Missionari Scalabriniani - Europa e Africa

Missionari Scalabriniani - Europa e Africa Missionari Scalabriniani - Europa e Africa. Scalabriniani.net, il sito della Congregazione. Scopri di più: http://www.scalabrini.net/it/chi-siamo.html

SCALABRINIANI CON I MIGRANTI

La Congregazione dei missionari scalabriniani è stata fondata a Piacenza nel 1887 dal beato Giovanni Battista Scalabrini per assistere gli emigranti italiani che partivano in massa per le Americhe. Nei decenni la missione di assistenza ai migranti si è estesa ad altri continenti, nazionalità e soggetti della mobilità umana. Da oltre 50 anni la congregazione è interna

zionale sia nei suoi destinatari sia nei suoi componenti. Oggi i missionari sono circa 700, di circa 40 nazionalità diverse e operano in 34 paesi. In Europa e in Africa, unite in un’unica Regione scalabriniana (la regione Beato Giovanni Battista Scalabrini), si contano oggi 200 missionari presenti in 29 città di 10 nazioni, tutti impegnati in una variegata gamma di servizi sociali e religiosi offerti a migranti, rifugiati, richiedentiasilo e marinai di diverse nazionalità e confessioni religiose. L’azione di missionari, religiosi e sacerdoti è coadiuvata da circa 600 operatori laici che, a tempo pieno o a tempo parziale, partecipano alle varie attività di assistenza.

29.08.2026: Ordinazione sacerdotale del nostro diacono Kendy ad Haiti. Buona missione!
31/08/2026

29.08.2026: Ordinazione sacerdotale del nostro diacono Kendy ad Haiti. Buona missione!

📍𝐃𝐞𝐬𝐝𝐞 𝐂𝐞𝐮𝐭𝐚: 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐟𝐥𝐞𝐱𝐢𝐨́𝐧 𝐬𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐚𝐜𝐨𝐠𝐢𝐝𝐚 𝐲 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐝𝐚𝐝"𝑃𝑜𝑟𝑞𝑢𝑒 𝑡𝑢𝑣𝑒 ℎ𝑎𝑚𝑏𝑟𝑒, 𝑦 𝑚𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑒𝑖𝑠 𝑑𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒𝑟; 𝑡𝑢𝑣𝑒 𝑠𝑒𝑑, 𝑦 𝑚𝑒 𝑑𝑖...
28/08/2026

📍𝐃𝐞𝐬𝐝𝐞 𝐂𝐞𝐮𝐭𝐚: 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐟𝐥𝐞𝐱𝐢𝐨́𝐧 𝐬𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐚𝐜𝐨𝐠𝐢𝐝𝐚 𝐲 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐝𝐚𝐝

"𝑃𝑜𝑟𝑞𝑢𝑒 𝑡𝑢𝑣𝑒 ℎ𝑎𝑚𝑏𝑟𝑒, 𝑦 𝑚𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑒𝑖𝑠 𝑑𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒𝑟; 𝑡𝑢𝑣𝑒 𝑠𝑒𝑑, 𝑦 𝑚𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑒𝑖𝑠 𝑑𝑒 𝑏𝑒𝑏𝑒𝑟; 𝑓𝑢𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑎𝑠𝑡𝑒𝑟𝑜, 𝑦 𝑚𝑒 𝑟𝑒𝑐𝑜𝑔𝑖𝑠𝑡𝑒𝑖𝑠….¿𝐶𝑢𝑎́𝑛𝑑𝑜 𝑡𝑒 𝑣𝑖𝑚𝑜𝑠 𝑒𝑥𝑡𝑟𝑎𝑛𝑗𝑒𝑟𝑜 𝑦 𝑡𝑒 𝑎𝑐𝑜𝑔𝑖𝑚𝑜𝑠 …..?—𝑂𝑠 𝑎𝑠𝑒𝑔𝑢𝑟𝑜 𝑞𝑢𝑒, 𝑐𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑜 ℎ𝑖𝑐𝑖𝑠𝑡𝑒𝑖𝑠 𝑎 𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑒 𝑒𝑠𝑡𝑜𝑠 ℎ𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛𝑜𝑠 𝑚𝑖́𝑜𝑠 𝑚𝑎́𝑠 𝑝𝑒𝑞𝑢𝑒𝑛̃𝑜𝑠, 𝑎 𝑚𝑖́ 𝑚𝑒 𝑙𝑜 ℎ𝑖𝑐𝑖𝑠𝑡𝑒𝑖𝑠”. (𝑀𝑡 25:35𝑠𝑠)

“𝑁𝑜 𝑡𝑜𝑑𝑜 𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑒 𝑚𝑒 𝑑𝑖𝑐𝑒: 𝑆𝑒𝑛̃𝑜𝑟, 𝑆𝑒𝑛̃𝑜𝑟, 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑎́ 𝑒𝑛 𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑖𝑛𝑜 𝑑𝑒 𝑙𝑜𝑠 𝑐𝑖𝑒𝑙𝑜𝑠, 𝑠𝑖𝑛𝑜 𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑒 ℎ𝑎𝑐𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑢𝑛𝑡𝑎𝑑 𝑑𝑒 𝑚𝑖 𝑃𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒 𝑒𝑠𝑡𝑎́ 𝑒𝑛 𝑙𝑜𝑠 𝑐𝑖𝑒𝑙𝑜𝑠”. (𝑀𝑡.7.21𝑠𝑠)

Antes de tomar el barco para Ceuta me puse en la pequeña mochila, este metro, esta unidad de medida como para facilitarme la lectura de una realidad tan compleja, como la que se está viviendo estos días en la ciudad.
Todos nos ofrecen su lectura de la realidad a veces desde una perspectiva política o partidaria, a veces simplemente como fenómeno de la sociedad y no faltan los que ven también en la desgracia una oportunidad de ganancia egoísta.

Llegando a la ciudad se nota un mayor movimiento de policía y militares por las calles y a lo largo de las playas grupos de jóvenes que caminan rápido y con aire de preocupación y miedo.
En la puerta del Centro San Antonio ya estaba la fila de personas que esperaban ingresar para el servicio de duchas y una merienda. En la casa actualmente se están albergando más de cuarenta personas y más de un centenar de personas pasan cada día para el servicio de duchas y merienda.

Ingresando en el patio del Centro ya cambia el aire: la gente se saluda y un grupo numeroso se mueve en las diferentes actividades de servicio. La mayoría son personas con cara joven, tanto los huéspedes, como los voluntarios. Lo que maravilla es la serenidad y la colaboración. La limpieza, la comida, la organización de los turnos de ducha, las clases de español, la recepción en la puerta de ingreso, el servicio de enfermería ….no se distingue ya quienes son los voluntarios de ASCS, los tres seminaristas Scalabrinianos, el personal de la casa, las Hermanas de la Caridad, los huéspedes llegados en estos días de emergencia…..todos que aportan de lo que saben y pueden para el bien de todos.
Aunque los medios hablen de la violencia de estos “nuevos llegados”, en el Centro no hubo episodio alguno.
Los medios hacen ver la indignación y violencia del pueblo de Ceuta, pero no todos son así: en los barrios más pobres hay ejemplos de personas que ofrecen comida y acogen, especialmente a menores que andan solos por las calles. En otros barrios y también cerca del Centro San Antonio, otras personas se encargan de llamar la policía y denunciar la presencia de migrantes.
Si es verdad la noticia de última hora que unas personas (de Ceuta y llegadas de afuera para provocar tensión) bloquearon el trasporte de la Cruz Roja que llevaba comida a las personas confinadas en la playa de Trampolín y quemaron las chabolas de fortuna que cobijaban a las personas migrantes, estamos imitando las “malas prácticas” y la barbarie de la Franja de Gaza.
La iglesia local, por medio de Cáritas, envía “cosas” para ayudar el Centro San Antonio, casi sin mostrar la cara, sin pronunciar una palabra clara sobre el amor al prójimo y el deber cristiano de la hospitalidad.
De verdad que con nuestras opciones y nuestro actuar decidimos la credibilidad de la vida cristiana. No podemos confiar en quien dice apoyar la Iglesia y en la realidad actúa contra la Palabra del Evangelio.
Que para nosotros también, la única unidad de medida sea el Evangelio, cueste lo que cueste y tengamos el coraje de ser coherentes en nuestro actuar.

El testimonio de generosidad y colaboración de las personas que encontré hoy el Centro San Antonio de Ceuta, me renueva en la esperanza de que el Reino de Dios sigue construyéndose, sin hacer mucho ruido, con el aporte precioso de los pobres y sencillos.

P. Sante Zanetti, cs

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«…perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete accolto… Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? … In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». (Mt 25,35ss)

«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli». (Mt 7,21ss)

Prima di prendere la nave per Ceuta ho messo nel mio piccolo zaino questo metro, questa unità di misura, come per facilitarmi nella lettura di una realtà tanto complessa come quella che si sta vivendo in questi giorni nella città.

Tutti ci offrono la loro lettura della realtà: a volte da una prospettiva politica o di parte, a volte semplicemente come fenomeno sociale; e non mancano coloro che vedono persino nella disgrazia un’opportunità di guadagno egoistico.

Arrivando in città si nota una maggiore presenza di polizia e militari per le strade e, lungo le spiagge, gruppi di giovani che camminano velocemente, con un’aria di preoccupazione e paura.

All’ingresso del Centro San Antonio c’era già la fila di persone che aspettavano di entrare per usufruire del servizio docce e ricevere una merenda. Attualmente nella casa sono ospitate più di quaranta persone e ogni giorno più di un centinaio di persone vi passano per il servizio docce e merenda.

Entrando nel cortile del Centro cambia già l’aria: le persone si salutano e un gruppo numeroso si muove tra le diverse attività di servizio. La maggior parte sono giovani, sia tra gli ospiti sia tra i volontari.

Ciò che colpisce è la serenità e la collaborazione. La pulizia, la preparazione del cibo, l’organizzazione dei turni per le docce, le lezioni di spagnolo, l’accoglienza all’ingresso, il servizio infermieristico… non si distinguono più i volontari dell’ASCS, i tre seminaristi scalabriniani, il personale della casa, le Suore della Carità, gli ospiti arrivati in questi giorni di emergenza… Tutti offrono ciò che sanno e ciò che possono, per il bene di tutti.

Sebbene i media parlino della violenza di questi «nuovi arrivati», nel Centro non si è verificato alcun episodio di violenza.

I media mostrano l’indignazione e la violenza della popolazione di Ceuta, ma non tutti sono così: nei quartieri più poveri ci sono esempi di persone che offrono cibo e accolgono, soprattutto i minori che vagano da soli per le strade.

In altri quartieri, e anche nei pressi del Centro San Antonio, altre persone si occupano invece di chiamare la polizia e denunciare la presenza dei migranti.

Se è vera la notizia dell’ultima ora secondo cui alcune persone — di Ceuta e giunte da fuori per provocare tensioni — hanno bloccato il trasporto della Croce Rossa che portava cibo alle persone confinate sulla spiaggia del Trampolín e hanno bruciato le baracche di fortuna che offrivano riparo alle persone migranti, allora stiamo imitando le «cattive pratiche» e la barbarie della Striscia di Gaza.

La Chiesa locale, attraverso la Caritas, invia «cose» per aiutare il Centro San Antonio, quasi senza mostrarsi, senza pronunciare una parola chiara sull’amore per il prossimo e sul dovere cristiano dell’ospitalità.

Davvero, con le nostre scelte e il nostro agire decidiamo la credibilità della vita cristiana. Non possiamo fidarci di chi dice di sostenere la Chiesa e, nella realtà, agisce contro la Parola del Vangelo.

Che anche per noi l’unica unità di misura sia il Vangelo, a qualunque costo, e che abbiamo il coraggio di essere coerenti nel nostro agire.

La testimonianza di generosità e collaborazione delle persone che oggi ho incontrato al Centro San Antonio di Ceuta rinnova in me la speranza che il Regno di Dio continui a costruirsi, senza fare molto rumore, attraverso il prezioso contributo dei poveri e dei semplici.

P. Sante Zanetti, cs

🌍 𝐔𝐧 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞In occasione dell’𝐀𝐧𝐧𝐨 𝐕𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐒𝐜𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐧𝐢𝐚𝐧𝐨, il missionario Renato Zilio rivolge ai...
26/08/2026

🌍 𝐔𝐧 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞

In occasione dell’𝐀𝐧𝐧𝐨 𝐕𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐒𝐜𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐧𝐢𝐚𝐧𝐨, il missionario Renato Zilio rivolge ai giovani una lettera che invita a fermarsi, guardare al futuro e interrogarsi sul senso delle proprie scelte.

Un invito a superare l’individualismo per riscoprire la forza dell’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨, 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨. Perché una vocazione non è solo una strada da scegliere, ma anche una chiamata ad aprirsi al mondo e alle persone che incontriamo.

👉 Leggi la lettera e lasciati accompagnare dalla riflessione di padre Renato Zilio:
https://www.avveniredicalabria.it/anno-vocazionale-scalabriniano-la-lettera-ai-giovani-di-padre-renato-zilio


Scalabrini Press

Anno vocazionale scalabriniano: la lettera ai giovani di padre Renato Zilio. Segui il link e leggi l'articolo per scoprire di più.

📍𝐀𝐝𝐣𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢, 𝐔𝐠𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢, 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀☀️💧A Nyumanzi Refugee Settlement, in Uganda, continuiamo a...
24/08/2026

📍𝐀𝐝𝐣𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢, 𝐔𝐠𝐚𝐧𝐝𝐚
𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢, 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀☀️💧

A Nyumanzi Refugee Settlement, in Uganda, continuiamo a costruire, passo dopo passo, condizioni più dignitose per le persone rifugiate e le comunità che le accolgono.

Nyumanzi ospita circa 𝟓𝟓.𝟎𝟎𝟎 𝐫𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐚𝐭𝐢, 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐞 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐒𝐮𝐝 𝐒𝐮𝐝𝐚𝐧. Qui, l’accesso ai servizi essenziali è al centro del nostro impegno per lo sviluppo umano integrale.

Grazie al sostegno dei nostri partner e donatori, 𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐩𝐚𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 sono stati recentemente installati sul tetto della struttura comunitaria, portando energia e illuminazione all’edificio e all’area circostante.

Allo stesso tempo, il nostro programma per l’accesso all’acqua ha già permesso di completare 𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐳𝐳𝐢, contribuendo a garantire una risorsa fondamentale per la vita quotidiana e per la salute della comunità.

Anche sul fronte sanitario è stato raggiunto un importante risultato: i 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢 𝐝𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢 grazie al supporto del Fondo di Angela e Guido Magni della Swiss Philanthrophy Foundation 𝐚𝐥 𝐍𝐲𝐮𝐦𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐇𝐞𝐚𝐥𝐭𝐡 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚, alla presenza di un rappresentante dell’Office of the Prime Minister responsabile per i rifugiati nel distretto di Adjumani. Particolare attenzione è stata dedicata ai farmaci destinati ai bambini individuati come una delle principali necessità del centro.

E questo è solo l’inizio. L’accesso all’energia permetterà di esplorare nuove opportunità di formazione online, offrendo ai giovani la possibilità di proseguire gli studi a distanza e ampliare le proprie prospettive per il futuro.

Acqua, energia, salute ed educazione: interventi diversi, ma un unico obiettivo — contribuire a costruire comunità in cui ogni persona possa vivere con dignità e avere accesso alle opportunità fondamentali.

Grazie a tutti i partner e donatori che rendono possibili questi passi concreti.

Perché garantire l’accesso ai diritti fondamentali è un atto di giustizia.🌍

EN
Adjumani, Uganda | Small steps, fundamental rights becoming reality ☀️💧❤️

In Nyumanzi Refugee Settlement, Uganda, we continue to work step by step towards creating more dignified living conditions for refugees and the communities that welcome them.

Nyumanzi is home to around 55,000 refugees, primarily women and children from South Sudan. Here, access to essential services is at the heart of our commitment to Integral Human Development.

Thanks to the support of our partners and donors, five solar panels have recently been installed on the roof of our community facility, providing electricity and lighting to the building and the surrounding area.

At the same time, our water access programme has already enabled the completion of three wells, helping to provide a resource that is fundamental to everyday life and community health.

An important step has also been achieved in healthcare: donated by the Angela and Guido Magni Fund of the Swiss Philanthropy Foundation for Nyumanzi Health Centre have been delivered and distributed to the facility, in the presence of a representative of the Office of the Prime Minister responsible for refugees in Adjumani District. Particular attention was given to medicines for children, identified as one of the health centre’s major needs.

And this is only the beginning. Access to electricity will also allow us to explore new opportunities for online learning, enabling young people to continue their education remotely and expand their prospects for the future.

Water, energy, healthcare and education: different interventions, but one shared goal — helping to build communities where every person can live with dignity and have access to fundamental opportunities.

We are deeply grateful to all our partners and donors who make these concrete steps possible.

Because ensuring access to fundamental rightsis an act of justice.🌍



Scalabrini International Migration Network
Scalabrini Press

𝐂𝐄𝐔𝐓𝐀, 𝐋’𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈𝐍𝐔𝐀A Ceuta l’emergenza non si è fermata con i primi giorni di agosto.Dopo gli arrivi massicci de...
21/08/2026

𝐂𝐄𝐔𝐓𝐀, 𝐋’𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈𝐍𝐔𝐀

A Ceuta l’emergenza non si è fermata con i primi giorni di agosto.

Dopo gli arrivi massicci delle scorse settimane, migliaia di persone sono ancora bloccate in condizioni di estrema precarietà, mentre i servizi di accoglienza continuano a essere sotto pressione.

In questo contesto, 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, accanto alle persone migranti più vulnerabili. Un presidio concreto che, anche nei momenti di maggiore difficoltà, sceglie di non lasciare nessuno solo.

Ma cosa significa vivere questa emergenza ogni giorno? Cosa accade dentro e fuori Casa San Antonio? E cosa vede chi, come le volontarie e i volontari di ASCS, è lì per accompagnare le persone che arrivano?

👉 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐚, 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐒𝐂𝐒, 𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐝𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐂𝐞𝐮𝐭𝐚.

Perché dietro i numeri dell’emergenza ci sono persone, storie e volti che chiedono di essere ascoltati.

🔗 Leggi la testimonianza sul nostro sito: "Casa San Antonio, dove la cura restituisce dignità” https://scalabriniani.net/2026/08/20/ceutsa-emergenza-san-antonio/

Ed ecco il messaggio della GMMR per questo anno 2026
14/08/2026

Ed ecco il messaggio della GMMR per questo anno 2026

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ LEONE XIV PER LA 112ª GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO (27 settembre 2026) [ Multimedia ] _______________________

  è al centro di una grave emergenza umanitaria.Negli ultimi giorni migliaia di persone sono arrivate alle frontiere del...
31/07/2026

è al centro di una grave emergenza umanitaria.

Negli ultimi giorni migliaia di persone sono arrivate alle frontiere della città, affrontando il mare e un viaggio estremo nella speranza di trovare un futuro diverso. Tra gli arrivi, ci sono anche vite spezzate che il mare continua a restituire.

In queste ore, nel Centro di Accoglienza San Antonio, i della Regione Europa e Africa, insieme ad ASCS - Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo e alla Diocesi di Cadice-Ceuta, stanno lavorando senza sosta per rispondere ai bisogni più urgenti: offrire cure, ascolto e protezione a chi arriva in condizioni di estrema vulnerabilità.

Di fronte a una crisi come questa, il dibattito politico può attendere. L'urgenza, oggi, è non lasciare sole le persone. La nostra risposta è quella che guida da sempre la missione scalabriniana: essere presenti, accogliere, prendersi cura.

Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.

Scalabrini Press


A migliaia le persone che si sono riversate nell'enclave sp****la via mare nelle ultime ore. I centri di accoglienza sono stracolmi: è emergenza umanitaria. Sanchez invia i militari

Indirizzo

Via Dandolo, 58
Rome
00153

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