preziosissimo per medicare le tue piaghe infette; ed è ora che ti libera dai tuoi flagelli temporali ed eterni e fa zampillare per te dalle sue ferite nuove sorgenti di grazia.

Colloquio – Amabile Gesù, sento cadere su di me quel tuo sangue che ha inzuppato il terreno. Se prima mi sentivo arido e sterile per il peccato di Adamo, ora mi considero una terra benedetta e resa feconda dal tuo sangue. Mi rendo conto di quanto sia grande questo mio privilegio. La misericordiosa Passione con cui ti sei degnato di redimermi supera di gran lunga l’enormità dei miei peccati: grazie, Gesù! Provo compassione per le tue sofferenze e vorrei tanto poterle alleviare in qualche modo. Ma come? Il povero Lazzaro, come dice il Vangelo, aveva almeno i cani che venivano a lambirgli le piaghe, ma tu, Gesù, non hai nemmeno quelli; permettimi quindi di avvicinarmi a te con il mio spirito per baciare le tue ferite, in modo che la forza del tuo amore mi contagi. Tu meriti di essere amato infinitamente, sono io che non sono degno di farlo. Ti prego, fa’ che ti ami: attendo questa grazia come primo dolce frutto della tua Passione.

Pratica – In segno di gratitudine benedirò spesso il sangue che Gesù ha sparso per me; proverò compassione per Lui e così potrò versare nel mio cuore lacrime d’amore e di pentimento.


DOPO LA MEDITAZIONE
Mio dolcissimo Signore Gesù Cristo,io ti supplico affinché la tua Passione sia per me la forza che mi fortifichi,mi protegga e mi difenda;le tue santissime Piaghe siano il cibo che mi alimenti,mi riscaldi e mi rallegri; l'aspersione del tuo Sangue mi purifichi da tutti i peccati; la tua Croce sia la mia gloria; la tua Morte sia per me pegno di vita eterna.In queste cose il mio cuore trovi il suo ristoro,la sua gioia,il suo amore,la sua vita. Amen.
Padre Gaetano da Bergamo

Se mio fratello commette una colpa contro di me, io devo usare carità verso di lui e, prima di tutto, parlargli personal...
06/09/2026

Se mio fratello commette una colpa contro di me, io devo usare carità verso di lui e, prima di tutto, parlargli personalmente, facendogli presente che ciò che ha detto o fatto non è buono. Questo modo di agire si chiama correzione fraterna: essa non è una reazione all’offesa subita, ma è mossa dall’amore per il fratello. (…) E se il fratello non mi ascolta? Gesù nel Vangelo odierno indica una gradualità: prima tornare a parlargli con altre due o tre persone, per aiutarlo meglio a rendersi conto di quello che ha fatto; se, malgrado questo, egli respinge ancora l’osservazione, bisogna dirlo alla comunità; e se non ascolta neppure la comunità, occorre fargli percepire il distacco che lui stesso ha provocato (…) Ciascuno, consapevole dei propri limiti e difetti, è chiamato ad accogliere la correzione fraterna e ad aiutare gli altri con questo particolare servizio. Un altro frutto della carità nella comunità è la preghiera concorde. Dice Gesù: “(…) dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. La preghiera personale è certamente importante, anzi, indispensabile, ma il Signore assicura la sua presenza alla comunità che – pur se molto piccola – è unita e unanime, perché essa riflette la realtà stessa di Dio Uno e Trino, perfetta comunione d’amore. (…) Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna, che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo. (Benedetto XVI, Angelus del 4 settembre 2011 )

PASSIONE DI GESÙ CRISTOPREGHIERA PRIMA DELLA MEDITAZIONEAdoro,Signore,la tua infinita Maestà,davanti alla quale mi trovo...
05/09/2026

PASSIONE DI GESÙ CRISTO

PREGHIERA PRIMA DELLA MEDITAZIONE
Adoro,Signore,la tua infinita Maestà,davanti alla quale mi trovo,e umilmente ti domando la grazia di trarre frutto dalla meditazione che sto per fare ad onore e gloria tua ed a santificazione dell'anima mia.
Vergine Santissima,Angelo mio custode,Santi miei protettori,pregate ed intercedete per me

5 SETTEMBRE
N°248

Gesù è flagellato alla colonna

Punto VIII – Benché Gesù abbia voluto patire per ogni specie di peccato da noi commesso, nella flagellazione la sua carne è stata lacerata per espiare particolarmente le impurità della nostra carne. Per punire questo peccato Dio aveva già mandato due diluvi, uno d’acqua e uno di fuoco; ora manda anche un diluvio di frustate su suo Figlio, solo perché lo vede rivestito di una carne simile alla nostra, corrotta dal peccato. Chi d’ora in avanti potrà ancora considerare il peccato impuro un male non grave?

Riflessione – Quanto devono rimanere sbalorditi gli Angeli nel vedere il Verbo incarnato fare una penitenza così orribile nella sua carne immacolata per i peccati fatti da noi nella nostra! Ma ancora più attoniti dovremmo rimanere noi nel pensare che è un Dio colui che viene torturato per la nostra concupiscenza. Benché non sia Dio che patisce, ma solo la carne unita a Lui, la pena di questa, comunque, si riversa su Dio stesso. Quindi il peccato d’impurità deve essere veramente un male enorme, se viene punito con tanto rigore nella carne pura di un Dio. E devono essere mortali le ferite che esso produce nell’anima, se per curarle non c’è altra medicina che il sangue uscito dalle piaghe di un Uomo-Dio.

Colloquio – Eterno Padre, nella flagellazione di tuo Figlio io vedo la gravità dei miei peccati, che solo il suo sangue e le sue piaghe possono espiare. Per le colpe della mia carne peccatrice ti offro i meriti della sua carne santissima. Se le mie impurità ti hanno offeso, lasciati placare dalla sua carne umiliata.

Gesù, che ami tanto la castità e ancor di più le anime caste, sono pentito di averti sfigurato con la mia disonestà; ti supplico: perdonami ed aiutami a non offenderti più per l’avvenire. Allontana da me le occasioni pericolose, dammi la forza di vincere tutte le tentazioni impure e spegni in me i desideri della carne. Concedimi uno spirito nuovo e un cuore puro, in modo che io non offenda più la castità, ma che l’ami e la custodisca gelosamente. Gesù mio, tu sai che devo vivere con il mio corpo, che devo nutrirlo e difenderlo, e sai anche che più lo tengo bene più mi si ribella, perciò lo affido a te: abbine cura affinché io, a gloria tua, sia preservato dal pericolo di offenderti.

Pratica – Per custodire la castità dovrò osservare la modestia specialmente degli occhi, attraverso i quali le fantasie impure entrano per suscitare gli appetiti dei sensi.

DOPO LA MEDITAZIONE
Mio dolcissimo Signore Gesù Cristo,io ti supplico affinché la tua Passione sia per me la forza che mi fortifichi,mi protegga e mi difenda;le tue santissime Piaghe siano il cibo che mi alimenti,mi riscaldi e mi rallegri; l'aspersione del tuo Sangue mi purifichi da tutti i peccati; la tua Croce sia la mia gloria; la tua Morte sia per me pegno di vita eterna.In queste cose il mio cuore trovi il suo ristoro,la sua gioia,il suo amore,la sua vita. Amen.
Padre Gaetano da Bergamo

Questa strada di vivere attaccati alla legge, li allontanava dall’amore e dalla giustizia. Curavano la legge, trascurava...
05/09/2026

Questa strada di vivere attaccati alla legge, li allontanava dall’amore e dalla giustizia. Curavano la legge, trascuravano la giustizia. Curavano la legge, trascuravano l’amore. Uomini di chiusura, uomini tanto attaccati alla legge, alla lettera della legge, non alla legge, ché la legge è amore; ma alla lettera della legge, che sempre chiudevano le porte della speranza, dell’amore, della salvezza (…) Questa è la strada che ci insegna Gesù, totalmente opposta a quella dei dottori della legge. E questa strada dall’amore alla giustizia, porta a Dio. Invece, l’altra strada, di essere attaccati soltanto alla legge, alla lettera della legge, porta alla chiusura, porta all’egoismo. La strada che va dall’amore alla conoscenza e al discernimento, al pieno compimento, porta alla santità, alla salvezza, all’incontro con Gesù. Invece, questa strada porta all’egoismo, alla superbia di sentirsi giusti, a quella santità fra virgolette delle apparenze, no? (…) Gesù si avvicina: la vicinanza è proprio la prova che noi andiamo sulla vera strada. Perché è proprio la strada che ha scelto Dio per salvarci: la vicinanza. Si avvicinò a noi, si è fatto uomo. Dio che si è fatto uomo come uno di noi, e noi che dobbiamo farci come gli altri, come i bisognosi, come quelli che hanno bisogno del nostro aiuto. (Francesco - Omelia Santa Marta, 31 ottobre 2014)

A vini nuovi, otri nuovi. La novità del Vangelo. Cosa ci porta il Vangelo? Gioia e novità. Questi dottori della legge er...
04/09/2026

A vini nuovi, otri nuovi. La novità del Vangelo. Cosa ci porta il Vangelo? Gioia e novità. Questi dottori della legge erano rinchiusi nei loro comandamenti, nelle loro prescrizioni. San Paolo, parlando di loro, ci dice che prima che venisse la fede - cioè Gesù - noi tutti eravamo custoditi come prigionieri sotto la legge. Questa legge di questa gente non era cattiva: custoditi ma prigionieri, in attesa che venisse la fede. Quella fede che sarebbe stata rivelata in Gesù stesso. (…) Gesù ha detto: ‘Io non vengo a chiudere la legge, ma a portarla alla sua pienezza’. E la pienezza della legge, per esempio, sono le Beatitudini, la legge dell’amore, l’amore totale, come Lui - Gesù - ci ha amato. E quando Gesù rimprovera questa gente, questi dottori della legge, li rimprovera di non aver custodito il popolo con la legge, ma fatto schiavo di tante piccole leggi, di tante piccole cose che si dovevano fare. (…) San Paolo distingue bene: figli della legge e figli della fede. A vini nuovi, otri nuovi. E per questo la Chiesa ci chiede, a tutti noi, alcuni cambiamenti. Ci chiede di lasciare da parte le strutture caduche: non servono! E prendere otri nuovi, quelli del Vangelo. Non si può capire la mentalità - per esempio - di questi dottori della legge, di questi teologi farisei: non si può capire la mentalità loro con lo spirito del Vangelo. Sono cose diverse. Lo stile del Vangelo è uno stile diverso, che porta alla pienezza la legge. Sì! Ma in un modo nuovo: è il vino nuovo, in otri nuovi”. (Francesco - Omelia Santa Marta, 5 settembre 2014)

L’evangelista fa vedere come i primi discepoli seguirono Gesù fidandosi di Lui, fondandosi sulla sua Parola, accompagnat...
03/09/2026

L’evangelista fa vedere come i primi discepoli seguirono Gesù fidandosi di Lui, fondandosi sulla sua Parola, accompagnata anche da segni prodigiosi. Osserviamo che, prima di questo segno, Simone si rivolge a Gesù chiamandolo «Maestro», mentre dopo lo chiama «Signore» (v. 7). È la pedagogia della chiamata di Dio, che non guarda tanto alle qualità degli eletti, ma alla loro fede, come quella di Simone che dice: «Sulla tua parola getterò le reti». (…) L’esperienza di Pietro, certamente singolare, è anche rappresentativa della chiamata di ogni apostolo del Vangelo, che non deve mai scoraggiarsi nell’annunciare Cristo a tutti gli uomini, fino ai confini del mondo. Tuttavia, il testo odierno fa riflettere sulla vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. Essa è opera di Dio. L’uomo non è autore della propria vocazione, ma dà risposta alla proposta divina; e la debolezza umana non deve far paura se Dio chiama. Bisogna avere fiducia nella sua forza che agisce proprio nella nostra povertà; bisogna confidare sempre più nella potenza della sua misericordia, che trasforma e rinnova. Cari fratelli e sorelle, questa Parola di Dio ravvivi anche in noi e nelle nostre comunità cristiane il coraggio, la fiducia e lo slancio nell’annunciare e testimoniare il Vangelo. Gli insuccessi e le difficoltà non inducano allo scoraggiamento: a noi spetta gettare le reti con fede, il Signore fa il resto. (Benedetto XVI - Angelus, 10 febbraio 2013)

PASSIONE DI GESÙ CRISTOPREGHIERA PRIMA DELLA MEDITAZIONEAdoro,Signore,la tua infinita Maestà,davanti alla quale mi trovo...
02/09/2026

PASSIONE DI GESÙ CRISTO

PREGHIERA PRIMA DELLA MEDITAZIONE
Adoro,Signore,la tua infinita Maestà,davanti alla quale mi trovo,e umilmente ti domando la grazia di trarre frutto dalla meditazione che sto per fare ad onore e gloria tua ed a santificazione dell'anima mia.
Vergine Santissima,Angelo mio custode,Santi miei protettori,pregate ed intercedete per me

2 SETTEMBRE
N° 245

Gesù è flagellato alla colonna

Punto V - Molte rivelazioni, cui la Chiesa dà credito, dicono che sono stati centinaia i
colpi dati a Gesù nella flagellazione. La legge voleva che i colpevoli fossero battuti più o meno secondo la qualità e la quantità dei loro misfatti, ma in nessun caso le sferzate dovevano superare la quarantina. Il Redentore si era addossato i peccati senza numero di tutto il mondo e di tutti i tempi e voleva soffrire tutte le pene, anch’esse senza numero,
necessarie per il loro riscatto. Perciò crediamo che sia impossibile contare i colpi di flagello caduti su di Lui, perché non è possibile misurare neppure la pena meritata dai peccatori.

Riflessione - Per redimere il genere umano sarebbe bastata una sola percossa, una sola ferita o una sola goccia di sangue, in virtù della Divinità che in Gesù era unita alla natura umana. Ma ciò che sarebbe stato sufficiente per la giustizia divina non è bastato per appagare il suo amore. Se fosse stato possibile avrebbe sofferto ancora di più, e volentieri per l’amore che nutre per noi. Via via che le sferzate cadono e aprono le piaghe, Egli ci dimostra in queste i segni tangibili della sua carità; e lo fa per obbligarci a riamarlo, perché solo nel nostro amore per Lui è riposta la nostra perfezione e la salvezza eterna.

Colloquio - Gesù mio, ti vedo trafitto dal dolore e insieme dall’amore: per
quest’ultimo ti ringrazio immensamente e per il dolore ti compiango. So che è la mia
anima l’oggetto del tuo amore, quest’anima che fin dall’eternità era presente nel tuo
cuore; e so anche che non sono tanto i flagelli che ti fanno soffrire, quanto i peccati del mondo, specialmente i miei. Quant’è grande la tua bontà se riesci ad amare me, che non son degno neppure di un tuo sguardo, perché, oltre a non amarti, ti offendo e ti faccio soffrire in
continuazione.
Gesù mio, se non ti amo è impossibile che io provi dispiacere per averti offeso, perciò
ti supplico, per i meriti delle tue piaghe, ferisci con il tuo amore il mio cuore, affinché da questa ferita escano lacrime di sincero pentimento.

Pratica - Ripeterò spesso a Gesù che l’amo e che mi pento dei miei peccati; e non
devo stancarmi di ripeterlo, perché, se in ogni azione e in ogni sentimento umano ci
vuole una certa misura, nell’amore e nella contrizione non si fa mai troppo.

DOPO LA MEDITAZIONE
Mio dolcissimo Signore Gesù Cristo,io ti supplico affinché la tua Passione sia per me la forza che mi fortifichi,mi protegga e mi difenda;le tue santissime Piaghe siano il cibo che mi alimenti,mi riscaldi e mi rallegri; l'aspersione del tuo Sangue mi purifichi da tutti i peccati; la tua Croce sia la mia gloria; la tua Morte sia per me pegno di vita eterna.In queste cose il mio cuore trovi il suo ristoro,la sua gioia,il suo amore,la sua vita. Amen.
Padre Gaetano da Bergamo

Ecco l'agnello di Dio, Ecco Gesù figlio di Dio, Ecco il nostro Redentore e salvatore CHE TOGLIE I PECCATI DEL MONDO
02/09/2026

Ecco l'agnello di Dio, Ecco Gesù figlio di Dio, Ecco il nostro Redentore e salvatore
CHE TOGLIE I PECCATI DEL MONDO

Quel giorno era un sabato. La gente del villaggio aspetta il tramonto e poi, finito l’obbligo del riposo, esce e porta d...
02/09/2026

Quel giorno era un sabato. La gente del villaggio aspetta il tramonto e poi, finito l’obbligo del riposo, esce e porta da Gesù tutti i malati e gli indemoniati. E Lui li guarisce, ma vieta ai demoni di rivelare che Lui è il Cristo. Fin dall’inizio, dunque, Gesù mostra la sua predilezione per le persone sofferenti nel corpo e nello spirito: è una predilezione di Gesù avvicinarsi alle persone che soffrono sia nel corpo sia nello spirito. È la predilezione del Padre, che Lui incarna e manifesta con opere e parole. I suoi discepoli ne sono stati testimoni oculari, hanno visto questo e poi lo hanno testimoniato. Ma Gesù non li ha voluti solo spettatori della sua missione: li ha coinvolti, li ha inviati, ha dato anche a loro il potere di guarire i malati e scacciare i demoni. E questo è proseguito senza interruzione nella vita della Chiesa, fino ad oggi. E questo è importante. Prendersi cura dei malati di ogni genere non è per la Chiesa un’“attività opzionale”, no! Non è qualcosa di accessorio, no. Prendersi cura dei malati di ogni genere fa parte integrante della missione della Chiesa, come lo era di quella di Gesù. E questa missione è portare la tenerezza di Dio all’umanità sofferente. (Francesco - Angelus, 7 febbraio 2021)

Gesù non solo scaccia i demoni dalle persone, liberandole dalla peggiore schiavitù, ma impedisce ai demoni stessi di riv...
01/09/2026

Gesù non solo scaccia i demoni dalle persone, liberandole dalla peggiore schiavitù, ma impedisce ai demoni stessi di rivelare la sua identità. Ed insiste su questo "segreto" perché è in gioco la riuscita della sua stessa missione, da cui dipende la nostra salvezza. Sa infatti che per liberare l’umanità dal dominio del peccato, Egli dovrà essere sacrificato sulla croce come vero Agnello pasquale. Il diavolo, da parte sua, cerca di distoglierlo per dirottarlo invece verso la logica umana di un Messia potente e pieno di successo. La croce di Cristo sarà la rovina del demonio, ed è per questo che Gesù non smette di insegnare ai suoi discepoli che per entrare nella sua gloria deve patire molto, essere rifiutato, condannato e crocifisso (cfr Lc 24,26), essendo la sofferenza parte integrante della sua missione. Gesù soffre e muore in croce per amore. In questo modo, a ben vedere, ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell’amarezza di dure prove fisiche e morali. (Benedetto XVI - Angelus del 1° febbraio 2009)

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